Izuku pov.
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Ero seduto a terra vicino al falò centrale del villaggio a godermi le calde e delicate coccole di mia madre dopo una lunga ed estenuante giornata di giochi col mio amico Kacchan.
Anche se mia madre era una Beta potevo sentire che emanava un dolce e delicato profumo di mela e miele, una combinazione stupenda che aveva la capacità di rilassarmi e tenermi tranquillo.
Attorno a noi c'erano gli altri componenti del piccolo villaggio in cui ero nato e cresciuto fino a quel giorno, all'appello mancava solo qualche omega e gli alpha di ronda attorno al bosco per proteggerci dalle bestie feroci o dai bracconieri.
Sbadigliai posando la testa sul petto di mia madre che non smetteva di accarezzarmi dolcemente i capelli parlando con Mitsuki, la madre di Kacchan, non che la sua migliore amica e capovillaggio.
Osservai la figura magra e slanciata di mia madre, indossava un top verde chiaro dai bordi rivestiti di pelliccia bianca, una gonna del medesimo colore, con due spacchi laterali e a completare il tutto dei magnifici e delicati tatuaggi sulla sua caviglia destra a simboleggiare quale fosse il suo status sociale, non che la consulente e braccio destro dei capi villaggio come lo era mio padre.
《Mammina...》passai un pugno sugli occhi stropicciandoli stanco cercando di accoccolarmi meglio tra le sue calde braccia. Mia madre smise di chiacchierare e abbassò lo sguardo su di me sorridendo dolcemente.
《Hai sonno tesoro?》mi prese delicatamente in braccio passando una mano sulla mia schiena mentre annuivo piano. Quella sera doveva essere la più eccitante e carica della mia vita, ma la stanchezza aveva vinto sull'adrenalina.
《Riesci a resistere? Tra poco sarà la mezzanotte》
《Va bene...》strinsi le mie piccole braccia attorno al suo collo godendomi a pieno il suo profumo, sapeva di casa.
《Magari mio figlio fosse così calmo ed educato》Mitsuki sorrise guardando verso di noi, aveva gli stessi occhi e capelli di Kacchan, e indossava anche lei un top ma di colore rosso addornato con della soffice pelliccia bianca, una gonna di un rosso più scuro con lo stesso spacco di quella di mia madre e varie collane e bracciali le circondavano collo, polsi e caviglie. Ma il tocco finale era dato dal tatuaggio sul suo braccio destro che indicava che fosse lei il capo assieme a Masaru, suo marito. Splendidi disegni tinti di nero a circondare una K in una splendida grafia.
Rimasi in silenzio ad ascoltarle parlare mentre osservavo ciò che ci circondava, casette in legno e pellicce, alberi e persone che passeggiavano tranquille, poi vidi finalmente Kacchan uscire dalla sua tenda e dirigersi a passo spedito verso la madre.
《Vecchia! Hanno finito i preparativi!》
《Piccolo insolente!》Mitsuki diede un pugno in testa al figlio facendolo ringhiare, una scena che si presentava ogni giorno alle più svariate ore e occasioni.
Mia madre rise posandomi a terra mentre si alzava assieme all'altra donna.
《A quanto pare è ora che i nostri bambini crescano》Inko sorrise amorevolmente mentre anche altri bambini del villaggio si avvicinavano a noi. Avevano tutti la nostra età, non che quattro anni compiuti durante quell'anno.
Le due donne ci scortarono assieme agli altri componenti del villaggio per il sacro rito del passaggio, non che scoprire se si è Alpha, Beta o Omega.
Il rituale consisteva nell'entrare uno alla volta dentro al lago nella grotta sacra e a seconda del colore che ľacqua avrebbe assunto si identificava la nostra primordiale natura. Era solo un rito che serviva per collegarci maggiormente alla natura, si poteva scoprire di essere Alpha Beta o Omega anche quando avremmo iniziato ad emanare o meno i nostri feromoni, ma quello era il modo unico del nostro villaggio di scoprirlo come per gli altri che ne avevano di differenti.
Durante la via sentì alcuni bambini bisbigliare tra loro, dicendo che Kacchan sarebbe di sicuro stato un Alpha come i genitori e altre lusinghe verso il mio amichetto. Ero felice che la pensassero così, Bakugou era forte e sarebbe di certo stato un Alpha e io volevo essere come lui, il mio eroe, il mio cavaliere.
《Oi Deku》fui riportato sulla terra ferma da Kacchan che si era fermato come tutti gli altri 《smettila di farfugliare, sei inquietante!》fece un sorriso strafottente verso di me ed arrosì, ľavevo fatto di nuovo, borbottare ciò che pensavo.
《S-scusami Kacchan...》torturai il bordo della camicia mentre ci mettevamo in fila davanti alla fonte d'acqua cristallina all'interno della grotta sacra. Risplendeva di luce propria e si potevano vedere i pesci guizzare da una parte all'altra tra le rocce, era uno spettacolo magnifico.
Il primo ad entrare fu proprio Kacchan.
Ľacqua gli arrivò fino alle spalle e solo in quel momento cambiò colore, da azzurro passò a rosso come i suoi magnifici occhi, stava a significare che era un Alpha!
I suoi genitori esultarono felici mentre io e gli altri bambini non smettevamo di osservare Kacchan che sorrideva soddisfatto mentre il rombo dei tamburi e degli strumenti attorno a noi non cessava in modo da tenere vivo il rito, prima non mi ero nemmeno reso conto della musica, ma era estremamente piacevole.
Bakugou uscì dall'acqua avvolgendosi in un panno caldo mentre gli altri bambini entravano uno alla volta.
In totale davanti a me c'erano tre Alpha, cinque Beta e due Omega femmine, mancavo solo io.
Essendo entrambi i miei genitori Beta tutti pensavano che lo fossi, ma solo il rito avrebbe confermato le loro tesi.
Entrai in acqua raggelando per quanto fosse fredda, ma strinsi i denti andando avanti sino a farla arrivare alle mie piccole spalle, e lì finalmente accadde.
Ľacqua si tinse di un dolce lilla, non il rosso di un Alpha o il grigio di un Beta, ma bensì del colore degli Omega.
Ci fu un lungo silenzio, era un evento più unico che raro trovare un Omega maschio, nelle leggende si diceva che gli Omega maschi fossero più fertili di una femmina, e che avrebbe di sicuro dato alla luce forti Alpha e prole numerose per rendere il villaggio più forte.
La musica si era fermata e si poteva solo udire il rumore dell'acqua che veniva spostata dal mio esile corpo. Gli sguardi di tutti erano puntati su di me.
Stavo cercando di realizzare che ľacqua fosse lilla, che non fosse ne grigia ne rossa, non credevo potesse esser possibile nemmeno quando alzai lo sguardo su quello di Kacchan e dei miei genitori, avevano gli occhi sgranati ďincredulità, persino i capi villaggio e gli anziani non sembravano credere ai loro occhi.
《M-mamma...》feci a malapena un passo per uscire da quella fonte gelida che un forte rumore di metallo invase la grotta mentre dei mercenari si fecero strada colpendo chi gli si parava di fronte uccidendoli o bloccandoli.
《PRENDETE GLI OMEGA SENZA UN LEGAME!》All'urlo del loro capo sbiancai.
Vidi gli Alpha andare a proteggere gli altri Omega mentre i miei genitori si buttavano in acqua per prendermi e portarmi il più in fretta possibile via di lì, ma prima che mi potessero anche solo sfiorare udì due fischi ben distinti per poi sentire dei gemiti di dolore da parte dei miei genitori che incespicarono nell'acqua cadendo con un sonoro ciocco sulla superficie che s'incrinò. Delle frecce li avevano trafitti davanti ai miei occhi e ora i loro corpi galleggiavano nell'acqua privi di vita.
Urlai di terrore mentre le lacrime solcavano le mie guance disperato, provai a chiamare i miei genitori ma niente, non risposero...
Delle fredde e forti mani mi presero da sotto le ascelle portandomi fuori da lì. Dimenarmi era inutile, quell'uomo era adulto e molto più forte di me, un insulso bambino non poteva nulla contro quella presa ferrea.
《DEKU!》Vidi Kacchan correre schivando degli uomini mentre provava a raggiungermi per salvarmi, ma fu prontamente bloccato e sbattuto violentemente al suolo dove perse i sensi.
《K-KACCHAN!!!》Urlai così forte da tossire sangue rovinando per sempre le mie corde vocali, non smettevo di urlare il nome del mio amico, dei miei genitori e varie suppliche disperate ďaiuto, mentre mi portavano fuori da quella grotta.
Oramai ero stato portato via, lontano da tutti, non avevano potuto fare niente essendo privi di armi dato che eravamo dentro a un luogo a noi sacro, e minacciati da spade e frecce erano impotenti...
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Mi risvegliai di soprassalto in un urlo muto, spezzato da fievoli rantoli dolorosi, come accadeva oramai da anni.
Ero in un letto a me sconosciuto come ogni volta che andavo in calore, stanco e stordito.
Osservai la stanza trovandola vuota e portai una mano al ventre piatto e secco trattenendo a stento un conato di vomito. Quanti avevano abusato di me quella volta? Dieci? Venti uomini Alpha?
Scossi la testa cercando di non pensarci alzandomi a fatica da quelle coperte sudice dirigendomi dietro una tenda che portava in una stanza dedicata al lavaggio e purificazione di noi Omega, in modo da controllare anche che nessuno ci avesse legato a sé togliendo i pesanti collari di metallo che portavamo al collo o che non fossimo gravidi, nel caso lo fossimo stati avrebbero provveduto a eliminare il piccolo ovulo fecondo con la magia, ma era estremamente doloroso sia fisicamente che mentalmente per noi Omega.
Una donna si fece avanti aiutandomi ad arrivare all'acqua della vasca centrale, iniziando a passare uno straccio umido sul mio corpo per pulirmi.
Ero privo di forze ed energie, mi sembrava di star per morire. Ogni volta che il panno passava sui morsi, lividi e graffi che quegli uomini mi avevano lasciato gemevo silenziosamente di dolore o sussultavo spostandomi per evitare di sentire più male.
《Non ci vanno mai leggeri con te Izuku...》la donna mi passò amorevolmente una mano sul viso costringendomi a guardarla, ero in lacrime come ogni volta dopo quello schifo, quell'inferno era iniziato al mio sesto compleanno col mio primo calore, era stato doloroso e traumatico, e quel vai e vieni era andato avanti fino ai miei attuali sedici anni. Ogni mese venivo messo in una stanza piena di Alpha che venivano inebriati dai miei feromoni e dalla mia disperata richiesta di essere annodato e riempito, anche se io non volevo ľistinto primordiale vinceva sempre stordendomi e lasciandomi in uno stato di semi lucidità. In realtà non doveva esser così, almeno sino ai miei undici anni, era stata colpa di sostanze che il padrone metteva nel mio cibo e nell'acqua a portare sin dalla mia tenera età quell'istinto, come a tutte le omega che avevo visto entrare e uscire da quella struttura..
《Adesso hai un mese per riprenderti ok?》mi sorrise stanca e triste mentre annuivo lasciando che finisse il suo lavoro. Un mese era sempre troppo poco e lei benché Beta lo sapeva, aveva visto tante Omega soffrire e morire a causa di quei soprusi.
Uscì dall'acqua quando finì per poi andare dalla maga ancora nudo per controllare di non esser gravido. Mi stesi sul lettino e chiusi gli occhi troppo spaventato dal risultato che sarebbe uscito mentre la donna formulata un incantesimo che creava una luce bianca sopra il mio ventre che si spense quando terminò senza aggiungere alto e mi ritrovai ad accennare un piccolo sorriso soddisfatto mentre mi mettevo seduto.
《Non sei gravido.》
Per qualche fortuna divina non aspettavo nessun bambino come sempre, era come se il mio corpo si rifiutasse di concepire i figli dei miei stupratori, il che era una piccola vittoria per me.
Indossai una camicia e dei pantaloni di lana poggiati su un tavolo nella stanza per poi uscire nel giardino dell'immensa struttura in cui ero stato portato dopo il rapimento. Si trattava della reggia privata di alcuni mercanti di schiavi, tra cui quello che mi aveva portato lì e che si vantava ogni volta che qualcuno provava a comprarmi dicendo di no e porgendo mille e più lodi verso il mio corpo, lo stesso corpo che aveva picchiato a sangue anni prima, sottomesso e torturato per insegnargli le sue regole.
Camminai lungo il viale circondato da cespugli e alberi in piena fioritura mentre assumevo un andamento che non desse a vedere la stanchezza ed il dolore che stavo provando, non volevo dare loro la soddisfazione di vedermi sottomesso ai loro giochi perversi, già avevano il mio corpo, non avrebbero avuto la soddisfazione di vedere come mi avevano ridotto.
Arrivai davanti alla grande reggia del mio rapitore entrando senza indugi come ogni volta dopo il calore.
Il "padrone", come si voleva far chiamare, metteva in mostra la sua merce e collezione di Omega esponendola a ricchi e nobili compratori disposti a pagare palate e palate ďoro dopo aver ricevuto un piccolo assaggio dei nostri corpi. Più volte avevo rivisto le stesse facce, anche di uomini e raramente di donne che avevano già comprato e fatto loro delle Omega nella struttura.
Percirsi varu corridoi e entrai nella sala principale mettendomi accanto alle ragazze già in fila pronte ad aspettare a testa bassa di essere vendute e rese il giocatto e passatempo di qualcuno.
I loro sguardi erano puntati su di me, ero il più grande tra tutti, oramai sapevano che ero un intoccabile del nostro rapitore, e che un giorno mi avrebbe reso suo, ma il fatto che non mi avesse ancora morso lasciava molti punti interrogativi sul perchè non ľavesse ancora fatto portando così varie voci di corridoio a cui non potevo ribattere.
Le porte si aprirono mentre una trentina di uomini entrava nella sala cercando con lo sguardo la propria preda, colei o colui che era stato in grado di soddisfare i loro bisogni primordiali.
Molti occhi famelici si puntarono su di me, mentre il padrone si metteva davanti a noi pronto a esporre i prezzi di partenza per ognuno.
《Signori, diamo inizio all'asta!》quello schifoso vecchio sorrise facendo la sua solita scenetta 《vedo che i vostri occhi si sono soffermati parecchio sul nostro pezzo forte!》mi si avvicinò passando le mani lungo il mio corpo mentre restavo impassibile a guardare davanti a me 《un Omega maschio selvaggio!》si sentirono dei sussulti sorpresi 《sì, signori miei, questo ragazzo arriva direttamente da un villaggio di selvaggi! Ľho amaestrato io stesso!》gli uomini applaudirono stupefatti, come se fosse stata compiuto un gesto eroico.
《Volete sapere il suo prezzo?》ghignò mentre gli Alpha davanti a me annuivano o lo incitavano a dire il mio costo《bene! Questo magnifico ed attraente ragazzo costa la bellezza di cento milioni in oro!》
I visi dei compratori divennero paonazzi senza smettere di fissarmi da testa a piedi come se fossi la cosa più rara del mondo, che in effetti ero, ero ľunico Omega maschio la dentro e a quanto vedevo nessuno di loro aveva esitato a provare il mio corpo.
Qualcuno provò a fargli abbassare il prezzo lamentandosi del mio servizio, ma i poveretti venivano subito zittiti dal padrone che aveva tutte le prove a suo carico per mostrare che invece erano risultati più che soddisfatti.
Solo quando tutti si arresero dal comprarmi passò ad elencare il prezzo degli altri fino all'ultima persona per poi lasciare loro la chiave del collare dopo essersi preso i soldi.
Come sempre ero rimasto solo in quella sala, ma uno dei compratori era rimasto zitto e fermo a fissarmi fin che tutti gli altri non furono usciti attirando la mia curiosità.
《Voglio comprarlo》sgranai appena gli occhi osservando la figura del ragazzo davanti a me, doveva avere la mia età, i suoi capelli erano mezzi bianchi e mezzi rossi, gli occhi erano eterocromati e uno era circondato da un ampia chiazza rossa ad accentuare ľazzurro del suo occhio, aveva degli abiti di ottima fattura e il corpo snello ma leggermente muscoloso, mi superava di qualche spanna in altezza e non smetteva di guardare dritto nei miei occhi.
《Con quali soldi giovanotto?》il padrone rise di gusto puntandogli il dito contro《solo la famiglia reale potrebbe permettersi una cifra simile!》
Il ragazzo rimase impassibile estraendo dalla sua borsa a tracolla vari sacchetti pieni di monete ďoro che lanciò a terra.
《Sono Shoto Todoroki, terzo figlio di Endeavor e legittimo erede al trono di di questo regno. Ora mi dia la chiave e il ragazzo se non vuole essere arrestato e giustiziato!》
Spazio me
Vado dritta al sodo, CHE NE PENSATE!?
