Rodolphus, rasato da poco e con addosso uno dei suoi abiti migliori, sembrava un altro, rispetto ad una settimana prima. Con il sorriso sarcastico dipinto sul volto, pareva aver riacquisito la sua solita sicurezza, che sfociava, la maggior parte delle volte, in arroganza.
Bellatrix lo fissò qualche secondo, in silenzio, conscia di non aver nulla da dire. Dentro di sé però tirò un sospiro di sollievo. Anche se non l'avrebbe mai ammesso, si sentiva più tranquilla ora che vedeva che il suo fidanzato stava bene. "Ma guarda te se devi preoccuparti per un idiota simile!" si disse fra sé, vergognandosi di tenere alla salute di Rodolphus.
Il ragazzo sorrise ancora e si avvicinò di più a lei. Immediatamente la fidanzata arretrò, mentre una mano correva alla tasca del mantello dove teneva la bacchetta. Rodolphus appoggiò la mano sinistra sulla porta di legno dell'aula e, avvicinando le labbra all'orecchio destro di lei, mormorò, con voce divertita
"Calmati…Non ho nessuna intenzione di importunarti, specialmente in un luogo dove potrei essere facilmente visto…" Difatti, si scostò subito, precedendola nell'aula e lasciando, di proposito, la porta aperta alle sue spalle.
Bellatrix rimase immobile, mentre lui passava accanto alla fila di banchi e calderoni e saliva sulla pedana, dove si trovava la scrivania di Lumacorno. Rodolphus si levò il mantello e lo appese ad un gancio sul muro alle sue spalle. Poi si voltò e, rivolgendosi ai pochi studenti presenti nell'aula, che tremavano vistosamente per via dell'esame imminente, disse
"Bene, ragazzi. Il Professor Lumacorno quest'oggi sarà assente per indisposizione…desumo per via delle troppe scatole di ananas candido ingerite…comunque, terrò io l'esame. Siete pronti?" e, dopo che si fu levato un flebile sì continuò, rivolgendosi a Bellatrix, ancora ferma vicino alla porta. "Signorina Black! Se desidera degnarci della sua presenza, le consiglio di entrare e di sedersi. L'esame sta per iniziare e non intendo concedere un minuto in più a nessuno, nemmeno al Ministro della Magia in persona!"
Bellatrix gli gettò un'occhiataccia, poi entrò nell'aula, raggiunse il proprio posto ed iniziò a disporre gli ingredienti sul banco. Rodolphus sorrise e, dopo aver detto quale pozione dovevano preparare, una di quelle più probabili per l'esame di fine anno, si sedette a fissare la sua fidanzata tutta indaffarata con gli ingredienti, un sorriso compiaciuto in volto.
"Sicuramente sarà un Eccellente…" si disse fra sé.
Dopo la ricomparsa del fidanzato, Bellatrix notò un notevole cambiamento del suo atteggiamento nei suoi confronti. Era diventato stranamente gentile e aveva smesso di approfittare di ogni piccola occasione, per cercare di baciarla. Bellatrix all'inizio non si fidava ma poi, vedendo che lui non sembrava più interessato a lei, si tranquillizzò, sebbene Sirius l'avesse ripetutamente messa in guardia.
"Non fidarti di quella serpe!" aveva esclamato geloso, non appena aveva saputo che Rodolphus si era offerto di aiutarla nella preparazione di alcune pozioni particolarmente difficile, al fine d'esame.
Ma, nonostante gli avvertimenti di Sirius, Bellatrix aveva iniziato a passare molto tempo in compagnia di Rodolphus e, anche se a volte si incontravano nello studio di lui, il fidanzato si era limitato a qualche battuta maliziosa, senza provare mai a sfiorarla.
In uno dei pomeriggi che i due fidanzati dovevano trascorre insieme, Sirius raggiunse James, Peter e Remus più stizzito che mai. Oramai la bella stagione era alle porte ed i tre ragazzi stavano seduti a prendere il fresco nel chiostro, quando videro l'amico venire verso di loro, il viso scuro. Non appena li ebbe raggiunti, Felpato gettò con rabbia la borsa dei libri a terra e si appoggiò al muretto di marmo chiaro. Peter e Remus, seduti ai suoi piedi, alzarono lo sguardo e James, seduto sopra il muretto, iniziò a fissarlo, leggermente preoccupato.
"Che schifo…" esordì Sirius, accendendosi una sigaretta tra le labbra.
Gli altri tre continuarono a guardarlo senza chiedere nulla, consapevoli che si sarebbe confidato più facilmente, se nessuno l'avesse interrotto.
Sirius aspirò una boccata di fumo, si passò una mano stanca tra gli scuri capelli e gettò la sigaretta, ancora intera, schiacciandola col piede sinistro. Poi alzò lo sguardo verso il cielo azzurro ed esclamò, esasperato "Dio…"
I tre amici continuarono a fissarlo pazienti finchè Peter, ignorando le occhiatacce di Remus, disse, con voce tremula.
"Ma che sarà mai successo per ridurti così?!?" chiese, un po' impertinente.
Subito James lo colpì violentemente sul collo ma, oramai, Sirius aveva sentito e si era voltato verso il suo cicciotello amico. Lo aveva guardato per un paio di istanti, gli occhi sgranati, poi si era passato nuovamente una mano fra i capelli.
"L'idea che Bellatrix passi tanto tempo con Rodolphus mi irrita. Pensavo che lo odiasse, ma adesso mi chiedo…se non mi sono sbagliato…Accidenti!"
James appoggiò una mano sulla spalla dell'amico, per rassicurarlo. "Non sei un po' precipitoso, Felpato…?!?" esclamò incoraggiante.
"James ha ragione…Non mi sembra che quando Bellatrix sente parlare di Rodolphus sorrida raggiante, come quando si tratta di te…" iniziò Remus, dando manforte a Ramoso.
"Ma allora perché passa tutto questo tempo con lui?" domandò Felpato, più come se interrogasse se stesso, che non gli altri.
Tutti e quattro rimasero in silenzio per qualche secondo, non riuscendo a rispondere, finchè la voce acuta di Peter risuonò piano come un sospiro.
"Magari ha solo scoperto di avere molte cose in comune con lui…"
Ancora una volta Remus gli lanciò un'occhiataccia e James lo colpì sul collo con violenza. "Possibile che non riesci a tenere la bocca chiusa, oggi?!?" mormorò tra i denti Ramoso, la voce irata.
Peter si fregò il punto dove era stato colpito, senza rispondere però, vedendo lo sguardo triste che era passato per un istante negli occhi di Sirius, esclamò fra sé "Sta iniziando a considerare la possibilità di perderla…!" ed un piccolo, quasi invisibile sorriso apparve sulle sue labbra.
Sirius sospirò, attanagliato dall'eventualità che Bella preferisse la compagnia del fidanzato alla sua ma, proprio quando stava per scivolare nella disperazione per via del dubbio instaurato dalle parole di Peter, venne riscosso dalle parole razionali di Remus.
"Oramai siamo in primavera…" iniziò il ragazzo "…probabilmente Bellatrix sta solo approfittando della momentanea gentilezza di Rodolphus, per carpirgli più informazioni possibili sull'esame di fine anno…"
"Forse…" rispose Sirius, sentendosi un po' meglio, prima di aggiungere "O forse sto sbagliando tutto…" e così dicendo, deciso a vederci chiaro, si staccò dal muretto, per tornare al castello.
Bellatrix aveva appena finito di preparare, correttamente, una delle più difficili pozioni presenti nel programma del sesto anno. Sebbene fosse sporca di terra e di uno strano liquido azzurrognolo sul viso e sulle braccia, vedendola sorridere raggiante, Rodolphus sentì un tuffo al cuore. Era bastato essere gentile, evitare di attaccare il comportamento della fidanzata apertamente, per raggiungere un'intesa con lei, sebbene si trattasse semplicemente di scuola. Rodolphus però era molto fiero di sé, convinto che le basi create avrebbero portato buoni risultati, molto presto. Stava proprio pensando a questo, assaporando il momento in cui la bellissima fidanzata sarebbe finalmente stata sua, quando venne riportato alla realtà dalla voce divertita di lei.
"Ehi, Rodolphus! Ci sei? Non hai proprio nulla da dirmi…?!?" disse la ragazza, consapevole di meritare una lode per l'ottimo lavoro.
Rodolphus le sorrise con dolcezza, senza nemmeno rendersene conto, e rispose "Beh, Principessa, devo dire che finalmente tutti i miei sforzi per fare entrare qualcosa nella tua bella testolina, sono stati premiati…Sei stata fortunata ad avere un insegnante così in gamba a tua disposizione…!" concluse, scherzando con aria pomposa, consapevole che lei sarebbe stata allo scherzo.
"Allora, nessun elogio all'allieva…?!?" chiese Bellatrix, divertita.
Il ragazzo sorrise "Ma certo! Un encomio particolare alla bellissima allieva!!!" esclamò a gran voce, come se lo stesse annunciando alla folla.
"Bellissima…?!?" domandò lei con voce perplessa, per sottolineare che era un'altra, la dote che avrebbe dovuto citare.
"E bravissima!" si sbrigò ad aggiungere il fidanzato, mettendole una mano sulla spalla e sorridendole, malizioso.
Anche Bellatrix sorrise, lasciando che la mano di Rodolphus rimanesse incoraggiante sulla propria spalla.
"Il merito è tutto delle grandissime capacità intellettive della studentessa…" concluse lui con voce seria, sorridendole dolcemente.
La risata cristallina di Bellatrix risuonò per lo studio del ragazzo "Adesso non ti sembra di esagerare?!? Ammetto che una minima parte è dovuta anche alla conoscenza e alla bravura dell'insegnate…"
Rodolphus sposto la mano, fece un paio di passi indietro e si inchinò di fronte a lei, con eleganza "I vostri complimenti mi confondono, mia principessa…" poi si rimise dritto e iniziò a riporre, dopo averle ripulite con un colpo di bacchetta, le bilance sugli scaffali.
All'improvviso Bellatrix si sentì strana. Le parve, infatti, che il fidanzato la stesse ignorando, aumentando il distacco fra di loro. Non appena ebbe formulato quel pensiero, si diede subito della stupida. "Ma che diavolo mi prende?" si chiese fra sé, un po' spaventata "E' meglio andare…"
La ragazza però continuò a fissare la schiena di Rodolphus per lunghi istanti, senza decidersi ad alzarsi, finchè lui non parlò "Che fai ancora qua?" chiese con voce tranquilla "Di solito appena finisci scappi via come una furia…" poi si girò a fissarla e aggiunse "C'e forse qualcosa che non va?"
"No…" rispose lei automaticamente, osservando attentamente il pavimento per non incrociare lo sguardo del ragazzo.
"Ma che mi succede…? Perché sono così imbarazzata? E' meglio che me ne vada!" concluse Bellatrix fra sé, rimanendo perfettamente immobile.
Rodolphus si preoccupò e le si avvicinò, inginocchiandosi per scorgere il bel viso abbassato sulle ginocchia. Le sfiorò una guancia con la mano e la sentì rabbrividire. "Bellatrix?" chiamò con voce bassa.
La ragazza balzò in piedi di scatto, il viso rosso, restando ferma sul posto. Lui la guardò stupito un paio di secondi, poi si alzò e le toccò ancora la guancia. Bellatrix, voltò il viso di lato, per non incrociare il suo sguardo.
"Guardami!" esclamò il ragazzo all'improvviso, costringendola con una mano a girare il volto, ma senza farle male.
"No…" rispose lei, anche se i suoi occhi si specchiavano già in quelli nocciola di lui.
Rodolphus sorrise e la lasciò andare, continuando a guardare gli occhi scuri di lei. Poi, senza rendersene conto si avvicinò al suo viso, esclamando "Accidenti!" e le sfiorò piano le labbra, baciandola.
Bellatrix rimase immobile, le labbra del fidanzato sulle sue.
Continua…
