Capitolo Sesto

Bellatrix quel giorno non entrò nell'aula di Divinazione e Sirius non ebbe modo di assistere alla spettacolare esibizione di Remus a Pozioni. Il ragazzo affrontò un Lumacorno più stizzito che mai informandolo, cercando di sembrare il più sincero possibile, che Sirius era stato colpito da un incantesimo malriuscito di Peter mentre si allenavano insieme. A quelle parole Lumacorno sbuffò pensando che fosse solo l'ennesima scusa ma, dopo aver mal interpretato lo sguardo afflitto di Peter, stufo di essere ripetutamente tirato in mezzo per le sue scarse capacità, il viso del grasso professore si schiuse in un gran sorriso.

"Beh…peggio per Black" disse cercando di nascondere la sua contentezza e iniziò la lezione.

La "buona notizia" lo rallegrò a tal punto che, riconoscente, non si soffermò ad evidenziare l'errore madornale di Peter la cui pozione, nonostante l'aiuto di James e Remus, aveva assunto uno strano colore verdognolo, al posto di quello verde pisello che era specificato sul libro. Quando guardò nel suo calderone Lumacorno si limitò a far scomparire il tutto con un colpo di bacchetta e dopo aver sorriso incoraggiante al ragazzo aveva detto

"Coraggio, Minus! Continua a tentare!"

Peter se ne stupì così tanto che cadde dalla sedia. Era infatti talmente abituato ad essere il "bersaglio" di Lumacorno a causa della sua incompetenza che quel repentino cambiamento di modi lo turbò non poco. Quando si fu riscosso un po' mormorò piano all'orecchio di Remus che sedeva accanto a lui

"Ricordami che devo ringraziare Sirius per aver saltato la lezione!" poi gli sorrise.

Remus e James si scambiarono un'occhiata e poi scoppiarono a ridere mentre Evans, sentendoli, fissò James più inviperita che mai. Vedendo lo sguardo carico d'odio e non capendone il motivo, James abbassò il capo rassegnato e mormorò a Remus in un sussurro

"Sembra proprio che Evans sia arrivata addirittura ad odiarmi…" sospirò sconsolato.

"Non credo che sia così…" rispose Remus sorridendogli "penso che sia solo un po' arrabbiata perché ti ha visto seguire l'amica di Sirius a colazione…Non appena siete usciti ha sbattuto il bicchiere sul tavolo e si è allontanata scura in volto…dovresti esserne contento!" concluse dimostrando di saperla lunga sulle donne.

James considerò il punto di vista dell'amico e sorrise compiaciuto.

Peter come al solito non capì e chiese "Scusa, Remus, ma non ho capito perché James dovrebbe essere contento del fatto che la Evans sia arrabbiata, per l'ennesima volta, con lui…"

Remus gli mise una mano sulla spalla e sorrise paziente "Beh, è abbastanza ovvio, mio caro Codaliscia! Perché, per una volta, arrabbiandosi ha dimostrato di non essere poi così insensibile alle attenzioni di James…"

Allora anche Peter sorrise, contento per l'amico "Hai visto che alla fine ce l'hai fatta?"

James cominciò a gongolare, fiero di se stesso, ma subito Remus lo ammonì.

"Adesso però non cominciare a fare il presuntuoso, James! Quello è il ruolo di Sirius!" concluse ridendo e trascinando gli altri in un'altra risata.

Evans si girò ancora per lanciare un altro sguardo indignato a James ma quando lui le rispose con il più dolce dei sorrisi, lei lo fissò esterrefatta per qualche secondo, poi arrossì violentemente e si voltò. Lily, non si girò più per tutta la durata della lezione, nonostante gli scoppi di risa che si sentivano ogni tanto dal tavolo dei tre. James era talmente felice che, per la prima volta nella sua carriera scolastica, riuscì a preparare perfettamente la pozione che il professore aveva assegnato. Remus e Peter si guardarono un po' stupiti e poi il più alto dei due mormorò

"Potere dell'amore…" e precedettero James fuori dal sotterraneo.

L'amico indignato li rincorse, la borsa aperta, seminando vari libri per terra. "E' questo il modo di fare con gli amici?" chiese indignato a Remus e Peter mentre si allontanavano.

Remus fissò un punto dietro di lui e rispose sorridendo "Si! Mi ringrazierai dopo…"

Vedendo che Remus guardava dietro di lui, James si voltò e vide Lily con un libro di pozioni in mano.

"Ti è caduto questo, Potter…" disse piano guardandolo negli occhi.

"Grazie…" rispose James esterrefatto per essere riuscito a parlare senza balbettare.

"Sei stato veramente bravissimo oggi…" continuò Lily abbassando un po' lo sguardo.

James arrossì e dopo aver pensato "Aveva ragione, Remus…stavolta lo devo proprio ringraziare!" rimase a parlare con lei nel sotterraneo deserto per lungo tempo.

Sirius e Bellatrix erano rimasti vicino alla scala che portava all'aula di Divinazione a baciarsi per un po' poi, in un raro momento di pausa, lei aveva sorriso felice e aveva detto

"E' meglio spostarci da qui…o tra poco saremo travolti da un gruppetto di studenti del sesto anno…"

Sirius avevano annuito e avevano trascorso il pomeriggio insieme a parlare in un'aula deserta. Lui si era seduto davanti a lei, un po' distante, continuando a fumare mentre parlavano. La guardava discorrere della loro famiglia, della sua vita, evitando però di toccare l'argomento Lestrange, e non appena ebbe finito anche lui le parlò di sé, stupito dalle tante cose che aveva da dire. Lui, che si era sempre annoiato ad ascoltare le varie ragazze parlare preferendo di più "l'azione" e che aveva sempre evitato di rivelare la sua infanzia, fece tutto come se fosse la cosa più naturale possibile. Discorsero per molte ore finchè Bellatrix si voltò casualmente verso una finestra e vedendo il cielo ormai scuro, si fermò a fissarlo incredula.

"Che c'è?" chiese Sirius vedendo il suo stupore.

"E' praticamente notte!" esclamò lei voltandosi sorridendo e indicando il cielo fuori.

Anche Sirius si voltò e dopo aver visto l'oscurità disse "Sarà quasi mezzanotte…non riesco a leggere l'ora con questo buio! Strano però come vola il tempo quando uno è felice…" concluse abbozzando un sorriso.

Bellatrix arrossì ma lui non lo notò nell'oscurità, vide solo un sorriso sul suo volto e un luccichio nei suoi occhi. Sirius non resistette, si alzò e in poco tempo azzerò la distanza che c'era tra loro, prendendola tra le braccia. La strinse a sé e lei si abbandonò contro di lui, poi accarezzandole i capelli, prese a cullarla dolcemente.

"Smettila…" disse Bellatrix con voce poco convinta "se continui così tra poco potrei anche addormentarmi…"

Sirius rise e continuando a cullarla le mormorò nell'orecchio "E' proprio quello che voglio…così poi potrò agire indisturbato!"

Bellatrix si scostò un poco e vide gli occhi divertiti di lui che la fissavano, poi si avvicinò e sfiorandogli le labbra con un bacio mormorò "Scemo! Che cosa vorresti fare tu?"

Sirius rise affondando il viso nella spalla di lei e dopo aver scostato piano il colletto aperto della camicia, le baciò la pelle morbida percependo il suo profumo. Bellatrix trattenne il respiro e, nonostante il caldo che aveva sentito fino a quel momento e quello che le trasmetteva il corpo di Sirius, sentì un brivido percorrerle la schiena. Sirius continuò a baciarle la spalla, poi si spostò sul collo di lei e dopo che le ebbe strappato un piccolo gemito di piacere, lasciò la pelle del collo per catturarle le labbra in un altro bacio. Quando si furono staccati, lui la fissò a lungo negli occhi e sorridendo disse allusivo

"E' meglio andare a letto adesso…" e dopo aver visto gli occhi grandi di lei subito aggiunse staccandosi "Ti accompagno al dormitorio…"

Bellatrix annuì e si lasciò condurre da Sirius fino ai sotterranei. Mentre camminavano tenendosi per la mano Bellatrix si ritrovò a pensare a ciò che era appena successo. Alle labbra calde di Sirius che accarezzavano la sua pelle. "Avrei voluto che non si fermasse…" si ritrovò a pensare e non appena si rese conto di ciò, tremò arrossendo violentemente. Sentendo la piccola mano di lei tremare Sirius si voltò e chiese preoccupato.

"Hai freddo, Bella? Ti ho sentito tremare…"

"No, mi è arrivato solo uno spiffero di freddo…" mentì lei.

Sirius la scrutò nel buio per qualche secondo, poi si tolse il maglione e lo appoggiò sulle spalle di lei.

"Va meglio?" chiese con un sorriso dolce.

"Si…"

Poi riprese a condurla per i corridoi. Finalmente arrivarono al sotterraneo e lui la lasciò andare, non sapendo bene dove fosse di preciso l'entrata alla casa di Serpeverde.

Lei si voltò a sorridergli e lui non riuscì a trattenere il suo corpo. La voleva stretta a sé pensò mentre l'abbracciava ancora. Poi le sue mani si mossero sul suo viso mentre lei lo stringeva tenendolo per i fianchi. Sirius si abbassò e Bellatrix, senza esitare un attimo, lo baciò. Poi lui la lasciò ancora andare e disse malizioso

"Vai ora…prima che perda completamente il controllo…"

Bellatrix vide una luce che non aveva mai visto prima risplendere negli occhi di lui. Gli sfiorò ancora le labbra e disse scherzando

"Non fingere!"

Sirius la prese per le spalle e fissando prima i suoi occhi e poi abbassando lo sguardo sulle labbra di lei rispose

"Non ti rendi conto di quanto io ti desideri?" poi la baciò e dopo essersi staccato ancora disse "ma adesso è troppo presto, non è ancora il momento…tu non sei come le altre…prima di farti mia voglio dimostrarti che ti amo…"

Bellatrix tremò fra le sue braccia e dopo averlo baciato ancora disse "Cerca di dimostrarmelo in fretta…perché non so per quanto riuscirò a resistere…"

Sirius la guardò stupito per qualche istante poi la lasciò andare dicendo "…ora vai…" e dopo che lei fu sparita dietro una colonna, Felpato si allontanò.

Sospirò piano e aprì la mappa per controllare che Gazza non fosse nei paraggi. Lo individuò al terzo piano nella Sala dei Cimeli e, più tranquillo, si incamminò per raggiungere la torre Ovest, dove generalmente seguivano le lezioni di Astronomia. La raggiunse senza troppi intoppi e uscendo dalla botola si immerse nella fresca aria notturna. Si sedette per terra e prese un sigaretta. Mezz'ora e circa quindici sigarette dopo, i suoi pensieri vennero interrotti da un rumore alle sue spalle. Si voltò, la bacchetta pronta in mano per colpire.

Dalla botola emerse il viso magro di Remus e Sirius abbassò subito la bacchetta.

"Eccoti finalmente!" esordì l'amico "Mi sono svegliato e siccome non eri ancora tornato ho pensato di cercarti qui…"

Sirius sorrise ma non rispose, era troppo preso dai suoi pensieri da avere paura che se avesse emesso un suono, avrebbe perso il filo logico che stava seguendo. Offrì una sigaretta a Remus che, prontamente, la rifiutò dicendo "Mi hai forse preso per James?"

Poi entrambi caddero in un profondo silenzio. Sirius riprese a pensare a Bellatrix. "Tanto per cambiare!" si disse. Dal giorno prima praticamente non riusciva a pensare ad altro.

"Qual è il problema, amico?" chiese all'improvviso Remus smettendo di fissare la luna e spostando il suo sguardo su Sirius.

"Sono innamorato di una ragazza bellissima che però non dovrei neanche permettermi di guardare…" rispose lui torvo.

Remus non ne fu minimamente stupito e domandò tranquillamente "Gliel'hai detto?" e dopo che Felpato ebbe annuito col capo, continuò "E lei che ne pensa?"

Sirius espirò una boccata di fumo e rispose "All'inizio era un po' preoccupata, ma adesso le cose sembrano andare bene, però…"

Remus aspettò, lasciando che l'amico raccogliesse le idee prima di parlare.

"E' una cosa strana da spiegare, Lunastorta." disse Sirius seriamente mentre schiacciava il mozzicone a terra "Lei è bellissima, simpatica, dolce, capisce quello che provo, però…"

"Però cosa?" lo incalzò Remus dopo due minuti di silenzio.

"A volte penso che potrei perderla…" disse infine Sirius "All'idea di non vedere più il suo sorriso ho l'impressione di sentire il freddo invadermi…allora cerco di controllarmi, di non abbandonarmi troppo all'amore, ma non sempre riesco a reprimere il desiderio che ho di lei…"

Remus appoggiò le mani sulle spalle di Sirius. "Capisco. Sai, amico, tutti hanno paura…paura di mettere in gioco il proprio cuore, di essere feriti, di perdere chi amano. Però io penso che sia peggio non agire. Vedi, tutto dipende da quanto tu tieni a lei. Se davvero la ami, devi dirglielo, dimostrarglielo, abbandonare ogni difesa, solo così sarai felice. Perché se non ti lascerai andare completamente all'amore per la paura, lei lo capirà prima o poi e allora puoi stare certo che la perderai davvero…"

Sirius ascoltava le parole di Remus. Più lui parlava, più capiva che aveva terribilmente ragione. Remus alla fine concluse. "E se poi, anche se l'avrai amata, alla fine la perderai almeno sarai stato felice e non vivrai nel rimpianto di aver perso l'occasione di poterlo essere…"

Sirius annuì convinto e si alzò. "Grazie amico!" Poi dopo aver augurato la buona notte a Remus, che preferiva restare ancora un po' a farsi cullare dal vento notturno, si allontanò.

Remus lo salutò con la mano e, dopo che il capo di Sirius fu svanito nella botola, mormorò sommessamente "Non fare il mio stesso errore…" e tornò a guardare la luna.

Continua…