Capitolo 19 – Il Vulcano

Jack POV – Questo capitolo deve essere letto immaginando di trovarsi nei panni di Capitan Jack Sparrow!

Le onde, il mare che rolla sullo scafo della barca, una fioca luce sugli occhi…poi all'improvviso qualcosa ti piomba sul viso esattamente sul naso.

"Uomini intrusi a bordo!" esclami a gran voce mettendoti di scatto a sedere sul letto: la cabina è vuota. Ti guardi intorno e noti che accanto a te c'è solo John, tuo figlio che rigirandosi nel letto ha pensato bene di colpirti con il dorso della mano…

Ti sfreghi il naso facendo qualche smorfia per riprendere la sensibilità del volto "Oh posso dormire con te papà….starò buonissimo!" dici a bassa voce quasi imitando la voce di tuo figlio mentre barcolli fino al tavolo al centro della cabina cercando di mentenere l'equilibrio, prendendo poi in mano una bottiglia di rhum…vuota.

La rimetti a posto ma un'onda più forte delle altre ti destabilizza e la bottiglia finisce a terra rompendosi.

"Ma non sei capace di fare meno confusione?" una voce ovattata arriva dal letto mentre ti giri con circospezione fissando l'ammasso di coperte…

"Perché non continui a dormire invece di recriminare chissà cosa soldo di cacio?" gli chiedi mentre uno dei cuscini viene scaraventato a terra e tuo figlio si mette a sedere guardandoti.

"Lo farei volentieri Capitano se tu fossi capace di fare meno confusione!" ti risponde con quell'aria risoluta e il tono arrogante prima di rimettersi disteso.

"Piccolo…nano….malefico…" borbotti prendendo il tuo cappello per uscire dalla cabina "…oh sì un altro figlio Jack…" continui citando le parole di Black "…già uno è una sciagura piccolo essere alto un metro e un cetriolo di mare…ma sì…un altro essere urlante e insopportabile in giro per la nave…che vuoi che sia Capitano?" continui mentre arrivi sul ponte e vieni accolto dalla luce mattutina.

Il mare è calmo, molto calmo…ed anche la nave…la nave è calma, troppo calma, ti guardi attorno e ti accorgi che la Perla è pressochè deserta…

D'istinto porti la mani sull'elsa della spada, proprio nel momento in cui senti il tonfo di alcuni passi alle tue spalle; ti giri di scatto verso la poppa, in piedi appoggiato alla balaustra c'è lui: Capitan Barbossa.

"Buongiorno Jack…" dice addentando una mela.

Una mela sempre quella dannata mela, cambiare frutto? Banana, pesca qualunque cosa ma questa mela sta iniziando a darti davvero sui nervi…

"Barbossa!" esclami compiaciuto battendo le mani "Ma che piacevole sorpresa…" continui muovendo qualche passo nella sua direzione.

"Ah Ah Ah Sparrow…" ti interrompe puntanto la sua pistola contro di te "Rimani lì dove sei…"

"Certo…dal ponte si può respirare questa aria salmastra…fresca…lì invece…sbaglio o sei sopra le latrine della ciurma?" chiedi mentre vedi una evidente espressione di insofferenza sul volto del tuo vecchio nemico.

"Ah Jack…i tuoi commenti sarcastici…li hai inseganti anche alla tua signora eh?" dice lui iniziando a scendere le scale per avvicinarsi a te "Non è stata zitta un attimo…abbiamo dovuto metterla al tappetto stava diventando davvero noiosa…"

Black.

Senti chiaramente una fitta allo stomaco nel momento in cui pronuncia quelle parole, le mani vorrebbero muoversi verso l'elsa della spada e trafiggere quel figlio di un cane, ma non servirebbe a nulla.

"Dov'è?" chiedi e Barbossa scoppia in una fragorosa risata.

"Capitano Sparrow non preoccuparti, le celle della West Horizon sono quanto mai confortevoli e la mia ciurma si sta prendendo ottima cura di lei…" ti risponde con tono provocatorio per cercare di farti commettere un passo falso.

"Fossi in te non le metterei intorno troppa gente vecchio mio…" commenti gesticolando "…la signora può essere abbastanza…manesca quando vuole…" continui cercando di mantenere il tuo solito tono, cercando di non fare nulla che possa far trapelare al tuo vecchio primo uomo le tue preoccupazioni.

"Niente che non si possa risolvere con un paio di vecchie catene di ferro Capitano Sparrow…" risponde lui mentre serri i denti e stringi i pugni per impedirti di rispondere, di saltargli alla gola e lacerarla con le tue mani.

"Non posso ucciderla Jack e lo sai…" continua mentre cammina per il ponte "…e non posso uccidere te, né tuo figlio…ma ci sono cose peggiori della morte…e la mia ciurma ne conosce abbastanza…" aggiunge con un sorriso sadico e malato stampato sul volto.

"Non provare…" inizi a dire contravvenendo ai tuoi buoni propositi.

"Non sei nella condizione di dettare legge Sparrow!" ti interrompe bruscamente con tono perentorio "Presentati all'Isola, quell'isola, quella davanti a cui ho ormeggiato la mia nave stasera, al tramonto, porta tuo figlio…e il mio…alle pendici del vulcano…" esclama portando il suo viso rugoso e rovinato dal mare a poca distanza dal tuo "Solo voi tre capitano…o ti giuro che la nostra Black Truman pregherà di essere morta quando ancora poteva farlo…" conclude.

Detto questo si gira e cammina verso il parapetto della nave iniziando poi a calarsi nella scialuppa che l'ha portato fino alla Perla.

"Capitano io…"

"…Jerome non servono le tue scuse…" lo interrompi.

Avete raggiunto la Black Death e portato soccorso ai feriti, lì Jerome ti ha raccontato come sono andate le cose, come otto pirati armati hanno fatto irruzione nella cabina sparando e brandendo le spade, come l'hanno messo ko e come hanno preso Black.

"E' stato tutto così improvviso…" commento l'uomo e tu annuisci velocemente.

"Hanno colto di sorpresa anche noi sulla Perla…" rispondi sentendo la rabbia che ti monta dentro, come hai fatto ad essere così ingenuo? A continuare con quel piano senza pensare che in realtà stavate facendo tutti il suo gioco, il gioco di Barbossa…

E ora siete alla resa dei conti: siete all'isola in cui lui userà la pietra, e se Clarence ha fatto il suo dovere tutto finirà, ma come?

Black è nelle loro mani e tu dovrai portare tuo figlio nell'antro di un vulcano, in cui presumibilmente Barbossa vorrà compiere qualche rito…qualche…magia per riscattare e liberare se stesso e la sua ciurma…

"Jerome…tu aspetterai a riva…io andrò al vulcano con John e Clarence…" dici alzandoti dalla sedia.

"E' quello che vuole Capitano…" commenta il pirata.

"Lo so…ma ha Black ed inoltre Barbossa non userà la pietra prima di averci tutti riuniti in quella caverna…e noi dobbiamo far sì che la usi…per mettere fine a tutta questa storia o continuerà a starci alle calcagna…l'unica cosa giusta che ha detto è che non può ucciderci…ma forse può davvero rendere la nostra vita un inferno…" spieghi ricevendo un fugace cenno d'assenso.

"Agli ordini…Capitano…"

"E quindi ti sei fatto fregare!" esclama John scuotendo la testa con un aria vagamente comica.

Siete su una scialuppa, stai remando verso l'isola indicata da Barbossa, Clarence è seduto pensieroso mentre tuo figlio non sta zitto un attimo…

"Piccolo essere…piantala o ti affogo!" rispondi remando un po' più forte.

"Tanto non puoi uccidermi…le minacce con me non attaccano bello!" ti risponde mentre lo fissi dritto negli occhi.

"Punto primo soldo di cacio…posso sempre legarti al collo una pietra e lasciarti vagare per il fondo dell'oceano…"

"…già certo…poi mamma ti ammazza Capitano! E lo so che hai paura di mamma!" ride lui.

"…punto secondo…" continui ignorando il suo commento "…non mi sono fatto fregare ho solo sottovalutato alcuni aspetti…"

"…come quello che Barbossa non è un idiota?" continua lui.

"AAAAAAAAAAAAAAAdesso basta!" esclami mollando i remi e cercando di alzarti per andare verso di lui facendo ondeggiare pericolosamente la barca.

"Smettetela!" esclama Clarence ad un certo punto con uno sguardo tutt'altro che divertito "Non è il momento per il vostro teatrino!" continua con tono maturo e un'aria troppo severa per i tuoi gusti "Ci sono in ballo le nostre vite e quelle delle persone che amiamo quindi Capitano rimettiti a remare, adesso!" conclude mentre John si risiede a testa bassa e tu riprendi in mano i remi bofonchiando.

"Jack Jack Jack…ma che piacere vedere che sei arrivato puntuale!" esclama Barbossa vedendoti "…e che hai portato il resto della famiglia…" continua alludendo a John e Clarence "…niente smancerie figliolo…" aggiunge rivolto a quest'ultimo "…non è nel mio stile!" conclude prorompendo in una fragorosa risata prima di fare un veloce cenno con la mano.

La sua ciurma vi accerchia e vi invita a proseguire lungo il sentiero che porta al vulcano; già da qui potete vedere l'entrata di quella che sembra essere una caverna, un antro buio e fumoso che porta all'interno della montagna, nel cuore della lava che errutta in continuazione molti metri sopra di voi…

Ti guardi intorno, non c'è traccia di Black, non tra la ciurma, non davanti con Barbossa che avanza deciso accanto a…Persefone…

Entrate e subito l'aria si fa più umida, calda e pesante a mano a mano che proseguite lungo il cunicolo: all'improvviso l'atmosfera si rischiara e si colora di una calda luce arancione, arrivate in una sala enorme: dalla parete di sinistra alta centinaia e centinaia di metri cola lava incandescente che si raccoglie in una sconfinata pozza al centro del pavimento, sulla destra una piccola cascata d'acqua che alza fumo scorrendo sulle rocce incandescenti; sul lato più lontano da voi una seconda pozza di lava piccola e ribollente da cui spunta un piccolo isolotto di roccia scura collegato al resto da una sottilissima passerella calcarea.

Al centro della piattaforma, distesa ed ancora priva di sensi: Black.