Sirius afferrò con dolcezza la mano di Bellatrix e la condusse al centro della sala. Non appena l'ebbero raggiunto, con un movimento rapido la fece voltare verso di lui, l'attirò a sé e cingendole il fianco con un braccio, diede inizio alla danza. Gli occhi di tutti gli ospiti, tranne quelli del promesso sposo di lei che stava troppo male per alzarli dal suolo, si posarono su di loro. Sirius fece volteggiare la cugina per la sala mentre sul viso di lei si apriva un timido sorriso e, negl'occhi di lui, appariva quel luccichio divertito. Finito il primo ballo anche gli ospiti si unirono a loro, preceduti dai genitori di entrambi che iniziarono a muoversi a tempo di fianco ai figli, come per nasconderli alla vista degli altri. All'improvviso, gettando un'occhiata sopra alla spalla dell'amata, Sirius intravide An che trascinava James ai margini del gruppo, obbligandolo a ballare. Anche Bellatrix se n'accorse e i due si girarono in direzione della scena, iniziando a ridere. James stava ballando piegato in due cercando di darsi un contegno, ma in quella posizione non ci riusciva molto. Però, vedendo l'espressione estremamente divertita della piccola, sembrava che Ramoso aveva smesso di preoccuparsi della posa ed era scoppiato a ridere come la sua compagna. Bellatrix e Sirius continuarono a ridere, finchè la loro attenzione non fu catturata dallo sguardo carico di sdegno della madre di lei e capirono che era molto più prudente smettere. La donna si avvicinò di più ai due, bisbigliando
"Bene, il tuo dovere l'hai fatto, cara. Ora è meglio che tu vada a vedere come si sente Rodolphus, prima che i tuoi futuri suoceri si accorgano che mentre il tuo promesso non si regge in piedi, tu ti diverti come se niente fosse…" disse allusiva, non dimenticando di lanciare uno sguardo carico d'odio a Sirius, che si mostrò indifferente.
"Certo, avete ragione, madre." rispose Bellatrix accondiscendete e, tenendo per mano Sirius, lo trascinò via sotto lo sguardo indignato della madre.
Anche il cugino la fisso interdetto per un paio di secondi, ma si lasciò condurre da lei al limite della sala. Quando finalmente si riscosse dallo stupore, la fece voltare ed esclamò a gran voce
"Ma che ti prende? Sei forse impazzita? Tua madre capirà tutto se ti comporti così!"
Bellatrix sorrise e gli passò una mano tra i capelli mentre rispondeva "Non m'importa cosa può pensare, ero stufa di farmi comandare a bacchetta da lei!"
Sirius la fissò serio un paio di secondi poi la trascinò vicino al balcone e dopo averle attraversate, richiuse le tende alle loro spalle. Subito la strinse a sè e Bellatrix gli gettò le braccia al collo, baciandolo con passione.
"Dobbiamo stare attenti…" esordì Sirius, staccandosi dalle labbra di lei "So che è dura, ma non dobbiamo essere imprudenti…Sai benissimo che i nostri genitori ci separerebbero con la forza se venissero a saperlo!"
Bellatrix abbassò il capo, fissando il colletto della camicia bianca di lui.
"Si…lo so…ma…" mormorò sommessamente "…sono stufa! E poi, scusa, sbaglio o ero io quella che si preoccupava troppo?" concluse sarcastica.
Sirius le alzò il volto con foga "Adesso non cambiare discorso…pensi forse che io non sia stufo di vederti con quel cretino di Lestrange?"
Bellatrix s'irritò "Ah! Quindi ti sei fatto l'idea che io invece mi diverta parecchio! Beh, mio caro, se non fossi stato troppo occupato a preoccuparti delle reazioni degli altri, forse ti saresti accorto che non è cosi!" concluse la ragazza con impeto.
Anche Sirius si innervosì "Scusa tanto se per una volta mi sono preoccupato di ciò che potessero pensare di noi! A saperlo prima, avrei pestato il 'tuo' Rodolphus per bene, invece di rodermi il fegato, per evitare di crearti dei problemi!"
Bellatrix si svincolò dall'abbraccio e rispose gelida "Sinceramente credo che volessi evitarli a te stesso, i problemi! I nostri genitori ti avrebbero sicuramente sbattuto fuori di casa davanti a tutti, se avessi osato picchiare il mio promesso sposo…"
Sirius scoppiò a ridere. La sua risata, simile al latrato di un cane, echeggiò nella notte ma sembrava tutt'altro che divertita.
Bellatrix lo guardò impassibile, le braccia incrociate sul petto. "Bene, se la mia opinione ti fa così ridere, allora sarà meglio che vada a vedere come sta Rodolphus, invece che perdere il mio tempo in questo modo…"
Sirius la fissò con uno sguardo torvo, poi si infilò le mani nelle tasche dei pantaloni e, voltandole le spalle prima di scostare la tenda, disse "Beh, se la pensi davvero così, io me ne vado. Torna pure dal 'tuo' fidanzato, dato che ti preoccupi più di lui che di 'noi'…"
Il ragazzo uscì e, senza nemmeno voltarsi a guardarla, se ne andò. Attraversò la sala, lo sguardo ostile dei parenti puntato su di lui e si diresse verso l'ingresso. Mentre passava impassibile tra gli invitati, adocchiò James e An che continuavano imperterriti a ballare. Facendo finta di niente, il ragazzo raggiunse l'atrio e, ignorando l'elfo domestico che gli correva appresso per portargli il mantello, uscì con il solo smoking, nella notte.
Bellatrix rimase a lungo da sola sulla terrazza. Incrociò le braccia e si appoggiò al davanzale dando le spalle al giardino, il viso sollevato per ammirare la luna. Poco dopo un rumore di passi attirò la sua attenzione e sposando lo sguardo vide il cugino allontanarsi, tirando calci a qualche sasso, la sigaretta accesa in bocca. La ragazza lo fissò per qualche secondo poi, dopo essersi data della stupida per quel suo comportamento, risollevò il viso verso il cielo.
Un fruscio e una voce maschile interruppero la sua visione della luna.
"Sei qui…" disse Rodolphus, scostando le tende.
Bellatrix lo guardò in viso. Nonostante fosse più pallido adesso sembrava che stesse meglio.
"Si…" rispose, voltandogli le spalle.
Rodolphus si avvicinò e si mise al suo fianco.
"Mi sembri un po' arrabbiata…" concluse il ragazzo, dopo averla osservata in viso per un paio di minuti.
"Lo sono…" rispose sinceramente lei, evitando lo sguardo che la cercava.
"Con me..?" chiese dolcemente lui.
"Dovrei…?" rispose sarcastica lei, che avrebbe retto ancora per poco quell'insopportabile conversazione.
Rodolphus continuò a fissarla, la forma del viso, il taglio degli occhi e, rapito dalla bellezza di lei, lasciò trascorrere parecchi minuti prima di rispondere "Probabilmente si…"
Bellatrix si voltò di scatto, fissandolo con aria stupefatta. Il ragazzo, appena intravide lo sguardo di lei, scoppiò a ridere "Naturalmente scherzavo, sono più che certo di essere un fidanzato impeccabile!"
Bellatrix sospirò sollevata, prima di unirsi alla risata "Ci mancava solo scoprire che Rodolphus è gentile!" si disse tra sé.
"Sai, che per un momento mi hai fatto preoccupare?" disse la ragazza scherzando.
Rodolphus si passò una mano tra i capelli e sorridendole sornione rispose "E perché, se è lecito saperlo?"
"Per un momento ho temuto che fossi una persona dolce e gentile…" concluse Bellatrix.
Rodolphus sorrise enigmaticamente "Direi di no. Anzi, va contro la mia natura.".
La ragazza lo studiò per alcuni istanti "Tu si che sai proprio come arrivare al cuore di una fanciulla!" aggiunse sarcastica.
Il sorriso di Rodolphus non si spense, ma divenne più dolce del primo mentre sussurrava "Semplicemente non vedo perché dovrei ingannarti, dandoti una finta immagine di me. Dopotutto, fra qualche mese, dopo che ci saremo sposati, ti renderesti comunque conto di come sono…"
"Potevi almeno lasciarmi l'illusione del fidanzato tenero ancora per po'!" protestò Bellatrix, interessandosi alla conversazione più che poteva un po' per non pensare al cugino, un po' come piccola vendetta nei confronti di lui.
"Si! Come no! Così poi, quando l'avresti scoperto mi avresti ammazzato!" scherzò lui, smettendo di essere serio.
Non appena ebbe finito di parlare i due sentirono una voce chiamare in lontananza.
"Bellatrix! Bellatrix! Dove sei, cara? Insomma! Possibile che sparisca ogni volta che mi volto?" disse la voce della Signora Black, facendosi quasi isterica.
Bellatrix abbozzò un lieve sorriso e, voltandosi, disse al futuro marito "Sarà meglio che vada, prima che le venga un'altra crisi di nervi…"
Rodolphus annuì. Bellatrix fece qualche passo verso la tenda e rispose a gran voce, completamente dimentica dell'etichetta "Madre! Sono qui!"
I passi si avvicinarono ma, prima che la Signora Black raggiungesse le tende, Rodolphus annullò la distanza creatasi tra lui e Bellatrix, la afferrò per un braccio e la baciò.
Bellatrix si staccò subito dalle labbra di lui e, furente, stava per colpirlo al viso ma fu interrotta dalla repentina venuta della madre.
"Ah! Eccoti cara! Eri con Rodolphus, allora!" disse la Signora Black compiaciuta.
Bellatrix si dovette arrendere e rimandare lo schiaffo a più tardi mentre il fidanzato, sorridendo rispose alla madre di lei.
"Mi scusi, spero di non aver monopolizzato il tempo di sua figlia…" disse facendo un lieve inchino e lanciando un occhiata alla fidanzata, che sembrava ancora più adirata di prima.
"Ma figurati, caro! Se c'è qualcuno che ha cercato di monopolizzarla, quello non sei certo tu" iniziò la Signora Black, alludendo fin troppo platealmente al comportamento di Sirius. "Anzi, sei tu che dovresti scusarmi, non sapevo che foste insieme!"
Rodolphus sorrise maligno al breve accenno a Sirius ma, vedendo la sua fidanzata sempre più scura in volto, la strattonò in avanti, annunciando a gran voce "Beh, vogliate scusarci, allora. Vorrei ballare con la mia fidanzata, adesso!" e così dicendo, dopo aver fatto un gran sorriso alla madre di lei, rientrarono in sala.
Rodolphus, sotto lo sguardo sorpreso di tutti i presenti, la condusse in mezzo alla sala, prendendola tra le braccia, per iniziare a ballare. Mentre muovevano i primi passi, Bellatrix notò lo sguardo stupito e un po' preoccupato di James, in un angolo della sala. La ragazza guardò il fidanzato in volto e, vedendolo sorridere, gli pestò volutamente un piede mormorando "Bastardo!"
Rodolphus rimase impassibile al gesto di lei e, tenendola tra le braccia, le sussurrò in un orecchio "Sai che potrei anche innamorarmi, quando fai così?"
La ragazza lo guardò allibita e gli pestò con foga anche l'altro piede, chiudendosi poi in un dignitoso silenzio che mantenne per tutto il resto della festa. Dopo parecchie ore di divertimenti e di balli, gli ospiti si congedarono e finalmente Bellatrix, dopo aver salutato tutti, poté ritirarsi nella sua stanza.
"Era cominciata così bene stasera…" pensò fra sé mentre si levava l'abito e, dopo aver indossato la camicia da notte di pizzo nero, si sedeva a pettinarsi i lunghi capelli corvini di fronte allo specchio. Ripercorse con la mente tutta la sera e, quando giunse al momento della litigata con Sirius, si levò la collana sbattendola in un cassetto gridando a gran voce "Stupido!"
Dopo di che, finalmente conscia che pensarci riusciva solo a farla infuriare di più, sbatté la spazzola sul tavolo e si coricò.
I giorni passarono ma Bellatrix e Sirius non ebbero modo di chiarirsi, ognuno troppo orgoglioso per fare il primo passo e convinti entrambi di essere nel giusto. Rodolphus appariva spesso alla porta di casa Black e Bellatrix si abituò presto ad avere la sua fastidiosa presenza intorno. Dimostrava sempre un buon carattere con i suoi genitori ma, non appena restavano soli, tornava ad essere arrogante e, solo quando Bellatrix non se l'aspettava, improvvisamente si comportava o diceva qualcosa di gentile, che la spiazzava completamente. Il giorno prima di tornare a scuola, dopo aver trascorso buona parte dei precedenti dieci giorni in compagnia della fidanzata, il ragazzo si presentò ancora alla porta. Un elfa domestica bussò poco dopo alla camera di Bellatrix e, dopo che la ragazza ebbe risposto "Avanti", si inchinò e lasciò il posto a Rodolphus che chiuse repentinamente la porta dietro di sé.
"Ehi! Non potevi aspettare in salotto?" disse indignata la ragazza, conscia che non era il caso che lui entrasse nella sua camera da letto, da solo per giunta.
Rodolphus, senza degnare di una risposta la fidanzata, incominciò a guardarsi intorno. "Stai facendo i bagagli, per caso?" chiese poco dopo, notando le pile di abiti stirati, pronti per essere riposti nel baule.
"Naturalmente." rispose Bellatrix ancora un po' seccata per l'intrusione "Domani devo tornare a Hogwarts!"
Un lampo passò negli occhi di lui, che però aggiunse con calma "Ah, già! Ero così abituato a stare piacevolmente in tua compagnia che non mi sono accorto del tempo che passava…Come farò da domani?" chiese con finta voce lacrimosa.
"Puoi sempre venire a fare visita a Dippie…" rispose sarcastica lei, facendo riferimento all'elfa domestica che lo aveva lasciato passare.
"Molto divertente…" concluse lui, la sua voce seria, ma sul volto l'accenno di un sorriso. "Adoro le sue battute…" si disse il ragazzo fra sé.
Bellatrix prese alcuni libri e li posizionò sul fondo del baule. Rodolphus la guardò spostare chili di volumi poi, non appena lei ebbe finito, disse con voce divertita "Serve una mano?"
La fidanzata si scostò una ciocca di capelli che le ricadeva sul viso e gli lanciò uno sguardo indignato. "Certo! La prossima volta, che ne dici di aspettare che abbia chiuso il baule, prima di chiedermelo?"
Rodolphus rise e con un colpo di bacchetta sistemò la pila di panni puliti sopra ai libri. "Ecco fatto…" disse "Non c'è bisogno che mi ringrazi…" disse apposta per scatenare la reazione di lei, che puntualmente non si fece attendere.
"Non ne avevo la minima intenzione…"
Rodolphus gettò una rapida occhiata alle uniformi che aveva appena spostato con la magia e disse, come rivolto a se stesso "Ma usano ancora quelle orrende uniformi? Non si addicono per niente ad una ragazza, sono tutt'altro che femminili…"
"Guarda che ad Hogwarts ci insegnano la magia…" iniziò Bellatrix con voce calma " mica a sedurre gli uomini!"
"Ah, ma per quello non hai bisogno di lezioni…sei talmente bella che ti viene naturale…" concluse il ragazzo, sempre come se stesso parlando a se stesso.
Bellatrix arrossì e lo fissò stupita per un paio di secondi. "Adesso si mette addirittura a farmi i complimenti…" pensò fra sé "…ma cosa pensa di ottenere?" si chiese infine, tornando a concentrarsi sul baule.
Rodolphus la guardò controllare che ci fosse tutto e chiudere con forza il bagaglio, prima di rimettersi dritta per fronteggiarlo. "Allora, cosa volevi?"
Il ragazzo rispose indignato. "In che senso, scusa?"
Bellatrix si avvicinò di più, mettendosi proprio di fronte a lui, le mani appoggiate con fare fiero sui fianchi "Perché sei qui?" continuò gelida.
"Per passare un po' di tempo con te, tesoro…" disse lui sorridendo sornione, con l'aria di chi sapeva di averla detta grossa.
"Beh, devi andare…ho un mucchio di cose da fare…" concluse lei, senza troppi preamboli, ignorando l'appellativo usato dal fidanzato.
Rodolphus la guardò per qualche secondo poi disse "Come vuoi. Allora me ne vado." e mosse qualche passo in direzione della porta.
Bellatrix lo fissò attonita "Di solito ci vogliono ore per convincerlo a levarsi dai piedi…" si disse fra sé. Difatti, con un movimento rapido il ragazzo si voltò e la strinse fra le braccia.
"Che fai, idiota! Lasciami!" urlò Bellatrix ancora più sorpresa e indignata.
Ma lui, come risposta, la strinse ancora di più e abbassò il viso, baciandola. Bellatrix si sentiva in trappola, non poteva colpirlo perché la presa di lui era troppo forte. Cercò allora di muovere il viso per interrompere il bacio, ma lui seguiva col capo i movimenti che faceva. Alla fine capì che l'unico modo era fingere di arrendersi e, invece di restare immobile, iniziò a ricambiarlo. Appena il ragazzo se ne accorse, infatti, allentò la presa e lei lo colpì con foga, scaraventandolo a terra.
"Idiota!" lo investì, rossa in viso dalla rabbia.
Rodolphus la guardò esterrefatto, mentre lei afferrava in fretta la bacchetta e la puntava verso di lui. "Osa farlo ancora una volta, e vedrai come ti sistemo!"
Il ragazzo impallidì leggermente ma, con fare sicuro, si rimise sui propri piedi. "Sei proprio esagerata! Che avrò mai fatto di male? In fondo, sei la mia fidanzata e mi pare che non ci sia nulla di strano se mi viene voglia di baciarti…" concluse lui mentre si spolverava i vestiti.
Bellatrix era confusa, ma comunque molto arrabbiata. "Il fatto che siamo fidanzati non ti giustifica a saltarmi addosso ogni volta che ti gira!" inveì lei.
"Cosa dovrei fare, allora? Inviarti una richiesta per gufo, una settimana prima?" chiese lui, sarcastico.
Bellatrix si sentiva stupida. Sapeva che era più che normale che lui volesse baciarla, dato che erano fidanzati, però a lei non andava. Se pensava a qualcuno da baciare, l'unico che immaginava era Sirius. Non appena pensò a lui però si arrabbiò ancora di più e sbottò irragionevole "Non vedo perché no! Allora, dalla prossima volta, vedi di fare così! E adesso vattene!"
"Ok…" fece Rodolphus con voce stranamente arrendevole ma, prima di farlo, si sporse in avanti e, prendendola ancora di sorpresa, le sfiorò le labbra. "Dalla prossima volta farò così!" concluse uscendo dalla porta mentre lei dimostrava tutto il suo disappunto lanciando contro di essa tutto ciò che le capitava a tiro. Poi, esausta, Bellatrix si abbandonò sul letto.
"Domani si torna a scuola…e dovrò rivedere Sirius…" si disse, dopo essersi rialzata e aver ripreso la collana di lui dal cassetto dove l'aveva gettata.
Dietro la porta, Rodolphus ascoltava le parole di lei. "Sirius…" mormorò fra sé finchè qualcuno non iniziò a tirarlo per la manica della camicia. Allora abbassò lo sguardo e vide due occhioni infantili che lo fissavano.
"Non lo sai che è scortese, origliare alle porte?" disse la bimba, con uno sguardo indignato.
"Sembra Bellatrix quando è arrabbiata…" rise il ragazzo fra sé prima di rispondere. "Me ne ero dimenticato…" mentì e iniziò ad allontanarsi per raggiungere l'ingresso.
Quando fu vicino alle scale però sentì ancora la voce della bimba "Tu non mi piaci…sei ambiguo…" disse la ragazzina con la sua tipica sincerità.
Rodolphus si voltò verso di lei, sorrise e dopo essersi passato una mano tra i corti capelli castani, rispose "Che ci vuoi fare?" chiese sarcastico "Sei troppo sveglia per la tua età…ti caccerai nei guai…" concluse allontanandosi.
La bimba lo seguì per controllare che se ne andasse davvero e lui, vedendo lo sguardo torvo di lei, scoppiò a ridere e dopo un cenno di saluto col cappello, si smaterializzò.
Continua…
