Capitolo Quinto
I due non si mossero restando abbracciati per lungo tempo finchè il sole non fu alto nel cielo. Poi a malincuore Bellatrix si alzò e guardando il cugino ancora sdraiato disse
"E' meglio che io vada adesso…prima che qualcuno ci veda insieme."
Sirius sorrise beffardo. "Hai ragione. Immagino che tutti, tranne noi, fossero da tempo a conoscenza del nostro legame di sangue…" disse sarcastico cercando di farla ridere.
Ma Bellatrix si fece seria mentre s'inginocchiava di fianco a lui e gli mormorava nell'orecchio
"Smettila di scherzare, Sirius. Se i nostri genitori venissero a saperlo…"
Lui le scostò una ciocca di capelli sorridendo e baciandola la interruppe. Poi continuò
"…a me non importerebbe…"
Bellatrix si sentiva a disagio vedendo che, al contrario di lei, lui era perfettamente sicuro di ciò che stava facendo. Irritata da questo pensiero si alzò e gli urlò
"Non riesco proprio a capire come tu possa restare così calmo all'idea che i nostri genitori ci scoprano!"
Sirius si alzò spolverandosi i vestiti "Se è per questo, io invece non riesco a capire perché tu debba preoccuparti di una cosa che ha pochissime possibilità di accadere!" rispose lui irritato.
"Avrà moltissime possibilità di accadere invece, se tu continui a fare come se niente fosse! Hai forse dimenticato che non siamo soli in questa scuola?" continuò lei sempre più spazientita.
"No, non l'ho dimenticato" disse lui tranquillamente. La sua voce non era più irritata, ma fredda ed indifferente.
Bellatrix si spaventò. Lui la stava guardando con quell'aria torva, come nove anni prima e lei, come allora, si sentì una stupida ma, incapace di ammetterlo si voltò e aggiunse "Non dimenticarlo…" e velocemente si allontanò lasciandolo solo.
Sirius era irritato. Prese in mano un sasso che si trovava sulla riva del lago e lo scagliò il più lontano possibile. Poi fece un respiro profondo per calmarsi ma non riuscì ad allentare la morsa di nervosismo che lo prendeva alla bocca dello stomaco ogni volta che litigavano. Capì infine che era inutile restare lì e che era meglio raggiungere gli altri nella Sala Grande per la colazione. Dalla felicità di aver tenuto tra le braccia Bellatrix prima, e dalla rabbia poi, si era quasi dimenticato che non toccava cibo da quasi una giornata. Attraversò il parco, aprì il portone e si diresse verso la Sala Grande.
Quando entrò vide che era già quasi vuota. "E anche stavolta sono molto in ritardo" pensò. Fece scorrere lo sguardo e notò che tra i pochi Grifondoro rimasti, un po' in disparte presi a discorrere tra loro c'erano anche Remus, James e Peter. Accelerando il passo li raggiunse e si sedette di fianco a James che gli rivolse subito un sorriso complice.
"Allora, amico! Dovresti avvertirci quando intendi passare la notte fuori…" disse James un po' allusivo.
"Non era nei programmi" abbaiò torvo Sirius.
Subito James e Peter si scambiarono un'occhiata preoccupata mentre Remus continuava a fissare il viso scuro dell'amico. Dopo qualche minuto di silenzio, mentre James discuteva con Peter dell'ultima partita di Quidditch dello scorso anno, la voce di Remus disse tranquilla
"Hai litigato con quella ragazza, vero?"
L'attenzione di James e Peter si spostò di nuovo su Sirius che annuiva col capo mentre masticava un pezzo di toast con talmente tanta foga che avrebbe potuto tranquillamente sbriciolare un sasso con i denti. Remus concluse dicendo "Capisco" e mentre gli altri due lo fissavano speranzosi, perché loro al contrario non avevano capito niente, ricominciò a leggere la Gazzetta del Profeta.
Non appena Sirius ebbe finito di mangiare, Remus ripiegò la copia del giornale che infilò repentinamente in borsa, controllò il suo orologio e alzandosi annunciò agli altri con voce scherzosa "Bene! Posso affermare con certezza che anche stamattina abbiamo battuto il nostro personale record di ritardo!"
James e Peter ridacchiarono e finalmente anche Sirius si sciolse in un sorriso. Se Remus si disturbava a scherzare per cercare di migliorare il suo umore doveva rendergliene merito.
"Beh, allora se anche oggi abbiamo dimostrato chi siamo…" disse Sirius "credo che sia arrivato il momento di degnare la professoressa di Divinazione della nostra presenza!" e alzandosi rivolse agli altri tre un sorriso sarcastico.
Anche gli altri sorrisero, finalmente tranquilli, perché sapevano che se Felpato scherzava voleva dire che stava meglio. Anche Peter e James si alzarono e i quattro amici, con una buona mezz'ora di ritardo, raggiunsero l'aula nella torre a Est del castello.
Nell'aula di Divinazione faceva molto caldo. Peter, James, Sirius e Remus riuscirono ad intrufolarsi dentro attraverso la botola e a raggiungere i loro posti senza che la professoressa, che scrutava attentamente la sua tazza da tè, se ne accorgesse. Quando alzò lo sguardo le parve che gli alunni fossero aumentati ma convenendo che la vista migliore che aveva era quella "sensitiva", decise di far finta di niente, per evitare imbarazzanti figure.
I quattro amici ridacchiarono ma James smise quasi subito perché intercettò l'occhiata indignata che Evans gli aveva appena lanciato. Il ragazzo arrossì violentemente e il motivo del suo improvviso silenzio provocò un altro scoppio di risa fra gli altri tre. Poi Remus, Peter e James iniziarono a interpretare il loro futuro nei fondi delle tazze mentre Sirius, come al solito, non partecipava molto alla lezione.
Si mise a fissare il lago che intravedeva attraverso la finestra. Sirius rivide il timido sorriso che Bellatrix gli aveva rivolto quella notte e si immaginò di averla tra le braccia. Sentiva che quella mattina quando la luce del sole si era posata su di loro, Bellatrix aveva ricominciato ad interrogarsi sull'impossibilità del loro rapporto e per cercare di allontanarlo si era comportata come nove anni prima.
"Ma questa volta non le permetterò di lasciarmi per via del suo orgoglio o della paura…" si disse fermamente.
Mentre Sirius rifletteva fra sé il tempo trascorreva veloce e, sempre immerso nei suoi pensieri, lasciò l'aula di Divinazione per quella di Incantesimi dove, sebbene costantemente distratto, riuscì a far scomparire e riapparire la borsa di Remus dall'altra parte della stanza. Anche James e Remus ci riuscirono senza troppi sforzi, solo Peter ebbe molte difficoltà e riuscì a rendere incorporea una piuma solo per qualche istante.
"La solita storia…" squittì il ragazzo mentre con gli amici si avviavano verso la Sala Grande per il pranzo. "Voi siete così bravi, io invece sono proprio una schiappa…"
Remus gli posò una mano sulla testa e lo consolò "Non preoccuparti di questo, Peter! L'importante è che tu faccia sempre del tuo meglio!"
Anche James convenne con Remus e Peter si sentì un po' meglio. Sirius si inserì finalmente nella conversazione dicendo
"Dopotutto tutti hanno i loro problemi…ad esempio, James non riesce a formulare una frase sensata quando c'è la Evans in giro…"
James divenne rosso e rispose indignato "Ehi, Sirius! Ma ti sembrano cose belle da dire?" e fingendo di arrabbiarsi gli voltò le spalle.
Sirius lo conosceva troppo bene. Sapeva infatti benissimo che Ramoso stesse solo scherzando "Dai, James, lo sai anche tu che è vero!"
James si voltò e ridendo aggiunse "So benissimo che è vero, ma tu invece di rinfacciarmelo e di passare il tuo tempo a correre dietro ad affascinanti ragazze dai capelli corvini, potresti cercare di darmi una mano!"
Sirius sorrise beffardo "Certo, però se parlassi alla Evans rischierei di farla innamorare di me!"
James, stando al gioco, gli lanciò un'occhiataccia. Se c'era una cosa su cui era perfettamente certo era che Felpato non lo avrebbe mai tradito.
Alla fine Remus si intromise dicendo "Finalmente è tornato il vecchio Sirius! Con la modestia che lo contraddistingue!"
E tutti e quattro si sedettero alla tavola ridendo per cominciare a mangiare. Dal posto che si era scelto, Sirius poteva vedere il tavolo di Serpeverde. Si mise quindi a cercare Bellatrix fra i vari studenti seduti.
"Stai cercando la tua prossima preda?" gli chiese James malizioso.
Sirius annuì e aggiunse serio "Veramente sto cercando la donna che da nove anni possiede il mio cuore…"
James, Peter e Remus lo fissarono e Sirius vedendo le loro facce si sbrigò ad aggiungere sorridendo "Scherzo!"
James e Peter parvero sollevati. Sapevano che Sirius amava scherzare e divertirsi e che non era mai stato con una ragazza per più di una settimana. Solo Remus si accorse che nonostante il volto di Sirius si fosse aperto in un sorriso i suoi occhi erano rimasti seri.
Finalmente Felpato riuscì ad adocchiare Bellatrix fra i vari Serpeverde. Riconobbe la sua postura raffinata di fianco a quella di studenti che si gettavano senza ritegno sul cibo. Il suo viso era serio. "Sembra che stia pensando a qualcosa…" si disse Sirius.
Rimase con lo sguardo fissò su di lei per tutto il pranzo finchè, quando furono al dolce, James, seguendo lo sguardo dell'amico che gli stava accanto e individuando la ragazza, le fece un cenno di saluto con la mano attirando la sua attenzione su di loro.
Bellatrix non rispose al saluto ma non appena la Sala Grande iniziò a svuotarsi si alzò e si avvicinò a loro.
Mentre si avvicinava sentiva lo sguardo di Sirius su di lei ma quando raggiunse il tavolo di Grifondoro e parlò non si rivolse a lui.
"Ciao!" disse con voce vivace sorridendo a James che dal canto suo rimase esterrefatto.
"Ciao…" rispose il ragazzo timidamente lanciando una veloce occhiata al viso di Sirius che era diventato improvvisamente imperturbabile.
"Ti chiami Potter, vero?" chiese la ragazza.
"Si…" confermò James sempre più confuso. Diede un piccolo colpo alla gamba di Sirius sotto il tavolo ma l'amico rimase immobile, gli occhi puntati su di lei che però non lo degnava neanche di un occhiata.
"Posso parlarti un secondo in privato?" chiese ancora con voce allegra Bellatrix.
James lanciò un'occhiata più lunga a Sirius che però non smise di fissare il viso di lei.
Siccome l'amico non dava segni di vita, James si alzò e mormorò "Certo…" e si allontanò precedendo Bellatrix che, prima di lasciare la Sala, incrociò lo sguardo gelido di Sirius e gli sorrise.
Se n'erano appena andati quando Evans, che aveva assistito alla scena da lontano ma era riuscita a sentire tutto, si alzò all'improvviso attirando l'attenzione dei pochi Grifondoro rimasti e, dopo aver sbattuto con violenza il bicchiere sul tavolo, si allontanò mormorando furiosa tra sé qualcosa che suonava molto simile a "Stupido Potter!".
Remus si permise di sorridere per un paio di secondi alla scena ma subito tornò serio scrutando il volto di Sirius. Sembrava davvero arrabbiato pensò.
Aspettarono il ritorno di James in silenzio. Dopo pochi minuti il ragazzo fece ritorno al tavolo. Sembrava imbarazzato e preoccupato per la reazione di Sirius. Sapeva infatti che l'amico non si faceva scrupoli ad urlargli contro quando era arrabbiato, ma questa volta Felpato non si mosse. Sembrava talmente arrabbiato che urlare non l'avrebbe aiutato a sfogarsi. Dopo due minuti di imbarazzante silenzio la voce calma di Sirius disse
"Che cosa ti ha detto, James?" chiese.
James si strinse nelle spalle. Nel momento in cui lei aveva parlato, la prima cosa che lui aveva pensato era che Sirius lo avrebbe sicuramente ammazzato quando gliel'avrebbe detto. Però James si fece coraggio, pronto a rischiare pur di non mentire al suo migliore amico.
"…mi ha chiesto se ero interessato ad uscire con lei…" disse cercando di sembrare calmo.
Sirius non ebbe nessuna reazione apparente e si limitò a concludere dicendo "Capisco…" poi prese dalla borsa di Remus la mappa del Malandrino, si alzò e prima di lasciare il tavolo mormorò
"Grazie James per non avermi mentito…"
James rispose serio guardandolo negli occhi "Ho fatto quello che avresti fatto anche tu con me…" disse dimostrando così la sua fiducia.
Sirius gli sorrise e subito l'amico ricambiò il suo sorriso. Poi si allontanò a grandi passi. Peter lo chiamò quando fu quasi alla porta
"Ma Felpato, dove stai andando? Abbiamo pozioni con Lumacorno adesso!"
Sirius si voltò con un sorriso beffardo "Prima devo chiarire una cosa con una persona…e poi non credo che sentirò la mancanza di Lumacorno! Inventate una buona scusa per me, conto su di voi!" poi mentre usciva urlò ancora "Grazie!"
Remus guardò Peter e James rassegnato "Sempre la stessa storia…" disse riferendosi al comportamento di Sirius.
James lo guardò con un sorriso sarcastico sulle labbra. "Che ci vuoi fare, Ramoso? E' fatto così e tanto vale tenercelo!" disse alzandosi.
Remus sbuffò "Si, ma io sono stufo, tra poco riceverò il premio di Bugiardo dell'Anno grazie a lui! Questa è l'ultima volta che lo faccio!"
James guardò Peter e aggiunse ridendo mentre raggiungevano il sotterraneo "Si…come no!" consapevole che Remus non si sarebbe mai tirato indietro davanti a un amico che aveva bisogno.
Sirius corse su per le scale. Non appena fuori dalla sala, aveva aperto la mappa e dopo averla colpita con la punta della bacchetta si era messo a consultarla. La persona che cercava camminava diretta verso la torre Est. "Ora di Divinazione…" mormorò mentre correva su per le scale e attraversava delle scorciatoie per arrivare alla torre il prima possibile.
"Non ci tengo a farmi un'altra ora di Divinazione" disse a voce alta mentre sfrecciava a tutta velocità per un corridoio. Giunse finalmente sotto la botola e riaprì la mappa. Aveva corso talmente in fretta che era arrivato addirittura prima di lei. La mise via e aspettò per due minuti appoggiato alla scala di legno. All'improvviso da dietro l'angolo sbucò il viso di Bellatrix che appena lo vide si mise a fissarlo esterrefatta. Si avvicinò piano e non appena furono vicini mormorò, gli occhi neri immensi per la sorpresa.
"Cosa ci fai tu qui? Come facevi a sapere che avevo Divinazione adesso?" chiese.
"Ho avuto una premonizione…" disse lui ridendo mentre imitava la professoressa quando fingeva di vedere qualcosa nella sfera di cristallo. Poi tornò serio e aggiunse "Non pensi di dovermi qualche spiegazione…?"
Bellatrix si riscosse e rispose "No, io non ti devo nessuna spiegazione!" disse alzando la voce. Il suo viso si fece severo e assunse un aria orgogliosa.
Sirius la guardò calmo. Sembrava arrabbiata pensò. Si fermò a osservare i suoi occhi e vide una fiammella che brillava nella profondità delle sue pupille. Sirius ne rimase incantato "Possibile che ogni volta che la guardo diventa sempre più bella?" si chiese stupito. Senza volerlo si ritrovò a sorridere, una luce divertita illuminò i suoi occhi.
Bellatrix notò il cambiamento nel viso di lui e equivocando il suo sorriso chiese indignata "Mi stai forse prendendo in giro?"
Sirius tornò serio anche se la luce nei suoi occhi non scomparve "Sei arrabbiata, Bella?" chiese.
Il viso di Bellatrix si irrigidì e subito rispose "E' chiaro che sono arrabbiata! Ti stai prendendo gioco di me!"
Sirius rispose serio "Io non mi sono mai preso gioco di te…" e afferrandola per le braccia la tirò contro di sé, sfiorandole le labbra.
All'inizio Bellatrix non si mosse ma poi cedette e ricambiò il bacio di Sirius. Alla fine quando lui si staccò lei si trovò a mormorare sommessamente "No…". Sirius la sentì e sorrise mentre lei, quando si rese conto di cosa aveva appena detto, arrossì violentemente e abbassò il volto per non fargli vedere che era imbarazzata. Sirius mise la mano sotto il suo viso alzandoglielo dolcemente e le sorrise ancora prima di sussurrarle
"Sembra impossibile, ma quando ti arrabbi diventi ancora più bella!"
Bellatrix arrossì ancora poi aggiunse ridendo "Questo però non ti autorizza a farmi arrabbiare di proposito!"
Sirius la baciò ancora con dolcezza e poi le disse "Mi hai scoperto!" strappandole un altro sorriso.
Poi tornò serio e sempre tenendola fra le braccia disse "Adesso però devi spiegarmi che cosa significa quella proposta che hai fatto a James…"
Bellatrix lo guardò maliziosa e scherzando disse "Perché, non posso trovare attraente il tuo amico?"
Sirius assecondò il suo gioco e rispose "Certo…però mai quanto trovi attraente me!"
Bellatrix rise, si alzò sulle punte e dopo avergli mordicchiato piano il naso disse ridendo "Modesto come al solito!"
Sirius abbassò il viso baciandola ancora e dopo rispose "Certo…ora però dimmi perché hai detto quella cosa a James…"
Bellatrix arrossì imbarazzata "Ho pensato solo che, siccome non potevamo stare insieme, tu avresti preferito sapermi con una persona che stimi…" era arrivata a quella conclusione pensando che Sirius avrebbe preferito vederla con Potter piuttosto che con quel borioso di Lestrange…
"Sei proprio una sciocca." disse lui sempre abbracciandola "James è innamorato di un'altra…" le spiegò.
"Ah!" disse Bellatrix senza essere minimamente delusa. Che trovasse James attraente era una delle bugie più grosse che aveva mai detto. Dopo aver rivisto Sirius nessun'uomo poteva competere con lui.
"E comunque io preferisco che non ci sia nessun'altro al mio posto…devo essere solo io…" disse stringendola di più e sorridendole.
"Ma prima o poi…" iniziò lei ma lui la interruppe mettendole un dito sulle labbra.
"Niente ma! Adesso non pensare a dopo, ora siamo insieme ed è questo che conta. Al poi ci penseremo quando sarà il momento…"
Bellatrix si sentì meglio, voleva credergli e cercare di non preoccuparsi del domani che sembrava ancora così lontano. "Si…" mormorò sorridendogli felice.
Lui si chinò ancora su di lei "Un ultima cosa, Bella…non scherzare troppo con la mia gelosia. Pensavo di morire quando ti sei messa a fare la carina con James!"
"Era proprio quello il mio scopo!" disse lei scherzando e lui ridendo si avvicinò alle labbra di lei.
"Che ragazza crudele che mi sono scelto…" disse
"Sono pur sempre una Black…"
"Si…e dopo che ti avrò sposata lo sarai per sempre…" concluse lui.
Bellatrix sentì il cuore batterle all'impazzata mentre lui, dopo averle messo una mano sul fianco scendendo seguendo la curva del corpo di lei, ricominciava a baciarla.
Continua…
