Le sorelle Black
Una ragazza dai lunghi capelli corvini camminava per i corridoi della scuola. Il tramonto era passato già da un'ora e il cielo si era tinto di un azzurro più scuro. La cena sarebbe iniziata a breve ma non è che avesse tutta questa voglia di mangiare. Entrò in un'aula vuota e ancora una volta si ritrovò a pensare alla giornata appena trascorsa. Alla lettera dei suoi genitori dove le comunicavano l'interesse del rampollo dei Lestrange nei suoi confronti. Lei si era subito irritata all'idea. Non che Rodolphus fosse brutto o stupido, ma era troppo preso da se stesso, uno sciocco borioso che credeva che tutto gli fosse dovuto…beh, lei no! I suoi genitori avevano avuto un'ottima e sleale ideale. Sapevano che con il carattere ribelle che si ritrovava, Bellatrix non avrebbe accettato senza opporsi, probabilmente fino a far ritirare la proposta del giovane Lestrange, e così avevano aspettato il suo ritorno ad Hogwarts, dove praticamente aveva le mani legate.
"Maledizione!" imprecò Bellatrix solo all'idea. Aveva così pensato che l'unico modo di cavarsi d'impiccio era farsi espellere. Se i Lestrange fossero venuti a sapere che la futura nuora era stata espulsa per cattiva condotta avrebbero sicuramente ritirato l'offerta! Sapeva, infatti, che per il Signor Lestrange la cosa più importante era la ceca obbedienza! Aveva così passato la prima ora a combinare un disastro dopo l'altro raggiungendo il massimo innaffiando Paciock, uno sciocco Grifondoro. Aveva preso di mira proprio lui perché sapeva che era il prediletto della professoressa, che non le avrebbe quindi risparmiato una visitina a Lumacorno. Aveva già programmato di offendere pesantemente il capo della sua casa, per giungere al suo scopo, e poi sarebbe stata libera!
Ma la professoressa si era rivelata più comprensiva e logorroica del previsto, poi si era messo di mezzo Piton, e lei con molta gioia gli aveva dato ciò che meritava, sorridendo quando lui l'aveva accusata, certa di aver finalmente raggiunto il suo scopo.
Però si era messo in mezzo quel ragazzo. Bellatrix arrossì cercando di convincersi che in realtà l'intervento del giovane non le aveva fatto piacere. Si sedette contro il muro e sorrise ripensando a lui.
"L'unica nota positiva della giornata…" si ritrovò a pensare. Immaginò il suo volto per l'ennesima volta, i lineamenti perfetti, i capelli scuri, gli occhi profondi come il mare di notte. Bellatrix si scostò una ciocca di capelli dal viso e fissò il soffitto. L'aveva baciato solo per sfida, ma quando lui le aveva risposto aveva sentito il cuore battere all'impazzata e le gambe tremare. Ma mentre si lasciava cullare dai dolci pensieri, improvvisamente le tornò in mente ancora Lestrange e imprecando tirò un pugno contro il muro.
Sirius era in ritardo per la cena. Aveva perso tempo a fantasticare sulla bellissima ragazza incontrata nell'ora di Erbologia. "Possibile che non abbia mai notato una simile bellezza in tre anni di scuola?" si chiedeva tra se senza riuscire a capacitarsene. Gli altri si erano stufati di chiamarlo senza ottenere alcuna risposta e alla fine, convenendo che se avesse saltato la cena probabilmente si sarebbe dato una scossa, si erano incamminati verso la Sala Grande. All'improvviso continuando a rigirarsi sul letto Sirius era caduto al suolo, spezzando così il filo dei suoi pensieri e riportandolo alla realtà.
"Accidenti! La cena sarà già iniziata!" disse rendendosi conto dell'ora. Si alzò e corse fuori dalla stanza. "E' meglio se prendo una scorciatoia!" e si gettò a capofitto attraverso vari corridoi..Svoltò infine a destra e mentre superava una serie di aule sentì un tonfo sordo provenire dalla sua sinistra. Si fermò stupito. Decise allora di dare un occhiata all'aula da dove era arrivato il rumore. Era sempre stato un ragazzo curioso, oltre che bello. Si avvicinò alla porta e diede un'occhiata alla stanza. Vide subito che la ragazza dai capelli corvini della mattina era seduta per terra, il bel viso serio. Sirius fece un passo in avanti e subito la ragazza si accorse della sua presenza.
"Ah! Sei tu!" disse sorridendogli. "Pensavo che fossero tutti a mangiare a quest'ora…"
Lui si avvicinò un po' e si sedette di fianco a lei. Poi appoggiò la testa contro il muro e estrasse una sigaretta dalla testa dei pantaloni, infilandosela tra le labbra. Bellatrix lo guardò e puntò la bacchetta verso di lui.
"Incendio" disse e subito l'estremità della sigaretta si accese. Sirius ispirò e poi lasciò che il fumo uscisse dalle sue labbra. Bellatrix trovò il gesto molto sexy. "Certo che questo ragazzo oltre ad essere gentile e bello, ha sensualità da vendere!" si ritrovò a pensare.
"Allora…" esordì Sirius. "Che cosa ci fai qui?"
Bellatrix volse lo sguardo davanti a sé. "Niente…pensavo che sono proprio una scocciatura tutte queste regole…"
"Beh…" disse Sirius sorridendo "Io penso che la maggior parte delle regole siano fatte per essere infrante…se uno ne ha voglia…"
Bellatrix rise. "Hai uno strano modo di pensare! Tanto varrebbe non averne!"
Stavolta fu Sirius a ridere "Ma vuoi mettere il divertimento di fare qualcosa che non si dovrebbe?"
"Se la metti così…però…" Bellatrix non concluse la frase.
"Cosa?" chiese lui stupito.
"A volte tutte queste regole mi fanno ribollire il sangue! L'unica cosa che vorrei è poter essere finalmente libera…"
Sirius pensò alla sua famiglia. I suoi genitori erano molto severi, focalizzati su cose come la purezza del sangue e uno strano concetto di onore. Anche lui aveva i suoi ideali, ma si erano distanziati da tempo da quelli della sua famiglia, già da molto tempo. Loro non lo capivano anzi, non ci avevano nemmeno provato. Suo fratello minore era troppo stupido per rendersi conto che doveva decidere con la sua testa e non seguire ciecamente gli altri. Sirius sospirò poi riprese
"Posso capirti…" allungò una mano verso i capelli di lei. Li accarezzò piano e Bellatrix si voltò verso di lui, sorridendogli. "La mia famiglia è talmente severa che sembra Azkaban rispetto ad Hogwarts!" finì Sirius.
"Anche la mia…" disse Bellatrix.
"Beh, guarda il lato positivo!" insistette lui.
"E sarebbe?" chiese Bellatrix un misto tra il curioso ed il divertito.
"E' un'altra cosa che abbiamo in comune…oltre all'odio per Piton!" rise Sirius facendo così ridere anche lei.
"Hai ragione! A proposito…hai pensato ad un modo per fargliela pagare, per averti obbligato a subire quell'umiliante punizione?"
"Ci stavo pensando…" mentì Sirius ma poi aggiunse tornando serio "In realtà dovrei ringraziarlo…" disse ricominciando ad accarezzare i lunghi capelli di lei.
"E per quale motivo?" disse lei fingendo di non capire. "Per caso fa parte dei tuoi hobby pulire sterco di drago…?"
Sirius rise attirandola contro il suo petto e accarezzandole i capelli mentre spegneva la sigaretta sul pavimento e espirava l'ultima boccata di fumo.
"Veramente il mio hobby segreto è ricevere schiaffi…come quello che mi hai dato stamattina…" disse lui malizioso.
"Ah!" disse lei ridendo contro il suo petto. "Hai uno strano hobby…"
"Ognuno si diverte come può!" disse Sirius ancora scherzando.
"Allora buon divertimento!" disse Bellatrix allungando una mano tra i bottoni della camicia di Sirius toccandogli piano il petto. Lui smise di ridere all'improvviso e trattenne il respiro mentre lei accarezzava piano il suo petto. Poi alzò la testa e lo guardò in viso. Sirius abbassò il viso sfiorandole le labbra. I due continuarono a baciarsi finchè Sirius non sentì dei passi avvicinarsi. Si scostò piano da Bellatrix e disse piano.
"Si sta avvicinando qualcuno"
"Come fai a saperlo?" disse lei tirandosi su.
"Ho un udito molto fine…" le accennò Sirius.
Bellatrix lo fissò un istante, poi anche lei udì dei passi avvicinarsi.
"Felpato!" chiamò una voce maschile che Sirius riconobbe come quella di James.
"Ehi James!" rispose l'amico alzandosi e sporgendosi dalla porta.
"Finalmente ti ho trovato! Ho dovuto usare la mappa…" disse James che camminava con una pergamena in mano. "Sei nei guai amico…"
"Come può essere?" chiese Sirius all'amico.
"Durante la cena è successo un casino…è stato aggredito uno studente nei sotterranei…" esordì James restando nel vago.
Subito Sirius divenne bianco ed esclamò "Dimmi che non si tratta di Peter o Remus!"
James sorrise rassicurandolo "No, loro stanno bene…si tratta di Piton…"
Sirius apparve sollevato e chiese ancora "E cosa centro io con tutto questo?"
James sospirò. "Tu, una studentessa di Serpeverde e Piton siete gli unici che non fossero presenti a cena…e i professori hanno pensato…sanno che tra noi non corre buon sangue…e dopo ciò che è successo nella serra stamattina…hanno tirato tutte le conclusioni. Comunque il Preside, il Professor Silente e il professor Lumacorno ti stanno aspettando nell'ufficio di Silente. Vedrai che appena troveranno l'altra studentessa si chiarirà tutto…Capiranno che non sei stato tu…so che non sei così stupido da farti scoprire così facilmente…anche Silente lo sa…quando troveranno la ragazza…"
"E' qui…" mormorò Sirius guardando James negli occhi. "E' stata con me tutto il tempo. Non è stata lei…"
James rimase basito. "Ma…" riuscì solo a dire. Non poteva crederci e allora Sirius si fece da parte in modo che vedesse anche lui la ragazza. Bellatrix lo fissò negli occhi blu. James non capiva più nulla.
Sirius vide che Ramoso era completamente esterrefatto. "Allora io vado da Silente…" disse.
Sirius oltrepassò l'amico e Bellatrix camminando per il corridoio. James gettò prima un'occhiata a Sirius e poi una alla mappa. Bellatrix guardò un secondo James e poi correndo dietro a Sirius urlò.
"Aspettami!"
Sirius ringhiò "Andrò da solo. Tu non farti trovare finchè non avrò chiarito la faccenda!"
Bellatrix rimase stupita un secondo ma poi raccolse tutto il suo orgoglio e gli urlò come risposta "E cosa avresti intenzione di fare? Prenderti un'altra volta la colpa per qualcosa che non hai fatto?"
Sirius la guardò negli occhi. Vedeva le fiamme che brillavano negli occhi neri di lei. Respirò e rispose "Se posso evitare che incolpino te…"
Bellatrix si scaldò ancora di più "Pensi forse che io centri qualcosa?"
"No…tu sei come me…troppo furba per fatti beccare…" le sorrise.
"E allora cosa intendi fare?"
"Per il momento mi presenterò da Silente e vedrò come si metteranno le cose…" rispose.
"Beh…io vengo con te!" disse Bellatrix convinta. "Di solito non mi piace mettermi nei guai, ma non lascerò che tu ti prenda la colpa, comportandoti da eroe perdente come stamattina!"
"Ehi, bella!" disse lui finalmente tornando a sorridere beffardo "A chi hai dato del perdente?"
Anche Bellatrix rise e prendendolo per mano lo tirò "A te! Vedi altri maghi con la passione degli schiaffi qui attorno?" disse fingendo di guardarsi attorno.
Sirius rise ancora, poi divenne di nuovo serio. "Vieni allora, ma fai parlare prima me, o sarò io a prenderti a schiaffi…" disse maliziosamente "e non mi farò scrupolo di farlo davanti ai professori!"
Bellatrix si finse seria e annuì. Poi Sirius chiamò James che fissava la mappa e continuava a mormorare "Non capisco…"
"Ehi, James! Svegliati! Ho bisogno del tuo aiuto!"
Finalmente James si mosse alzando lo sguardo verso Sirius, che riprese "Vai da Remus, lui è quello più razionale nelle situazioni di emergenza, vedi di fargli trovare qualche buon'idea che ci aiuti a cavarci d'impiccio e a trovare il vero colpevole!"
James annuì e chiudendo la mappa corse dall'altro capo del corridoio mentre Sirius e Bellatrix si allontanavano. Appena girato l'angolo James si fermò ancora e mormorò piano "Possibile che la mappa si sia sbagliata? Che non individui quella ragazza?" si chiese. Aprì di nuovo la mappa e la guardò ma come prima c'era solo la scritta "Black" che si muoveva per il corridoio parallelo. James si grattò ancora la testa. "Davvero strano…devo chiedere a Remus…Ah, già! Remus!" e corse via.
Continua...
