Capitolo 13 – Lo Stregone

"Quindi mi stai dicendo che nessuno dei pirati di Barbossa è venuto a bordo delle navi per impedirvi di partire? Che nessuno di loro si è preso la briga di controllare se stavate venendo a salvarci o meno?" chiedi incredula a Jerome.

Siete nella tua cabina sulla Black Death, Jack e alla finestra e guarda fuori il mare, tu sei seduta con un piede sul tavolo e l'altro a terra che ticchetta insistente e nervosamente.

"Esattamente Black…non abbiamo visto l'ombra di un pirata e credimi la cosa è sembrata strana a noi tanto quanto a te…" ti risponde lui che se ne sta in piedi con le spalle appoggiate alla porta della cabina, le braccia incrociate al petto mentre ti fissa dubbioso.

"Jack questa storia non ha senso, non ha alcun senso! Perché? Perché ha fatto finta di abbandonarci lì e se n'è andato senza pensare a nient'altro, alle nostre navi, alle nostre ciurme?" chiedi frustrata, questa storia non quadra, niente torna in tutto quello che è successo negli ultimi giorni, se Barbossa avesse voluto uccidervi l'avrebbe fatto nonostante i frammenti della gemma che portate addosso, se avesse voluto uccidervi quantomeno si sarebbe preoccupato di impedire che le vostre navi vi venissero a salvare.

"E se noi gli servissimo?" dice il Capitano con tono solenne senza staccare gli occhi dall'immensa distesa blu che vi circonda.

"Cosa?" esclamate all'unisono tu e Jerome.

Jack si gira le braccia incrociate sul petto gli occhi scuri e pensierosi, gli stessi che ha ogni volta che qualche idea gli balena nella mente "Se avesse bisogno di noi VIVI…" continua muovendo qualche passo verso il centro della stanza.

"E per cosa?" controbatti tu sempre più confusa.

"Non ne ho idea, ma conosco qualcuno che potrebbe dircelo…" risponde il capitano lasciandosi sfuggire un sorrisetto.

Lo guardi senza dire nulla, ci stai capendo sempre meno…

"Partiamo, adesso. Black segui la Perla!" statuisce poi uscendo dalla tua cabina come una furia.

"JACK!" gli gridi alzandoti e correndo dietro di lui "Jack ti puoi fermare e dirmi dove diavolo stiamo andando?" continui prendendolo per un braccio per costringerlo a fermarsi.

"Conosco una persona che potrebbe aiutarci a capire a cosa serviamo chery, una persona che potrebbe sapere quali sono i piani di Barbossa…" ti dice con un tono incredibilmente calmo.

"E chi sarebbe questa persona…?" chiedi, non troppo sicura di voler conoscere la risposta.

"Lo vedrai Black Truman, lo vedrai…" commenta il capitano mentre sale sulla scaletta che porta dalla tua nave alla sua iniziando poi a dare ordini alla ciurma per prepararsi alla partenza.

"Allora capitano?" Jerome appare dietro di te.

"Partiamo…" sospiri guardano ancora per un attimo la Perla.

"E per dove?" ride il tuo marinaio.

"Non ho la più pallida idea amico mio, non ne ho la più pallida idea…" ridi a tua volta andando al timone e iniziando a dare indicazioni all'equipaggio.

Un'isola: così piccola che nessuna cartina avrebbe mai potuto riportarla, la vegetazione selvaggia, le acque di un blu così scuro e minaccioso da scoraggiare chiunque ad inoltrarvisi. E voi avete attraccato lì, a poche centinaia di metri da quella costa frastagliata contro cui si infrangono le onde bianche e violente.

"Mamma ma cos'è quell'isola?" ti chiede John appoggiando le braccia sulla balaustra della nave e fissando la terra davanti a voi.

"Non ho idea tesoro, è stato papà a decidere di venire qui, in questo posto dimenticata da Dio…"

"…e dagli uomini…" ti fa eco Jerome apparendo al tuo fianco nuovamente.

"Sparrow!" esclami a gran voce per farti sentire da Jack che è bordo della Perla, attraccata proprio accanto a voi.

Lui si gira dalla sua posizione al timone, sta parlando con Gibbs e gli sta dando indicazioni per mettere in mare le scialuppe e per raggiungere la costa.

"Forza Capitano Truman vieni a bordo, si va a terra!" ti dice lui mentre ti giri verso John.

"Tu resti qua ok? Torniamo presto!" gli dici e lui butta gli occhi al cielo sbuffando.

"Ma mam…"

"NO! E quando dico no questa volta è no! Rimani qui buono e zitto sono stata chiara?" lo interrompi con tono che non lascia presagire alcuna replica. Lui annuisce e se ne va verso il timone per avere una visuale migliore dell'isola.

"Che caratterino Capitano!" ride Jerome "Io posso venire?" ti chiede.

"Tu devi venire! In questa storia non muovo un passo senza di te! Ne sai più tu di queste gemme magiche e di tutte queste cose di tutti noi…" gli dici salendo a bordo della Perla.

"Credo che il tuo Sparrow ne sappia parecchio…" commenta lui.

"Lo spero…lo spero…" concludi mentre ti avvicini a Jack.

"Andiamo?" lui annuisce e salite su una scialuppa dirigendovi verso l'isola.

Il mare è tutt'altro che calmo e le onde sbattono contro la barca.

"Spero che tu sappia quello che stai facendo Jack…" gli dici a bassa voce senza riuscire a distogliere lo sguardo dall'isola davanti a voi.

"Lo so perfettamente chery e so che non c'è nulla da temere, altrimenti ti avrei legata nella tua cabina e ti avrei impedito di venire…" sorride fissando i suoi occhi nei tuoi.

"E poi avrei dovuto ucciderti Sparrow, sarebbe stato un vero peccato…" commenti mentre la chiglia della barca tocca la sabbia e scendete sulla spiaggia guardandovi intorno.

"Voi rimanete qui!" esclama Jack rivolto ai pirati venuti con noi "Jerome, Gibbs voi venite con me e Black…" statuisce prima di girarsi verso la vegetazione.

"E adesso andamo a trovare il nostro vecchio amico, uh?" continua rivolto verso il suo primo uomo che si lascia scappare una risata.

"Aye, Capitano!".

Iniziamo a camminare, Jack in testa seguito da Gibbs, poi io ed infine Jerome che chiude la fila.

"Ci sono già stato in questo posto…" ti dice a bassa voce guardandosi intorno e tu ti giri verso di lui "Anni fa, molti anni fa mentre ero al servizio di tuo padre…" continua "Lui vive qui…"

"Lui chi?" gli chiedi insistente tenendo la voce bassa per non farti sentire da Jack.

"Lo stregone…" ti risponde guardandoti.

"Uno stre…cosa? Siamo qui per vedere uno stregone?" esclami quasta volta a voce un po' troppo alta.

"Ebbene sì chery, ma non uno stregone qualunque…" interviene Jack senza smettere di camminare. Accelleri il passi e ti affianchi a lui "No, fammi capire tu pensi che la soluzione dei nostri problemi sia uno stregone?" gli chiedi incredula.

"Vorrei ricordati piccola insopportabile donna che abbiamo a che fare con pietre magiche e pirati maledetti e tu fai tutte queste storie per uno stregone?" ti risponde sfoggiandoti una indimenticabile espressione esasperata.

"E cosa farà? Una bambolina vodoo di Barbossa con cui ci dirà cosa sta facendo?" continui incorciando le braccia e fissandolo scettica.

"Avrei dovuto legarti nella tua cabina…lo sapevo avrei dovuto farlo!" borbotta il capitano riprendendo a camminare e gesticolando come un matto.

"Black…non è uno stregone da quattro soldi come quelli delle strade di Tortuga..:" interviene Gibbs "…questo, beh credimi…potrà davvero aiutarci…"

"Lo spero proprio…lo spero proprio…" commenti ricominciando a camminare dietro Jack che sta ancora farfugliando qualche incomprensibile lamentela su di te.

Dopo poco più di mezzora di cammino eccovi arrivati al centro dell'isola, una piccola piana si estende davanti a voi ed al centro una capanna, sbilenca, che pende verso sinistra, fatta di fango e sterpaglie. Numerose aste di legno sono piantante tutte attorno e da ognuna di queste pende qualcosa, uccelli, catene, conchiglie, piume, le cose più strane, che potrebbero essere interpretate come amuleti o semplicemente come il risultato di una battuta di caccia andata male.

Jack avanza ancora un po', fermandosi davanti al primo di questi bastoni conficcati nel terreno.

"Chiedo il permesso di entrare!" urla a gran voce "Sono il Capitano Jack Sparrow e con me vengono persone fidate…"

Per un minuto buono non accade nulla, poi all'improvviso la porta della capanna di apre e una voce risuona flebile come il vento.

"Vieni avanti Capitano, che tu sia il benvenuto…"

Jack si gira e vi fa un cenno di intesa prima di iniziare a camminare, lo segui riluttante, tutta questa storia e tutta questa magia ti spaventano.

Entrate nella capanna in cui l'odore di fango si mischia a quello dell'incenso e del fumo di un fuoco quasi totalmente spento che agonizza al centro della stanza.

È tutto molto buio fatta eccezione per una singola torcia che brucia alla vostra destra.

"Anni sono ormai…anni sono passati…" la stessa voce che vi aveva dato il permsso di entrare risuona ora più forte da un angolo: c'è una sedia di fronte all'unica finestra della casa, qualcuno seduto, vi dà le spalle.

"Sono accadute troppe cose mio saggio amico, troppe cose per potertele raccontare tutte…" risponde Jack senza muoversi.

"Molte ne sono cambiate nella tua vita Capitano, una donna e un figlio sono ora al tuo fianco nel cammino della vita…" continua la figura nascosta.

Come sa di te? Le voci girano…tu e Jack siete due Capitani famosi e…ma su quest'isola ti sembra davvero strano che possano essere arrivate simili informazioni.

"Black Truman, conobbi tuo padre anni orsono, buon uomo, buon pirata…" continua rivolgendosi verso di te. Si alza e finalmente la luce della torcia lo illumina.

Un viso vecchio segnato da sole e dalla rughe, abbronzato e così contrastante con il candore dei lunghi capelli e della barba che gli incorniciano il viso; due occhi straordinariamente azzurri, così chiari da rendere difficile sostenere lo sguardo.

Una veste di lino bianco ampia e fresca lunga fino ai piedi, dalle maniche corte che lasciano intravvedere le braccia ormai stanche ma ancora muscolose segnate da tatuaggi rossi e neri, linee curve che si intrecciano tra loro.

"Chi sei?" chiedo senza pensarci e sul volto dell'uomo si apre quello che potrebbe definirsi un sorriso.

"Non è questa la domanda mia audace donna Capitano…la domanda giusta non è chi sono, ma cosa sono e a cosa posso servire…" risponde.

Rimani senza parole, confusa dall'enigmatica frase con cui ti ha risposto.

"Capitano è una storia complicata e pericolosa quella su cui venuto a chiedermi spiegazioni…" continua poi rivolgendosi verso Jack.

"Lo so…ed è per questo che ho bisogno di te: per capire." risponde Jack con tono serio.

"La Lacrima del Diavolo Capitano è qualcosa di troppo pericoloso per qualunque mortale e nelle mani di farabutti e assasini quali quelle in cui è il pericolo è imminente…" si ferma e si siede a gambe incrociate davanti al fuoco invitandovi con un gesto della mano a fare lo stesso.

Jack e Gibbs sono i primi ad accomodarsi, poi Jerome ed infine tu.

Il vecchio stregone si allunga a prendere un recipiente di argilla alla sua sinistra lo apre e ne estrae una polvere viola che butta sulle braci ancora fumanti del fuoco poi chiude gli occhi.

"Vuoi sapere perché Barbossa vi ha tenuto in vita quando avrebbe potuto lasciarvi morire…" dice il mago e nessuno di voi ribatte "Ha bisogno di voi mio audace amico, non di te o della tua compagna ma di vostro figlio…" continua e a sentire quelle parole ti si secca la gola, cosa c'entra John in tutto questo?

"Ma avrebbe potuto tenerlo e non lasciarlo con noi…" esclama Jack.

"No…non gli serve solo quello e non gli serve ora perché ancora non ha la chiave del suo mistero…la Lacrima del Diavolo Capitano porta ad un tesoro ancora più grande dell'immortalità, porta ad un potere nascosto nel più sicuro dei forzieri, ma Barbossa ancora non sa dov'è, quello che sa è che per accedere a questo tesoro, come narra la leggenda, ha bisogno del sangue dei suoi più grandi nemici, del loro odio e del loro amore…" spiega lo stregone riaprendo gli occhi e rivelando le sue iridi che da cristalline sono ora diventate cupe e opache.

Ora è chiaro, tu e Jack, i suoi nemici, il vostro sangue che scorre nelle vene di John, il vostro amore racchiuso nella figura di vostro figlio e in quello che provate l'uno per l'altra, il vostro odio che il gesto che Barbossa vuole compiere scatenerà in voi!

"Vuole che lo seguiamo…così quando avrà trovato il tesoro userà John…e noi per arrivare a quello che vuole, per quetso gli serviamo vivi…" commenta Jack fissando pensieroso la fiamma violacea che arde davanti a voi.

"Cos'è il tesoro…?" chiedi interrompendo il capitano "Quale tesoro Barbossa vuole con così tanta determinazione?" continui.

Lo stregone sospira "Il fuoco della distruzione mio giovane Capitano, il Fuoco del Diavolo, capace di radere al suolo città, paesi e nazioni…un Fuoco capace di distruggere gli uomini e il loro impero…" risponde e non puoi fare a meno di guardare Jack che a sua volta ha gli occhi fissi nei tuoi.

Lo stregone si alza di scatto "Ora dovete andare…non è più tempo di restare un vento sta arrivando da nord che vi permetterà di raggiungere la meta che dovete raggiungere…"

"Non c'è alcun posto in cui dobbiamo andare!" esclami con veemenza alzandoti in piedi a tua volta.

"C'è Capitano, se Barbossa ha bisogno di vostro figlio per i suoi scopi voi avrete bisogno del suo per i vostri…" conclude senza poi aggiungere altro, voltandosi e rimettendosi silenziosamente a sedere dov'era prima del vostro arrivo.

"Barbossa ha un figlio?" chiedi timidamente. Sei nella cabina di Jack davanti alla specchiera che ti pettini i capelli. Il Capitano si è appena tolto gli stivali ed ora con la camicia aperta se ne sta lì seduto sul letto, i gomiti sulle ginocchia, le mani giunte tra le gambe.

"A quanto sembra sì chery…" risponde con voce grave.

Ti alzi e ti avvicini a lui prendendo il suo viso tra le mani, costringendolo ad alzare lo sguardo, a incontrare i tuoi occhi.

"Giurami Capitano Sparrow che non gli lascerai prendere nostro figlio…" gli dici con la voce ridotta poco più che a un sussurro.

"Te lo giuro." Risponde semplicemente "Sul mio onore, sulla vita…" aggiunge alzandosi in piedi.

Ora è lui a prenderti il viso mentre ti fissa con gli occhi carichi di pensieri e di preoccupazioni; lascia scivolare le sue labbra sulle tue ripetendo un ultima volta un flebile "Lo giuro…"