Il tragitto in macchina fu abbastanza corto ma il silenzio che aleggiava sembrava non finire più.
Io e mio padre non siamo mai stati dei veri e propri chiaccheroni, c'era mia madre per quello. A causa, però, di tutti quegli anni che non ci siamo più visti il nostro rapporto si è raffreddato.
Allora come è stato il viaggio? Sei stanca? mi chiese all'improvviso mio padre
E' stato lungo ma non troppo stancante affermo
Ah bene. Comunque se a casa vuoi riposarti fai pure
Tranquillo papà. Sto bene
Charlie sorrise nell'udire la parola "papà": era da tempo che non lo chiamavo così.
Ero felice perchè mio padre non era cambiato di una virgola: bastava pocoper farlo felice ed era un grosso timidone.
Siamo arrivati mi disse
Scesi dalla macchina e riconobbi subito la casa in cui avevo vissuto perpoco tempo prima che i miei genitori si separassero.
Era rimasta uguale, certo un po' più rovinata dal tempo ma sempre la stessa.
Quando entro vengo travolta dai ricordi che mi fanno sorridere. Questa sì che è la MIA casa.
Senti manca poco all'ora di cena, tu vai pure a sistemare le tue cose di sopra che io intanto preparo qualcosa
Sei sicuro di farcela da solo.. non vuoi una mano?? chiesi ricordando l'abilità culinaria di miopadre.
No, no vai pure di sopra. Qui ci penso io!
Per i miei gusti era un po' troppo eccitato ma feci lo stesso quello che mi aveva detto.
Sistemo le mie cose nella mia vecchia camera in poco tempo, così decido di sdraiarmi sul letto e rilassarmi.
Improvvisamente sento un rumore di pentole cadere.
Accidenti! esclama da sotto mio padre.
Scendo veloce le scale ma quando arrivo in cucina non resisto e scoppio in una fragorosa risata. Non riesco a fermarmi ma è più forte di me.
Era da tempo che non ridevo così. Troppo tempo.
Charlie era in cucina o almeno quel luogo che una volta si chiamava cucina.
Le pareti erano tutte sporche di una specie dipastella, il pavimento era ricoperto di pentole e sul soffitto era appiccicata il resto di una pizza ( o almeno credo fosse una pizza! ).
Mio padre stava nel centro della stanza, saltellando su un piede e imprecando a volontà.
Era infarinato da capo a piedi, aveva più farima lui addosso che la pizza.
Quando si accorse della mia presenza, divenne rosso come un peperone.
Papà ma che hai combinato??!! Ti ho lasciato solo per poco tempo... dicevo questo ma con le mani mi tenevo la pancia.. che ridere!!!!
No.. cioè.. volevo preparare la pizza.. però.... balbettava e si vedeva che era super imbrarazzato.
Dai che ti aiuto... altrimenti mi dai ancora fuoco alla casa dissi continuando a ridere.
Presi un grembiule e insieme a mio padre riordinai la cucina e preparammo la cena.
Ridemmo e parlammo molto e in quella sera ritornai la Bella di una volta.
Dopo cena, mentre risistemavamo tutto, mio padre mi parlò della nuova scuola.
Pronta per domani?
Diciamo di si ma se domani non torno a casa vuol dire che non sono sopravvissuta
Dai non sarà così tremendo.... ce la farai
Sicuro, me la caverò alla grande
La scuola non dista tanto lontano in macchina ma io alla mattina esco presto quindi sarai costretta ad andarci a piedi. Saranno 20 minuti a piedi. Ti va bene lo stesso?
Si, va bene tanto sono abituata a camminare tanto
Ok
Qaundo finimmo, ci augurammo la buonanotte e ognuno di noi due si ritirò nella propria stanza.
Mi preparo per andare a dormire e quando mi infilo sotto le coperte inizioa riflettere.
" Domani.. speriamo vada tutto bene.. nuovi professori, nuovi amici da farsi.. oh mamma che ansia!.... Chissà se lo rivedrò però...."
Ripenso a quel ragazzo e il mio cuore inizia di nuovo a battere velocemente,
" Ma a che cosa penso! E' meglio che dormo.. "
Pensato questo mi giro su un lato e prendo sonno. con un sorriso stampato sul viso. FONT