Capitolo Diciassettesimo

Bellatrix si immerse di nuovo nella meravigliosa vita scolastica che Sirius, in pochi mesi, era riuscito a creare. Senza preoccuparsi troppo di ciò che Rodolphus avrebbe potuto fare, era tornata alla solita routine, frequentando le poche lezioni che aveva alla settimana, e trascorrendo la maggior parte del suo tempo libero tra le braccia di un Sirius più felice che mai. Da quando si erano riappacificati, infatti, Sirius aveva sorpreso professori e compagni di classe sorridendo costantemente. Generalmente sempre freddo e strafottente con tutti, a parte i suoi tre amici, si era improvvisamente trasformato in un ragazzo alla mano, a cui bastava poco per far echeggiare la sua risata, simile al latrato di un cane, per i muri della scuola, attirando l'attenzione di una miriade di studentesse che restavano tutt'altro che insensibili al suo fascino.

Seduti vicini durante una lezione di Divinazione, Remus, James e Peter approfittavano del ritardo dell'amico per commentare quel momento di beatitudine che stava attraversando.

"Dove si sarà cacciato Sirius?" chiese Peter che, come nella norma, non sapeva mai nulla.

"Sarà fermo a parlare in qualche angolo, cercando di rifiutare le attenzioni di una ragazzina urlante senza ferirla…" rispose James, ridendo del cambiamento di Felpato.

"Smettila di prenderlo in giro, Ramoso!" intervenne Remus "In realtà la tua è solo invidia…" concluse, provocando l'amico.

"Che invidia, scusa?" rispose lui gettando un'occhiata dolce nella direzione di Lily che, come se si fosse accorta dello sguardo di James, si voltò verso di loro, sorridendo. "Possiedo già la creatura che ho desiderato per quattro lunghi anni. Sono l'ultima persona al mondo che potrebbe essere invidiosa della fortuna di Felpato…"

"Bene!" esclamò Remus a gran voce prendendo la borsa, in cerca del libro di testo. James tornò a guardare di nuovo Lily per un istante ma poi il suo sguardo si posò su Peter, che stava con la testa bassa, il viso rosso e le mani strette, come se cercasse di dominare la rabbia.

"Che c'è, Codaliscia?" chiese James, preoccupato "Stai forse male?"

"No…" rispose Peter dopo alcuni secondi, quando anche lo sguardo curioso di Remus si aggiunse a quello di James "Mi sono solo reso conto di una cosa…"

I due amici si fissarono attoniti e, vedendo che Codaliscia sembrava non voler aggiungere altro, Remus lo incalzò dicendo

"E…?"

"Niente…" concluse Peter senza rialzare il capo "Voglio pensarci ancora un po'…poi ve ne parlerò…"

"Sei sicuro?" esclamò James, non molto rassicurato dalle sue parole.

"Si…" terminò Codaliscia, lasciando poche possibilità di replica.

"Di che parlate?" chiese un'allegra voce alle loro spalle, mettendo in ombra le strane reazioni di Peter.

"Di quanto tu sia cambiato negli ultimi tempi, naturalmente!" rispose Remus, mentre sul suo volto si allargava un gran sorriso alla vista di Sirius.

"Remus ha ragione, amico!" intervenne James, per dargli man forte "Negli ultimi giorni sei quasi irriconoscibile! Se non fosse per la tua presunzione, difficilmente imitabile, giurerei che qualcuno ha preparato una pozione polisucco, prendendo il tuo posto!" scherzò, dando una gomitata a Felpato, che si era appena seduto accanto a lui.

Sirius rise, come accadeva sempre più di frequente e disse, passando un braccio intorno alle spalle di Ramoso "Adesso non esagerare, ok? Sono sempre lo stesso…" concluse, fingendosi serio.

"Si, come no…" iniziò Remus, facendo un cenno a James che gli strizzò l'occhio di rimando.

"Guarda!" esclamò improvvisamente James, cercando di restare il più serio possibile "Non è Bellatrix quella che cammina nel parco?"

Subito sul volto di Sirius apparve un sorriso radioso. Il ragazzo spostò lo sguardo sul panorama che si intraveda dalla finestra, perlustrando il parco.

"Dove?" chiese, un secondo prima di sentire una sonora risata provenire dai tre amici alle sue spalle poi, capendo di essere stato appena ingannato, si voltò di nuovo, avvicinando un pugno al viso di un James, che quasi piangeva dal ridere. "Che scherzi sono questi?" chiese, fingendosi indignato.

"Dai, amico! Stavo solo scherzando!" rispose James, spostando lentamente la mano di Sirius il più lontano possibile dalla sua faccia.

"Si…" iniziò Remus, spalleggiando James "Per quanto ti ostini a negarlo, devi ammettere che sei particolarmente felice ultimamente…grazie a Bellatrix, naturalmente."

Sirius rimase in silenzio un paio di secondi poi, annuì e disse "E' vero…Da quando abbiamo fatto pace mi sembra di volare, di camminare un metro sopra gli altri e che quelli che prima consideravo problemi irrisolvibili, sono solo delle stupidate…"

"Ah! Il potere dell'amore!" intervenne James scherzando e Sirius lo colpì piano sulla testa, per farlo smettere.

"Proprio tu parli!" esclamò poi Felpato "Hai passato tutte le vacanze natalizie correndo dietro alla sottana della Evans!"

James rise e Remus, Sirius e anche Peter, che era rimasto in silenzio fino ad allora, si unirono a lui.

Quando i quattro si furono calmati, Peter alzò lo sguardo su Sirius e, dopo averlo fissato per qualche secondo esclamò, rompendo la gioia dell'amico

"Allora, cosa intendi fare per sistemare la questione con Lestrange?" chiese.

Un imbarazzante silenzio cadde immediatamente sul gruppo. I piccoli occhietti di Peter brillavano mentre Remus e James si guardarono in faccia, imbarazzati. Entrambi avevano di proposito evitato l'argomento con Sirius, da quando lui e la cugina si erano riconciliati. Dato che i diretti interessati, talmente felici di essere di nuovo insieme, si erano apparentemente dimenticati della questione, Ramoso e Lunastorta non si erano sentiti di interrompere la loro gioia, ricordandoglielo. Dopo la breve riflessioni, entrambi maledirono la lingua lunga di Peter e gli gettarono un'occhiata furente. Il ragazzo abbassò subito il capo, sembrando dispiaciuto, nonostante il luccichio ancora presente nei suoi occhi.

Sirius taceva, brutalmente riportato alla spinosa realtà delle cose dalle parole dell'amico. Rifletté per lunghi minuti mentre Remus e James lo osservavano preoccupati poi, quando i due meno se l'aspettavano, sospirò ed esclamò, prima di alzarsi

"Hai fatto bene a ricordarmelo, amico…"

Vedendo che il ragazzo si avviava indisturbato all'uscita, nonostante la lezione fosse in pieno svolgimento, e temendo un azione impulsiva che avrebbe potuto provocare la sua espulsione, Remus attirò l'attenzione dell'amico dicendo

"Sirius! Non fare nulla di stupido! Ricorda che Lestrange è l'assistente di Lumacorno, che non aspetta altro che espellerti!" gli rammentò con foga.

Sirius rispose, mentre un sorriso si dipingeva di nuovo sul suo viso "Non preoccuparti, Lunastorta. Vado solo a discutere la cosa con Bella, non ho intenzione di spaccare la faccia a nessuno…"

"Grazie al cielo…" esclamò Remus, visibilmente sollevato.

"…almeno per il momento…" concluse Sirius, scoppiando a ridere alla vista del viso di Remus che impallidiva repentinamente.

E mentre James esclamava "Ben detto, Felpato!" riconoscendo il modo di fare dell'amico, Sirius sparì giù nella botola e i tre sentirono solo la sua risata allontanarsi con lui.

Bellatrix era seduta al tavolo della sala grande, dove Sirius l'aveva lasciata quella mattina, circondata da una serie di grossi libri che consultava febbrilmente alla ricerca di uno spunto per terminare il tema di pozioni.

"Sei riuscita a scovare qualcosa di utile?" chiese la voce allegra del cugino mentre, restando di fronte a lei, le sfiorava le labbra, rubandole un bacio.

Bellatrix sorrise, si passò una mano tra i capelli e, dopo averlo invitato a sedersi, esclamò "Purtroppo no…E' una materia così ostica, pozioni…" si lamentò.

Sirius si sedette di fianco a lei, una gamba per ogni lato della panca "…Soprattutto se marini le lezioni per non vedere Lestrange…"

Bellatrix si voltò, specchiandosi negli occhi scuri del cugino "Non è vero! E' solo che le lezioni di pozioni coincidono con quelle di Storia della Magia del quarto anno…" iniziò con voce tenera, avvicinandosi al cugino. "E c'è sempre qualcuno che, invece di frequentarle, mi propone un modo più piacevole di trascorrere il mio tempo…" terminò allusiva, sfiorando il petto di Sirius con un dito.

Sirius si mosse velocemente, afferrandole la mano e iniziando a baciarle le dita, una per una poi, alzando lo sguardo per incontrare quello della cugina, esclamò "Per caso vorresti che smettessi?" chiese senza specificare, se smettere di incontrarla durante le ore di Storia della magia, o smettere di baciarle le dita.

Bellatrix lo fissò qualche istante, indecisa su quale azione intendesse il cugino poi, rendendosi conto che qualunque fosse la domanda, la risposta era la stessa disse "No…non smettere…"

Sirius sorrise e, dopo averle baciato ancora la mano, si avvicinò di più per baciarla sulla bocca. Bellatrix appoggiò il capo contro la spalla di lui, continuando a baciarlo e, anche quando si furono staccati, non diede segno di voler cambiare posizione. Si rilassò completamente contro il corpo di lui, respirando il profumo della sua pelle mentre Sirius chiudeva le braccia su di lei e con la mano destra le carezzava i capelli.

"Tesoro…" disse con voce seria, riflettendo sull'argomento che l'aveva condotto da lei, nonostante la lezione.

"Dimmi…" rispose lei, sempre accoccolata tra le calde braccia del cugino.

"Ricordi che avevamo intenzione di sistemare la faccenda con Lestrange? In questi giorni sono stato talmente bene con te da dimenticarmene completamente ma, grazie al cielo, poco fa Peter me l'ha ricordato…Te la senti davvero di affrontarlo? Posso occuparmene io, se vuoi…" concluse sollevandole piano il viso, guardandola negli occhi.

"Non è un problema, posso occuparmene benissimo…" iniziò lei, mostrandosi decisa. "…sempre a patto che il cane di James mi accompagni, ovviamente!" scherzò infine mentre tornava a sorridere.

"Non mancherà di certo…quando pensi di andare?" chiese Sirius, accarezzandole la pelle della guancia.

"Uhm…fammi pensare…" Bellatrix rifletté fra sé per qualche secondo. "Stasera prima di cena andrebbe bene? O il cane di James ha da fare?" chiese, cercando di trattenersi dal ridere.

"Anche se fosse occupato si liberà subito non appena saprà di avere il privilegio di scortare una ragazza così carina…" rispose lui, restando al gioco.

Bellatrix sgranò gli occhi, fingendosi sorpresa. "E' un vero playboy questo cane! Sei sicuro che sia il cane di James? Dal carattere, direi piuttosto il tuo…"

Sirius sorrise e, dopo aver esclamato con voce divertita "Scema!", si chinò su di lei accarezzandole le labbra con un bacio.

Bellatrix sorrise, stringendosi a lui ma poi, non appena si furono staccati, si mise ad osservare il cielo incantato della Sala Grande, la schiena appoggiata al petto del cugino, giocherellando con le mani.

"Come devo chiamare il cane?" chiese all'improvviso, spezzando il silenzio e facendo sussultare Sirius per la sorpresa.

"Perché me lo chiedi?" rispose lui, perplesso dall'improvvisa domanda.

"Così…per sapere come devo chiamarlo se tenta di sbranare Rodolphus…" disse lei, il viso rivolto sempre verso il cielo.

"In quei momenti potresti chiamarlo 'Mito'…" scherzò lui.

"E negli altri momenti?" chiese ancora lei.

"Magari col mio nome, così Rodolphus si sentirebbe sempre minacciato e non oserebbe toccarti…" rispose lui, serio.

"No…piuttosto, che ne pensi del nomignolo che usano sempre i tuoi amici?" iniziò lei.

"Intendi forse 'Felpato'?" concluse Sirius.

"Proprio quello! Così Rodolphus non lo saprà ma io, attraverso il cane, chiamerò te in mio soccorso! O ti dispiace?" terminò lei, voltandosi verso di lui.

Sirius la baciò teneramente "Perché dovrebbe? E' perfetto, su misura per uno come lui…" e sorridendo, si chinò ancora su di lei, sfiorandole le labbra.

Continua…