III.
Quando la polvere si posa
(Cancer Death Mask, Pisces Aphrodite, Capricorn Shura)
8 Settembre 1973
Yngve è stanco. Tanto stanco.
«Finalmente!»
Lo hanno buttato giù dal letto e lui odia essere svegliato di soprassalto. Lo mette di cattivo umore. E lui odia essere di cattivo umore.
«Non se ne poteva proprio più!»
E quest'italiano pazzo continua a blaterare un discorso tutto suo che Yngve – un occhio a mezz'asta e l'altro pure – non ascoltare. Vuole solo dormire. È così difficile da capire?
«Io lo dicevo. Era troppo perfetto per essere vero.»
Pare proprio di sì.
«Certe cose vanno bene per dopo. Per quando la polvere si abbassa e resta l'epica. Ma durante… durante,no.»
Yngve ruota a fatica il viso verso il compagno. Sa già che se ne pentirà, ma spera che una domanda, un'unica, singola domanda possa spiegargli che sta succedendo. Lo spera con tutto il cuore. E in caso contrario ho pur sempre pronte le mie rose…
«Si può sapere di che stai parlando?»
Death Mask lo guarda come se fosse appena sbarcato da Marte.
«Davvero non lo sai?»
«Non so, cosa?»
«Del Cavalier Servente che ha dato di matto», risponde l'altro. Indicando col pollice un punto imprecisato alle sue spalle.
Yngve sbatte le palpebre. Nella sua mano, una rosa rossa.
«Ok. Mi spieghi chiaramente che sta succedendo?!»
Death Mask fa un passo indietro, l'armatura che fa clang. Anche Yngve indossa la sua, la lucidissima corazza dei Pesci, mantello immacolato incluso. Gliel'hanno infilata mentre ancora dormiva, e il metallo si è attaccato alla pelle. E tira. Una sensazione molto, molto fastidiosa.
Death Mask incrocia le braccia. Posa scenica studiatissima, cui Yngve non abbocca. Si schiarisce la voce. Guarda in basso, verso la Decima Casa.
«Pare che il Sagittario abbia attaccato il Sacerdote e rapito Athena.»
Aphrodite deve aver capito male. Aiolos? Quel precisino immacolato? Non è possibile che abbia avuto un'alzata d'ingegno simile. Se stessero parlando di Saga, forse, ché Saga gli ha sempre dato l'idea di essere uno pronto a fare quel che c'è da fare senza troppe cerimonie. È un guerriero, Saga, non qualcuno buono da mettere su un piedistallo ed additare come esempio. Ché sì, il Sacerdote addita anche Saga, ma quando lo fa Yngve non storce le labbra rosate in una smorfia di disappunto.
Aiolos è. Saga, fa.
«Aiolos? Sei sicuro?»
«Il Sommo Sion l'ha beccato davanti alla culla. Con un pugnale in mano. Tu che dici?»
«Ma perché l'avrebbe fatto?»
L'altro si stringe nelle spalle.
«Sarà impazzito», dice. Come se la pazzia potesse essere un buon alibi, una scusa da rifilare all'occorrenza; come se la pazzia spiegasse tutto, quando invece non spiega niente.
«Mmmhhh…»
«Hai un'ipotesi migliore?», ed Yngve si trova costretto a dire di no. «Aiolos ha perso la trebisonda, ha cercato di accoppare Athena neonata e adesso Shura se ne sta occupando.»
Yngve sbatte le ciglia nerissime.
«Come, Shura?»
«Eh, Shura.»
«Ma Shura…»
«…è Shura.»
Yngve pesta un piede. Non indossa nemmeno i calzini.
«Shura non avrà mai…»
«… le palle per farlo fuori?»
Yngve ha la sgradevolissima sensazione di essersi trasformato in uno dei tre –odiosissimi – nipotini diKalle Anka, quei paperottoli piumosi col brutto vizio di spezzettare un discorso in tre battute. «Sì», dice –sospira.
«Qui ti sbagli», gongola l'altro, nell'ennesimo ghigno preparato. Se Yngve non fosse così stanco da reggersi in piedi a malapena – e tutto perché lo sorregge l'armatura, mica per altro – penserebbe che in fondo è bravo, Mask. Che la parte che si è cucito addosso gli calza a pennello. Se solo fosse meno criptico…
«Perché?»
«Perché Shura è l'unico tra noi tre che potrà portargli la testa di Aiolos.» Risata. «Perché il prooooodeCapricorno mangia pane e onore. Perché gliel'ha ordinato il Sacerdote, al cocco di Aiolos. E quello, nel pathos, ci sguazza come il pesce nel barile.»
Yngve vorrebbe obiettare che, da dove viene lui, il pesce non sguazza affatto nel barile, ma non ha la forza per spiegare all'altro la differenza tra quello che ha detto e quello che avrebbe voluto dire. Tanto non l'ascolterebbe. Direbbe che è uguale – e col cavolo che lo è! – e riderebbe per cambiare discorso.
«Ma si può sapere che hai da gongolare così tanto?»
«Gongolo», gli dice Mask con un sorriso simile ad una tagliola affilatissima, «perché alla fine sono venuti fuori gli altarini.»
Lampo di panico nello sguardo di Yngve.
«Che?»
«La polvere sotto al tappeto», spiega Mask. Seccato. «Aiolos non è il Santo dalla specchiata moralità che tutti credevano, ma solo una patacca smaltata d'oro. E ti dirò. Sono felice che sia successo.»
«Che Aiolos abbia rapito Athena?!»
«No!» Mask si porta le mani ai fianchi. «Che Aiolos abbia mostrato la sua vera natura. L'oro di Bologna si fa nero per la vergogna, no?»
No, vorrebbe dire Yngve, ma si trova ad annuire suo malgrado.
«E non so te, ma a me diverte da matti vedere le stelle finire nelle stalle. Non brillano più, dopo.»
E ride, un gesto che ben si adatta ad uno come lui, forte col debole e debole col forte. Un lampo nello sguardo azzurro di Aphrodite lo interrompe.
Alle sue spalle dei passi, e Shura del Capricorno appare sulle scale. Solo. Senza neonata, senza Aiolos, senza Armatura del Sagittario.
«Che minchia è successo?», vorrebbe chiedergli il Cancro, ma lo sguardo di Shura gli congela il fiato in gola. Il Capricorno è stanco, sporco di sangue e terra e l'aria di chi vorrebbe strapparsi di dosso l'armatura e scagliarla nel primo dirupo disponibile. Pezzo per pezzo.
«L'ho perso», digrigna Shura tra i denti, come una bestemmia trattenuta a stento, i pugni stretti pieni di rabbia e vergogna. E sfila via, a fare rapporto al Sacerdote, i compagni che guardano il suo mantello stracciato pendergli dalle spalle come una bandiera sopravvissuta ad un incendio.
Mask corruga le sopracciglia.
È quasi l'alba. E di Aiolos – e di Athena – nessuna traccia.
Aphrodite guarda l'altro, nella speranza che riprenda il suo cianciare. Che dica qualcosa. Che riempia un silenzio così assoluto e freddo che fa paura. Ma Death Mask tace, Ahprodite tace, l'intero Santuario tace, ascoltando la polvere che si posa.
Saint Seiya, ® Masami Kurumada, Toei Animation, 1986. Disegno: Korin2b. Grafica ® Francine.
Note:
La fine dell'infanzia non poteva che essere la Notte degli Inganni, quando gli eventi sono precipitati e bla, bla, bla.
Vi aspettavate un assolo di Shura, vero?
E invece no. Il Cancro l'ha superato in volata - e senza nemmeno mettere la freccia - trascinandosi appresso la bella facciotta assonnata di Aphrodite. Tanto dei patemi di Shura, Saga e Aiolia ho già parlato abbastanza - e se ve li foste persi, potete trovarli qui.
