Capitolo 9 - Viola

E' quasi buio il cielo è viola, un colore che non lascia presagire niente di buono sei sul pontile, aspetti Jack che sta per scendere dalla Perla, siete diretti da lui: da Barbossa.

Il capitano scende con la sua camminata sgangherata dalla nave e si dirige verso di te, le pistole scintillano attaccate alla sua cintura, lo sguardo cupo e deciso.

"Andiamo?" ti chiede semplicemente e tu annuisci traendo un profondo respiro.

Camminate fianco a fianco decisi lungo le strade di Tortuga, la confusione intorno a voi vi scivola addosso come lo sguardo delle persone che vi stanno alla larga viste le vostre facce i vostri sguardi.

In poco meno di mezzora siete alla baia e la vedete: la West Horizon è lì con le vele abbassate, qualche pirata lavora sul ponte ma è per lo più deserta, è quasi l'ora, l'ora in cui lui voleva vedervi, in cui voleva che voi foste là.

Senti il cuore rimpicciolirsi, senti lo stomaco chiudersi e la gola bruciare come se avessi ingoiato un centinaio di spilli.

"Jack…" bisbigli e lui rivolge il suo sguardo su di te "ricordati il piano. John prima di tutto…" continui alludendo a quello che avete ideato nel corso del pomeriggio.

La sua mano ti scivola lungo la schiena, l'altra ti prende il mento.

"Niente stronzate Truman, niente di niente sono stato chiaro? Non farti ammazzare dolcezza o dovrai vedertela con me?" ti dice lui con un sorriso ironico annuisci semplicemente poi senza dire nulla vi avviate verso il molo.

Vi hanno accolto come sapevate vi avrebbero accolto: vi aspettavano. Venite scortati lungo il ponte, nessuno si prende la briga di disarmarvi, segno che probabilmente non devono temere le armi da fuoco, segno che probabilmente sono ancora maledetti come lo erano un tempo.

Della vera ciurma nella West Horizon nessun segno, quelli che vi stanno intorno sono ancora loro, gli scagnozzi di Barbossa.

Arrivate sotto coperta e la porta della cabina del capitano si apre solenne, hai paura una paura terribile di quello che potresti vedere lì dentro, non per te, non per Jack, per nessuno in quel momento temi qualcosa se non per quel ragazzetto alto un metro e una mela che è la cosa più importante della tua vita.

"Avanti Capitani…non fate complimenti…" la sua voce riecheggia tra le pareti della nave, una voce che non credevi avresti più sentito. Muovi qualche passo all'interno della cabina spinta da Jack che ti tiene una mano sulla schiena per indirizzarti. Lì lo vedi con il cappello calato sul viso gli abiti cenciosi e quel viso segnato dal tempo e dal mare Barbossa è lì che vi squadra e vi attende.

"Non pensavo che ti avrei rivisto…" esclama Jack sorpassandosi e avvicinandosi al suo vecchio rivale.

"Neanche io Jack…quando mi hai sparato pensavo che non avrei ma più rivisto nulla…e lo stesso vale anche per la volta in cui mi hai sparato tu signorina Truman…" risponde lui alzandosi dalla sedia e venendovi incontro con passo deciso.

Lo fissi semplicemente senza dire nulla.

"Spiegami solo perché sei ancora vivo…" dici a denti stretti dopo gli attimi di silenzio.

"Ahn…è una storia così lunga e noiosa…dovrei dirvi di come il tesoro di Cortez era in realtà solo una copertura, di come ho fatto finta di morire perché in realtà sono ancora maledetto visto che è un altro l'amuleto che rende me e la mia ciurma maledetti…" dice lui camminando intorno alla tavola imbandita.

"Lo conoscete questo?" esclama mostrandovi una collana d'argento a cui sta attaccata una pietra viola, scura come le profondità dell'oceano.

Spalanchi gli occhi e sussulti Jacq aveva ragione, il vecchio Jacq ci aveva visto giusto anche questa volta, era quella la pietra che rendeva immortale Barbossa, non il suo inutile tesoro, ed ora ne avevi avuto la conferma.

"No Barbossa non lo conosciamo e non ci interessa nemmeno…" risponde Jack passeggiando senza timore intorno al tavolo "Siamo qui per un altro motivo…"

Barbossa muove la mano destra buttando gli occhi al cielo.

"Il bambino…" sbuffa "Jack Jack come ti sei ridotto…insomma un pirata come te, con un figlio a carico…non me lo sarei mai aspettato!…" continua sedendosi su una sedia "Portate il bambino!" urla poi prima che un paio dei suoi pirati entrino portando con loro John.

"Mammaaaa" urla lui e nel giro di pochi istanti si divincola dalla presa di quegli uomini correndo verso di te e saltandoti in braccio ha gli occhi gonfi di chi ha pianto molto e ti stringe forte le braccia al collo.

Ricacci le lacrime e lo abbracci "E' tutto ok…siamo qui noi adesso…" lo rassicuri stringendolo a te.

"Truman che scena raccapricciante!" sbotta Barbossa con gli occhi fissi su di te.

"Taci!" urli lasciandoti prendere un attimo dal panico, poi guardi Jack, gli occhi scuri che ti fissano, devi calmarti!

"Tralasciando queste scene stomachevoli e melense…" continua Barbossa "Arriviamo al punto…siete stati davvero gentili a venire qui, sulla mia nave pure sapendo che non l'avreste più lasciata…perché lo sapete vero che da qui non ve ne andrete più, allegra famigliola?" il tono di voce è basso, cupo, maligno, solo una cosa ti trattiene dallo scagliarti contro di lui il peso che ti brucia nella tasca.

L'oggetto che ti consentirà di far finire tutto questo e di uccidere quel cane. Jacq, un mago più che un pirata, una enciclopedia delle leggende e delle maledizioni conosceva quella pietra viola, la Lacrima di Satana l'ha chiamata, e anche tu la conoscevi.

Conosci il perché della sua forma spezzata, conosci il motivo per cui verso il basso il viola diventa più chiaro quasi a voler diventare azzurro.

C'è un solo perché ed è lì nella tua tasca.