Capitolo terzo
James corse velocemente per i corridoi evitando gli altri studenti solo grazie alla sua agilità. La mappa sventolava fra le sue mani e lui non riusciva a smettere di pensare al perché nonostante ci fosse stata anche quella ragazza, era apparso solo il nome Black. James si fermò di colpo e per un pelo non cadde proprio addosso ad Evans. "A meno che…" esclamò a voce alta.
Evans lo guardò spazientita. Il ragazzo si era fermato proprio all'inizio di un corridoio, impedendole di passare. Lily provò a tossire per richiamare l'attenzione di James, ma lui era troppo preso dal mistero della mappa da non rendersi neanche conto che la ragazza dei suoi sogni stava a pochi centimetri da lui.
Dopo numerosi colpi di tosse, Evans si spazientì ancora di più. "Possibile che all'improvviso sia diventata invisibile agli occhi di Potter?" si chiese fra sé, l'orgoglio un po' ferito. Poi si diede della stupida e urlò
"Potter! A meno che tu non debba chiedermi qualcosa, e per il tuo bene deve essere qualcosa di molto importante, ti conviene toglierti di lì e farmi passare, prima che mi arrabbi sul serio e ti faccia un incantesimo!"
Un secondo dopo queste parole James si accorse di lei, arrossì violentemente, capendoci ancora meno di prima. Vedendo che nonostante James la stesse finalmente osservando, non si decideva a farsi da parte, Evans sfilò la sua bacchetta dalla tasca del mantello e la puntò verso di lui.
"Beh…l'hai voluto tu…"
All'improvviso una mano le toccò la spalla e una voce tranquilla chiese "Qual è il problema, Evans?"
Lily si voltò e vide Remus dietro di lei. "Ah, sei tu Lupin! Mi hai spaventato! Potresti convincere tu Potter a levarsi di mezzo? E' fermo lì a fissarmi da cinque minuti buoni…"
Remus le sorrise. "Non preoccuparti è la solita storia, rimane sempre incantato dalla tua bellezza!" poi si avvicinò a James e lo spinse di lato permettendo finalmente ad Evans di passare. Lei lo ringrazio con un cenno e si allontanò.
"Ehi, James!" disse poi rivolgendosi all'amico "non avrai molte chance con lei se quando te la trovi di fronte acquisisci la capacità intellettiva di un invertebrato. Devi darti una svegliata e approfittare di ogni occasione per parlare con Evans!"
James fissò l'amico e finalmente il suo cervello ricominciò a funzionare correttamente "Evans?" chiese "C'era Evans? Mi è parso di vederla…o ho avuto una splendida visione?"
Remus sorrise e rispose "Non era una visione…e come al solito sei riuscito a restare imbambolato davanti a lei…hai rischiato anche di essere colpito da un incantesimo…" concluse.
Ma James era troppo preso dall'idea di aver sprecato un'altra occasione che tirò un pugno al muro per sfogare la rabbia, facendo cadere la pergamena che aveva in mano. "Sono proprio scemo…" esordì.
Remus si chinò e la raccolse "Non dire stupidate…sei solo molto innamorato…"
James lo guardò e gli sorrise, ma quando vide la mappa nelle mani di Remus finalmente si ricordò di ciò che aveva detto Sirius, che l'improvvisa comparsa di Evans aveva momentaneamente cancellato dalla sua mente. "Sono proprio scemo…" disse ancora
Remus rispose "Dai piantala…quante volte vuoi che ti dica che non sei…"
Ma James lo interruppe prendendolo per le spalle "No, Remus! Sono proprio scemo! E' bastata la comparsa di Evans per farmi dimenticare che Sirius è nei guai!"
Remus lo guardò mantenendo la sua proverbiale calma "Ma non è stato lui…non è così stupido…sarà stata l'altra ragazza che mancava…"
"No!" continuò James "li ho incontrati, Sirius ha detto che sono sempre stati insieme…sai che si capisce quando mente…Dobbiamo fare qualcosa Remus!"
"Uhm…" rifletté Remus "Uhm…mi ha appena fatto venire un'idea, però dobbiamo fare in fretta, James, prima che i professori decidano l'espulsione di qualcuno! Andiamo!"
E così dicendo precedette James su per le scale che portavano alla torre di Grifondoro, dove teneva la cosa che, secondo Remus, avrebbe potuto togliere Felpato dai guai.
Sirius e Bellatrix intanto avevano percorso i vari corridoi che li separavano dall'ufficio del professor Silente ed erano finalmente arrivati. Sirius lasciò la mano di lei e posò la propria sulla maniglia.
"Aspetta" disse Bellatrix e lui si voltò.
"Che c'è? Prima entriamo e prima la facciamo finita…" disse il ragazzo.
Bellatrix gli sorrise. "Sei talmente desideroso di immolarti per me che hai dimenticato un piccolo particolare…"
"E sarebbe?" disse lui.
"Non ci siamo messi d'accordo sul nostro alibi…" rispose lei.
"Beh…" disse lui passandosi una mano nei capelli "…veramente pensavo di dire a Silente che mi hai sedotto e che quindi ero incapace di intendere e di volere…e che non ho la più pallida idea di cosa sia successo nelle ultime tre ore…" concluse sorridendole divertito.
Bellatrix gli sorrise maliziosa scostandolo dalla porta e mormorandogli prima di bussare decisa "Se davvero ti avessi sedotto…sarebbe stata un'esperienza così meravigliosa che non l'avresti scordata per tutta la vita…" E un secondo prima che una voce gentile dicesse "Avanti!", Bellatrix si avvicinò a Sirius sfiorandogli le labbra.
Dopo che si fu staccata ed ebbe abbassato la maniglia aprendo la porta Sirius deglutì e pensò "Quanto ha ragione…"
Entrarono e subito si fermarono. Sirius chiuse la porta dietro di sé e vi si appoggiò. Dietro la scrivania del professor Silente stava un uomo ben rasato, la mascella grossa e corti capelli bianchi. Portava un lungo mantello rosso. Alla sua destra c'era il capo della casa di Grifondoro, i capelli e la lunga barba argentata, il viso gentile che subito si schiuse in un sorriso.
"Sembra che la cosa diverta molto Silente…" pensò fra sé Sirius calmandosi un po'.
Il direttore dell'altra casa invece era molto serio. Era grosso e basso, vestito con un appariscente abito giallo. Fece un cenno di rimprovero a Bellatrix appena vide che era entrata in compagnia di Sirius. Era allibito e anche un po' infuriato. Quello era il ragazzo che gli aveva risposto che non ci teneva per niente ad entrare nelle sue grazie. "Non mi piace vendermi…" aveva detto sfrontato al professore, quando aveva cercato di convincerlo ad entrare nel suo esclusivo club per via del buon nome della sua famiglia, del suo innato carisma e delle sue capacità intellettive. Era scontato dire che al professore questa cosa non era andata giù.
"Vede Signore Preside!" esordì con una voce che tradiva il suo nervosismo "E' chiaro come il sole che sia lui il colpevole! Avrà sicuramente trascinato la mia studentessa facendo leva su chi sa quale sporco trucchetto!"
Silente tossì piano e poi parlò "Non ti sembra di essere stato un po' affrettato, Horace? Credo che la signorina qui presente sia capace di pensare con la sua testa e prendere le sue decisioni da sola…"
Lumacorno divenne rosso di rabbia "Stai forse insinuando che sia lei la colpevole, Albus?"
Silente si tolse con disinvoltura gli occhiali e iniziò a pulirli con calma in un fazzoletto bianco sul quale erano ricamate le iniziali dei suoi innumerevoli nomi. "Non mi permetterei mai…" rispose lui.
Horace sorrise e continuò "Allora ammetti anche tu che il ragazzo aveva un motivo per volersi vendicare di Piton?"
Silente continuò a pulirsi gli occhiali "E chi lo mette in dubbio…"
Bellatrix guardò prima Lumacorno che saltellava felice, poi Silente che continuava a pulirsi gli occhiali senza preoccuparsi di difendere Sirius. Si voltò quindi verso il ragazzo. I suoi occhi erano calmi, si fissarono per qualche secondo e lei capì che non aveva nessun'intenzione di difendersi. "Stupido." pensò "Cosa credi di ottenere così?" si chiese tra sé. Decise che sarebbe intervenuta lei in suo favore se lui avesse continuato a tacere. Ma quando aprì bocca per parlare qualcuno fu più veloce di lei interrompendo la felicità di Lumacorno.
"Tuttavia…"
Silente aveva spezzato la gioia del collega con una semplice parole.
Il viso grasso di Lumacorno s'irrigidì. "Tuttavia cosa? Hai appena ammesso che il ragazzo aveva un motivo per vendicarsi!" continuò furente, la grossa faccia di nuovo paonazza.
Silente finalmente si rimise gli occhiali e disse tranquillamente "Io non metto in dubbio che il motivo ci fosse, ma che abbia davvero fatto qualcosa…"
Lumacorno si spazientì ancora di più. Era stufo di continuare a ripetere le stesse cose. "Allora pensi che sia stata lei!"
Silente rispose ancora "Non mi pare di averlo mai detto…"
"Insomma Albus! Mi stai prendendo in giro?" chiese il capo della casa di Serpeverde "Se mancavano solo loro due oltre Piton, chi pensi che sia stato? Piton stesso?"
"Perché no…" disse Silente tranquillamente.
Lumacorno era così spazientito che urtò una boccetta d'inchiostro rovesciandola addosso al Preside che assisteva impassibile. "Oh, dannazione!" disse "Mi scusi Signor Preside! Non era mia intenzione…io non…"
Silente puntò la bacchetta e ripulì il vestito del Preside. "Non preoccuparti, Horace, continua pure. Grazie Albus." disse il Preside con voce calma e profonda, parlando per la prima volta.
Bellatrix e Sirius assistevano senza parlare alla discussione tra Silente e Lumacorno. Sirius guardò Silente e vide un lampo divertito passare nei suoi occhi. Approfittò quindi della distrazione di Lumacorno per avvicinarsi a Bellatrix e sussurrarle nell'orecchio
"Secondo me Silente si diverte un mondo a far infuriare Lumacorno…"
Bellatrix guardò i due professori e annuì. "Hai ragione…ma ha poco senso quello che sta dicendo…"
Sirius sorrise "Si vede che non conosci bene Silente, vedrai che ci leverà dai guai, lascialo fare e si sistemerà tutto!"
Bellatrix lo guardò e rispose "mi fido del tuo giudizio…" e ricominciò ad ascoltare il professor Lumacorno che aveva appena ripreso a parlare superando lo shock.
"Dai, Silente!" esordì "Smettila di giocare, lo sappiamo entrambi che il colpevole è il ragazzo, cosa vuoi dimostrare continuando ad essere così ambiguo?"
"Perché invece di tirare conclusioni affrettate prima non interroghi i ragazzi?" suggerì.
Lumacorno gli lanciò un occhiataccia "Lo sai benissimo anche tu che sarebbe solo tempo perso. Entrambi si dichiareranno innocenti e noi non risolveremo niente!"
Silente sembrava prevedesse quella risposta del collega, infatti subito aggiunse "Perché non Piton allora? A quest'ora deve essersi ripreso. Sicuramente lui ci può aiutare. Potrei andare a vedere in infermeria, Signor Preside?"
Il Preside annuì. "Vai pure, cerchiamo di risolvere in fretta questa faccenda…"
"Benissimo." disse e superando Bellatrix e Sirius uscì.
I due si guardarono a lungo in volto mentre Lumacorno, troppo preso dai suoi pensieri per cercare qualcosa che potesse incastrare Sirius, camminava nervosamente per la stanza. Il Preside rimase immobile ad osservare i due studenti.
Dopo pochi minuti Silente fu di ritorno sorreggendo Piton che si muoveva a fatica. I due superarono Sirius e Bellatrix entrando e Piton non mancò di gettare ad entrambi uno sguardo carico d'odio. Lumacorno evocò una sedia, su preciso ordine del Preside, e Piton vi si lasciò cadere. Poi Silente riprese.
"Bene Severus, scusaci se ti abbiamo costretto a venire fin qui, ma è necessario che tu ci racconti che cosa è successo…"
Piton guardò con odio i due studenti che stavano di fronte a lui e disse abbozzando un sorriso di scherno "Non si preoccupi professore…è un piacere essere qui ad aiutarvi…" disse.
Il viso di Sirius tremò dalla rabbia. Se avesse potuto avrebbe messo volentieri le mani addosso a Piton in quel momento e quando tutto sarebbe stato finito, quel bugiardo non sarebbe stato più in grado di reggersi sulle sue gambe. Bellatrix avvertì istintivamente la rabbia di Sirius, gli toccò piano la mano e sussurrò "Calmati!" e indovinando cosa stesse pensando aggiunse "Se gli spacchi la faccia otterrà ciò che vuole…"
Sirius respirò profondamente e riuscì in parte a calmarsi, anche se non sapeva per quanto ancora si sarebbe trattenuto. "Ragazzi muovetevi!" pensò.
"Allora, muoviamoci Albus!" disse Lumacorno "Non hai sentito che il Signor Preside è desideroso di chiudere in fretta questa questione? E anch'io lo sono!"
Silente sorrise e disse rivolto a Lumacorno "Non avevo dubbi che lo fossi, Horace!" poi s'inchinò piano verso il preside e aggiunse "Mi scusi Signor Preside. Inizio subito. Allora Severus…puoi raccontarci cosa è successo?"
Piton sorrise come se non vedesse l'ora di incolpare un'innocente "Certo professore…Allora, stavo camminando per il corridoio, quando…"
Piton fu interrotto da l'energico bussare di qualcuno alla porta. Silente sorrise e lanciò un'occhiata divertita a Lumacorno.
"Chi diavolo sarà adesso?" chiese il direttore di Serpeverde impaziente di espellere Sirius.
"Se non lasciamo che entri, abbiamo poche possibilità di saperlo…" disse saggiamente Silente sorridendo ancora divertito e subito aggiunse "Avanti!"
James entrò titubante nella stanza, un calice pieno di un liquido trasparente in una mano.
"Mi scusi, professore…" esordì.
"Ah, Potter! Sei tu!" disse Lumacorno rallegrandosi. Da quando James era diventato uno dei più abili cercatori aveva iniziato a pensare di invitarlo nel suo club. "Cosa hai bisogno ragazzo?"
James rimase in silenzio lanciando una rapida occhiata prima a Sirius e poi a Silente.
"Sei qui per quella pozione di cui mi ha parlato Madama Chip vero?" disse tranquillamente Silente.
James annuì. "Si, Signore. Madama Chip mi ha incaricato di portarla qui. Ha detto che Piton deve berla, così si sentirà subito meglio."
Piton lanciò un occhiata al calice e capì. "Io non bevo quello che è stato nelle mani di Potter!" disse furente.
Tutti rimasero in silenzio ma all'improvviso Lumacorno disse "non essere sciocco ragazzo! Io mi fido di Potter! E' un ragazzo educato e di buona famiglia!" e sorrise a James.
Sirius nascose una smorfia. "E' disposto a tutto per invogliare uno studente ad entrare nel suo club…che schifo." pensò.
James fece qualche passo verso Silente con la coppa in mano e il professore la prese "Grazie James." lo ringraziò e subito aggiunse "Puoi andare ora."
James annuì, sorrise a Lumacorno, poi dopo essersi voltato in modo che solo Sirius e Bellatrix potessero vederlo, alzò gli occhi al cielo disgustato, poi strizzò l'occhio all'amico ed uscì chiudendosi la porta alle spalle.
Silente porse la coppa a Piton, che gettò un'occhiata a Lumacorno. Dal viso del direttore di Serpeverde era rapidamente svanito il sorriso gentile che aveva rivolto a James, e con sguardo severo gli intimò di bere. Piton prese una piccola sorsata del liquido ma non deglutì. Sirius se ne accorse subito ma quando stava per dire qualcosa, Silente muovendosi pestò un piede a Piton che, senza volere, ingerì il liquido prima di esclamare un forte "Ah!". Subito dopo portò una mano alle labbra, consapevole di aver appena bevuto la pozione della verità.
"Scusami Severus, l'età che avanza fa brutti scherzi." disse Silente strizzando l'occhio a Sirius e appoggiando il calice sulla scrivania.
Piton riflette fra sé per qualche secondo. Era terrorizzato all'idea di cosa sarebbe potuto accadere ma poi raccolse tutta la sua calma, respirò profondamente e pensò "Se mi muovo posso ancora incastrarlo. La pozione ci mette mezzo secondo ad agire. Devo sbrigarmi o sarò in guai seri" pensò.
"Allora Severus, vuoi dirmi cosa è successo?" chiese il professore.
Piton urlò "Black! E' tutta colpa di Black…"
Per qualche secondo nella stanza regnò il silenzio finchè Bellatrix, scarlatta in viso, urlò
"Come ti permetti di accusarmi, piccolo bugiardo!"
Sirius la guardò un secondo senza capire cosa stesse dicendo, ma poi riconobbe il portamento fiero e altezzoso della ragazza, tipico dell'educazione delle famiglie "pure", e soprattutto dei Black. "Come diavolo ho fatto a non riconoscerla?" pensò mentre si rendeva finalmente conto che la bellissima ragazza che aveva baciato era sua cugina Bellatrix, che non vedeva da quando aveva cinque anni.
Piton la guardò allibito "Ma cosa centri te? Io ce l'ho con lui, con Black!" disse ancora.
Bellatrix impallidì, poi si voltò verso Sirius che annuì. Gli occhi scuri di lui brillavano e guardandolo bene anche lei si rese finalmente conto di chi aveva di fronte.
"Bene, bene, è stato Black allora! Vedi che avevo ragione io Albus?" disse Lumacorno gongolando e fregandosi le mani "Non poteva essere stato che il ragazzo. Solamente il rampollo viziato di una famiglia come i Black, che credono che tutto gli è dovuto, avrebbe potuto alzare la bacchetta…" all'improvviso Lumacorno si interruppe, vedendo lo sguardo severo che Bellatrix gli aveva lanciato, rendendosi conto di avere appena fatto una gaffe. Decise allora che era più prudente tacere e tossì imbarazzato.
Vedendo l'imbarazzante silenzio che era caduto nella stanza e realizzando che erano passati abbastanza secondi da quando Piton aveva ingerito la pozione, Silente si decise ad accelerare l'interrogatorio "Allora, stavi dicendo, Severus?"
"Che è tutta colpa di Black!" ripeté Severus "Mi ha provocato durante la lezione di Erbologia!"
"E questo cosa centra adesso?" disse tranquillo Sirius. Tutti gli sguardi dei presenti si spostarono su di lui tranne quello di Bellatrix. La ragazza era rimasta immobile a fissare severa Lumacorno, che cercava di eludere lo sguardo di lei.
"Se tu non mi avessi provocato, io non mi sarei inventato questa messinscena per fartela pagare!" continuò Piton obbligato a essere sincero
Silente intervenne "Puoi spiegarci bene, Severus?"
"Certo!" Continuò Piton, anche se si sentiva con le spalle al muro "Ero in ritardo per la cena. Avevo perso troppo tempo a rimuginare su come farla pagare a Black e ai suoi tre migliori amici, che si divertono sempre alle mie spalle. Mentre mi affrettavo per i corridoi ho notato che non ero l'unico in ritardo. Ho visto Black che correva e ho pensato che se mi fosse successo qualcosa, tutti si sarebbero ricordati che mancava durante la cena e che lui sarebbe sicuramente stato incolpato! Era l'occasione che aspettavo per fargliela pagare!"
Tutti restarono ancora in silenzio aspettando che Piton prendesse fiato e continuasse. Ma Piton non riprese a parlare, cercando di guadagnare tempo e farsi venire in mente un'idea.
Vedendo che non continuava Silente lo incalzò "Allora che cosa hai fatto dopo, Severus?"
"Sono tornato nel dormitorio e ho preso una delle pozioni che ho rubato al professor Lumacorno quando era distratto…"
Lumacorno lo guardò inorridito ed esclamò "Come ti sei permesso, sciocco ragazzo! Non sai che ci sono pozioni mortali nella mia collezione? Sei stato un'imprudente!"
Silente gli fece cenno di aspettare mentre Piton rispondeva "Sapevo cosa stavo facendo, conosco tutte le pozioni di tutti i libri, comprese quelle del settimo anno! Sono uscito dalla sala comune e ho bevuto la pozione in corridoio. Subito ho sentito freddo e il mio corpo che si irrigidiva…"
"Basta così…" disse Silente soddisfatto, poi si rivolse verso Lumacorno e il Preside dicendo "Adesso sappiamo cos'è successo…credo che dovremmo delle scuse a Black, non pensi, Horace?"
"Suppongo di sì…" bofonchiò Lumacorno ma guardandosi bene dal farlo.
"I due ragazzi possono andare…" ordinò il Preside con una voce che non permetteva replica alcuna "Adesso dobbiamo occuparci di questo ragazzo…" concluse riferendosi a Piton.
Bellatrix uscì dalla stanza senza preoccuparsi di sapere cosa sarebbe accaduto a Piton, ma Sirius era troppo curioso per non attardarsi e cercare di sentire qualcosa.
"Suppongo che vorrete che io lo sospenda…" iniziò Lumacorno.
I cuori di Sirius e Piton balzarono nel petto. Severus era furente e Sirius a metà tra la gioia e la preoccupazione. "Sarà un anno lungo senza Piton da tormentare…" pensò.
"Credo che sia una punizione eccessiva, se posso permettermi…" disse Silente schierandosi dalla parte di Piton.
Lumacorno guardò prima Silente e poi il Preside che dopo un paio di secondi disse "Credo che il professor Silente abbia ragione, Horace. Limitati a dargli una punizione severa…" ma prima che potesse continuare Silente disse
"Sirius! Vai adesso. Credo che ci sia qualcuno che aspetta di sapere come hai fatto a cavartela senza essere punito anche stavolta!" e gli sorrise.
Sirius annuì ed uscì.
Continua…
