Capitolo Ottavo.
Bellatrix si sentiva un po' smarrita. Da quando Sirius aveva spostato la sua attenzione sul resto del corpo di lei infatti, aveva perso la cognizione del tempo e di ciò che stava accadendo. Sentiva solo i brividi e il piacere che le provocavano le mani di lui che si muovevano dolcemente lungo il suo corpo. Poi aveva sentito un leggero dolore, Sirius si era fermato e l'aveva baciata a lungo.
"Ti ho fatto molto male?" aveva chiesto staccandosi un secondo dalle labbra di lei.
Bellatrix aveva sorriso aggiungendo "No, ma mi stai facendo impazzire…"
Anche Sirius aveva sorriso e l'aveva baciata ancora. Poi mentre incominciava a muoversi dentro di lei, Bellatrix sentì lunghi brividi percorrerle la schiena. Sirius la stringeva dolcemente e le baciava il viso. Poi all'improvviso entrambi sentirono un piacere immenso invaderli e si strinsero come se fossero una cosa sola.
Dopo un tempo che a loro parve interminabile, Sirius scivolò piano fuori di lei, accasciandosi sul fianco e tirandola contro di sé. Appoggiò il viso contro il suo seno e la strinse forte. Bellatrix gli accarezzò il viso sudato e depose un bacio tra i neri capelli di lui, stingendolo a sua volta. Rimasero abbracciati a lungo, riposandosi.
Dopo circa mezz'ora, Sirius si spostò, alzandosi. Bellatrix lo guardò, per un attimo ebbe paura che in realtà Sirius non la volesse più, ora che tutto era finito, ma poi all'improvviso lui si voltò, si inginocchiò davanti a lei e ricominciò a baciarla.
"Ti è piaciuto?" chiese lei un po' imbarazzata.
Sirius sorrise malizioso "Ti sembrano domande da fare?"
Bellatrix arrossì ancora di più ma, tornò a sorridere quando lui aggiunse in fretta "E' stato bellissimo…è la prima volta che mi capita di provare tutte queste emozioni…"
Sirius la baciò ancora e fece scorrere di nuovo una mano lungo il corpo di lei. Bellatrix tremò e arrossì, facendolo ridere.
"E per te…?"
Bellatrix annuì, poi si strinse nelle spalle. Adesso che Sirius non la teneva fra le braccia sentiva un po' freddo. Lui la abbracciò in fretta, accarezzandole ancora il viso. Si guardarono negli occhi e lui disse ancora
"Farò di tutto, non permetterò a nessuno di portarti via da me…"
Bellatrix si sciolse in un sorriso, si avvicinò e gli mordicchiò piano un orecchio "Devono solo provarci…troveranno pane per i loro denti!" e lo morse ancora.
Sirius la guardò negli occhi e quando lei lasciò scivolare la sua mano sul corpo di lui, trattenne il fiato.
"Vedo che impari in fretta…" disse con voce roca.
Bellatrix sorrise maliziosa e rispose "Ho avuto un buon maestro…" muovendo ancora la mano.
Sirius la rovesciò e si sdraiò di nuovo sopra di lei.
"Mi fai venire voglia di ricominciare…" disse, la voce calda allusiva.
"Pensavo che ne avessi avuto abbastanza di me…" rispose lei scherzando.
Sirius abbassò il viso, annusando il profumo della pelle di lei e dopo averle baciato il collo strappandole un gemito, concluse
"Non ne avrò mai abbastanza di te…"
Bellatrix prese il suo viso fra le mani, sorrise felice aggiungendo prima di baciarlo "Spero proprio che sia così…"
I due iniziarono a muoversi ancora e non smisero di amarsi finchè, quando ebbero finito, si accorsero che il cielo si stava schiarendo ad Est.
"E' già mattina…" mormorò triste Bellatrix, appoggiata al petto di lui.
Sirius le passò una mano sulla schiena"Bella…"
Bellatrix posò lo sguardo sul bel viso di lui. "Dimmi…"
Sirius la fissò ma non disse più nulla, la baciò e si alzò rivestendosi. Bellatrix lo guardò un po' confusa ma poi decise che era meglio imitarlo, prima che qualcuno li vedesse. Quando entrambi furono vestiti lui si allontanò, raggiungendo la porta in fretta. Bellatrix lo fissò preoccupata.
"Ehi, ma sei arrabbiato?"
Lui si fermò, poggiò una mano sullo stipite e disse "No, è solo che…" si voltò e la guardò in viso. "…stavo riflettendo…cosa ne pensi se chiedessi aiuto ai miei amici?" chiese serio.
Bellatrix tacque per qualche istante ma poi rispose "Ti fidi di loro?"
"Come di me stesso…" concluse Sirius.
Non appena ebbe detto quelle parole, il volto di Bellatrix si aprì in un sorriso "E allora anch'io credo di potermi fidare." Fece qualche passo avvicinandosi a lui, cingendolo per i fianchi. Sirius osservò le morbide labbra di lei mentre parlava
"Abbiamo bisogno di una buona idea e se loro possono aiutarci, non vedo per quale motivo dovrei dirti di no!" concluse sorridendogli.
Sirius si chinò per baciarla "Allora è deciso." disse dopo "ne parlerò con loro, sono certo che mi capiranno e troveranno un modo per aiutarci!"
"Ok…adesso basta parlare…è ora di agire!" e tirandosi su sulle punte sfiorò di nuovo le labbra di lui.
"Non ne avrò mai abbastanza…" mormorò di nuovo Sirius dolcemente, mentre stringendo il corpo di Bellatrix a sé, le rispondeva.
Quella mattina, Sirius arrivò a lezione di Storia della Magia con quaranta minuti di ritardo. Entrò come se niente fosse nell'aula, perché tanto il professore non si accorgeva mai di nulla, e si sedette vicino a James in fondo alla classe.
"Vi devo parlare…" mormorò attirando l'attenzione degli amici e, dopo un breve preambolo, raccontò loro della sua parentela con Bellatrix.
"E' tua cugina? Per la barba di Merlino, non ci posso credere! " esclamò sconvolto James, non appena fu messo al corrente della verità. Anche Remus e Peter guardarono Sirius con occhi sgrananti per la sorpresa.
"Non c'è bisogno che urli, Ramoso." disse Sirius tranquillamente, conscio che i suoi amici avrebbero avuto quella reazione. "Si, e questo ci crea molti problemi…" aggiunse e, senza troppe cerimonie, gli raccontò anche tutto il resto, evitando solo la notte appena trascorsa.
Non appena il racconto fu terminato, Sirius appoggiò le mani sulle ginocchia e alzò lo sguardo sui tre amici. James e Peter si guardavano in faccia increduli ma Remus aveva assunto un'espressione strana.
"A che pensi?" gli chiese Sirius curioso.
Remus lo guardò in volti. Il suo cervello lavorava a tutta velocità come la sera in cui Piton aveva cercato di incastrare il suo amico. "Ad un modo per aiutarti…per prima cosa dovrei dare una controllatina in biblioteca e in base alle informazioni che troverò penserò ad un piano d'azione…" rispose.
Sirius annuì e sorrise all'amico poi, dopo aver gettato un ultima occhiata a James e Peter che si stavano ancora scambiando sguardi sorpresi, pensò "Non c'è proprio alcun dubbio che la mente del gruppo sia Lunastorta!"
Proprio nell'istante in cui lo stava pensando, vide l'amico scuotere gli altri due per riportarli sulla terra.
"Ehi, belle statuine!" disse Remus ridendo "Il nostro amico Felpato ha bisogno di tutto il nostro appoggio e non credo che concluderete molto se non uscite da questo stato di istupidimento!"
Finalmente i due ragazzi parvero riscuotersi. James fece un respiro profondo e prese la parola rivolgendosi a Sirius.
"Allora, se non ho capito male, la ragazza che ti piace è tua cugina…" si fermò un istante per prendere fiato prima di continuare "…ed è obbligata ha sposare un altro per volere della tua famiglia…E' complicato!" esclamò infine con impeto, sottolineando tutto il suo disappunto.
I quattro amici rimasero in silenzio a pensare ad una soluzione finchè la campanella squillò interrompendo il filo dei loro pensieri. Gli altri studenti si alzarono e Remus, che afferrò in fretta la sua borsa con una mano e Peter con l'altra, dichiarò
"Noi andiamo a cercare una soluzione in biblioteca!"
James e Sirius si fissarono un secondo allibiti. Dopo Storia della Magia c'era Erbologia e non una pausa. Era inconcepibile, per loro, pensare che Remus, che andava in classe anche quando era malato, intendesse davvero saltare una lezione.
"Ma Erbologia?" chiese James incredulo.
Remus lo guardò nervosamente e disse "Ma chi se ne frega! Vuoi mettere con l'importanza di togliere un amico dai guai?" concluse sorridendo a Sirius.
Il ragazzo si alzò di scatto e battendo una poderosa pacca sulla spalla dell'amico disse "Grazie, Lunastorta! Tu si che sei un vero amico!"
Remus sorrise un istante ma poi tornò serio. "Adesso basta scherzare, però! La banda dei Malandrini deve darsi da fare!" e così dicendo lui e Peter si allontanarono.
Sirius si sedette di nuovo di fianco a James che, vedendo il volto preoccupato dell'amico, gli batté una mano sul ginocchio.
"Ehi, Felpato, ci sarebbe una cosa che vorrei chiederti…"
Sirius lo guardò per qualche secondo negli occhi e disse "Spara, amico…"
"Sei davvero sicuro di ciò che stai facendo?" chiese James, restando serio per una volta.
Sirius si stupì ma subito rispose "Tu hai mai avuto dei dubbi sulla Evans?"
James sgranò gli occhi un istante, sorpreso da quella domanda. "No, mai."
Sirius sorrise e circondando le spalle dell'amico con un braccio disse "Nemmeno io. Dentro di me, c'e la convinzione che l'unico motivo per cui sono nato, è poter incontrare e amare Bellatrix…"
James abbozzò un sorriso "E' molto bello quello che hai detto amico! Nascere per amare una persona…credo che questo ti darà la forza di superare ogni ostacolo…"
Sirius sospirò "Si, lo penso anch'io. Sono sicuro che finchè lei sarà al mio fianco ce la faremo…e poi c'è la collana…"
James lo guardò stupito. "La collana? Che collana?"
"Quella che le ho regalato quando ero piccolo, anzi quella che ho gettato ai suoi piedi quando ero piccolo. Mia cugina An mi ha detto che poi Bella l'aveva presa…"
James, che non aveva ancora capito bene, lo incalzò dicendo "Ma cosa centra la collana con il tuo legame con lei?"
"Hai mai sentito parlare dell'Incantesimo della Trasfigurazione del Cuore?" disse Sirius tranquillamente.
James rifletté fra sé un secondo ma poi disse, grattandosi la testa "Mi pare che sia un incantesimo potente, l'ho letto in qualche libro, ma non ricordo bene né dove né che effetti comporti…"
Sirius abbozzò un lieve sorriso, conscio del poco interesse dell'amico per i libri. Dopotutto l'intellettuale del gruppo era Remus, si disse "Beh, si tratta di un incantesimo abbastanza semplice. Ci si concentra su una persona, generalmente quella più importante per te, e visualizzando tutto l'affetto che provi, si crea un qualcosa…"
"Un qualcosa?" chiese James.
"Si" riprese Sirius "può essere qualsiasi cosa. E' qualcosa di personale, come lo è un Patronus, ma questo cambia forma a seconda delle persone a cui pensi mentre lo crei…"
"E cosa fa esattamente, questo qualcosa?"
Sirius fece un lungo respiro e poi continuò "Praticamente, lega il mago che lo fa alla persona a cui ha pensato, per tutta la vita. L'oggetto contiene l'affetto che prova e, se la persona amata lo possiede, è come una sorta di talismano, che la protegge."
James ascoltava le parole dell'amico e finalmente iniziava a capire. "E tu l'hai fatto per…?"
Sirius annuì e mormorò "La collana…la collana contiene e rappresenta tutto l'amore che provo per Bellatrix. Ogni volta che il mio amore aumenta il potere della collana si intensifica, aumentando la protezione su di lei."
James guardò l'amico e abbozzò un sorriso "Scusa, sarebbe una specie di giuramento d'amore eterno, giusto?" e dopo che Sirius ebbe annuito con la testa, continuò "E a che età l'avresti fatto?"
"A cinque anni…" rispose Sirius.
"E non te ne sei mai pentito?" chiese James che, dopo aver visto l'occhiata carica di sdegno che Sirius gli aveva gettato, si era sbrigato ad aggiungere "Voglio dire…alla fine eri molto giovane, e se poi avessi cambiato idea?"
Sirius scosse la testa "L'ho fatto perché ero convinto e non me ne sono mai pentito. Dal primo momento che l'ho vista, anche se ero solo un bambino, ho sentito che lei sarebbe stata l'unica che avrei potuto amare…"
James mormorò "Capisco…" mentre Sirius concludeva dicendo
"L'unica che possiede il mio cuore…"
I due ragazzi rimasero a lungo in silenzio nell'aula. Oltre a loro però, c'era un'altra persona che era immobile, fuori dalla porta. Non appena era finita la prima ora, Bellatrix era corsa in cerca del cugino, impaziente di sapere la reazione degli amici di lui. Giunta vicino all'aula, aveva sentito la calda voce di Sirius parlare e, per non interromperlo, si era fermata fuori ad ascoltarlo. Però, dopo che lui aveva finito, era rimasta immobile dov'era, il cuore colmo di felicità per l'amore che, senza che lei lo sapesse, lui le aveva sempre dimostrato, mentre calde lacrime, finalmente di gioia, solcavano il suo volto.
Continua…
