Time For Miracles
Each every morning I get up and I die a little
Can barely stand on my feet
Take a look in the mirror and cry
(Somebody to Love – Queen)
09.30.13 – 10.01.13
Due giorni dopo quell' assurda chiamata, da parte di Blaine a Kurt, alla quale quest' ultimo non aveva ancora risposto, il riccio era diventato davvero depresso.
Ciondolava in casa come uno zombie. E non c'era verso di tirarlo su di morale.
Nemmeno lo scherzo che Nick e Jeff avevano tirato a David lasciandolo in mutande nell' androne del palazzo lo aveva rallegrato.
I suoi amici non sapevano più cosa fare. Non potevano continuare a vederlo vegetare sul divano, mentre consumava quantità industriali di gelato alla panna.
Così, la mattina del terzo giorno di inerzia lo avevano preso di peso e buttato, con il pigiama, nella vasca da bagno riempita con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio, aggiunto dall' intervento tempestivo (inutile) di Thad.
Blaine si era risvegliato dal suo coma dato dall' assenza di Kurt, e gli aveva riversato addosso alcuni dei peggiori insulti che collezionava nel suo repertorio, poi indispettito li aveva cacciati dal bagno e si era deciso a farsi una doccia calda.
"Ragazzi, secondo voi ha deciso di annegarsi?" chiese Jeff dopo due ore e 43 minuti che Blaine era sotto l' acqua.
"Non credo sia possibile annegarsi in una doccia, e poi sta cantando, non lo senti?" a quel punto tutti tesero l' orecchio in direzione del bagno.
Dopo un' altra ora, durante la quale le avevano provate tutte per allontanare la noia, avevano addirittura iniziato a giocare al gioco dello stop, un Blaine piuttosto triste era uscito dalla porta del bagno con i capelli tutti arruffati e bagnati guardando ancora il cellulare piuttosto sconsolato.
"Basta mi sono rotto" se ne uscì Thad "Usciamo"
"E dove vorresti andare, di grazia, genio?" chiese Wes abbastanza insonnolito.
"A provare. È da una settimana che non ci esercitiamo un po', e non se ne parla di farlo qui, l' ultima volta che ho suonato la batteria in camera mia, la vicina è salita brandendo un mestolo" disse con ovvietà.
"Io ci sto. Blaine?" chiese Nick.
L' interpellato, con un sorriso piuttosto forzato, fece un cenno di assenso con il capo e prese la giacca.
Si ritrovarono nel solito vicolo sotto casa in cui abitualmente provavano. Ovviamente si erano tutti portati gli strumenti eccetto Thad che si ostinava a fingere di suonare una batteria invisibile con le bacchette, ma tralasciando questo piccolo particolare, iniziarono seriamente a darci dentro con la musica.
Partì per primo Wes con la tastiera, iniziò con note dolci, sfiorando i tasti, quasi non volesse disturbare quell' attimo di quiete che si era appena creato, fu seguito subito dopo dalle note profonde del basso di Jeff.
Nick cominciò a cantare piano, sottovoce, accompagnando quella meravigliosa melodia che si era venuta a creare.
Start spreading the news, I'm leaving today
I wanna be a part of it, New York, New York.
These vagabond shoes are longing to stray
and step around the heart of it, New York, New York
I wanna wake up in the city, that doesn't sleep,
to find I'm king of the hill, top of the heap.
Nick smise di cantare, lasciando il posto alla tastiera ed alla batteria di Thad, improvvisata con il cassonetto dei rifiuti, mentre Blaine iniziava la sua parte.
My little town blues are melting away
I'll make a brand new start of it, in old New York
if I can make it there, I'd make it anywhere
it's up to you, New York, New York
Iniziarono a cantare entrambi, forse muovendosi un po' troppo teatralmente per trovarsi in un vicolo.
New York, New York
I wanna wake up, in the city that doesn't sleep,
to find I'm king of the hill, head of the list
cream of the crop at the top of the heap
My little…
My little town blues are melting away
I'll make a brand new start of it, in old New York
if I can make it there, I'd make it anywhere
it's up to you, New York, New York
Start spreading the news, I'm leaving today
I wanna be a part of it, New York, New York.
These vagabond shoes are longing to stray
and step around the heart of it, New York, New York
I wanna wake up in the city, that doesn't sleep,
to find I'm king of the hill, top of the heap.
Arrivati alla strofa finale però successe qualcosa di inaspettato.
New York, New York
I wanna wake up, in the city that doesn't sleep,
to find I'm king of the hill, head of the list
cream of the crop at the top of the heap
My little…
"CAZZO"
Tutti smisero di suonare o cantare, e si voltarono verso il batterista visionario che, con una mano si teneva stretto il cavallo dei pantaloni e con un' espressione dolorante e furiosa guardava l' altra, con la quale stringeva un piccolo canarino che cercava disperatamente di scappare dalla morsa del batterista.
"Thad, dai. Lascialo, povero piccolo, non vedi che è terrorizzato?" disse David, guardando rassegnato l' amico.
"No. Questo stramaledetto uccello mi ha preso in pieno le palle, e deve pagare"
Si crearono un paio di istanti di silenzio, poi una cascata di risate riempì il vicolo, persino Blaine si unì all' ilarità generale.
"Non sapevo che avessi cambiato squadra, Thaddy" disse Wes tra una risata e l' altra.
"Vaffanculo. Voi ci scherzate, ma fa male…" Nick sghignazzò e andò a poggiare una mano sulla spalla del malcapitato "Dai lascialo andare, non puoi uccidere un canarino a New York, sarà sicuramente di qualcuno"
Non fece in tempo a finire la frase che, altri cinque uccellini gialli piombarono nel vicolo ed iniziarono a beccare e graffiare i ragazzi all' impazzata, tanto che per non essere accecati furono costretti a recuperare le loro cose e scappare in casa.
Si rifugiarono nell' androne tirando un sospiro di sollievo. "Beh, ora le abbiamo viste proprio tutte" esordì Nick.
"Già" concordò Wes "Chi può andare in giro raccontando di essere stati assaliti da uno stormo di canarini impazziti per le strade di New York?"
"La maledizione dei canarini mannari, potrebbero farci un film" disse Jeff e, a quell' affermazione scoppiò una risata generale.
Il lunedì pomeriggio di solito tutti erano fuori casa, a parte Wes che di lunedì non aveva mai lezioni, quindi rimaneva a casa, si metteva davanti al computer e passava tre ore davanti allo schermo a giocare a World of Warcraft, ovviamente con le cuffie sparate al massimo. Quel pomeriggio infatti non fu diverso, tranne che per una cosa: Blaine quella mattina aveva dimenticato il cellulare lì, e in quel momento stava squillando ininterrottamente.
Più tardi quella stessa sera…
"Ragazzi, che si mangia?" chiese un Jeff piuttosto affamato ai suoi coinquilini. "Non so. Chiedi a Wes, è lui quello che cucina" rispose Nick.
Ormai per loro era un' abitudine mangiare insieme sia a pranzo, quando non erano a studiare, sia a cena. A volte, poiché a casa del bassista fare la spesa era un optional, Nick, Blaine e Jeff la mattina si autoinvitavano nella casa di fronte a fare colazione.
"Vado io" disse Blaine alzandosi. Quel pomeriggio si era un po' ripreso dal suo periodo di depressione.
"Prendi" urlò Thad non appena questo entrò in casa, lanciandogli una tovaglia da tavola. Blaine fortunatamente aveva i riflessi pronti, la prese e andò a sistemarla sul tavolo, iniziando ad apparecchiare.
Un quarto d' ora dopo erano tutti davanti al forno, cercando di cogliere l' odore del pollo arrosto che Wes stava cucinando.
"Nick, hai preso il mio cellulare?" domandò Blaine. "Al volo" fece Thad ripetendo il lancio di poco prima, però con il telefono del ragazzo, poiché evidentemente aveva deciso di fare il giocoliere con gli oggetti che trovava per casa.
"L'avevi dimenticato qui" spiegò David.
"Grazie" disse Blaine con un sorriso.
Accese lo schermo e per poco non lanciò un urlo. C' erano sette chiamate perse di Kurt.
"ODDIO" tutti lo guardarono con un' espressione interrogativa per qualche secondo, poi Nick si decise a sfilare il cellulare dalle mani del riccio, visto che, nel frattempo non dava segni di vita.
"Oh, guardate, l' ha chiamato Kurt" disse il ragazzo, facendo un sorriso di scherno, per poi rivolgersi a Blaine ed ammiccare "Il nostro rubacuori ha fatto centro"
"No… smettila… dammelo… io… dammelo" Blaine iniziò a saltellare, e dopo vari tentativi (Nick aveva solo allungato il braccio verso l' alto), riuscì a riappropriarsi del telefono ed uscì dall' appartamento per rintanarsi nel suo.
Una volta a casa iniziò a misurare la stanza a grandi falcate, si sedette ed iniziò a dondolarsi sul divano con le gambe al petto, un po' come uno psicotico.
Basta. Prese il cellulare e lo chiamò.
"Blaine, ciao"
"Ciao Kurt" rimasero in silenzio per qualche secondo.
"Beh, ho trovato il tuo messaggio oggi pomeriggio ed ho provato a chiamarti, ma non c' eri"
La discussione si faceva sempre più imbarazzante…
"Si. Ero fuori, con i miei coinquilini… scusa, non l'ho sentito, l' ho lascito da David, e poi Thad si è messo a parlare di come volesse fare paracadutismo, e io…"
"Blaine, calmo, primo, non ho la più pallida idea di cosa tu stia parlando, secondo, ti ho chiamato per sapere se domani alle sette hai impegni"
Kurt gli stava chiedendo se aveva impegni. Oddio. Kurt l' aveva appena invitato ad uscire.
"sicertosonolibero" rispose così veloce che Kurt impiegò qualche secondo per capire cosa stava dicendo.
"O-okay, allora ci vediamo sempre allo Starbucks sulla 14ª?
"Si, perfetto, ci vediamo domani"
"A domani allora. Ciao" e riattaccò.
Blaine tornò nell' altra casa con un sorriso che partiva da un orecchio e finiva all' altro.
"Beeeene. Vedo che hai combinato qualcosa finalmente" disse Wes guardando Blaine che sembrava avere gli occhi a cuoricino.
"Mi ha chiesto di uscire. Domani" disse sorridendo "Non è stupendo?" chiese.
"Beh, se ti riferisci a lui, non so, ho altri gusti, ma se parli del fatto che, finalmente hai qualcun' altro da ammorbare, si. Lo ritengo stupendo" disse Thad con un' aria di superiorità. "Senti chi parla" rispose Blaine "Quello che…" s' interruppe "Jeff stai bene?" domandò guardando il biondino "Eh? Si… sono un po' stanco" rispose quest' ultimo.
Aveva la fronte imperlata di sudore, tremava ed a stento si reggeva in piedi.
"Sicuro? Non hai una bella cera…" aggiunse Nick, con una nota di preoccupazione nella voce. "Si, vi giuro sto benissimo, ho solo bisogno di sedermi un-" non finì nemmeno la frase che svenne, fortunatamente l' intervento tempestivo di Wes gli evitò di cadere sul pavimento.
Lo trasportarono fino al suo letto. Non avevano la più pallida idea di cosa fare. Fortuna che Nick studiava medicina, altrimenti sarebbero stati spacciati.
"Blaine togligli le scarpe e vammi a prendere del ghiaccio, ha la fronte che scotta" disse il ragazzo.
"Ma come fai a farglielo mangiare? È svenuto" rispose l' altro. "Ah. Ma allora è proprio vero che sei stupido. Sbrigati e vammi a prendere del ghiaccio e degli strofinacci" Blaine tornò con quanto richiesto e si sedette ai piedi del letto guardando Nick che cercava di far abbassare la temperatura all' amico.
Dopo qualche cambio di pezza, che erano ormai bagnate, Jeff sembrò riprendere conoscenza, si mosse un po' sul letto.
"Jeffy? Hey Jeffy, mi senti?" disse Nick, mentre gli accarezzava i capelli "Nick" rantolò Jeff aprendo un po' gli occhi nocciola e guardando il ragazzo che si stava prendendo cura di lui, per poi ripiombare nell' incoscienza. Blaine decise di lasciarlo nelle ottime mani dell' amico ed andare ad informare gli altri tre.
Il mattino dopo, nel soggiorno di Blaine, verso le otto, un ragazzo alto e biondo vide quattro corpi che dormivano scompostamente. Blaine e Thad dividevano lo stesso divano, o meglio, Thad dormiva sul divano, Blaine era abbarbicato sul bracciolo con la testa penzoloni, mentre nell' altro, c' erano Wes e David.
Aveva invece trovato Nick abbandonato sul tappeto della sua stanza e, quando era sceso dal letto ci era quasi finito sopra. Non potendolo vedere così conciato gli aveva alzato la testa quel tanto che bastava ad infilarci sotto un cuscino e l' aveva avvolto in una coperta di pile.
Andò in cucina per bere un sorso di latte. In totale silenzio prese un bicchiere dall' armadio, aprì il frigo, si versò il latte, andò a posare lo scatolo in frigo e appena chiuse lo sportello "AAAH" si ritrovò davanti un Nick piuttosto seccato che lo guardava con un espressione fin troppo severa per essere il suo migliore amico. "Nick. Mi hai fatto prendere un colpo. Che ci fai sveglio a quest' ora, è presto"
"Tu" disse il più basso puntandogli un dito sul petto "Io?" chiese Jeff interrogativo "Si, tu. Tu… tu… sei.. aaah… ma che diavolo ti salta in mente di alzarti così, come se niente fosse, dopo quello che ci hai fatto passare, tornatene subito a letto" sbraitò in direzione del biondo "Calma, Nick. Sto benissimo. Guarda sono in perfetta salute" disse. A quel puntò Nick sembrò riprendere a respirare regolarmente "Ma comunque, che è successo, perché dormivi sul pavimento?" l' altro lo guardò sbigottito "Non… non ti ricordi nulla?" il più alto scosse la testa.
"Ma… ieri sera, ti sei sentito male e sei svenuto. Avevi la febbre forte. Io e Blaine ti abbiamo trascinato qui. Sicuro di stare bene?"
"Mai stato meglio" rispose il ragazzo con un sorrisone. "Mi dispiace che tu abbia dormito per terra, potevi tornartene in camere tua" disse abbassando lo sguardo "Non ti avrei mai lasciato solo in quelle condizioni" a quel punto il biondo rivolse gli occhi scuri in quelli dorati del cantante. Ci fu un momento di silenzio, carico di tensione…
"Hey, ragazzi. Jeff. Cazzo amico, ieri ci hai fatto prendere un bello spavento" disse Thad entrando in cucina. I due distolsero immediatamente lo sguardo notevolmente imbarazzati, ma lui non se ne accorse minimamente "Jeff, come ti senti?" chiese Wes che invase la cucina a sua volta, seguito da David e da un Blaine piuttosto dolorante.
"Non mi sono mai sentito meglio" disse il ragazzo sorridendo. Tutti lo guardarono come lo aveva guardato Nick pochi istanti prima "Ma sei pazzo? Eri nel limbo tra la vita e la morte ed ora ci stai dicendo che è tutto apposto? Tu hai problemi, seri problemi" disse Thad spazientito.
"Vi dico che sto bene" disse sedendosi, i ragazzi sembrarono tutti calmarsi un po' "Non so cosa mi sia preso ieri, tra l' altro non me lo ricordo nemmeno, ma ora sto... E adesso che c'è?" chiese, perché tutti, anche Nick, lo stavano guardando come se fosse un mostro mutaforma "Su ragazzi, mi fate paura"
"J-Jeff, non so se- se te ne sei a-accorto, ma tu stai levitando" balbettò Nick.
"Cosa? Ma non prendetemi in giro, vabbè che sono svenuto, ma non sono poi così scemo" disse il biondo un po' inquieto. "No, Jeff. Guarda" disse Wes indicandolo.
Jeff guardò verso il basso "AAAAH. ODDIO. VOGLIO SCENDERE. AIUTO" stava proprio levitando. Era a qualche centimetro di distanza dalla sedia e rimaneva sospeso lì, senza sapere cosa fare. Guardò i suoi amici uno per uno, poi una mano gli si posò sulla spalla, quella di Nick, e si rilassò, riuscendo così a tornare a terra.
"Oddio, Jeff. Come hai fatto? È una figata. Ti prego dimmelo" lo implorò Wes effettivamente su di giri.
"Ragazzi, io non ho fatto proprio nulla. Non me ne ero nemmeno accorto"
"Beh, questo è ovvio" disse David rivolto a Nick, visto che gli altri tre esaltati erano intorno a Jeff, come delle adolescenti impazzite, ci mancava solo che gli chiedessero l' autografo.
"Che ne pensi? Potrebbe essere stata la febbre di ieri?" chiese a Nick. Questo scosse la testa "No, era solo una febbre, un po' strana e improvvisa, ma comunque solo febbre" disse con aria pensierosa.
"Già… però per me questa cosa non ha senso non l' ha mai fatto e poi-"
"Basta devi dirmi come hai fatto non ci sto… oddio" mentre parlava Thad aveva iniziato a battere un pugno sul tavolo ed, alla terza volta, aveva lasciato il segno.
"Thad? Ci hai rotto il tavolo" disse Blaine con il tono assente e lo sguardo verso il pezzo di legno che giaceva sul pavimento.
"Sei capace di rifarlo?" chiese Wes molto incuriosito "Non so, fatemi provare con qualche altra cosa" si girò verso Blaine "Non con me, ti prego" lo supplico il ragazzo "No, idiota. Dammi qualcosa da rompere" Blaine si guardò intorno e prese un bruttissimo soprammobile di Jeff che non aveva una forma ben definita "No, quello me l' hanno regalato i miei" si lamentò "Fidati, è meglio se viene sacrificato così" disse Blaine e lo passò a Thad che se lo mise nel palmo e, con una leggera pressione, lo fece diventare polvere.
"Wow… Thad sei super forte" disse Nick. Tutti improvvisamente si tapparono le orecchie "Oddio, Nick" disse David una volta accertatosi che avesse la bocca serrata "Vuoi farci diventare tutti sordi?"
"Scu-scusate. Non so come ci sono riuscito, non volevo urlare tanto…" disse.
"Beh, almeno siamo sicuri di sentirci ancora" disse Wes.
"Oh, cazzo" urlò Thad facendo un salto indietro "Wes, do-dove sei?"
"Sono qui, perché? Dove dovrei-oh miseriaccia" già, perché aveva alzato una mano per sventolarla davanti al viso di Thad ma aveva visto solo una manica vuota "Ragazzi. Che- che mi sta succedendo?" iniziò ad indietreggiare terrorizzato, certo, come se si potesse scappare da se stessi, e per sbaglio urtò il bicchiere pieno di latte di Jeff.
Prima che questo potesse infrangersi a terra, David, che si trovava dalla parte opposta della stanza, lo aveva afferrato con un movimento fulmineo. "Woah, sei veloce, David" fece notare Jeff. "Già…" rispose il ragazzo di colore.
"Beh, che figo, avete tutti dei super poteri tranne me" constatò Blaine.
