Rodolphus sbatté le palpebre più volte, sorpreso. Rimase a fissare a lungo quello strano ragazzo, senza riuscire a pensare a nulla di razionale. Cercò di riflettere se, fra le varie famiglie purosangue che aveva conosciuto, ci fosse qualcuno a cui era appartenuto il titolo di Lord Voldemort. Ma, anche se si tormentava il cervello in cerca di qualche informazione, non gli sembrava di aver mai sentito nominare una persona insignita con quel nome. Mentre Rodolphus rifletteva fra sé, Lucius era rapidamente impallidito, temendo che la persona seduta al loro tavolo, sentendosi così platealmente ignorata dal suo amico, potesse avere una reazione. Pensando di scusarti, il ragazzo fece per aprir bocca ma subito Lord Voldemort lo zittì con un gesto della mano. Lucius sentì un brivido attraversargli la colonna vertebrale, preoccupato per l'amico.
"Se avessi saputo che avrebbe ignorato il Signore Oscuro, l'avrei avvertito prima di ciò a cui poteva andare incontro…Dannazione!" imprecò fra sé.
Ma, anche se Rodolphus continuava ad ignorarlo, Voldemort sedeva tranquillo, il viso immobile, fermo come una statua. Solo quando finalmente Rodolphus incontrò i suoi occhi scuri, il volto impassibile si sciolse in un freddo sorriso che, invece di rassicurare il ragazzo, riuscì ad agitarlo ancora di più.
"Il suo sorriso sembra quello di una persona vuota, incapace di provare il benché minimo sentimento umano…" rifletté Rodolphus fra sé "E' un mago pericoloso…"
Voldemort intanto continuava ad osservarlo in silenzio, il gelido sorriso sulle labbra, gli occhi immutabili.
"Piacere di conoscerla…" iniziò Rodolphus e, ricordando le varie frasi di rito che gli avevano insegnato per quando si rivolgeva a persone importanti, continuò dicendo "Spero di poterle essere utile, in qualche modo…"
"In effetti, ci sarebbe qualcosa che potresti fare…" rispose Voldemort, ritornando al viso inamovibile di poco prima.
Rodolphus lo guardò di nuovo, esterrefatto dalla strana risposta alla frase di rito. "Sembra davvero che pretenda che faccia qualcosa per lui…" pensò ingenuamente.
Il ragazzo lanciò una veloce occhiata all'amico, in cerca di una spiegazione. Ma Lucius si limitò a sorridere, visibilmente più tranquillo, dopo la risposta di Rodolphus.
Incerto sul da farsi, notando che da quando Voldemort aveva parlato era caduto uno strano silenzio, Rodolphus disse, cercando di essere il più cortese possibile
"Allora, in cosa potrei esserle utile, Lord Vol…" iniziò, ma subito venne interrotto da Lucius che, impallidito di nuovo, si alzò in piedi urlando
"No, Rodolphus!"
Rodolphus si interruppe, sconcertato, non capendo lo strano comportamento dell'amico.
"No cosa…?" chiese, non sapendo cosa dire.
Lucius, che ansimava per lo spavento, respirò a fondo ricomponendosi e si sedette di nuovo, senza dare alcuna spiegazione. L'amico lo guardò attonito per un paio di secondi e, non vedendo in lui alcuna reazione, spostò la sua attenzione di nuovo su Voldemort.
"Non capisco…" disse a voce bassa, arrossendo dalla vergogna.
Sul volto di Voldemort si disegnò prima un sorriso di scherno, che si tramutò a poco a poco nel freddo e insignificante sorriso di circostanza di poco prima. Poi, allungò una mano e la poso sulla guancia sinistra di Rodolphus. Gli occhi del ragazzo si sgranarono per la sorpresa. La mano che lo toccava era gelida, come se al suo interno non circolasse il sangue. Rabbrividendo, ma incapace di allontanarsi da quel tocco senza rischiare di offendere l'altro, il ragazzo gettò con lo sguardo una richiesta di aiuto in direzione di Lucius. L'amico non reagì, ricambiando semplicemente lo sguardo.
"E' naturale che tu non capisca…" rispose Voldemort con voce piatta "E' la prima volta che mi incontri…"
Rodolphus ricominciò a fissarlo mentre il suo corpo, per il contatto con la mano gelida, si raffreddava sempre di più.
"Vedi, Lestrange, io so essere un Signore generoso, se soddisfi ogni mio desiderio, come Lucius sa bene, ma…" continuò, spostando la sua mano sulla pelle del collo e imprimendo una leggera pressione, innescando così in Rodolphus il terrore di venir strangolato da quel ragazzo terribile che celava la sua cattiveria dietro una voce gentile "…se invece, mi disubbidirai e mi mancherai di rispetto…beh, essendo un padrone giusto, sarò costretto a punirti…molto severamente…" concluse sorridendo, stringendo la gola del ragazzo per un secondo, prima di lasciarlo andare.
Rodolphus fissò il sorriso crudele dipinto sulle labbra di Voldemort, tremando di paura. "Questo ragazzo deve essere molto potente, ma soprattutto molto pericoloso…Non capisco perché Lucius ci ha ficcato in questo guaio…"
Voldemort gli sorrise ancora, intrecciando le mani. "Dato che sono un padrone buono…" riprese ancora "…per questa volta fingerò di non averti sentito quasi pronunciare il mio nome…"
Il ragazzo era entrato in uno stordimento mentale tale, da fargli immaginare che fosse tutto un sogno "Il vostro nome?" chiese, esprimendo il massimo rispetto.
Voldemort divenne improvvisamente serio, il viso di nuovo rigido "Non devi osare pronunciare il mio nome…l'ultimo che l'ha fatto, non ha vissuto abbastanza per raccontarlo… Sai, i miei seguaci sono molto suscettibili a questo proposito…" concluse, mentre il ghigno riappariva sul suo volto.
Rodolphus deglutì rumorosamente, finalmente consapevole del perché Lucius si fosse alzato di scatto interrompendolo.
"Bene, adesso dovrebbe esserti chiaro ciò che devi evitare…Ora vai a prendermi qualcosa di forte da bere, mentre discuto di una cosa importante con Lucius" disse, riscuotendolo dallo stato di isolamento.
Rodolphus annuì e si alzò, mentre Voldemort e Lucius avvicinavano le sedie ed iniziavano a discutere animatamente.
Dopo aver ordinato un boccale di liquore talmente forte da essere contenuto in un contenitore di puro acciaio, per evitare che lo sciogliesse, Rodolphus tornò al tavolo. Quando il ragazzo si avvicinò, Lucius e Voldemort avevano già finito di discutere e stavano in silenzio. Rodolphus posizionò il bicchiere di fronte a colui che gli aveva ordinato di prenderlo e si sedette.
Voldemort lo prese, iniziando a sorseggiare la bevanda. Alcune gocce di liquore caddero sul tavolo, subito si alzò un fumo grigio ma il ragazzo continuò a bere come se niente fosse. Quando il boccale fu vuoto, lo rimise sul tavolo. Poi appoggiò il viso sul palmo della mano, voltandosi a fissare colui che gliel'aveva portato.
"Lucius mi ha detto che ti ha accennato qualcosa…" iniziò, restando sul vago.
Sebbene Rodolphus non avesse la minima idea di ciò a cui Voldemort si riferiva, annuì, pesando fosse più saggio non contraddirlo.
"Bene…" disse ancora Voldemort, il caratteristico gelido sorriso sul volto "Per il momento mi serve qualcuno che possa infiltrarsi e agire dall'interno. Lucius mi ha detto che sei già stanziato ad Hogwarts, come assistente del professor Lumacorno…"
"Si…" confermò il ragazzo, troppo confuso per intuire ciò a cui mirasse il suo interlocutore.
"Perfetto…Quello che devi fare per il momento è tastare il terreno, parlare con i Serpeverde e con tutti coloro che odiano i mezzosangue, ovviamente senza che i professori lo vengano a sapere…"
Rodolphus annuì, poco convinto e disse "Penso di poterci riuscire…"
Voldemort sorrise ma repentinamente il suo volto tornò la maschera imperscrutabile di poco prima. Rodolphus rabbrividì, improvvisamente consapevole di aver detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire. Anche Lucius tremò ed impallidì.
"Forse non hai capito bene…Devi riuscirci." rispose Voldemort con voce fredda.
Il ragazzo annuì di nuovo, conscio di non poter replicare, la testa bassa, gli occhi fissi sui propri piedi.
"Bravo…vedo che impari in fretta. Se riuscirai, entrerai a far parte dei miei seguaci e sarai ricompensato adeguatamente…Ora potete andare" disse, facendogli un cenno con la mano.
Nonostante volesse fuggire a gambe levate il più lontano possibile, Rodolphus cercò di sembrare tranquillo, preparandosi con calma. Lucius, al suo fianco, faceva altrettanto. Non appena i due furono pronti, si inchinarono davanti a lui e si voltarono per andarsene.
"Quanta fretta…" disse Voldemort con voce sarcastica
Subito i due si fermarono e si voltarono per sentire quello che aveva da dire.
"Un'ultima cosa, Lestrange. Devi controllare per me i movimenti di Silente. Riferisci tutto a Lucius, ci penserà a lui ad informarmi…Ricordati che non puoi sbagliare…"
Rodolphus si inchinò ancora e disse "Ho capito."
Poi i due amici si voltarono, in silenzio uscirono dal pub e risalirono sulla carrozza della famiglia Malfoy che, silenziosa come i suoi occupanti, li riaccompagnò al castello.
Continua…
