"Dunque…" esclama Barbossa incrociando le mani e portandole sotto il mento "potrei dire che è davvero un onore avere l'intera famiglia Sparrow sulla mia nave…" continua sorridendo con quei denti marci e giallastri che fanno capolino dalle labbra secche e screpolate "Quasi quasi potrei dire che mi mancherete quando vi avrò fatto a pezzi e gettati in mare…" conclude mentre senti John stringersi alle tue gambe nel sentire quelle parole.
"Dovresti ostentare meno sicurezza Barbossa…" commenti tu mantenendo lo sguardo fisso su di lui "Troppa presunzione rovina gli uomini, non te l'hanno mai detto? O forse in te ormai non rimane più nulla da rovinare?" continui inclinando la testa in segno di sfida verso il pirata malconcio seduto di fronte a te.
"Ma senti la nostra mammina com'è arrogante oggi!" ride con voce roca "E io che pensavo che ti saresti getta a terra supplicandomi di risparmiare la vita del bamboccio…!"
"Io non supplico Barbossa, io attacco…" gli dici con disarmante semplicità e appena ti accorgi del lieve sorriso che si dipinge sul viso di Jack.
"E di grazia mia signora, come pensi di attaccarmi questa volta?" chiede con tono ironico il vostro nemico, quasi a voler schernire il tuo presunto coraggio.
"Perché dovrei scoprire ora le mie carte Barbossa quando farlo in un altro momento mi darebbe maggiori possibilità di successo?" continui stando al gioco, deridendolo a tua volta.
Lui apre la bocca senza che nessun suono ne esca.
"Lo vedi vecchio amico mio? Questa donna riesce a zittire chiunque…" la voce di Jack si introduce nel discorso mentre si siede e appoggia pesantemente i piedi sul tavolo di fronte a lui "E' una forza della natura stai attento o potresti pagarne le conseguenze…" ride prendendo in mano una mela e addentandola "Non ti sembra di averla già vissuta questa scena vecchio mio?" chiede prima di tirare a Barbossa la mela morsicata.
"State solo peggiorando la vostra situazione…" commenta lui a denti stretti, prendo al volo la mela e lanciandola con forza contro una delle pareti della cabina.
"Perché non mi mostri la Lacrima di Satana Barbossa…?" gli chiedi prendendo John per mano e facendolo andare accanto a Jack, mentre tu prendi posto su una delle sedie "Non puoi non esaudire l'ultimo desiderio di una condannata a morte, no?"
Lui ti guarda, con sguardo torvo poi prende la pietra dalla tasca e la sbatte sul tavolo esattamente di fronte e dove sei tu.
Fissi quella pietra, ti concentri sulla parte spezzata quella dove il viola si confonde con l'azzurro, quella dove sembra che potrebbe incastrarsi qualcos'altro, un altro pezzo di qualcosa…
"Sai è curioso…tu dici che questa pietra e la sua leggenda, quella secondo cui chi la possiede è destinato ad essere maledetto con la vostra strana immortalità insieme a coloro che ne possiedono una scheggia è la causa di tutti i vostri guai…" dici con sguardo perso, verso Barbossa "Ma la cosa ancora più curiosa è che questa non è l'unica leggenda intorno a questa stupenda pietra viola, io ne conosco un'altra…" continui.
"Quando questa pietra fu rinvenuta nel 300 avanti Cristo o forse prima si racconta che non fosse esattamente così come è ora lo sai? Si racconta che a trovarla furono due fratelli, lavoratori in miniera. Uno di loro, il più disonesto decise di rubare questa pietra al proprio principale e di tenersela per sé, ma l'altro fratello che voleva invece restituirla, non riuscendo a convincere l'altro a farlo propose di dividerla a metà, di modo che ciascuno con la propria parte potesse fare ciò che preferiva…" ti fermi per un attimo e guardi Jack che ti fissa; John gli sta accanto e lo tiene per mano, ha lo sguardo preoccupato ma allo stesso tempo ti sta ascoltando con attenzione.
"Beh siccome quella che i due fratelli avevano trovato non era una pietra qualunque ma una pietra magica una volta divisa anche i suoi poteri si divisero: al fratello avido che voleva rubare la gemma andò la metà maledetta, con un potere tale da garantirgli sì l'immortalità, ma da impedirgli di provare ogni piacere che la vita poteva offrirgli.
All'altro fratello, quello che decise di riconsegnare la propria metà al proprietario della miniera andò la gemma con il potere dell'immortalità senza i contro della sofferenza ed inoltre con il potere di annullare gli effetti della metà malvagia della pietra." Concludi con calma questo tuo discorso prima di infilare lentamente una mano in tasca e tirane fuori una pietra brillante, di un azzurro acceso e chiarissimo ed appoggiarla sul tavolo.
"Non puoi ucciderci Barbossa, siamo immortali anche noi…" dici con semplicità, guardandolo negli occhi ed aspettando una sua reazione "Se qualcuno deve morire oggi quello sarai tu, e questa volta per sempre…"
Silenzio, per qualche istante scende un silenzio di tomba nella stanza mentre tu allunghi la mano per prendere la tua metà della pietra e inizi a giocarci con fare ironico.
"Quello potrebbe essere un qualunque pezzo di vetro per quanto ne so io Truman…" dice Barbossa cercando con scarsi risultati di non sembrare preoccupato.
"Tu puoi credere quello che vuoi Barbossa se preferisci credere che è solo un pezzo di vetro fai pure, non sono affari miei, ma credimi: non ti conviene" è Jack a rispondere al capitano mentre ticchetta insistentemente con le dita sul tavolo.
Poi è questione di un attimo Barbossa estrae la pistola con una velocità impressionante, ma tu non sei da meno, e fai lo stesso, nello stesso istante due colpi vengono sparati: il tuo contro Barbossa e il suo contro di te.
