Capitolo Dodicesimo

Rodolphus condusse Bellatrix nel centro della Sala, presentandole una serie di persone che non conosceva, preoccupandosi di tenerla costantemente per mano, come per dare l'impressione che fosse di sua proprietà. Dopo averle presentato gli amici dei suoi genitori, tutte famiglie purosangue con la puzza sotto il naso che la squadrarono, classificandola come loro pari e fecero i complimenti al futuro marito per l'ottima scelta infine, la condusse verso un ragazzo dai capelli talmente biondi da sembrare argentati. Rodolphus gli sorrise e tirando ancora Bellatrix, la fece avvicinare di più allo sconosciuto. Bellatrix guardò il ragazzo attentamente. I corti capelli argentati, il bel volto fermo in un espressione severa, gli occhi azzurri che si spostarono da Rodolphus a lei. Rodolphus tese la mano e il ragazzo la strinse.

"Sono felice che tu sia venuto…" disse Rodolphus con voce piatta.

"Non avrei mai perso il tuo fidanzamento…" rispose il ragazzo, il sorriso accennato sulle labbra.

Poi Rodolphus si rivolse alla fidanzata e, continuando a tenerla strettamente, disse

"Bellatrix, cara, lui è un mio amico d'infanzia, Lucius Malfoy…"

Lucius le lanciò un'altra occhiata, studiando il viso di lei, poi disse con un sorriso più profondo di quello che aveva rivolto all'amico

"Molto piacere…"

Bellatrix gli gettò un occhiataccia e rispose con freddezza "Il piacere è mio…"

Lucius vide l'espressione sul volto di lei e, senza preoccuparsi del fatto che anche Bellatrix avrebbe sentito, disse all'amico

"Te ne sei scelto una con un bel caratterino…credo che ti divertirai parecchio a insegnarle chi è che comanda…"

Rodolphus sorrise e concluse "Non preoccuparti, sarà un vero piacere passare il mio tempo ad educarla ad essere più obbediente…"

Bellatrix gettò un'occhiataccia anche al fidanzato e, con un rapido movimento, svincolò dalla presa di lui

"Beh, 'caro'…" esordì con voce sarcastica "…provaci pure, ma hai poche speranze di riuscirci!" concluse allontanandosi repentinamente.

Rodolphus e Lucius la guardarono allontanarsi senza muovere un muscolo, rimanendo perfettamente immobili

"Veramente impertinente…!" disse Lucius con voce divertita.

"Si…" rispose Rodolphus seguendo la figura di lei che si mischiava tra la folla, scomparendo fra gli invitati "Sai bene che una donna per piacermi deve essere ribelle, oltre che bella…e Bellatrix è la migliore in entrambe le categorie. Sono certo…mi divertirò molto a domare quel suo caratterino…"

Lucius lasciò scorrere lo sguardo sulla folla "Sempre che alla fine non sia lei a domare te…!" concluse, un ghigno dipinto sul viso.

Sirius, James e Andromeda si erano allontanati dal resto degli invitati, sedendosi in disparte vicino ad una pesante tenda nera che celava alla vista il balcone che dava sul giardino sottostante. Sirius si era lasciato cadere su un'elegante poltrona con ricamato il simbolo della famiglia, respirando a fondo per controllarsi dal cercare Lestrange fra la folla, per dargli una bella lezione. James si era seduto accanto a lui, raccontandogli della sua vacanza e delle ultime notizie su Remus e Peter, Andromeda seduta sulle ginocchia.

"Chi è Remus?" chiese curiosa la bimba, i grandi occhi scuri sbarrati.

James e Sirius si scambiarono un sorriso complice, poi James riprese a parlare

"Remus è un amico molto particolare, intelligente, leale e ha una paura folle della luna piena…" disse lui schiacciando l'occhio a Sirius.

"Della luna piena?" chiese lei.

"Si!" disse James ridendo "…è una specie di mostro!" concluse scherzando.

Sirius s'intromise, appoggiando una mano sui capelli biondi della cugina, scompigliandoglieli "Non credere a tutto quello che ti dicono, An! Soprattutto se chi te lo dice è James…"

James e An si scambiarono un'occhiata e si sorrisero mentre Sirius concludeva dicendo "Ma anche i nostri parenti non scherzano…ricordati che non bisogna fermarsi alle apparenze…"

"Esatto!" disse James unendosi al discorso "Prendi Piton ad esempio, a guardarlo sembra un ragazzo saccente, antipatico e sleale, ma se ti prendi la briga di conoscerlo a fondo…"

"…scoprirai che è proprio così! Se non addirittura peggio!" concluse Sirius, un'improvvisa vena divertita nella voce.

James rise. Anche la bimba, che non sapeva nemmeno chi fosse Piton, rise felice perché a Sirius sembrava passato il malumore.

I due amici continuarono a raccontare alla piccola aneddoti divertenti sulla loro vita scolastica, sottolineando tutti i vari scherzi che i quattro ragazzi avevano architettato ai danni di Piton.

"Ma voi non studiate mai?" chiese la bimba ai due, dopo che James le ebbe raccontato di quella volta in cui avevano strasfigurato la divisa di Piton in un abito da donna!

Una voce divertita rispose da dietro le loro spalle "Ovviamente no!"

I tre si voltarono di scatto e Andromeda esclamò a gran voce "Sorella!"

Bellatrix sorrise e, senza preoccuparsi di dove si trovasse, si sedette sulle gambe di Sirius. Lui le circondò subito il fianco con un braccio.

"Sei contento che sono tornata?" chiese guardando gli occhi scuri di lui.

Sirius le sorrise e subito rispose "Ovviamente si…ma che fine ha fatto il tuo fidanzato?" chiese, l'ultima parola pronunciata con voce dura.

Bellatrix gli scompigliò i capelli "Sarà da qualche parte…ero stufa di farmi esibire come un trofeo per la sala"

Il viso di Sirius s'irrigidì "Scusa, come sarebbe a dire?" chiese lui

"Niente…" concluse lei, evitando di scendere nei particolari per non irritare ancora il cugino "Piuttosto…James, ti spiacerebbe dare un' occhiata a An mentre io e Sirius parliamo un secondo in privato?" chiese Bellatrix all'amico di lui mentre si alzava e prendeva per mano Sirius, conducendolo verso il balcone celato dietro alle tende.

"Nessun problema!" rispose James e, quando An fece una faccia un po' imbronciata per l'improvviso allontanamento della sorella, subito le scompigliò i capelli "Allora ti stavo parlando di Remus…!" e la bimba subito sorrise mentre lui riprendeva il racconto.

Bellatrix tenendo per mano Sirius scostò le tende e lo trascinò al di là. Appena le tende si furono sistemate alle loro spalle, Sirius, con un movimento rapido, la fece voltare verso di lui e la prese tra le braccia. Bellatrix gli scostò una ciocca di capelli dal viso e disse sorridendo

"Ehi! Che fai?" chiese, fingendosi ingenua.

Sirius sorrise e rispose "Secondo te…?" prima di abbassare il viso, baciandola con passione.

Si baciarono per lunghi minuti e quando Sirius sentì le gambe di Bellatrix, vicine alle sue, tremare la sollevò e continuando a baciarla la portò fino alla ringhiera del balcone appoggiandola al marmo bianco. Bellatrix si staccò e entrambi si fissarono in viso, poi lei disse in un sospiro

"Non capisco cosa stai facendo…" disse sorridendo, continuando a fingersi innocente.

Sirius la fissò a lungo e sorridendo aggiunse "Davvero? Allora forse è il caso che ti spieghi…" concluse allusivo.

Abbassò ancora il viso su di lei e catturò di nuovo le sue labbra. Bellatrix gemette contro le labbra di lui e Sirius dimentico della presenza del mondo, la strinse a sé continuando ancora a baciarla. Bellatrix aprì le gambe per permettergli di avvicinarsi di più e lo attirò a sé. Sirius si staccò dalle labbra di lei, passando al suo collo e poi, scostò la spallina del vestito, baciando la pelle nuda e annusando il suo profumo. Infine. la sollevò ancora tra le braccia e la depose a terra, continuando a stringerla e a baciarla. All'improvviso entrambi sentirono una voce chiamare

"Bellatrix!" chiamò sua madre, che si era appena ripresa dallo spavento di prima "Bellatrix, cara! Andromeda hai per caso visto tua sorella maggiore?" concluse mentre si rivolgeva alla piccola.

Prima che An potesse rispondere, Bellatrix si alzò in fretta, si rassettò velocemente i vestiti e i capelli e, scostando le tende quel poco che bastava per permettere alla madre di vedere la sua figura, rispose

"Eccomi, sono qui, madre…"

La Signora Black si voltò verso la primogenita e il suo volto si distese.

"Cara! Eccoti finalmente! Mi hanno informato che è già da una mezz'ora che Rodolphus ti cerca. Dovresti avere più rispetto del tuo promesso…."

Bellatrix finse uno sguardo addolorato e rispose

"Perdonatemi! Mi sentivo poco bene e allora ho pensato di prendere una boccata d'aria…"

La madre la guardò un secondo in viso, scrutandola, come per leggere sul volto di lei se stesse mentendo.

"Stai bene, ora?" chiese con voce indifferente.

"Si…." concluse lei.

"Bene allora!" squittì la madre parlando con voce allegra "E' ora che diamo inizio alle danze! E come ben sai, è tradizione che siano i promessi sposi a cimentarsi per primi! Andiamo!" la esortò.

"Non vedevo l'ora…" pensò fra sé la ragazza, ma si limitò a fare un cenno col capo e a seguire la madre.

Le due donne si allontanarono velocemente mentre James e An sentirono la più grande delle due farsi largo fra la folla, chiamando il futuro genero, mentre la figlia la seguiva remissiva. James e An si guardarono un secondo negli occhi, poi James scostò le tende e si avvicinò all'amico che stava in piedi, gli occhi che fiammeggiavano.

"Ballerà con Lestrange…" ringhiò cupo.

James gli mise una mano sulla spalla per consolarlo e disse "Non è ancora detto amico, ma devi darti una mossa. Mi è venuta un'idea che ti permetterà di sostituirti a lui, anche se si tratta solo di un ballo!"

Sirius lo fissò attonito un paio di secondi, ma poi sorrise e seguì l'amico nella stanza dicendo "Mi fido di te, Ramoso…"

"E fai bene!" rispose James con un sorriso e trascinando l'amico e la piccola An nella sala all'inseguimento di Bellatrix e sua madre.

Le videro aggirarsi tra la folla, in cerca di Rodolphus. Le due donne camminavano come prima, la madre davanti e Bellatrix, che la seguiva come un condannato a morte. I due ragazzi e la bimba corsero tra gli invitati, schivando i vari gruppetti, come se fosse una sorta di corsa ad ostacoli. All'improvviso, videro Bellatrix e la madre individuare Rodolphus ad un tavolo e, seguendole, si avvicinarono. Rodolphus stava parlando con Lucius. Ogni tanto entrambi afferravano un bicchiere colmo di champagne o una tartina al salmone, intenti a festeggiare. La madre di Bellatrix si avvicinò e chiamò a gran voce

"Rodolphus, caro!"

Subito il ragazzo si voltò e, vedendo la futura suocera e Bellatrix, sorrise. Appoggiò il bicchiere sul tavolo, allungò un braccio, afferrò la mano della fidanzata e la attirò a sé.

"Eccoti finalmente, cara!" disse con voce allegra ma, non appena l'ebbe afferrata, la strinse forte, facendole male.

"Bene!" disse la Signora Black, attirando l'attenzione di tutti e tre, mentre James, che aveva appena lasciato An tra le braccia dell'amico, era andato ad aggiungere una strana polverina sulle tartine al salmone che portava uno sciatto elfo domestico. "E' ora che i fidanzati aprano le danze!" concluse la madre di Bellatrix con voce allegra.

"Solo un secondo…" intervenne Rodolphus "prima vorrei discutere con la mia futura consorte di una certa cosa…"

Lucius sorrise ma, non appena una profonda voce maschile parlò, il suo volto s'irrigidì

"Posso solo un secondo, zia?" chiese Sirius, avvicinandosi con An in braccio.

La signora Black si voltò e, fingendosi felice di vedere il nipote per salvare le apparenze, affermò a gran voce "Ma certo, Sirius! Dì pure!"

Rodolphus lo fissò con uno sguardo carico d'odio e Sirius, con un sorriso beffardo sul volto, lo ricambiò.

"Va bene, ma fa in fretta, gli ospiti ci aspettano…" disse Rodolphus con voce fredda, mentre afferrava una delle tartine cosparse di polvere dal vassoio di un elfo domestico, e la assaggiava.

"Volevo solo farvi i migliori auguri…congratulazioni…." disse Sirius sarcastico.

Bellatrix fissò il cugino attonita un paio di secondi. "Possibile che abbia deciso di lasciarmi?" si chiese preoccupata fra sé. Ma quando ebbe finito di formulare quel pensiero, sentì la stretta di Rodolphus allentarsi e voltandosi, lo vide vacillare.

Subito Lucius, con un rapido gesto, lo sostenne e la Signora Black, dopo aver gettato un gridolino isterico, chiese con voce preoccupata

"Che succede, Rodolphus, caro?"

Il ragazzo, sempre sostenuto da Lucius, rispose con voce fioca "Non lo so….mi sento così debole…"

Lucius, senza preoccuparsi troppo di quello che diceva la padrona di casa, lo condusse ad una delle sedie vuote che stavano lì vicino e lo fece sedere. Il ragazzo si abbandonò senza aggiungere più nulla.

"E adesso come facciamo!" chiese disperata la madre di Bellatrix "Ci mancava solo questa! Come possiamo aprire le danze, se il fidanzato non si regge in piedi?" concluse senza preoccuparsi minimamente della salute del ragazzo.

Bellatrix guardò un secondo Sirius e lo vide cercare di trattenersi dal ridere ma, proprio quando stava per parlare, una voce fredda lo anticipò

"Potrei aprire io le danze con Bellatrix, se lei mi dà il consenso…" disse Lucius con uno sguardo malizioso, avvicinandosi alla ragazza.

Bellatrix lo guardò disgustata. "Che razza di verme…" pensò fra sé "approfitta addirittura di un malore del suo amico per provarci!"

"No!" disse una voce imperiosa che apparteneva alla madre di lei "Non è il caso. Gli ospiti sarebbero confusi e i Signori Lestrange potrebbero addirittura offendersi…mi dispiace, Lucius, ma sarebbe meglio se Bellatrix aprisse le danze con qualcuno di "Neutrale", un membro della famiglia…"

Bellatrix e Sirius si scambiarono uno sguardo, mentre la Signora Black concludeva, pensando a voce alta "Tuo padre e tuo zio sono troppo avanti con l'età, stonerebbero…Regulus è troppo giovane…" poi, dopo aver gettato un occhiata carica di disprezzo a Sirius concluse "…Sirius, potresti farlo tu? Sei l'unico che lo può fare…"

Sirius finse noia ma poi, vedendo gli occhi scintillanti di rabbia della zia, annuì. Rimise An a terra e, dopo aver afferrato la mano di Bellatrix, la condusse in mezzo alla sala, aprendo le danze.

Continua….