Capitolo Nono

Bellatrix non fece parola con Sirius di ciò che aveva sentito e nemmeno lui le accennò qualcosa. Entrambi fecero finta di niente, preoccupandosi solo di trovare una soluzione all'imminente fidanzamento con Lestrange. Sirius e Bellatrix passavano sempre molto tempo insieme ma, nei pochi momenti che erano separati, lei cercava di guadagnare tempo con i suoi genitori mentre lui aiutava Remus e Peter nelle ricerche. Purtroppo, nessuno dei due riuscì ad ottenere dei buoni risultati. Nonostante le scuse di Bellatrix, come il fatto che il matrimonio avrebbe potuto nuocere al suo studio e quindi, al suo ingresso in società, i Signori Black non cedettero. Ritennero, al contrario, che l'ingresso della loro figlia in una famiglia rinomata come quella dei Lestrange, avrebbe solo facilitato il suo successo. Anche Sirius e i suoi amici non furono più fortunati. Dopo che Remus ottenne la conferma, dalle varie Leggi e Decreti Magici, che i cugini di primo grado non potevano assolutamente sposarsi, spostò la sua attenzione sui casi simili avvenuti in passato. Dopo un mese di ricerche, con l'avvento delle vacanze di Natale, non aveva ancora trovato nulla che potesse aiutare l'amico.

"Maledizione!" imprecò James un pomeriggio, mentre sfogliava senza successo i Documenti Matrimoniali Magici degli ultimi cento anni. "E' impossibile che non ci sia niente…deve pur esserci!" disse al limite della sopportazione.

Peter sbadigliò lasciando cadere la grossa testa sul cumulo di documenti. "Sono stufo…" bofonchiò "Tutto questo tempo passato a leggere queste pergamene, senza ottenere nessun risultato…è stressante!"

"E lo dici a me?" rispose Sirius "E' un mese che cerchiamo una soluzione, e fra poco ci sarà il fidanzamento…"

"Calmati, Felpato. Anche se ti scaldi non otterrai niente lo stesso!" disse saggiamente Remus, l'unico che sembrava instancabile nel consultare le carte. "Quando dovrebbe accadere di preciso il fidanzamento?"

Sirius sospirò "Durante le vacanze natalizie, ma non so di preciso quando…"

Remus appoggiò il documento, che aveva appena controllato, su una pigna di pergamene alla sua sinistra "Capisco…comunque non mi arrendo, abbiamo ancora tempo!"

Purtroppo, nonostante gli sforzi dei quattro ragazzi, le vacanze giunsero senza che trovassero una scappatoia. L'unico caso simile, che Remus aveva trovato, era quello di due cugini che si erano sposati, senza essere consapevoli di essere parenti. I genitori della donna erano morti quando lei era ancora bambina e i suoi zii, gli unici parenti che le erano rimasti, non erano in grado di mantenerla. Affidata ad un orfanotrofio, la bimba venne adottata, cambiò cognome e, all'oscuro del suo passato, quando venne ad Hogwarts, incontrò il cugino. Si innamorarono e si sposarono. Nessuno ebbe da ridire sull'unione dei due, solo perché legalmente non avevano alcun legame. Ma Remus sapeva che per Sirius e Bellatrix era diverso. Per la società, sarebbe stato moralmente inaccettabile.

"Mi dispiace…" mormorò Remus a Sirius, poco prima di lasciare Hogwarts per le vacanze "Però non intendo darmi per vinto. Cercherò qualcos'altro…"

Sirius sospirò e disse sconsolato all'amico "Grazie, ti sono grato per tutto ciò che stai facendo."

"Cosa farai durante queste vacanze?" chiese all'improvviso James, cercando di distrarre l'attenzione di Sirius da quell'argomento. "Vieni a stare da me?"

Sirius negò col capo "Mi dispiace, Ramoso." disse "Dovrò stare con i miei. Se sarò paziente e riuscirò a controllarmi dal rispondere a tutte le cavolate che dicono, potrò andare al fidanzamento con loro…"

"Capisco…" disse l'amico rassegnato "Comunque ci vediamo, ok, amico? E stai su!"

Finalmente sul volto di Sirius apparve un debole sorriso "Certo. Non preoccupatevi per me. Ci vuole ben altro per distruggermi!" esclamò convinto.

Anche gli amici sorrisero e annuirono col capo, separandosi.

Sirius tornò a casa Black. Sua madre lo accolse freddamente. Infatti, non appena lo vide davanti alla porta di casa, esclamò

"E' strano che tu sia qui…" disse con aria sospetta "di solito approfitti di ogni occasione per stare lontano da casa…"

Sirius non rispose. Si limitò ad abbassare la testa e a trascinare dentro il baule. Chiaramente, sua madre non si disturbò a chiedere aiuto all'elfo domestico o a gettare un incantesimo locomotore sul baule, ma lasciò che il suo maleducato e impertinente figlio trascinasse da solo il suo bagaglio fino alla sua stanza. Quando ebbe finito, Sirius si limitò a accasciarsi sul letto e mormorò, imitando sarcasticamente la voce di sua madre

"Bentornato, figliolo!"

Quella sera, la cena fu oltremodo disastrosa. Non appena Sirius apparve nella sala da pranzo, si rese subito conto che gli altri componenti della famiglia non si facevano scrupolo di nascondere la loro indifferenza al suo ritorno. Il vecchio elfo, probabilmente minacciato dalla padrona, aveva accuratamente evitato di apparecchiare anche per lui. I genitori e suo fratello sedevano già al tavolo. Regulus fissava mestamente il piatto, non alzò lo sguardo sul fratello maggiore nemmeno per un secondo, per paura di andar incontro allo sdegno della madre. La Signora Black da parte sua, non appena Sirius era entrato aveva esclamato a gran voce

"Oh! Sua maestà ci degna della sua presenza!"

Sirius le gettò un'occhiata veloce ma evitò di rispondere. Doveva restare calmo, se voleva raggiungere il suo scopo. Non appena si accorse che la sua presenza non era prevista, si avvicinò alla credenza, prese ciò che gli serviva e senza troppi preamboli, si accomodò.

La madre gli gettò un'occhiata indignata, per quella che riteneva una sfrontatezza assurda, ma non disse nulla. Lo ignorò, rivolgendo la sua attenzione al marito e al figlio minore. Regulus si limitava ad annuire o negare con la testa, mentre il marito borbottava ad intervalli regolari

"Hai proprio ragione, cara…."

Sirius spostò lo sguardo su suo padre. L'uomo stava seduto dritto, in una mano la forchetta e nell'altra il giornale che, a quanto pare, attirava tutta la sua attenzione. Infatti, sembrava non aver nemmeno notato l'arrivo di Sirius. Il Signor Black, come Sirius sapeva bene, non prestava attenzione a nessuno. Troppo preso da sé stesso, le uniche sue preoccupazioni erano quelle di guadagnare più denaro possibile e cercare di mantenere alto il nome dei Black.

La madre di Sirius continuò a ciarlare per tutto il resto della cena, provocando Sirius in ogni modo, ma il ragazzo assunse un atteggiamento indifferente, senza mai risponderle. Durante il dessert, mentre lei lo stuzzicava parlando male degli amici di lui, all'improvviso il Signor Black, che probabilmente aveva terminato la lettura del giornale, prese la parola posando gli occhi sulla moglie

"Ma perché continui a parlare del cattivo comportamento di Sirius e dei suoi amici? Che cosa ti è preso stasera, cara?"

La moglie gli gettò un'occhiata spazientita e indicando il figlio disse

"Per caso ti sei accorto, mio caro Signor Marito, che il tuo primogenito è tornato?"

Il Signor Black parve finalmente accorgersi del ritorno di Sirius ma si limitò ad emettere un esclamazione di sorpresa. Questo innervosì la moglie che, senza preoccuparsi della presenza dei figli, iniziò ad inveire contro di lui.

Sirius, ormai sazio, approfittò della momentanea distrazione della madre per svignarsela e tornare incolume, anche se molto più seccato di prima, nella sua stanza.

I giorni passarono, ma la situazione non migliorò. La Signora Black continuava a trattare con astio il suo primogenito ogni volta che lo vedeva, mentre il padre sembrava non accorgersi di nulla. Regulus era troppo preoccupato di poter contrariare la madre, per relazionarsi col fratello. Sirius viveva quindi una specie di strana solitudine. L'unica cosa che spezzava la monotonia di quelle giornate erano le lettere dei suoi amici, che arrivano regolarmente ogni sera.

Sirius era ogni giorno più scocciato per il comportamento di sua madre e più triste perché, da quando era partito, non aveva avuto più alcuna notizia di Bellatrix. La ragazza infatti, non si azzardava a scrivergli per paura che, quell'improvviso comportamento, insospettisse qualcuno. Ma un bel giorno, entrando nel salottino per cercare una cosa, ebbe un improvvisa e lieta sorpresa.

Sul divano, sedute a sorseggiare il tè stavano infatti sua madre, sua zia e Bellatrix. Sirius rimase incantato nel rivederla, accorgendosi, dopo tanto tempo, quanto gli fosse mancata. La madre di lui gli gettò un'occhiata malevola e si sbrigò ad informare la sorella del suo inaspettato ritorno. La zia fece un sorriso di circostanza e lo invitò a sedersi accanto alla figlia. Sirius non se lo fece ripetere due volte e si sedette accanto a Bellatrix.

"Bene, torniamo a noi…" disse all'improvviso la madre di Bellatrix, attirando l'attenzione di tutti su di sé. "Oggi siamo venute a farvi visita anche per un altro motivo…"

La donna si interruppe e respirò profondamente per aumentare l'attesa, prima di continuare. "Siamo qui per informarvi che la nostra Bellatrix si sposerà, il prima possibile, con il figlio dei Signori Lestrange…"

La madre di Sirius gettò un gridolino di gioia "Ma è meraviglioso, mia cara!" esclamò sorridendo a Bellatrix "Non potevi essere più fortunata di così! Un'ottima casata quella dei Lestrange, antica e nobile! Anche il mio Signor Marito, se fosse qui in questo momento, approverebbe sicuramente la scelta!"

Nella stanza cadde il silenzio per qualche istante ma poi, vedendo lo sguardo che sua madre le rivolgeva, Bellatrix si affrettò a sorridere alla zia e a mormorare "Si, hai ragione. Grazie, zia"

"Come stavo dicendo…" disse ancora la madre di Bellatrix, riappropriandosi dell'attenzione generale "Molto presto ci sarà il matrimonio. La data non è ancora stata fissata per via degli improrogabili questioni scolastiche di Bellatrix…" disse, gettando alla figlia un occhiata di disapprovazione che, solo la madre di Sirius, che era troppo felice non notò, prima di continuare "In compenso abbiamo deciso la data del fidanzamento! Avverrà la notte di Capodanno! Daremo una gran festa in onore dei promessi sposi a casa nostra…"

"Ma è stupendo!" esclamò ancora la madre di Sirius "La notte di Capodanno…che splendida idea che hai avuto!" disse sorridendo alla sorella.

"Sapevo che saresti stata del mio stesso parere, mia cara!" rispose la madre di Bellatrix "Siamo venute qui, apposta per invitarvi! Sarebbe magnifico se ci fosse tutta la famiglia!" concluse con voce felice, nonostante l'occhiata di disgusto che aveva gettato a Sirius mentre lo diceva.

"Ma certo!" disse l'altra donna "E' il minimo che possiamo fare per la nostra cara Bellatrix! Anzi, se posso fare qualcos'altro, non hai che da chiedere…"

Sirius vide passare un lampo negli occhi freddi della zia "Beh, ci sarebbe un cosa mia cara…" disse quest'ultima con astuzia "Sarebbe a dir poco perfetto se potessi prestare a Bellatrix il diadema della bisnonna…so che ci terrebbe ad indossarlo…"

La madre di Sirius per un attimo smise di sorridere, ma poi esclamò, cercando di sembrare il più felice possibile "Ma certo, cara, vado subito a prendertelo!" e si alzò di scatto, dirigendosi verso la porta.

"Posso venire con te, mia cara?" disse subito la madre di Bellatrix, fingendosi disinvolta "Così saremo sicure che tu non lo confonda con quello della zia, che è altrettanto bello, ma di scarso valore…"

La madre di Sirius impallidì, sentendosi scoperta, ma subito si ricompose mostrando alla sorella un gran sorriso "Ma certo!" disse "Vieni pure! In due avremo meno probabilità di sbagliarci" e con la stessa aria di un condannato che si avvicina al patibolo, precedette la madre di Bellatrix fuori dalla stanza.

Non appena la porta fu chiusa alle loro spalle, Bellatrix si gettò fra le braccia di Sirius. Il ragazzo la strinse forte a sé e mormorò tra i capelli di lei

"Non hai la minima idea di quanto tu mi sia mancata!"

Bellatrix alzò il volto verso di lui. Vedendola sorridere anche le labbra di Sirius finalmente, dopo tanti giorni, abbozzarono un sorriso. Si guardarono per lunghi istanti e poi lui la baciò piano, sfiorandole le labbra con delicatezza. Sentiva, dopo tanto tempo, il sapore di lei e una profonda gioia lo invase. Come sarebbe stato bello poterla tenere fra le braccia e baciarla per sempre, come stava facendo in quel momento, pensò.

"Anch'io sono felice di vederti…" disse Bellatrix scostandosi un poco "Non sai che fatica ho fatto a stare buona in tutti questi giorni, ma alla fine ne è valsa la pena, perché mia madre mi ha permesso di accompagnarla…"

"Un vero colpo di fortuna…" disse Sirius catturando ancora le labbra di lei.

Si baciarono ancora a lungo poi lui all'improvviso si staccò, perché aveva sentito dei passi avvicinarsi.

"Stanno tornando…" mormorò.

Bellatrix apparve triste "Di già? Speravo che la zia avrebbe fatto più storie, prima di cedere il diadema…"

Sirius rise maligno "La vecchia ha paura che la si accusi di essere avida…" rispose.

All'improvviso a Bellatrix tornò in mente una cosa e proprio mentre qualcuno appoggiò la mano sulla maniglia della porta, aprendola, mormorò nell'orecchio del cugino

"Ah! Ho chiesto e ottenuto il permesso di invitare James alla festa. I miei non hanno fatto molte storie, perché la sua è una famiglia di purosangue…Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere!"

Sirius ebbe solo un secondo per sorriderle, prima che le due donne entrassero nella stanza. Entrambi i ragazzi si irrigidirono, i sorrisi sparirono dai loro volti prima che le madri potessero accorgersene.

"Bene, Bellatrix cara, saluta che è ora di andare…" disse la madre di lei reggendo felice una grossa scatola blu su cui era impresso il simbolo dei Black.

Bellatrix non se lo fece ripetere, precedette la madre, la zia e il cugino fino alla porta di ingresso, poi si voltò e fece un profondo inchino. La madre aprì la porta, lasciò che Bellatrix la precedesse all'aperto e prima di richiuderla esclamò a gran voce

"Grazie di tutto mia cara! Ci vediamo a Capodanno!"

La madre di Sirius annuì senza sorridere. Suo figlio ebbe solo il tempo di gettare un ultima fugace occhiata alla cugina, che subito lo ricambiò, prima che la porta si chiuse. Sirius si ritrovò presto solo. Sua madre si era infatti allontanata velocemente, imprecando contro la sorella, mentre lui, che fissava ancora la porta, si portò una mano alle labbra e mormorò fra sé

"A presto, Bella!"

Continua…