Capitolo Quarto

Non appena Sirius chiuse la porta dello studio di Silente sentì numerose pacche sulle spalle. Remus, James e Peter erano sbucati all'improvviso, felici che il loro amico se la fosse cavata. Sirius sorrise a tutti i suoi amici e restituì la pacca prima a James e poi a Remus.

"Grandi ragazzi!" disse complimentandosi con loro "Non so davvero che cosa farei senza di voi!"

James gli diede un'altra pacca "Beh, vedi di sdebitarti, amico! Mi devi, come minimo, tre scherzi ben fatti a Piton!"

Sirius sorrise a James mentre Remus continuava "A proposito, Felpato, potresti anche spiegarci come sono andate veramente le cose…ho pensato che la pozione della verità avrebbe potuto aiutarti, ma devo ammettere che è stata una soluzione un po' rischiosa…se non fossi stato più che sicuro che fossi innocente, avrei cercato un'altra soluzione…"

Sirius adesso sorrise a Remus e rispose "Non preoccuparti di questo, Lunastorta! Come al solito la tua freddezza e il tuo cervello mi hanno tolto dai guai! L'importante è solo questo, e poi c'era anche Silente… Ero tranquillo perché sapevo che, con il vostro aiuto e il suo, me la sarei cavata benissimo!"

Tutti e tre i suoi amici sorrisero. Sirius riferì loro il pezzo di conversazione sul destino di Piton, e dopo che James ebbe tirato un sospiro di sollievo, contento d'avere ancora a disposizione la sua vittima preferita, Remus parlò

"Sarebbe meglio spostarsi da qui…" disse saggiamente indicando la porta dell'ufficio di Silente "andiamo a parlare nella Sala Comune, così evitiamo il rischio di essere sentiti da qualcuno…"

"Come al solito, Remus, ha ragione…andiamo ragazzi?" continuò James passando un braccio dietro il collo dell'amico dai capelli castani.

James e Remus s'incamminarono seguiti subito da Peter e Sirius che, notando qualcosa di strano nell'amico cicciotello, chiese "Ehi, Codaliscia, stai bene? Sembri un po' disorientato…"

Peter, infatti, faceva fatica a camminare dritto, oscillava prima a destra e poi a sinistra per il corridoio.

"Si, mi gira solo un po' la testa e mi fa male un po' il piede…" squittì l'amico e vedendo la faccia perplessa di Sirius aggiunse indignato "Quando quella ragazza è uscita, si è distratta sorridendo a James, e mi ha travolto facendomi cadere!"

James rise "E dai! Di la verità! Ti ha fatto piacere essere travolto da una tale bellezza! Sei arrossito e hai sbavato per cinque minuti mentre lei si allontanava!"

Peter arrossì, si strinse nelle spalle sembrando ancora più grasso "Non è vero! Sono arrossito per lo spavento!"

James e Remus risero ma, non sentendo la profonda risata di Sirius unirsi alle loro, si voltarono a guardarlo in viso. Sirius era molto più pallido di prima, come se si fosse ricordato di qualcosa d'importante. Remus, James e Peter lo fissarono in silenzio senza parlare. I tre amici non volevano rompere il filo dei suoi pensieri, sapevano che era meglio lasciarlo stare quando cadeva in quello stato, se si voleva evitare di farlo infuriare. Tutti loro infatti avevano da tempo imparato che Sirius era molto più pericoloso di un drago, quando si arrabbiava. Remus, Peter e James si scambiarono delle lunghe occhiate preoccupate finchè Sirius all'improvviso si allontanò correndo nella direzione opposta dicendo "E' andata di qua la ragazza, Peter?"

Il ragazzo cicciotello annuì con la testa e Sirius dopo aver accennato un sorriso aumentò la velocità della sua corsa sparendo alla vista degli altri tre in pochi secondi.

Peter fissò per un pò il corridoio vuoto mentre Remus e James si scambiarono uno sguardo preoccupato.

"Sono in momenti come questo" iniziò James, ripensando alla velocità di Sirius "che capisco perché sia proprio un grosso cane nero il suo alterego…" concluse cercando di scherzare per spezzare la tensione che si era da poco creata.

Peter e Remus annuirono e, rassegnandosi ad aspettare un momento più opportuno per chiedere spiegazioni a Felpato, i tre fecero ritorno alla torre di Grifondoro.

Sirius corse senza fermarsi attraversando diversi corridoi oramai semideserti per via dell'ora tarda. "Tra poco scatterà il coprifuoco…" pensò mentre correndo si guardava intorno cercando Bellatrix. Gradualmente anche i pochi studenti rimasti tornarono ai propri dormitori e Sirius si trovò completamente solo. Attraversò una ventina di corridoi controllando ogni stanza senza trovare nessuna traccia di lei. "Possibile che sia tornata nella Sala Comune di Serpeverde?" pensò. Si fermò a riflettere e a prendere fiato vicino ad una finestra che dava sul prato davanti al castello. Ricordandosi che il loro modo di agire era sempre stato simile, sin da bambini avevano infatti dimostrato ai vari parenti d'essere solitari e ribelli, capì che era impossibile che lei si mischiasse ad una folla di gente, soprattutto se voleva pensare tranquillamente alla situazione in cui si erano cacciati.

"Ma perché non riesco a trovarla, maledizione!" imprecò a voce alta sferrando un poderoso pugno al vetro della finestra che tremò e per poco non andò in frantumi.

Il movimento del vetro attirò il suo sguardo verso il paesaggio notturno. Il parco era illuminato in alcune zone dalla luna e oscuro in altre, soprattutto verso il limitare della foresta, per via dell'ombra degli alberi. Mentre guardava fuori pensando che doveva assolutamente parlare con sua cugina, all'improvviso una figura apparve da una zona d'ombra. Era sottile e stava camminando verso il lago. Sirius si riscosse e pensò sollevato "Potrebbe essere solo lei!" e corse verso il portone d'ingresso per raggiungerla.

Bellatrix aveva camminato a lungo da quando era uscita dallo studio di Silente. Il suo carattere solitario la rendeva poco incline a confidarsi e quando aveva un problema preferiva farsi una bella passeggiata notturna, per aprirsi la mente. Aveva deciso che il posto migliore quella sera fosse il parco. Difatti non appena sentì il profumo dell'erba bagnata dall'umidità si sentì più tranquilla e il suo cervello ricominciò a muoversi velocemente.

Anche se ne era oramai consapevole le sembrava impossibile che quel ragazzo fosse davvero Sirius. Ripensò all'ultima volta che l'aveva visto.

Lei aveva circa sette anni all'epoca e lui cinque. In quel periodo sua madre portava spesso lei e le sue sorelle, Narcissa e Andromeda, a trovare gli zii. I cinque cugini venivano lasciati soli a giocare in una stanza, dalla quale immancabilmente gli altri quattro sgattaiolavano fuori, mentre i genitori discutevano tra loro. Ogni volta che andava dagli zii Bellatrix si annoiava a morte, al contrario delle due sorelle che trascorrevano il tempo giocando con i cugini. Narcissa più tranquilla e orgogliosa si divertiva a tormentare con l'appoggio di Regulus, il fratello minore facilmente influenzabile di Sirius, l'elfo domestico Kreacher. Andromeda avventurosa e scatenata, trascorreva invece le giornate ad esplorare la casa e i vari tesori nascosti con Sirius e, nonostante i quattro anni di differenza andavano molto d'accordo. Bellatrix, troppo orgogliosa, aveva rifiutato gli inviti ad unirsi a loro talmente tante volte che entrambe le sorelle, alla fine, avevano smesso di chiederglielo. Passava così il pomeriggio intero a leggere le gesta degli antichi Black annoiandosi a morte nel salottino del secondo piano.

Quel giorno stava guardando l'albero genealogico della famiglia quando, presa da un improvviso colpo di sonno, aveva appoggiato la testa sulla sponda del divano e si era addormentata. Dopo poco tempo Bellatrix, mentre dormiva, aveva avvertito una mano calda che le stava accarezzando i capelli. Si era svegliata di soprassalto e aveva visto Sirius di fianco a sé. Bellatrix lo aveva guardato stupita chiedendosi il perché dello strano comportamento del cugino, quando lui all'improvviso aveva parlato

"Bella…mentre stavo esplorando la soffitta con An mi sono distratto un attimo e quando mi sono voltato lei era sparita! Ho cercato per tutta la soffitta, ma non sono riuscito a trovarla!" aveva detto serio il bambino.

Bellatrix si era spaventata ed era saltata subito in piedi trascinandolo per un braccio "E cosa stai facendo ancora qui? Muoviti! Andiamo a cercarla!"

In quel momento erano rientrati nella stanza anche Narcissa e Regulus, di ritorno da una marachella che sarebbe costata molte ore notturne di lavoro a Kreacher, se avesse voluto rimediare al disastro prima che i suoi padroni se ne fossero accorti.

"Cissy! Regulus! An è sparita! Dobbiamo trovarla prima che gli adulti se ne accorgano!" aveva detto Bellatrix imperiosa. "Cissy! Tu vai con Regulus, cercate al terzo e quarto piano, io e Sirius guarderemo al primo e al secondo…"

Tutti gli altri avevano annuito e Narcissa e Regulus li avevano preceduti fuori dalla porta. Fu così che i quattro passarono tutto il pomeriggio a setacciare la casa. Nonostante la preoccupazione Bellatrix si sentiva, per la prima volta, perfettamente a suo agio con Sirius che, mentre setacciavano la cantina, aveva continuato a raccontarle battute cercando di farla ridere. Alla fine un timido sorriso era spuntato sul viso della bella bambina e gli occhi scuri di Sirius si erano improvvisamente illuminati. Proprio in quel momento erano apparsi Cissy e Regulus. Lei teneva in braccio An.

"An!" aveva esclamato Bellatrix raggiante "Eccoti finalmente! Ma dove eri finita? Ci hai fatto molto preoccupare!"

An aveva abbozzato un sorriso sdentato e aveva detto ingenuamente "An stava solo giocando con Sirius!"

Dopo le parole della bimba era caduto un imbarazzante silenzio. Il sorriso sul volto di Bellatrix era scomparso immediatamente, i suoi occhi brillavano di rabbia mentre spostava lo sguardo su Sirius.

"Ma ti rendi conto?" aveva urlato indignata "Che razza di scherzo è mai questo? Come puoi essere stato così stupido? E voi lo sapevate?" aveva aggiunto spostando la sua attenzione su Narcissa e Regulus.

Narcissa aveva negato frettolosamente con la testa. Poi tenendo sempre An in braccio e intimando a Regulus di seguirla fuori dalla stanza aveva detto "Ehm…è meglio se vi lasciamo soli…così potete chiarirvi…" e i tre si erano dileguati in fretta.

Dopo che furono usciti Bellatrix aveva ricominciato ad urlare contro Sirius. "Ma cosa ti è saltato in mente? Perché hai organizzato tutto questo? Ti rendi conto di quanto mi hai fatto preoccupare? Per non parlare di cosa sarebbe successo se le nostre madri se ne fossero accorte!"

Sirius l'aveva guardata con sguardo triste, il luccichio nei suoi occhi era sparito. Sembrava che si sentisse davvero in colpa, Bellatrix se n'era accorta ma non era disposta a fermare la sua furia solo per questo.

"Allora?" lo aveva incalzato la bimba desiderosa di una spiegazione.

"Io volevo solo coinvolgerti nei nostri giochi…mi dispiaceva vedere che te ne stavi sempre da sola…sembravi triste…"

La rabbia di Bellatrix, invece di diminuire era montata ancora di più.

"Ma chi ti credi di essere? Come ti permetti di dire che io sono triste? Non ti è mai passato per la testa che io voglia restare da sola? Che non mi interessi passare il mio tempo con voi? Con te…?"

Non appena ebbe finito di parlare Bellatrix si era data della stupida tra sé. Sapeva di essersi davvero divertita con Sirius ma non riusciva ad accettare l'idea che lui l'avesse fatto solo per pietà. All'idea che lui potesse pensare che fosse patetica non aveva resistito ad urlargli addosso cose che nemmeno pensava. Nonostante questi pensieri la bambina era riuscita a mantenere la sua aria altezzosa mentre il viso del bambino si era irrigidito sempre di più.

"Come vuoi…" aveva detto acido "puoi stare tranquilla, non cercherò più di farti divertire, annoiati pure…!"

Dopo di che le aveva gettato un occhiata dura, aveva buttato una collanina a terra ed era uscito sbattendo la porta. Quella era stata l'ultima volta che avevano parlato, ricordò Bellatrix. Dopo che Sirius se n'era andato, Bellatrix si era seduta su uno scatolone, lo sguardo triste perso nel vuoto. An l'aveva trovata così quando era rientrata. La piccola aveva raccolto la collanina e avvicinandosi alla sorella maggiore aveva affermato

"Bella! Non ti piace la collanina che ti ha regalato Sirius?" aveva detto ingenuamente porgendogliela.

Bellatrix aveva sgranato gli occhi sorpresa, poi l'aveva presa in mano e aveva detto alla sorellina "E' davvero bella, An…"

An aveva sorriso contenta "L'ha fatta Sirius con la magia apposta per te!" e con la schiettezza che contraddistingue i bambini aveva anche aggiunto " Mentre la faceva mi ha detto che gli piaci tanto e che per questo non vuole vederti triste…"

Bellatrix aveva scompigliato piano i capelli della sorellina, l'aveva presa in braccio ed erano uscite dalla stanza. Quando se n'erano andate Sirius non era sceso a salutare provocando l'ira della madre e, come Bellatrix sapeva bene, una successiva punizione.

Dopo quel giorno si era rifiutata categoricamente di tornare in quella casa, fingendo di voler studiare e i suoi, orgogliosi, avevano ceduto al capriccio della primogenita. Dall'ora non l'aveva più visto, aveva cercato di dimenticare perché si vergognava troppo per tornare e dirgli che era stata una stupida a pensare che la considerasse patetica.

Bellatrix sospirò tornando alla realtà. Erano passati nove anni da quel giorno e all'improvviso suo cugino era ricomparso nella sua vita e lei l'aveva addirittura baciato!

"Devo essere impazzita…" pensò Bellatrix immaginando la reazione che avrebbe avuto sua madre se avesse saputo ciò che era accaduto. "Come minimo informerebbe subito la zia e si metterebbero d'impegno per trovare un modo per punirci e uno per non farci più incontrare per il resto della vita…"

Bellatrix sospirò ancora. "L'unica soluzione è evitare che vengano a sapere ciò che è accaduto…" pensò mentre con calma si sedeva sulla sponda del lago. Iniziò a lanciare i sassi facendoli rimbalzare sulla superficie dell'acqua. "Ho baciato Sirius…" continuava a ripetersi nella mente per autoconvincersi che il bel ragazzo che le aveva fatto battere forte il cuore era suo cugino.

All'improvviso si chiese "Come farò a guardarlo in faccia ora che so chi è…? Non avrei dovuto baciarlo. Anche se è stato così bello…"

Bellatrix rifletté a lungo e capì che l'unica cosa ragionevole da fare era non vederlo più ma un secondo dopo che l'ebbe pensato si trovò a dire "E' impossibile…non riuscirò mai a resistere…non lo vedo da un ora e già vorrei che fosse qui…"

Si sdraiò nell'erba umida e guardando il cielo stellato disse piano in un sussurro "…Sirius…"

Sirius attraversò l'atrio facendo meno rumore possibile. Aveva attirato Gazza e Mrs Purr in un corridoio lontano da lì posizionando un petardo che, una volta colpito con la bacchetta, si era messo a ruotare spandendo nell'aria scintille dorate e un insopportabile stridio. Si era poi nascosto dietro una statua che si trovava poco lontano e aveva aspettato l'arrivo del custode, correndo al piano terra non appena quest'ultimo l'aveva oltrepassato.

"Per essere un piano improvvisato all'ultimo minuto è andato piuttosto bene…" si disse mentre apriva il pesante portone e dopo averlo richiuso dietro le sue spalle iniziò a correre in direzione del lago. Quando fu poco distante dalla riva riconobbe sua cugina sdraiata nell'erba e le si avvicinò cercando di fare più rumore possibile per non spaventarla. Bellatrix difatti lo udì e si voltò. Sirius si avvicinò lasciando che la luce della luna illuminasse il suo bel viso. Non appena Bellatrix si rese conto che era lui prima impallidì e poi arrossì. Sirius la fissò stupefatto

"Ehi, Bella" disse "Non dovresti aggirarti a quest'ora fuori dalla scuola."

Bellatrix si voltò e ricominciò a guardare il cielo senza rispondere. Sirius si avvicinò e si sedette di fianco a lei. Mentre si sedeva le sfiorò inavvertitamente il braccio e subito la sentì irrigidirsi. Rimasero seduti in silenzio per una decina di minuti finchè Bellatrix parlò

"Perché sei qui?" chiese.

Sirius fece un respiro profondo e poi rispose "Perché penso che dovremmo parlare…"

"Io credo che non ci sia nulla da dire…" rispose Bellatrix rimanendo perfettamente immobile.

Sirius la guardò. I lunghi capelli neri che si muovevano nel vento, il bel viso fermo in un'espressione dura, ben diversa da quella divertita della mattina. Più la guardava e più pensava che fosse bella, nonostante fosse anche sua cugina. Sirius prese una sigaretta dalla tasca dei pantaloni, la tenne ferma con le labbra e con la bacchetta l'accese.

"A cosa pensi?" gli chiese Bellatrix mentre lui fumava.

"Che sono uno stupido…" rispose.

Lei si voltò verso di lui per guardarlo in volto. I capelli neri di Sirius risplendevano nella luce lunare mentre i suoi occhi, profondi come la notte, si illuminarono quando si spostarono sul viso di lei. Il cuore di Bellatrix si fermò per un istante e lei pensò "La stessa luce di quel giorno…"

Sirius riprese "Sono uno stupido e lo sono soprattutto perché nonostante dentro quella stanza io abbia scoperto chi tu sia in realtà, l'unica cosa che riesco a pensare quando ti vedo è che sei bellissima…"

Bellatrix abbozzò un sorriso e quando lui lo vide i suoi occhi risplendettero ancora di più. Spense la sigaretta, espirò l'ultima boccata di fumo, e si sdraiò accanto a lei. Bellatrix tremò e cercò di scostarsi, ma lui allungò la mano per accarezzarle i capelli e lei si fermò. Da una parte avrebbe voluto cedere, dall'altra sentiva che non doveva farlo. Sirius si spostò più vicino e iniziò ad accarezzarle il viso.

"Perché lo fai?" disse lei e lui vide i suoi bellissimi occhi neri colmi di paura.

Sirius si fermò. "Non lo so, l'unica cosa che so è che mi piace…" disse candidamente.

"Ma noi non dovremmo…noi siamo…" Bellatrix si interruppe a metà senza finire la frase.

Sirius la guardò serio "Bella, probabilmente ciò che abbiamo fatto sarebbe considerato sbagliato dalle altre persone…" disse sinceramente "ma tu mi piaci e questa è una cosa che non posso cambiare."

Bellatrix arrossì e lui sorrise. Poi lei si appoggiò sulla sua spalla e disse "Non so cosa pensare…è da quando sono uscita da quella stanza che ci penso ma non riesco a trovare una soluzione. Dovremmo finirla con questa storia…"

Sirius riprese ad accarezzarle i capelli e lei sentì un brivido scenderle lungo la schiena.

"Se è davvero questo che vuoi…" le bisbigliò piano in un orecchio.

Bellatrix sentì un altro brivido e si tirò un po' su in modo d'avere più vicino il viso di Sirius. Lui le mise una mano sulla schiena tenendola premuta contro di sé. I due si guardarono a lungo negli occhi, poi lei abbassò lo sguardo sulle labbra di lui.

"Dobbiamo farla finita…" mormorò prima di baciarlo. Lui la strinse ancora più forte mentre rispondeva al suo bacio, poi lei si staccò e ricominciarono a guardarsi. Passò un minuto e lui ripeté "Dobbiamo farla finita…" prima di baciarla ancora. Bellatrix mormorò contro le sue labbra "Si…" mentre rispondeva al bacio di lui. Si baciarono per lungo tempo finchè Bellatrix non si staccò e riappoggiò la testa contro il suo petto.

"Dobbiamo farla finita…" disse baciando la mano che le accarezzava il volto.

"Si…" rispose ancora lui stringendola a sé mentre in lontananza spuntava inesorabile la luce chiara dell'alba.

Continua…