Capitolo Diciottesimo
Bellatrix trascorse il resto della giornata riflettendo su come poteva affrontare Rodolphus ma, nonostante ci avesse pensato a lungo, si sentiva tutt'altro che tranquilla mentre raggiungeva l'ingresso, dove aveva appuntamento con Sirius e la sua nuova guardia del corpo. La ragazza si massaggiò le spalle intorpidite per la stanchezza. Scoprire dove si trovasse lo studio dell'assistente del professore di pozioni, era stata tutt'altro che un'impresa semplice. Bellatrix infatti, aveva dovuto chiedere direttamente al capo della sua casa e Lumacorno, indignato e furente per le assenze ingiustificate durante le sue ore, aveva cianciato per una buona mezz'ora sul concetto di responsabilità, prima di darle la tanto agognata informazione. Riflettendo fra sé aveva raggiunto l'ingresso, che si era rivelato completamente vuoto.
"Sirius è in ritardo…" mormorò, sempre più tesa.
Si sedette sull'ultimo gradino della scala di pietra ad aspettare quando, all'improvviso, un rumore alle sue spalle attirò la sua attenzione, facendola voltare. Un ragazzo dagli scompigliati capelli castani scendeva le scale, preceduto da un enorme cane nero che, raggiunto il penultimo gradino si fermò a guardarla negli occhi. Bellatrix lo osservò a lungo e, dopo aver notato una cert'aria famigliare, allungò il braccio, carezzandogli la testa.
"Buonasera, Bellatrix!" salutò James con voce allegra, non appena l'ebbe raggiunta.
"Buonasera a te, James." rispose lei sorridendogli, mentre continuava a carezzare il cane nero.
"Vedo che Felpato non ha bisogno di presentazioni…" scherzò il ragazzo, notando le attenzioni che lei gli dedicava.
"Direi proprio di no…" iniziò Bellatrix, alzando il muso del cane, in modo da poterlo guardare bene negli occhi "Piuttosto, James…Sirius? Doveva accompagnare lui il cane…Non sai per caso che fine ha fatto…?"
James si grattò la testa un po' imbarazzato, scompigliando ancora di più i folti capelli castani "E' sorto un piccolo imprevisto…" rispose, cercando di risultare il più credibile possibile "Alcuni professori si sono lamentati con Silente della sua condotta e delle sue assenze e il professore ha deciso che non gli avrebbe fatto male saltare la cena e passare il resto della serata in punizione…"
Bellatrix fissò a lungo James negli occhi dopo di che, alzandosi e spazzandosi via la polvere di dosso con le mani, concluse dicendo "Capisco…"
La ragazza si mosse in direzione dei sotterranei e subito il grosso cane nero la seguii. James sorrise e si voltò per risalire le scale quando, la voce di lei aggiunse ancora
"Prodigioso questo cane…davvero intelligente…si direbbe quasi umano…"
James si bloccò a fissarla, incredulo. Bellatrix gli sorrise e continuò dicendo "A dopo, James…" e svanì in un corridoio.
Bellatrix e Felpato percorsero la strada in gran fretta. Il grosso cane non smetteva un attimo di fissare i suoi scuri occhi neri in quelli di lei che, di rimando, gli sorrideva incoraggiante. Svoltarono in diversi corridoi e, all'improvviso, lei si fermò davanti ad un arazzo che immortalava il simbolo di Serpeverde. Felpato si avvicinò al tessuto, annusando l'aria.
"Aspetta che lo sposto…" cominciò lei, tirandolo da una parte, rivelando una porta di legno scuro, probabilmente ebano, celata sotto di esso.
Al centro vi era un grosso battente formato da due serpi che intrecciavano le proprie estremità. Le bocche dei rettili erano spalancate, rivelando i denti acuminati e la lingua biforcuta. Essendo posizionati uno di fronte all'altro, sembrava che si guardassero, attraverso i luminosi occhi di giada.
"Raccapricciante…" esclamò Bellatrix, un moto di disgusto apparve sul viso.
Felpato le si avvicinò e diede un colpetto alla sua mano col muso, come per incoraggiarla a bussare. Bellatrix si fregò le mani, tesa, consapevole che la sua felicità poteva dipendere anche dalle azioni di Rodolphus. Detestava l'idea con tutta l'anima e, dopo aver ispirato profondamente, imprecò a voce bassa. Come risposta, Felpato abbaiò sommessamente ma con decisione.
"Sei agitato anche tu, o sbaglio?" chiese lei, inginocchiandosi sul freddo pavimento di pietra, per guardare il cane di nuovo negli occhi.
Felpato abbaiò ancora.
Bellatrix allungò la mano e gli carezzò la testa con dolcezza. "Stammi vicino,ok? Ho bisogno di tutto il sostegno possibile, al momento…"
Il grosso cane nero avvicinò il muso al viso di lei, annusò il suo odore e poi, entusiasta, le leccò la guancia.
La ragazza sorrise e si alzò, sul suo volto riapparve quell'aria altera e composta, dietro a cui si rifugiava quando doveva trattare con persone che non apprezzava e che non la capivano.
"Sei pronto?" chiese al cane senza voltarsi e, dopo che Felpato ebbe abbaiato un sì, afferrò la maniglia a forma di serpi, bussando con decisione.
Immediatamente i serpenti si mossero, come se fossero vivi, e si attorcigliarono attorno al suo polso. Bellatrix impallidì per la sorpresa e Felpato iniziò a ringhiare. Pochi secondi dopo, la porta si aprì leggermente e Bellatrix fu costretta a fare un passo verso l'interno della stanza, per non cadere.
"Quale inaspettata ma altrettanto gradita sorpresa…" esclamò Rodolphus, notando la sua fidanzata imprigionata dal batacchio. "E' un sogno forse, o sei qui per me, cara?" chiese con voce dolce, un sorriso divertito dipinto sul volto.
"Devo parlarti." tagliò corto la ragazza, senza preoccuparsi troppo dei convenevoli di rito.
"Non sei affatto cortese, mia cara." intervenne lui "I tuoi genitori non ti hanno insegnato l'educazione? Beh, provvederò anche a questo, non appena saremo sposati…"
Bellatrix divenne rossa di rabbia. "Invece di perdere tempo a parlare che ne pensi di liberarmi?" chiese infastidita.
"Oh, ma certo!" rispose subito lui fingendo di non essersi accorto delle due serpi che la trattenevano per il polso.
Rodolphus si avvicinò di più a lei e mormorò piano, mentre con una mano le afferrava il braccio e metteva l'altra sopra il batacchio "Porta pazienza solo un secondo…"
Dopo di che con la mano sospesa accarezzò il dorso di entrambi le serpi che, dopo aver vibrato per un paio di secondi, ritornarono al loro posto, inanimate. "E' solo questione di tenerezza…" mormorò tirandola contro di lui, per abbracciarla.
Ma, ancor prima che Bellatrix potesse protestare, un ringhio minaccioso lo fece trasalire, permettendole di liberarsi dalla sua stretta. Subito la ragazza si portò dietro Felpato, lasciando tra sé e il ragazzo, l'enorme cane ringhiante.
"Chi è questo bastardo…?" chiese Rodolphus, riferendosi al grosso cane nero che Bellatrix tratteneva fra le braccia, per evitare che lo attaccasse.
"A mio parere qui, il bastardo è un altro…" rispose lei, accennando all'episodio appena accaduto. "Comunque lui è il cane di James…"
"E perché è qui?" chiese ancora il ragazzo. "Mi sembrava che avessi detto che dovevi parlarmi, o ho capito male e mi vuoi con te, mentre lo porti a passeggio…"
Bellatrix mormorò piano a Felpato di calmarsi e, non appena lui l'ebbe fatto, si raddrizzò, tentando di riacquistare la sicurezza di poco prima "Hai capito bene, devo parlarti. E, se vuoi ascoltare ciò che ho da dirti, non farai questioni per la sua presenza" disse indicando il cane, concludendo dicendo "…dato che tra i due chi ha dimostrato di essere una vera bestia, sei tu…"
Rodolphus la osservò in volto e, non notando in lei alcun tentennamento, decise di acconsentire. Si fece quindi da parte, aprendo di più la porta e disse, un sorriso sulle labbra "Allora, prego."
Bellatrix fece un cenno a Felpato, che la precedette all'interno della stanza. La camera non era molto grande, sebbene fosse ben illuminata da una serie di lampade, appoggiate su vari mobiletti, tutti dall'aspetto molto antico. Al centro della stanza si trovava un enorme scrivania dello stesso legno scuro che Bellatrix aveva notato nella porta. Sopra di essa un arazzo, sempre raffigurante il simbolo della casa, la copriva per il largo, cadendo abbondantemente a terra in modo che, un eventuale visitatore, non avesse modo di non notarlo.
Bellatrix rimase in piedi, cercando di celare il disgusto. Rodolphus le indicò una poltroncina e, non appena la fidanzata si fu seduta e il cane si fu posizionato all'erta al suo fianco, si lasciò cadere nell'altra, spostandola un poco per vedere la ragazza in viso.
"Beh, mia cara. Sono certo che tu sia qui per una questione puramente personale…" esordì lui, accavallando le gambe. "quindi ho ritenuto più opportuno sedermi accanto a te, invece che dietro quella formale scrivania…"
"Avrei preferito che ti fossi seduto là…" rispose lei acida, esternando il suo desiderio di stargli il più lontano possibile.
Rodolphus rise e allungò un mano verso un tavolino, posizionato a pochi centimetri da Bellatrix, ricoperto interamente da bottiglie. Non appena si mosse, Felpato ringhiò ma il giovane, mostrandosi minimamente interessato alla cosa, lo ignorò dicendo
"Gradisci qualcosa da bere?"
Bellatrix scosse il capo. Lui si versò del liquido ambrato in un bicchiere e, dopo averlo sorseggiato, continuò "Vorresti dirmi ora che cosa posso fare per te, mia cara?"
Bellatrix si umettò le labbra e rispose, senza troppi preamboli "Che convincessi i tuoi a ritirare la proposta di matrimonio."
Rodolphus e Felpato trasalirono contemporaneamente ma entrambi i ragazzi, che si fissavano negli occhi, non notarono il sospetto comportamento del cane.
Rodolphus si asciugò il viso, ricoperto da alcune gocce di alcolico sobbalzate fuori dal bicchiere, con un tovagliolo ricamato. "Stai scherzando, vero?" chiese, guardandola con gli occhi sgranati.
"Ovviamente no…" lo smentì subito lei "Non scherzerei mai su un argomento del genere…"
Rodolphus la guardò un paio di secondi mentre sul suo volto appariva uno sguardo freddo "E perché dovrei farlo, scusa?" la interrogò.
Bellatrix spostò la mano sinistra sulla testa di Felpato ed iniziò a carezzarlo lentamente, il volto impassibile "Perché io amo un altro uomo." rispose lei, asciutta.
Rodolphus scoppiò a ridere. La sua risata di scherno echeggiò per le pareti dello studio senza che Bellatrix o Felpato diedero segno di udirla.
"Sei davvero divertente…" rispose lui una volta smesso di ridere, un ghigno ben disegnato sul volto "Pensi che la cosa mi interessi?" chiese poi, guardandola freddamente.
Bellatrix sostenne lo sguardo e rispose "Dovrebbe…A meno che non ti aggradi l'idea che gli eventuali figli di un altro, portino il tuo nome…"
Rodolphus e Felpato sussultarono di nuovo. Il ragazzo si asciugò dal viso quello che era stato il contenuto del bicchiere e lo appoggiò sul tavolino. "Lo faresti davvero…?" chiese.
Bellatrix non rifletté nemmeno un istante e rispose con un perentorio "Si"
Rodolphus si spostò un ciuffo di capelli castani dal viso "Questo significa solo, mia cara, che finchè non sarò sicuro della tua fedeltà, noi non avremo figli…" concluse il ragazzo, come se niente fosse.
Bellatrix era sempre più irritata. Sperava che Rodolphus mostrasse un po' di carattere e di orgoglio e che, sentendosi umiliato da una futura moglie infedele, decidesse di mandare a monte il tutto.
"Ma tu…che cosa ci guadagni…?" chiese la ragazza dopo un paio di minuti, invitandolo a rivelarle le sue intenzioni.
"Ho le mie buone ragioni…" rispose lui restando sul vago, mentre ricominciava a sorridere.
Bellatrix si rese conto che lui non le avrebbe mai rivelato nulla dei suoi pensieri. Si alzò quindi dalla sedia, decisa a terminare la visita. Felpato fece altrettanto, alzandosi sulle zampe.
"Bene, come vuoi. Io me ne vado." concluse Bellatrix acida, mentre compiva il primo passo verso la porta.
Rodolphus fissò i suoi occhi sul volto di lei e poi rispose "Aspetta solo un secondo, mia cara. Dato che sei qui, anch'io avrei una cosa da dirti…" disse con voce calma, giocherellando con le mani.
"Fai in fretta." esclamò la ragazza restando in piedi, Felpato pronto a scattare al suo fianco.
"Anch'io vorrei che facessi una cosa per me…" iniziò il ragazzo, senza scendere in particolari.
Bellatrix sbuffò spazientita "Ti spiacerebbe essere più chiaro?"
"Certo, mia cara." ricominciò lui, il viso che si colorava di rosso nonostante la voce calma "Voglio che la smetti di vedere Sirius."
"Quello che mi chiedi, è l'ultima cosa al mondo che desidero fare" rispose lei, cercando di controllare le mani che le tremavano di rabbia per la sfrontatezza della richiesta.
Rodolphus le sorrise e continuò "Vedi Bellatrix, tesoro, mi dispiace informarti del fatto che tu non hai alcuna possibilità di scelta, a questo proposito. Sai, non vorrei essere costretto a fare qualcosa che non ti piacerà, a causa del tuo ossessivo attaccamento verso di lui…"
"Tipo cosa…?" chiese lei, tranquillamente.
"Oh, non lo so…Magari informare i tuoi genitori della questione…" rispose lui, alzandosi e avvicinandosi tanto a lei da sfiorarle il braccio con la mano "Sarebbe una situazione alquanto imbarazzante e non vorrei mai che tu dovessi affrontarla…" terminò, accarezzandole la pelle morbida.
In quell'istante Felpato si mosse e, gettandosi su di lui, lo scaraventò a terra per poi affrettarsi accanto a Bellatrix che era già accanto alla porta.
"Mi ha rovinato l'abito. Dannato botolo pulcioso!" imprecò Rodolphus con ben poco stile.
"Fossi in te, non me la prenderei per così poco!" esclamò Bellatrix con voce allegra dalla porta, pregustando il momento in cui avrebbe abbracciato Sirius "Ah! Per quanto riguarda la tua democratica proposta…sono costretta a rifiutare. Io non rinuncerò mai a Sirius! Tu fa pure ciò che meglio credi…" e così dicendo, dopo aver lasciato passare Felpato, sbatté con foga la porta dello studio alle sue spalle, allontanandosi con passo svelto per il corridoio.
Continua…
