Capitolo Quindicesimo

Bellatrix camminava sulle rive del lago cercando di smettere di pensare a Sirius e alla bionda. Dalla sera del giorno prima non aveva fatto altro che immaginare i due insieme poi, a metà della notte, il dubbio che Sirius l'avesse già dimenticata aveva iniziato a tormentarla. L'idea l'aveva agitata tanto da impedirle di dormire fino alla mattina, svegliandosi poco prima di pranzo. Era scesa nella sala grande, la collanina in tasca per renderla al legittimo proprietario ma, non appena entrata, aveva visto il cugino e, dopo essersi di nuovo fatta prendere dall'ansia, aveva deciso di farsi una passeggiata in riva al lago per calmarsi. Ad un certo punto, stufa di passeggiare si era seduta su una roccia, lo sguardo fisso sul cielo azzurro pallido.

"Ciao…" disse una voce che non avrebbe mai pensato di poter sentire ad Hogwarts.

Bellatrix si voltò e vide Rodolphus, vestito di nero dalla testa ai piedi, che avanzava verso di lei. La ragazza si spostò in modo da fronteggiarlo e chiese senza troppi preamboli.

"Che diavolo ci fai tu qui?"

Rodolphus rise e rispose come se lei gli fosse corsa incontro per abbracciarlo "Mi sono accorto di non riuscire a stare nemmeno un giorno senza di te, tesoro!"

Bellatrix rimase impassibile, rispondendo con calma "Perché non mi dici il vero motivo per cui sei qui?"

Rodolphus si avvicinò di più alla fidanzata e le scostò una ciocca di capelli corvini dal viso "Non riesco a capire perché tu sia sempre così fredda con me…Sono arrivato perfino a chiedere al professor Lumacorno di prendermi come suo assistente, pur di stare con te…" disse guardandola a lungo negli occhi.

Bellatrix spostò lo sguardo e sospirò "E pensi davvero che la cosa possa farci piacere?" concluse acida.

Rodolphus sorrise "Non vedo perché no! Sono più che convinto che tu abbia solo bisogno di tempo per abituarti alla mia presenza della tua vita…"

Bellatrix tornò a voltarsi verso il lago e lui rimase a fissare per qualche minuto il bel viso serio di lei, prima che la ragazza parlasse di nuovo

"Stai solo perdendo tempo…" iniziò con voce tranquilla.

"Veramente, dovrebbe spettare a me dirlo…ed io non credo di star solo perdendo tempo con te…" rispose il ragazzo, allungando una mano e accarezzandole i capelli.

"Non toccarmi!" esplose lei all'improvviso, alzandosi rapidamente e allontanandosi di qualche passo da lui "Mi sembrava di essere stata chiara! Non devi fare nulla, senza avermi prima chiesto il permesso!"

Rodolphus la guardò incredulo per qualche secondo, poi sul suo volto si dipinse un piccolo sorriso di scherno e disse, afferrandole i polsi "Se pensi davvero che m'importi ciò che vuoi, hai capito male, tesoro. Va bene scherzare una volta, ma non pretenderai davvero che io aspetti sempre i tuoi comodi…"

Bellatrix lo fissò attonita per un paio di secondi. "Di solito basta digli di no e lui si arrende senza troppe storie…" pensò mentre la paura s'impadroniva di lei, ingrandendole le pupille scure.

Rodolphus la teneva stretta per i polsi, la presa costante, il sorriso che si allargava vedendo lo sguardo terrorizzato di lei. Dopo un paio di secondi di totale smarrimento, Bellatrix cercò di farsi forza ma, non appena cercò di liberarsi e colpirlo, lui aumentò di più la presa, facendole male.

"Mi fai male…" mormorò.

Rodolphus avvicinò il viso a quello di lei "Sei tu che mi costringi, tesoro. Se non avessi fatto tutte quelle storie di sicuro non saremmo in questa situazione…"

Sempre tenendola si sedette sulla roccia e, con uno strattone, l'obbligò a sedersi sulle sue ginocchia. Il ragazzo affondò il viso nei capelli di lei, sfiorandole con il viso la pelle della guancia, respirando il suo profumo. Bellatrix rabbrividì. Si sentiva ancora una volta in trappola ma era conscia del fatto che, anche se si fosse ribellata, data la forza della presa di lui, non avrebbe potuto svincolarsi.

"Lasciami!" mormorò ancora, una nota di pianto nella voce.

"Non aver paura…" disse lui con voce dolce per cercare di tranquillizzarla "Non ti farò male…"

"Lo stai già facendo…" concluse lei con lo sguardo basso, per non mostrargli che i suoi occhi erano lucidi.

Rodolphus lasciò andare i suoi polsi ma fu talmente veloce che, prima che Bellatrix potesse muoversi, aveva già messo una mano sulla schiena tenendola premuta contro di sé e l'altra sotto il viso, per obbligarla a guardarlo in faccia.

"Non è da te piangere…" disse lui dopo averla fissata per lunghi secondi negli occhi, sorridendole.

"Cosa credi di sapere di me? Tu non mi conosci! Non sai un bel niente!" rispose lei acida, ricambiando il suo sguardo con odio.

"No, tesoro, mi dispiace ma devo contraddirti…" iniziò lui mentre la sua voce da dolce diventava fredda e il sorriso spariva dal suo volto "…Io so molto di più di quello che credi…"

La fidanzata sgranò di nuovo gli occhi e lui, senza aggiungere altro, mantenendo l'espressione fredda, si avvicinò al viso di lei, baciandola. Bellatrix non si ribellò, rimase immobile, come pietrificata mentre lui continuava a baciarla.

Poi all'improvviso vide qualcosa con la coda dell'occhio. Non fece in tempo a girarsi per capire di cosa si trattasse che Rodolphus venne scagliato con violenza a terra, mentre lei veniva tenuta in posizione eretta da una mano che la sorreggeva. Non ebbe alcun bisogno di girarsi per vedere chi fosse, conosceva perfettamente quel tocco dolce e rassicurante allo stesso tempo, un tocco che solo Sirius poteva avere. Si voltò e guardò in viso il cugino. Il bel viso di lui era arrossato dalla rabbia, i capelli scomposti e ansimava per la corsa. Subito lui ricambiò il suo sguardo e inconsciamente, un sorriso apparve sul suo volto.

"Stai bene?" chiese, mentre la osservava preoccupato.

"Adesso si." rispose lei, un sorriso che le illuminava il volto.

Sirius la strinse a sé, abbracciandola. Le alzò con dolcezza il viso per baciarla quando la voce di Rodolphus attirò di nuovo la sua attenzione

"Che quadretto patetico…" esordì, massaggiandosi la mascella dove Sirius l'aveva colpito con forza, l'altra mano nascosta dietro la schiena.

Sirius si staccò leggermente da Bellatrix, avanzando verso il rivale, massaggiandosi le nocche come per prepararsi a colpirlo ancora.

"Ne vuoi ancora?" chiese, un ghigno maligno sulle labbra "E' dalla festa di fidanzamento che sognavo il momento in cui ti avrei dato una lezione…"

Rodolphus si massaggiò ancora la mandibola e lo guardò con uno sguardo di sfida "Pensi forse che abbia paura di un moccioso come te?" rispose.

Sirius si fermò di fronte a lui sovrastandolo. All'improvviso, la sua risata simile al latrato di un cane echeggiò per il parco della scuola poi, così come era scoppiata, repentinamente svanì. Sirius tornò serio e guardandolo con disprezzo disse

"Se fossi intelligente ne avresti… Se c'è una cosa che non sopporto sono i prepotenti e i figli di papà…guarda caso tu appartieni ad entrambe le categorie e questo mi porta a nutrire una vera avversione verso di te…"

"E io che pensavo fosse solo perché sono il fidanzato di Bellatrix…" rispose Rodolphus con voce calma, nel tentativo di tranquillizzarlo per evitare altri attacchi, mentre con la mano, che aveva usato fino a quel momento per massaggiarsi la mascella, cercava la bacchetta.

Sirius ispirò, gettò un'occhiata alla cugina dietro di lui e concluse acido "Come se lei avesse avuto la possibilità di scegliere…pensi che saresti il suo fidanzato se i suoi genitori non glielo avessero imposto?"

Rodolphus spostò lo sguardo su Bellatrix che di rimando lo guardò freddamente. "Immagino che invece saresti tu!" lo schernì. "Davvero una cosa commovente…Il cugino innamorato…sicuramente anche i tuoi parenti ne sarebbero entusiasti se lo sapessero…" aggiunse convinto di turbarlo e metterlo in crisi.

Ma Sirius rimase impassibile, come se la cosa non lo toccasse e, stupendo non poco il rivale, esclamò "Come se la loro opinione per me contasse qualcosa…!" esordì scoppiando a ridere "Credi davvero che la loro disapprovazione mi porterebbe a desistere? Sei solo uno sciocco! Io non seguo i percorsi prestabiliti dai miei perfetti genitori, lotto solo per ciò che voglio io." concluse con calma, gettando un'altra occhiata e sorridendo a Bellatrix.

"E avresti anche il coraggio di metterti contro la tua famiglia, quindi ?" chiese il ragazzo, allibito.

"Quale famiglia, scusa?" rise tristemente Sirius prima di continuare "I veri famigliari ti accettano per quello che sei, ti consigliano e hanno a cuore la tua opinione…Sono forse così i miei genitori?" chiese rivolto a se stesso e alla cugina, per poi terminare dicendo "No. Chi ti impone le sue decisioni, non ti rispetta e di conseguenza non ti ama… L'unica famiglia che conosco sono i miei amici, le persone a cui tengo e Bellatrix… Non esiterei neanche un istante a mettermi contro quella che tu hai definito la mia 'famiglia'…"

Rodolphus era scioccato, non che l'amarezza di Sirius gli importasse ma, era la prima volta che un nemico dichiarato metteva i propri punti deboli di fronte a lui, su un piatto d'argento.

"Adesso basta, Sirius…" esordì Bellatrix per strapparlo dal tunnel dei tristi ricordi d'infanzia in cui si era involontariamente cacciato. Si avvicinò e gli mise una mano sulla spalla, lui si voltò e le carezzò le dita con la propria.

"Che scena commovente…peccato doverla interrompere!" esclamò a gran voce Rodolphus, puntando la bacchetta sul ragazzo disarmato ma, non appena la fidanzata si rese conto delle sue intenzioni, si mise davanti a Sirius, facendogli da scudo. Subito la determinazione di Rodolphus diminuì.

"Non avevi intenzione di incantare qualcuno?" lo canzonò lei, stranamente consapevole che il fidanzato non avrebbe osato levare la bacchetta finchè lei proteggeva il cugino.

"Certo!" confermò il ragazzo "peccato che il mio bersaglio sia talmente coraggioso da lasciare che una donna gli faccia da scudo…"

Sirius scostò Bellatrix, fronteggiando il rivale "Proprio tu parli di coraggio!" lo schernì, per niente timoroso di poter essere colpito "Non ti sei fatto alcuno scrupolo di alzare la bacchetta contro una persona disarmata…" concluse allusivo.

"Adesso basta!" urlò Bellatrix, un po' stufa. L'odio fra i due era talmente palese da potersi risolvere solo con uno scontro, non certo a parole e, per evitare che la situazione degenerasse di nuovo, decise di risolverla lei una volta per tutte "Sirius cerca di calmarti e tu abbassa quella bacchetta prima che lui ti spacchi la faccia a suon di pugni!"

Quando tutti e tre si furono un po' calmati, lei riprese "Sirius. Ho bisogno di chiarire un paio di cose con Rodolphus. So che questo ti da fastidio, ma ti chiedo di avere fiducia e di aspettarmi al solito posto. Dopo devo chiarirmi anche con te."

Sirius la guardò e notando nei suoi occhi il tipico sguardo di chi non lascia possibilità di repliche, rispose accondiscendente "Come vuoi, però ti aspetto qua vicino, dopo quello che è successo, non mi fido a lasciarti sola con lui…"

Bellatrix annuì e poi gli sorride, anche lei più tranquilla di non dover stare davvero da sola con il fidanzato. Sirius si allontanò pian piano raggiungendo una distanza tale da poter sentire ciò che si dicevano solo grazie al suo udito fine, tipico dell'animale in cui era in grado di tramutarsi.

"Devi finirla con questo atteggiamento, Rodolphus." esordì con convinzione Bellatrix.

"Se qui c'è qualcuno che deve finire di fare qualcosa, quello di sicuro non sono io!" rispose Rodolphus, indignato per la critica appena ricevuta. "Ma non ti rendi conto? Quel pazzo è ossessionato da te e tu non fai che peggiorare la situazione! Con il tuo comportamento ambiguo, non fai altro che illuderlo! Devi dirgli chiaro e tondo che tu sei la mia fidanzata e che lui non ha nessuna speranza che tu possa corrisponderlo!" concluse senza riflettere troppo, accecato dalla rabbia perché, per l'ennesima volta, la fidanzata aveva preso le parti del cugino.

Bellatrix scosse la testa, concludendo con la massima calma "Credo che qui la persona che si stia illudendo in realtà sia un'altra…" e, senza lasciare al fidanzato possibilità di replica, si allontanò.

Rodolphus lasciò che la fidanzata raggiungesse Sirius e si allontanasse con lui senza protestare ne dire niente. Poi, appena furono spariti dalla sua vista, tirò fuori la mano destra che aveva tenuto nascosta dietro la schiena da quando Sirius l'aveva scaraventato a terra. Stringendone il contenuto, alzò la mano verso il sole, per osservare bene. Un sorriso maligno apparve sul suo viso. "E' davvero di cattivo gusto…" esclamò, abituato a ben altro genere. Poi sempre con il sorriso sulle labbra, lasciò che la collanina di Bellatrix scivolasse nella tasca del suo mantello e si allontanò fischiettando, alla volta dell'ufficio assegnatogli da Lumacorno.

Continua…