Capitolo 18 – Custer il falco

"E' piombato in casa vostra e vi ha rapiti? Ma perché?" chiedi rivolta a Will ed Elizabeth. Siete nella cabina di Jack, tu cammini nervosamente avanti e indietro mentre gli altri sono seduti al tavolo.

"Chery…" esclama Jack all'improvviso alzandosi e mettendoti le mani sulle spalle costringendoti poi a sederti "Puoi stare ferma? Mi stai facendo girare la testa…" commenta e tu sbuffi.

"Non sappiamo come mai…cosa voglia da noi, cosa volesse…" risponde Will.

"Insomma da quello che ci avete raccontato in questa storia, tutta questa storia noi non c'entriamo…" aggiunge Lizzie.

"Voleva che lo seguissimo!" la interrompe Jack e tutti lo fissate "Sperava che la notizia del vostri rapimento ci giungesse più rapidamente e che questo ci spingesse a seguirlo, seguire lui e la sua nave…" spiega "…ma non ne sapevamo nulla e comunque l'abbiamo seguito ugualmente anche se per altri motivi…" conclude lasciandosi cadere pesantemente su una sedia.

"Capitano!" Clarence apre di scatto la porta della cabina entrando a passo veloce seguito da Jerome "Le due donne…le due prostitute a cui avreste dovuto dare la pietra…" inizia a dire trafelato, con il fiato corto "…le hanno trovate sgozzate fuori da una taverna…" aggiunge guardandoti negli occhi.

"Dannazione!" esclami ad alta voce battendo un pugno sul tavolo e facendo tentennare i bicchieri e la bottiglia di rhum.

"Si sono accorti dell'inganno?" interviene Will e Jack annuisce pensieroso.

Dopo qualche secondo di silenzio alza lo sguardo e incontra il tuo "E' l'unica soluzione Black…" dice con fare risoluto e tu scuoti la testa alzandoti dalla sedia.

"No…non è possibile, anche se volessi non ho modo di mettermi in contatto con lei…" rispondi guardando fuori da una delle finestre.

"Tu no, ma lui sì…" statuisce il capitano indicando Jerome con un cenno del capo.

"Jack no!" sbotti voltandoti di scatto.

"L'hai incontrata…" bisbiglia Clarence con un filo di voce e tu rivolgi gli occhi su di lui "…hai incontrato…mia madre?" aggiunge cercando di farsi coraggio e di scandire con maggiore precisione le parole.

Sospiri e sposti lo sguardo, poi lo riporti su di lui e annuisci con un veloce cenno del capo "Sì l'ho vista Clarence, sulla nave di Barbossa, mentre prendevo la pietra…" confessi sapendo di non poter far altro.

"Lei…come…?"

"Bene…sta bene ragazzo…" gli rispondi andandogli vicino ed appoggiando le mani sulle sue spalle poi giri la testa e guardi il tuo primo uomo, Jerome "…ho paura che Jack abbia ragione amico mio…abbiamo bisogno di metterci in contatto con lei…" gli spieghi guardandolo negli occhi "…Custer è ancora utilizzabile?" chiedi poi con un sorriso .

"Il mio falco è sempre a vostra disposizione capitano…" scherza lui.

"Devi prepararlo allora…" interviene Jack "…scrivi un biglietto Black…"

"Volete che sia lei a riconsegnare a Barbossa la pietra?" interviene Clarence titubante quasi con tono accusatorio

"Lei vive sulla sua nave ragazzo mio lei…" gli dice Jack convinto.

"Se lui scopre che lei…" continua Clarence.

"Non lo scoprirà!" intervengo io "…sa come fare…sa come trattarlo …" lo rassicuro ma non sembra molto convinto

"Dille che dobbiamo vederla…alla taverna della Testa Mozzata, stanotte…" continua Jack ignorando le silenziose proteste di Clarence.

"Scriverò il biglietto e tu devi mandare Custer alla West Horizon…" continui rivolta a Jerome mentre vedi Clarence girarsi e lasciare la stanza.

"Noi andiamo…" dicono dicono Will ed Elizabeth alzandosi.

"Capitano aspetto il messaggio da legare alla zampa di Custer…" ti dice Jerome "…anche se…" inizia a dire mentre gli rivolgi la tua più completa attenzione "…non è sicuro Black…il mio falco è intelligente…ma se il messaggio finisse in mani sbagliate?"

"E' per questo che ora devo parlare con Clarence…mi serve la sua magia ora…perché quel messaggio lo possa leggere solo Persefone…" gli spieghi e lui assume un'espressione consapevole annuendo con convinzione.

"Devo andare da lui…" dici rivolta a Jack poco prima di uscire dalla cabina.

"Ecco…" dice il ragazzo passandoti una fialetta verde scuro "Con questa solo mia madre potrà leggere il messaggio…"

"Come hai fatto?" gli chiedi curiosa.

"Ho aggiunto al liquido un capello, non mio perché…il mio sangue appartiene anche a Barbossa…" dice interrompendosi un attimo "…ma tuo capitano…il tuo sangue e quello di mia madre…solo lei potrà leggere…" ti spiega abbozzando un sorriso.

"Clarence ha detto che verrà da te…" gli dici prendendogli la mano "…al momento giusto sarete insieme, di nuovo…" lui annuisce.

"Ora vai Capitano…devi scrivere il tuo messaggio…" conclude invitandoti a fare ciò che sai di dover fare.

L'atmosfera è umida, l'aria persante, la luce della taverna è fioca, anche troppo e non permette quasi di riconoscere le persone. Lei arriverà, lei deve arrivare è l'unica possibilità che avete…

"Black…arriverà…" ti dice Jack quasi leggendoti nel pensiero vedendoti guardare ancora una volta le scale che portano all'ingresso.

"Lo spero…" commenti mentre senti la mano del Capitano sulla tua.

"Come stiamo diventando pessimiste Truman…" ride con voce roca mentre qualcosa attira la tua attenzione: un pirata.

Un cappello nero e consunto, l'andatura elegante, la camminata decisa e il portamento così poco piratesco, non è un uomo quello.

Alza lo sguardo e riconosci gli occhi, quegli occhi verdi, i tuoi; vi vede e si avvicina al vostro tavolo.

"Non ho tempo…" esclama sedendosi su una sedia "…li ho seminati ma…"

Metti una mano in tasca e tiri fuori la pietra "Devi rimetterla dov'era…Barbossa…?"

"No! Non si è accorto di nulla…non sa che è sparita…la rimetterò a posto…e quando la userà…" ti risponde.

"Quando la userà sarà tutto finito…" concludi e lei annuisce prima di alzarsi.

"Non vi deluderò…" commenta con un sorriso prima di girarsi ed uscire di fretta dalla taverna.

"Ora e tutto nelle sue mani…" commenti parlando quasi tra te e te.

"Andiamo Truman…" esclama Jack alzandosi e conducendoti verso l'uscita posteriore "Meglio non farci vedere se davvero la stanno seguendo…" continua e tu non puoi fare altro che annuire.

L'aria è fresca, così diversa da quella della taverna, il cielo scuro, quasi nero e le stelle velate da una leggera foschia rischiarata dalla luna.

"Andrà tutto come deve andare…" ti dice Jack fermandosi a bordo strada e prendendoti il viso tra le mani.

Lo guardi e trovi in lui una sicurezza che nessun altro ti sa dare "Deve essere così Sparrow…perché altrimenti…"

"Sarà così donna…devi sempre essere così piena di dubbi?" ride "Ogni tanto mi chiedo come faccio a sopportarti…magari dovrei abbandonarti da qualche parte…sulla mia isoletta preferita magari…" continua.

"…non lo faresti mai…" commenti "…sai che ne uscirei…e che ti troverei capitano…"

"Lo so Truman ma potrebbe essere divertente scappare da te…" ride e tu scuoti la testa.

"E' un'esperienza che non augurerei nemmeno al nostro peggiore nemico Jack…" rispondi baciandolo con passione.

"Ok…niente inseguimenti…" conviene e con un gesto fulmineo ti prende in braccio "…questa volta Truman andiamo esattamente dove dico io…" conlude iniziando a camminare verso il porto.

Persefone ha fatto quello che doveva fare…o almeno così sembra visto che la West Horizon è ripartita pochi giorni dopo il tuo incontro con lei per una meta sconosciuta.

La state seguendo, e la cosa si sta rivelando molto difficile, in mare aperto bisogna stare a notevole distanza per non non farsi scoprire e perdere le tracce è fin troppo facile.

Ma le vostre ciurme sono le migliori, riescono a governare il vento e a piegarlo ai vostri scopi, riescono ad avere la vista così lungimirante da seguire sempre i vostri nemici, riescono ad essere invisibili e silenziosi quando il sole splende, veloci e decisi durante le tempeste.

Ed ora la nave di Barbossa ha ormeggiato, al largo di un'isola senza porti e senza abitanti, una macchia di verde e di montagne alte e pericolose, voi siete ora più distanti, dopo aver visto la loro meta avete ancorato le navi in una baia, un piccolo atollo non molto distante da dov'è la West Horizon, ma abbastanza per non essere visti, o sentiti.

Sono stati organizzati i turni e con le scialuppe ogni 8 ore 4 pirati vanno e vengono dall'isola misteriosa dove ha attraccato Barbossa per controllare ogni loro movimento, ogni cosa…

E' notte ora, notte fonda, sei nella tua cabina sulla Black Death con Jerome a parlare, a cercare di capire cosa sta succedendo e cosa Barbossa vuole ottenere; Jack e John dormono, sulla Perla, ma tu non riuscivi e chiudere occhi ed eccoti quindi con il tuo uomo più fidato a cercare di trovare il bandolo di questa intricatissima matassa.

"Black…il punto non è questo il punto…" le parole di Jerome si interrompono quando sentite un rumore provenire dal ponte, un tonfo, qualcosa che cade nell'acqua a peso morto inabissandosi velocemente sotto la superficie…

Vi scambiato uno sguardo d'intesa mentre entrambi sguainate le spade cercando di fare meno rumore possibile; ti posizioni dietro la porta della cabina mentre Jerome mette una mano sulla maniglia, in pochi istanti però la pesante porta di legno si spalanca mandando a terra il tuo primo uomo che sbatte all'indietro contro il tavolo.

Otto pirati entrano rumorosamente nella cabina accerchiandoti: con la spada in mano inizi a combattere, sperando che magari qualcuno senta la confusione, se non sulla tua nave dove probabilmente la ciurma è stata messa fuori gioco visto che ancora non è accorsa, almeno sulla Perla…ma solo in quel momento ricordi che la Perla è ora ben distante da voi, dall'altra parte dell'Isola per recuperare alcune informazioni…

Due dei pirati sono a terra sanguinanti e morenti, infilzi il ventre di un uomo barbuto e sporco che ti sta davanti prima di girarti per schivare l'ennesimo attacco.

È questione di un attimo, senti qualcosa cadere pesantemente con tro di te, sulla tua testa, barcolli cercando un appiglio prima di stramazzare al suolo, un paio di stivali sudici e logori, sono questa l'ultima cosa che vedi prima di perdere i sensi.