Capitolo Settimo
Dopo i primi giorni un po' problematici, la relazione tra Sirius e Bellatrix iniziò a "decollare". Bellatrix aveva messo da parte ogni incertezza sul suo rapporto con lui e si era finalmente convinta di ciò che stava facendo. Anche Sirius, dopo la chiacchierata con Remus, aveva iniziato a lasciarsi andare. Bellatrix se ne accorse subito il giorno dopo quando lui, non appena furono fuori dalla portata degli sguardi altrui, la prese fra le braccia e, senza apparente motivo, la strinse forte a sé.
"Che ti prende? Sembri diverso!" chiese Bellatrix piacevolmente stupita.
Sirius la baciò e poi sorridendole rispose "Niente, ho solo capito che meriti tutto ciò che posso darti…"
Anche lei sorrise e tornarono a baciarsi.
Da quel momento la vita dei due cambiò radicalmente. Bellatrix era sempre stata una ragazza solitaria, introversa e poco socievole, preferiva di gran lunga passare il tempo libero a studiare piuttosto che mischiarsi agli altri studenti. Arrivata al sesto anno si era ritrovata con molte ore libere e, fino a quando non aveva rincontrato il cugino, aveva pensato di trascorrerle sui libri nel parco o, quando avesse fatto più freddo, in qualche aula vuota del castello. Si era trovata invece sempre più spesso a trascorrere il suo tempo con lui, a discutere insieme di magia o di Quidditch, abbracciati sul prato di notte o di pomeriggio seduti sui banchi di un'aula. Infatti, non appena ebbe inizio la loro storia, Sirius frequentò sempre meno le ore di lezione, coperto dalle scuse dei suoi tre amici, per stare con lei il più possibile.
"Ehi, che ci fai qui anche oggi, Sirius?" disse lei un giorno quando lui apparve all'improvviso.
Sirius sorrise e si sedette sull'erba accanto a lei. L'autunno era ormai giunto e molti alberi della foresta proibita avevano cambiato colore, tingendo di rosso l'acqua del lago in cui si specchiavano.
"Mi era venuta voglia di vederti!" disse lui.
Bellatrix sorrise ma poi lo guardò seria e disse " Mi fa piacere, ma non dovresti avere lezione adesso?"
Sirius abbozzò un ghigno beffardo "Non preoccuparti! Ci pensano Remus, James e Peter a coprirmi. E poi, grazie alla nostra famiglia, ne so più io del professore di Arti Oscure…"
Bellatrix rise "Hai ragione! Però questo non vuol dire che devi saltare tutte queste lezioni per stare con me!"
Sirius fece una faccia scocciata, fingendo di essersela presa. "Devo desumere quindi che preferiresti passare il tuo tempo con qualcun'altro, signorina?"
"Esatto!" confermò lei restando al gioco. "Con Piton, ad esempio!" aggiunse scoppiando a ridere.
Sul viso di Sirius apparve un enorme sorriso e, dopo averla afferrata e trascinata fra le sue braccia, chiese
"Ah! E' così allora?"
Bellatrix lo guardò. Negli occhi di lui c'era il luccichio divertito che vedeva sempre quando scherzavano.
"Certo! Non ti rendi conto di quanto sia affascinante?" disse cercando di trattenere le risate.
"Oh, tremendamente!" aggiunse lui "devo iniziare ad essere geloso?"
Bellatrix rise ancora "Si, è proprio caso. Sai, ogni volta che vedo quel naso adunco e quei capelli unticci non so che cosa mi trattenga dal saltargli addosso…" poi scontando una ciocca di capelli dal viso di lui disse "…forse proprio quel naso adunco e quei capelli unticci! Per non parlare del suo orribile carattere…!"
Sirius la guardò intensamente e le sussurrò in un orecchio "Non parlarmi di lui…ti prego…"
Lei sorrise ricambiando il suo sguardo "perché ti fa passare l'ispirazione?" disse lei allusiva.
Sirius appoggiò il viso tra i capelli di lei, sfiorandole con un bacio la pelle del collo, poi le sussurrò in un orecchio "Esatto…"
"Ok…allora la smetto…" Bellatrix si voltò verso di lui, mentre Sirius la stringeva più forte, baciandolo.
Dopo che si furono staccati, lei appoggiò la testa sul petto di lui mentre guardava il rosso delle foglie degli alberi che si staccavano dai rami e fluttuavano nell'aria prima di raggiungere terra. Bellatrix allungò le gambe, rilassando il suo corpo contro quello di lui. Sirius si mise ad accarezzarle i capelli dolcemente. Poi iniziò a muoversi piano, cullandola.
"Chissà che cosa direbbero i tuoi amici se potessero vederti…" disse lei con voce allegra.
Sirius rispose tranquillamente "Che sono molto fortunato a trascorrere il mio tempo in riva al lago mentre tutti i miei compagni si stanno annoiando seguendo la lezione…"
"Hai dimenticato insieme ad una bellissima ragazza…" concluse lei.
"Non l'ho dimenticato…" disse lui sorridendo e quando lei si fu voltata di nuovo, aggiunse "aspettavo solo il momento migliore per dirlo…"
Lei lo baciò e poi riprese "E che cosa stai aspettando, adesso?"
"Sei bellissima…" disse lui dopo averla guardata negli occhi a lungo. "La creatura più bella del mondo…"
Bellatrix arrossì. "Adesso non esagerare, però!"
"Io lo penso davvero…" continuò lui.
"Ok…ti credo…" concluse lei, tornando a guardare il lago e riappoggiando la testa sul petto di Sirius.
L'aria autunnale le sfiorava il viso, passando dolcemente fra i suoi capelli e lei si rilassò completamente. Stava quasi per addormentarsi quando, nel dormiveglia, sentì la voce di Sirius sussurrare piano
"Ti amo, Bella…"
Bellatrix sorrise e prima di scivolare nel sonno rispose
"Anch'io ti amo…"
Le giornate si fecero gradualmente più corte e più fredde. Dopo i primi due mesi di scuola, per Sirius divenne più difficile, per non dire quasi impossibile, riuscire ad assentarsi dalle lezioni. Silente l'aveva rimproverato più volte per le sue assenze ma, fu soprattutto l'esaurimento delle scuse plausibili, ad impedirgli di compierne altre. Remus e James si erano inventati di tutto, dalle malattie comuni a quelle più rare, per non parlare dei tanti incidenti magici che, secondo loro, gli erano capitati. Alla fine, dopo averli ringraziati e aver comprato a ciascuno una scatola di cioccorane, Sirius si era trovato costretto a tornare in aula.
"Che noia…" mormorò una mattina di dicembre mentre lui e i suoi amici entravano in classe.
Cura delle Creature Magiche era una delle lezioni più noiose, soprattutto quando, per via del brutto tempo, erano relegati in aula a studiare sui manuali.
"Ti capisco…" disse James comprensivo e indicando la finestra aggiunse "Se almeno smettesse di nevicare potremmo uscire e invece…"
Sirius sbadigliò distrattamente dietro al libro aperto, spostando di nuovo l'attenzione sul suo amico non appena ricominciò a parlare.
"Hai avuto modo di parlare con la tua ragazza stamattina?" chiese James cambiando argomento.
Sirius scosse il capo. "Veramente no, sono arrivato troppo tardi a colazione e lei non c'era già più."
James sorrise malizioso e scherzando disse "Sono cose che possono succedere, se si passa fuori tutta la notte…"
Sirius accennò un sorriso beffardo "A quanto pare anche voi ne sapete molto riguardo le uscite notturne…" disse indicando l'amico e Lily con la testa.
James arrossì vistosamente e, evitò di rispondere alla provocazione.
All'improvviso Remus si aggiunse alla conversazione dicendo "Comunque, l'ho vista io stamattina. Si è alzata all'improvviso da tavola dopo aver ricevuto una lettera da un gufo imperiale…"
Sirius lo fissò per un paio di secondi mentre la sua mente lavorava veloce.
"Un gufo imperiale" si disse "sicuramente era un messaggio da casa…"
Poi si fermò a riflettere sul tempo che era trascorso dall'ultima volta che i suoi genitori gli avevano mandato un gufo. Sirius era arrivato alla conclusione che la cosa migliore che poteva ottenere dai suoi era non avere loro notizie.
"Invece a quanto pare oggi Bella non ha avuto la mia stessa fortuna…" concluse infine fra sé. Diede poi un occhiata all'orologio di Remus e tirò un sospiro di sollievo. Mancava poco allo scadere dell'ora e poi sarebbero andati tutti nella Sala Grande per pranzo. "Così avrò modo di parlare con Bella…" pensò proprio quando la campanella suonava e la professoressa li invitava a mettere via i libri.
Sirius precedette gli amici e si sedette al tavolo di Grifondoro, aspettando impaziente l'arrivo di Bellatrix fissando la porta. Ma il tempo passava e lei non arrivava. Ben presto tutti si misero a mangiare ma, non c'era ancora nessuna traccia di lei.
Sirius si alzò improvvisamente facendo sussultare James e Remus che erano seduti di fianco a lui.
"Che ti prende oggi?" chiese James preoccupato.
"Non è ancora arrivata!" sbottò Sirius irritato.
"Si sarà fermata da qualche parte…" disse saggiamente Remus mentre gli porgeva la mappa. "Perché non vai a cercarla, almeno ti calmi?"
Sirius l'afferrò dalle mani dell'amico e uscì dalla sala. Aprì la pergamena ed individuò facilmente Bellatrix in un'aula del terzo piano. Era infatti, l'unica studentessa che non si trovava nella Sala Grande. Corse su per le scale e raggiunse subito il luogo indicato sulla mappa. Diede un'occhiata dentro e vide che era ferma davanti ad una finestra, dando le spalle alla porta.
"Eccoti finalmente! Ero preoccupato!" esordì Sirius entrando.
Lei non si voltò, rimase perfettamente immobile. Sirius si avvicinò di qualche passo, notando un pezzo di pergamena per terra. Era tutto accartocciato.
"Ehi! Remus mi ha detto che stamattina hai ricevuto una lettera, cosa dicono i tuoi genitori?" chiese, sapendo benissimo che la lettera poteva contenere solo brutte notizie.
Bellatrix tacque ancora e Sirius spaventato si avvicinò di più. Dopo averla presa per le spalle, la fece voltare. Non appena vide le lacrime che solcavano il volto di lei, lui sgranò gli occhi sorpreso. Poi la strinse e le accarezzò i capelli mentre sentiva che le lacrime bagnavano la sua divisa.
"Calmati, Bella…" mormorò mentre l'accarezza. "Spiegami, vedrai che troverò una soluzione…"
"No…" disse lei con voce rotta dal pianto "Non c'è soluzione…"
Lui la staccò piano da sé. Bellatrix scostò il viso per non guardarlo in volto. Allora siccome non rispondeva alle sue domande, Sirius la lasciò andare, si chinò e dopo aver raccolto la pergamena iniziò a leggerla. Quando ebbe finito la accartocciò con furia e la scagliò lontano, fuori dalla finestra. Poi si avvicinò a Bellatrix e, dopo averle messo una mano sotto il viso e averla obbligata a guardarlo, la baciò. Lei si lasciò andare contro di lui rispondendo, una lacrima che cadeva ogni tanto dagli occhi chiusi. Successivamente Sirius si staccò dalle sue labbra, baciò le guance di lei e le asciugò gli occhi.
"Non piangere, non voglio vederti piangere…" mormorò.
"Ma non capisci? E' finita! Quando tornerò a casa per le vacanze di Natale, ci sarà il fidanzamento…e poi…"
Bellatrix lasciò la frase in sospeso ma entrambi sapevano cosa intendeva dire. Matrimonio. Con Lestrange. Solo all'idea che lei potesse essere di un altro fece ribollire il sangue nelle vene di lui.
"No. Non lo permetterò. Lo impedirò con qualunque mezzo. Non ti permetterò di sposare quell'idiota di Lestrange. Fidati di me…" disse fissando gli occhi lucidi di lei.
"Ma cosa puoi fare tu? E' tutto deciso, anche se mi ribellassi mi obbligherebbero…" disse Bellatrix disperata.
"Vuoi forse star ferma senza far nulla mentre i tuoi decidono della tua vita?" chiese Sirius furioso.
"No. C'è una cosa che posso fare…Lasciarti…" disse lei, gli occhi divennero freddi e imperturbabili mentre lo diceva.
Sirius la fissò incapace di parlare poi all'improvviso la voce tornò "Allora hai mentito! Se davvero mi amassi non diresti così!" urlò
Bellatrix ricominciò a piangere "Non è vero, è proprio perché ti amo che voglio che tu sia felice, e non lo saresti restando con me…"
Sirius la strinse di nuovo tra le braccia e disse "Stupida. Non potrei mai essere felice stando lontano da te…"
Bellatrix si lasciò abbracciare e accarezzare i capelli, poi Sirius fece apparire un tappeto e la fece sdraiare. Non appena si fu calmata Bellatrix si addormentò. Sirius la osservò dormire, sembrava così fragile, pensò. A poco a poco la stanza si oscurò, il sole era calato e Bellatrix continuava a dormire. Sirius decise di riposarsi e si sdraiò accanto a lei. Appoggiò la mano vicino a quella di lei e lasciò che il sonno prendesse il sopravvento, abbandonandosi.
Circa due ore dopo, Bellatrix si svegliò e lo vide che dormiva accanto a sé. Non seppe resistere e iniziò ad accarezzare il viso di lui. Non appena sentì la mano che lo accarezzava, Sirius si svegliò.
"Scusami, ti ho svegliato…" mormorò lei.
"Non importa…" rispose Sirius, guardando il suo viso illuminato da un raggio di luna. Poi la tirò contro di sé sfiorandole le labbra.
"Vedrai che troverò un modo…" disse "…impazzirei a saperti di un altro…"
Bellatrix lo baciò poi dopo essere arrossita disse "Vorrei essere tua…"
Sirius si fermò a guardare il bel viso di lei, le scostò i capelli e capendo cosa intendeva dire mormorò "Sei sicura di volerlo realmente?" chiese.
Lei annuì e lo baciò ancora prima di continuare "Si. Voglio che sia tu…"
Sirius allora si sdraiò sopra di lei e ricominciò a baciarla. Si spostò piano dalle labbra di lei al suo collo. Bellatrix iniziò ad accarezzargli la schiena attraverso la camicia mentre lui continuava a baciarla. All'improvviso lui si fermò a guardarla.
"Che c'è?" chiese lei.
"Sei davvero sicura…" iniziò lui ma lei lo interruppe baciandolo.
Sirius si lasciò andare del tutto e sempre continuando a baciarla incorniciò prima il viso di lei con le mani e poi le lasciò scorrere lungo il suo corpo. Le aprì la camicia e le scostò la biancheria, poi si fermò a guardarla ancora e quando vide che gli occhi di lei si specchiavano nei suoi mormorò "sei bellissima…" e abbassò il capo baciando ogni centimetro della sua pelle.
Continua…
