La luna illuminava i corridoi del castello di Hogwarts. Sirius camminava nervoso per la Sala Comune, aspettando che il tempo passasse. Non se la sentiva infatti, di vanificare gli sforzi dei suoi amici, che si erano disturbati ad inventare un ottima scusa con Bellatrix, almeno non più di quanto aveva già fatto. Ma, da quando aveva ripreso le sembianze umane, si era trovato costretto ad una lunga attesa che, alla lunga, si era rilevata snervante. Irritato, desideroso di trovarsi in un altro luogo, aveva risposto acidamente a tutte le domande degli amici, convincendoli che era più saggio non interpellarlo nello stato in cui si trovava. Non appena il pendolo accanto al camino batté la mezzanotte, Sirius, senza una parola di spiegazione ai tre, si alzò di scatto, uscendo nel corridoio. Non aveva preso nemmeno la mappa, sicuro del luogo dove avrebbe potuto trovare la sua amata, in quella bella ma fredda notte. Svoltò quindi in diversi corridoi, raggiungendo l'aula vuota dove solevano sempre incontrarsi. Guardò dentro e la vide, seduta su un banco accanto ad una finestra, lo sguardo perso sul paesaggio.
"Bella…" mormorò lui piano, per renderla cosciente della sua presenza.
Subito Bellatrix si voltò verso di lui e un luminoso sorriso apparve sul suo volto. Poi, senza parlare, aprì le braccia, per invitarlo a raggiungerla. Dopo un breve istante Sirius le fu accanto, stringendola a sé. Non appena percepì il corpo caldo di Sirius contro il suo, Bellatrix chiuse gli occhi e si rilassò fra le forti braccia dell'amato. Rimasero così a lungo, finchè Sirius non parlò ancora
"Non vuoi dirmi nulla a proposito del tuo incontro con Rodolphus?" chiese, nonostante in realtà non ce ne fosse bisogno.
Bellatrix si mosse, sistemandosi meglio contro di lui. Alzò poi il volto, iniziando a baciarlo seguendo la forma della mascella di lui e, infine, appoggiò le labbra sopra quelle del cugino, baciandolo con dolcezza. Sirius la strinse di più a sé mentre la ricambiava. Non appena si fu staccata, lei sorrise ancora e raccontò all'amato tutto ciò che lei e Rodolphus si erano detti. Nonostante fosse già a conoscenza di tutto, Sirius non riuscì a evitare di arrabbiarsi ancora. Quando Bellatrix ebbe terminato il racconto, esclamò con impeto "Razza di bastardo!" strappandole un sorriso.
"Non è mica una novità!" esclamò Bellatrix, continuando a sorridergli.
Anche Sirius abbozzò un sorriso ma i suoi occhi rimasero seri "Questo però non significa che resterà impunito per il suo comportamento…E' ora che la finisca di cercare di approfittare di te…"
Bellatrix si avvicinò di più a lui, accarezzandogli il volto e attirando il suo sguardo su di lei "Non essere arrabbiato…Anche se non eri presente, c'era qualcun altro con me che l'ha obbligato a tenere a posto le mani!"
Gli occhi di Sirius si illuminarono di una luce divertita "Desumo quindi che Felpato ti è stato utile!"
Bellatrix sorrise e spostò le mani fra i capelli corvini di lui "E' ovvio! Ero molto più tranquilla, sapendo che c'era lui a difendermi!"
Sirius fece scorrere la mano sulla vita di lei e le cinse il fianco, attirandola contro di sé. "Ho fatto bene allora a mandarlo con te…"
"Si!" rispose la ragazza tutta contenta, alzandosi sulle punte e sfiorando l'amato sulle labbra.
Sirius la strinse più forte, ricambiandola, e, lentamente, si lasciò scivolare al suolo portandola con sé. Non appena toccarono terra, lui l'abbracciò, continuando a baciarla. Poi, Sirius appoggiò la guancia contro il viso di lei e disse
"Cosa pensi di fare ora? Mi permetterai di affrontarlo?"
Bellatrix si mosse, mettendosi a pancia in giù e si scostò una ciocca di capelli dal viso. "Non devi farlo…" iniziò, con voce preoccupata.
Anche Sirius si tirò un po' su e allungò una mano sulla schiena della ragazza "Perché no…?"
Bellatrix gli sorrise "Dubito che riuscirai a fargli cambiare idea e, conoscendo i tuoi metodi, rischi di farti espellere per niente…"
Sirius si accigliò "Mi reputi così stupido da farmi vedere da qualcuno?" le chiese.
Bellatrix gli accarezzò una guancia prima di rispondere "No, amore, ti reputo semplicemente più leale di lui. Rodolphus non si farebbe nessuno scrupolo con te, è una serpe…"
Sirius si massaggiò le nocche, irritato dal sentirti così impotente. La ragazza, intuendo il suo stato d'animo, si avvicinò di più, abbracciandolo e disse "So che sei impaziente di dargli una lezione, ma non migliorerebbe la situazione…anche se per il tuo umore sarebbe un toccasana!" esclamò, scherzando.
"Non sai quanto vorrei poterlo sistemare…" iniziò lui.
Bellatrix sorrise "Lo so invece, perché anch'io vorrei che potessi farlo…!"
"…ma so che hai ragione tu. Non pensavo sarebbe stato così difficile…" concluse Sirius.
La ragazza si staccò da lui per guardarlo in volto "Intendi dire che preferiresti rinunciare…?" chiese, preoccupata.
Sirius la attirò a sé e rispose con voce divertita "Per chi mi hai preso? Non sono mica matto! Affronterò qualsiasi cosa pur di stare con te!"
Bellatrix tornò al sorridere e lui le sfiorò le labbra rubandole un altro bacio "Però non mi hai ancora detto che cosa faremo adesso…" chiese lui, quando si furono staccati.
"Niente…" rispose Bellatrix, sorridendogli felice.
"Niente…?" chiese lui, allibito.
"Niente di niente!" continuò lei "L'unica cosa che voglio fare è stare con te, godermi ogni istante che stiamo insieme, senza preoccuparmi di ciò che potrà fare lui. Mi sono sempre preoccupata delle apparenze e delle altre persone, trascurando le cose importanti e allontanandomi da chi amavo… Non farò più l'errore di nove anni fa…Sei l'unica cosa che mi interessa…"
Sirius la fissò stupito ma subito il suo volto si aprì in un sorriso e i suoi occhi si illuminarono. "Cosa stai cercando di dirmi…?" chiese, deciso a farla andare fino in fondo. "Che non fuggirò più e, qualsiasi cosa accadrà, l'affronteremo insieme…anche se dovessimo metterci contro ai nostri genitori…" rispose lei, decisa.
Il ragazzo la strinse, baciandola sulle labbra, sulle guance e sulla fronte. "Sei diventata più sicura di ciò che vuoi…" disse, fiero.
"E' merito tuo se ora sono disposta a combattere per ciò che voglio davvero!" rispose Bellatrix, prima di impossessarsi della bocca di lui. "Ora non pensiamoci più…sono felice di stare con te."
Sirius le sfiorò la pelle del collo e subito lei si abbandonò contro l'uomo che amava "Io di più…" concluse lui.
Bellatrix e Sirius continuarono la loro vita insieme senza preoccuparsi più di Rodolphus e della sua minaccia, immersi nella felicità. Sirius dovette ricominciare a frequentare Storia della Magia perché la cugina, per dimostrare al fidanzato di non temere la sua vendetta, aveva ripreso ad andare a lezione di Pozioni. Ma, quando rientrò in classe dopo la lunga assenza, trovò un Lumacorno più inviperito che mai e, di Rodolphus, nemmeno l'ombra. Più tranquilla, assistette alla lezione e poi, dopo cena, raccontò dell'assenza del fidanzato, all'amato.
"Ti è dispiaciuto così tanto non vedere quel bastardo?" chiese Sirius, stuzzicandola.
Bellatrix gli si sedette in braccio e, dopo avergli dato un pizzicotto, rispose con voce allegra "Chiaramente no! Però mi sembra strano…Vedremo alla prossima lezione" concluse.
Ma l'assistente di Lumacorno evitò di presentarsi anche alla lezione successiva. Riflettendo fra sé, distesa fra le calde braccia di Sirius, Bellatrix si rese conto che non vedeva il Rodolphus da una settimana, esattamente da quando era andata a trovarlo con Felpato nel suo studio.
"E' davvero strano…" iniziò, attirando l'attenzione del cugino.
"Cosa, Bella?" chiese lui, scostandole i capelli corvini dal collo e baciandole la morbida pelle.
"E' passata una settimana…" rispose lei "…non è arrivata nessuna notizia da casa e Rodolphus è sparito…non ricordo di averlo visto nemmeno durante i pasti…"
Sirius si accigliò un poco "Perché ti interessa così tanto se non si fa vedere? Meglio!" esclamò a gran voce "Almeno siamo sicuri che non ti importunerà ancora…!" concluse deciso.
Bellatrix si voltò verso di lui, sorridendogli "Lo so, amore, hai ragione. Però tutto questo mi fa pensare che stia preparando qualcos'altro…Non è da lui, non reagire…"
Il ragazzo prese una sigaretta dalla tasca dei pantaloni, l'accese e ispirò il fumo senza dire più nulla.
Quella sera, non appena si fu separato da Bellatrix, Sirius prese la mappa del malandrino e, dopo averla consultata, scoprì che Rodolphus si trovava nella propria stanza.
"E' perfettamente normale…" si disse, consapevole dell'ora tarda.
Nella giornata successiva, sperando di riuscire così a rassicurare la propria amata, Sirius scrutò la mappa più volte, cercando qualche eventuale spostamento del rivale. Ma, ogni volta che l'aveva consultata, Rodolphus era immancabilmente solo, nella propria stanza.
"Forse ha ragione Bella a dire che è strano il suo comportamento. Non è uscito dalla stanza per tutto il giorno! Dannazione!" si ritrovò a pensare, turbato. Irritato, gettò la mappa dentro al baule aperto di Peter e si allontanò per raggiungere gli amici nella Sala Comune.
Un secondo dopo che il ragazzo ebbe lasciato la stanza, un nuovo nome apparve sulla mappa. Dopo aver percorso i vari corridoi disegnati, quel nome raggiunse la stanza di Rodolphus. Rimase qualche secondo nel corridoio di fronte alla porta poi, apparve all'interno della stanza. "Malfoy".
Continua…
