If I Had You

Every time I look at you

My heart is jumpin, what can I do?

You drive me crazy

(Britney Spears – Drive me crazy)

10.01.13

Quella mattina erano tutti leggermente scioccati. Nemmeno sei ore prima avevano dato uno di loro per morto e ora, si ritrovavano ad avere dei super poteri.

Beh, in effetti era parecchio strano. Se non contiamo il fatto che Blaine non aveva subito nessun tipo di cambiamento, e quindi era depresso, poiché non poteva far parte del club dei pazzi, che erano i suoi amici. In quel momento la situazione stava davvero iniziando a degenerare.

Thad aveva incominciato a distruggere almeno un oggetto su due che trovava per la casa, Wes era sempre più terrorizzato perché non riusciva a tornare visibile, Jeff per quanto ci provasse non era ancora stato capace di volare di nuovo, e per lo sforzo di sollevarsi da terra gli era uscito il sangue dal naso. Anche David era parecchio esaltato, correva alla velocità della luce per tutta la stanza.

Solo Nick sembrava abbastanza calmo. Non aveva ancora parlato per paura di rompere i timpani a qualcuno "FERMI" però quando ci voleva ci voleva. Tutti si bloccarono per mettersi le mani sulle orecchie "Bene" continuò Nick, con tono normale "Ora ascoltatemi tutti. È successo qualcosa-"

"Ma va? Sai non ce n' eravamo accorti" lo interruppe Thad sarcastico. "Si, grazie Thad per il tuo utile intervento. Allora, ci è successo qualcosa, e ora dobbiamo capire se è una cosa che possiamo" li guardò uno per uno "O riusciamo a gestire"

Incrociò le braccia al petto "Punto primo. Wes, vai a bere un po' d' acqua" disse rivolto all' asiatico che prese un bicchiere "Ho imparato, leggendo fumetti, che, in questi casi, la percezione del proprio corpo si acquisisce mangiando o bevendo, perché in questo modo, si riesce ad acquisire un senso di solidità" infatti appena Wes bevve iniziò a tornare lentamente visibile "Visto a cosa serve leggere fumetti?" disse Nick con un sorriso soddisfatto sul volto.

"Tanto continuerò a chiamarti nerd comunque" ribadì Thad facendogli la linguaccia "Molto maturo, Harwood, davvero, davvero maturo" lo rimbeccò Nick.

"Ok, calma ragazzi, non aiutate così" esordì Blaine risvegliandosi dal suo stato catatonico "Il vero problema è: cosa avete fatto che non includesse anche me"

"Certo, perché ti senti inferiore a me, tu che sei rimasto uguale a prima" disse Thad pavoneggiandosi non poco "Fidati, non mi sentirei inferiore a te nemmeno se fossi uno scorfano, e poi intendevo che, visto che siamo stati tutto il giorno insieme, cosa avete fatto senza di me, così capiremo come vi è successo… questo" disse indicandoli con la mano.

"Oh mio dio. Anderson, hai appena avuto un' idea. Che cosa meravigliosa, dovremmo ringraziare Kurt che gli avrà dato il dono del pensiero" lo prese in giro Wes "ed anche qualche altra cosa" continuò con un mormorio Jeff "Guarda che ti ho sentito" sbuffò il riccio con un tono seccato.

"Comunque, ritornando al discorso" fece David "Non saprei. Potrebbe essere stato quando sei andato a parlare al telefono con Kurt, ma lo ritengo impossibile. È stato per una decina di minuti" il ragazzo di colore iniziò a camminare per la stanza sfregandosi l' indice sul naso pensieroso "In effetti ripensandoci, siamo stati tutto il giorno insieme…"

"Pensateci bene, non vi ricordate qualcosa di strano?" lo interruppe Jeff alzandosi in piedi di scatto e guardando gli amici che scuotevano la testa "Suvvia, ragazzi. Non è stata una coincidenza. Non può essere stata una coincidenza" era un po' troppo felice ed aveva una luce strana negli occhi.

"Va bene che Sterling ha avuto un illuminazione, ma io non ci sto capendo nulla" disse Thad sarcastico. Ad un tratto anche Nick sembrò illuminarsi "Grande, Jeff sei un genio. Vi ricordate i canarini? Pensateci, non è possibile vedere un canarino nel bel mezzo di New York che si fa una passeggiata, figuratevi sei. Devono essere stati per forza quelli, non c'è altra spiegazione logica"

Tutti lo guardarono stupito, ma con una nuova consapevolezza "Ma non è possibile" e ti pareva "E allora io? Perché non ho niente? Hanno beccato anche me" disse Blaine molto, troppo perplesso. "che ne sai, magari quegli uccellacci hanno fatto in modo che diventassi più intelligente. No, scusa se ti ho illuso, per quello ci vorrebbe un miracolo" lo prese in giro Thad.

Blaine roteò gli occhi ma non rispose, si limitò a sedersi con le braccia incrociate al petto.

"Cazzo sono in ritardo" sbottò Wes guardando l'orologio della cucina. Tutti gli rivolsero uno sguardo scioccato "Che c'è? Ho l' esame di filologia germanica. Non posso saltarlo, è un mese che studio" cercò di scusarsi.

"Wes ha ragione" fece David "Anche io devo andare. Facciamo così: comportiamoci come se niente fosse, limitiamoci a stare in giro il meno possibile, stasera ne riparliamo più tranquillamente" detto ciò lui Thad e Wes ritornarono nel loro appartamento. Blaine e gli altri due rimasero ancora in cucina, un po' frastornati. Fu Jeff quello che si riscosse per primo "Beh, devo andarmi a preparare" e così dicendo andò in camera seguito dagli altri due.

"Hey, Nick, ti accompagno io?" urlò Jeff dalla sua stanza "Mh… okay-rispose l'altro- Però allora muoviti, sono già in ritardo" il biondo sbuffò sonoramente e si sbrigò ad infilarsi l' uniforme del museo.

Una volta in macchina entrambi iniziarono a scherzare come sempre, facendo battutine

"Comunque è stato molto carino da parte tua" disse ad un tratto Jeff. Nick lo guardò stranito "Cosa?"

"Beh, sei rimasto al mio capezzale in punto di morte, volevo… beh, volevo ringraziarti" disse il biondo parecchio imbarazzato "Esagerato" sorrise l' altro "E poi te l'ho già detto, non ti avrei mai lasciato così, sei il mio migliore amico" continuò Nick mettendo una mano su quella dell' altro appoggiata sul cambio, il quale si irrigidì notevolmente.

Jeff fermò la macchina per far scendere l' amico che si appoggiò al finestrino aperto "Quando finisci il turno andiamo a pranzo? Voglio provare quel take-away" disse Nick indicando un locale dalla parte opposta al veicolo "Si può fare… oggi mi toccano i marmocchi, credo di farcela per le 2" rispose Jeff "Okay, allora ti faccio l' incontro. Ci vediamo più tardi" disse il moro andandosene.

"Ti voglio bene Nick" mormorò il biondo guardando il ragazzo che saliva le scale della facoltà.

Nel frattempo non poco lontano da lì un ragazzo che metteva un po' troppo gel nei capelli stava leggermente andando nel panico.

Perché Blaine, quella mattina, oltre a non essere stato graziato da nessun tipo di capacità, secondo lui molto figa, era terrorizzato dall' incontro che avrebbe avuto con Kurt, e non poteva assolutamente fare brutte figure.

"Anderson, ci sei o dobbiamo mandare un razzo a prendere la tua attenzione sulla luna?"

L' avevano chiamato veramente o era il suo cervello a giocargli dei tiri mancini?

Blaine si guardò intorno leggermente spaesato, finchè il suo sguardo non si posò su una figura alta e snella "Allora signorinella, sei ancora qui con noi? No, perché se vuoi possiamo anche andarci a prendere un caffè"

Blaine sorrise "Davvero? Ne avrei proprio bisogno"

"No. E ora fila a scrivere per quella tua inutile rubrica. Non so perché sei ancora qui, ti avrei dovuto licenziare da un bel pezzo" Blaine rivolse uno sguardo rassegnato alla figura che praticamente lo sovrastava "Si, signora Sylvester. Inizio subito" quella si voltò e fece per andarsene "Ah, Anderson, un' ultima cosa" disse guardando Blaine dritto negli occhi "Smettila di mettere tutta quella brillantina sui capelli, seriamente, appesti l' aria con tutti quei prodotti puzzolenti che gli metti sopra" Blaine sospirò e ritornò alla sua postazione

Bene. Aprì il foglio di testo del computer e mise le mani sulla tastiera. Cos'è che dovevo fare?

Nel pomeriggio fortunatamente per Blaine, Kurt era arrivato in perfetto orario. Ordinarono i soliti caffè (come potè notare il riccio) e si andarono a sedere al primo tavolo libero che trovarono.

Ci furono diversi attimi di silenzio imbarazzante, poi fortunatamente Kurt iniziò "Beh, per questa intervista?"

"Wow, devi tenerci proprio tanto" rispose Blaine prendendo la palla al balzo "In effetti si. Non s'incontra tutti i giorni qualcuno che vuole scrivere un articolo su di te o sbaglio?" continuò il più alto "Giusto non hai tutti i torti"

Blaine prese un blocco di appunti e una penna, dalla borsa a tracolla "Bene. Allora direi che possiamo iniziare" Kurt sorrise "Iniziamo"

"Allora, dove sei nato?"

"Lima, Ohio"

"Lontano! Perché ti sei trasferito a New York?" chiese di nuovo Blaine molto curioso.

"Diciamo che lì non mi sono mai sentito del tutto a mio agio, e poi a New York sono venuto soprattutto per studiare, chi poteva saperlo che avrei trovato una casa" rispose sorridendo. Blaine sapeva che non se l'era passata bene a Lima, gliel'aveva raccontato Rachel quando aveva accennato al fatto di volergli presentare Kurt.

"Okay. Vediamo, so già come sei entrato a Vogue, sarai stato infatti il più bravo del tuo corso" Kurt sorrise nuovamente, ma non lo interruppe "È sempre stato il tuo sogno lavorare nel mondo della moda?"

Il sorriso di Kurt si spense di botto "In realtà no. Prima di entrare alla Parsons, in realtà, non avevo mai pensato di fare lo stilista. Mentirei dicendo che era la mia prima scelta, perché il mio sogno al liceo è sempre stato quello di entrare alla NYADA, per diventare un attore di musical, ma mi hanno scartato al provino" disse con un' aria un po' triste. Blaine abbassò lo sguardo.

Era stato troppo invadente, di solito era molto professionale in queste cose. Ma che sto facendo. Su Blaine datti una mossa. "Allora, come procede il tuo lavoro da Vogue?" chiese in un tentativo di risollevare la situazione "Oh, molto bene. Oggi sono arrivati delle nuove modelle. Non ho la più pallida idea di dove le trovino, sono delle idiote totali, l' altro giorno…"

Blaine si perse totalmente nei discorsi di Kurt. O più che altro nella sua bellezza. Non poteva essere umano, poco ma sicuro, doveva per forza essere un angelo. Aveva una carnagione così chiara e dei lineamenti così delicati…

"Sinceramente Blaine… vuoi smetterla?"

"Mh?"

"Mi stai facendo venire il voltastomaco"

"Ma cosa? Che ho fatto?"
"Il tasso di glucosio nel mio sangue sta salendo a dismisura, dovremo comprare dell' insulina"

"Te lo dico io. Tu stai impazzendo, e anche di brutto"

"Io? Ma non sono io quello che si mette a descrivere il proprio ragazzo come un angelo"

"Oh. Ma l'hai letto?"

"Ovvio che l'ho letto, sono qui dietro di te da un quarto d'ora, e non te ne sei nemmeno accorto"

Mi alzo e mi metto dietro di lui "Bene" gli metto le mani sulle spalle "Ora fammi una cortesia, vai fuori dal mio studio, lo leggerai quando sarà finito" e così dicendo lo spingo fuori e chiudo la porta.

Kurt. Kurt. Kurt.

Il cervello di Blaine era ormai assuefatto dall' essenza di questo ragazzo.

Continuò a parlare per circa mezz' ora, fermandosi ogni tanto perché Blaine gli rivolgeva qualche domanda, per poi riprendere. Ogni volta che nominava uno stilista o un capo particolarmente appariscente gli si illuminavano gli occhi. Blaine scoprì che il lavoro a Vogue era soltanto un trampolino di lancio, perché Kurt avrebbe voluto creare una firma tutta sua.

"Blaine? Ti senti bene?" chiese Kurt bloccandosi di botto e guardando il ragazzo di fronte a se con un' espressione alquanto preoccupata "Si, benissimo, perché?" rispose Blaine un po' titubante… ora che aveva modo di pensarci, era leggermente stanco e affaticato, ma niente di più "Sei molto pallido, sicuro di star bene?" chiese nuovamente Kurt

"Si, ma forse è meglio se vado un attimo in bagno, scusami" si alzò e si diresse verso i servizi.

Beh, vistosi allo specchio non aveva per nulla una buona cera… era parecchio pallido e aveva le pupille dilatate… Nick, devo chiamare Nick.

Prese il telefono dalla tasca e compose il numero dell'amico "Hey, Blaine, già finito con Kurt?"

"Nick, Nick. Ho bisogno di aiuto. Non sto bene, e se mi succede quello che è successo a Jeff? Come faccio? Sono con Kurt"

"Calmo, stai calmo, dove sei? Ti vengo a prendere…"

Nessuna risposta.

"BLAINE. BLAINE"

Qualche ora più tardi…

"Hey, ma dove sono?"

"Tranquillo, sei a casa tua. Nick ti ha portato qui" Blaine si girò verso la voce che aveva appena parlato.

Kurt.

"Ma, ma che è successo?" chiese Blaine molto confuso

"Te lo dico io che è successo, idiota" disse Nick entrando dalla porta della stanza di Blaine "Sei svenuto in bagno. Fortuna che Kurt è una brava persona, altrimenti saresti ancora lì" Blaine guardò Nick, e poi tornò a posare lo sguardo su Kurt "Grazie" disse sorridendo "Oh, tranquillo, l'avrebbe fatto chiunque" rispose timidamente l'altro "Beh, si è fatto tardi, io devo andare, sono anche parecchio in ritardo" disse e poi guardò nuovamente Blaine "Non svenire di nuovo, eh?" detto ciò uscì velocemente dall' appartamento.

"Se non vi sposate, io ti uccido" disse Jeff saltando sul letto di Blaine "Si, certo come no…" rispose quest' ultimo

"Tu non sai niente… dopo che mi sei svenuto al telefono, mi ha chiamato Kurt. Era veramente terrorizzato, non sapeva che fare, ti ha accompagnato in macchina fino a qui ed è rimasto per tutto il tempo in cui hai fatto il bell' addormentato nei cessi" intervenne Nick, sedendosi accanto a Jeff che ormai era praticamente sdraiato sul letto del riccio. "Wow… allora può darsi che gli interessi, almeno un pochino…"

"Seriamente Blaine? Me ne sono accorto anche io che quello ti sbava dietro. Dai come puoi essere così tonto, non è possibile che… E no, eh?" il biondo s'interruppe di colpo

"Cosa? Che è successo?" domandò il riccio spaesato "Sei diventato invisibile anche tu. Che palle. È tutto il giorno che ne succedono di mille colori. Prima Jeff, poi i tre pazzi di là, e ora anche tu! No. Basta mi rifiuto di continuare con questa farsa" sbottò Nick parecchio seccato "Jeff? Ma che è successo. Sto andando nel pallone" disse Blaine rannicchiando le ginocchia al petto e iniziando a dondolarsi.

"Oggi a pranzo Jeff ha rotto un bicchiere prendendolo in mano, e come se non bastasse ha distrutto il manico della portiera. E poi Wes è entrato dalla finestra" Blaine lo guardò sempre più sbigottito "Volando" spiegò il ragazzo "Invece Thad ha lanciato un urlo che ha rotto tutta la teca dei bicchieri dei genitori di Jeff"

"Per fortuna" sussurrò Blaine per non farsi sentire dal biondo "Io ho fatto dieci metri in mezzo secondo e il nostro amatissimo David ha…" "Questa è nuova sentilo" lo interruppe Jeff "Si grazie Jeffry, sei molto utile" continuò Nick "Come stavo dicendo, David ha appiccato F-U-O-C-O all'albero qui sotto, fortuna che aveva una bottiglietta d'acqua. A proposito tieni" disse porgendogli un bicchiere "Oh, grazie in effetti avevo sete" dichiarò Blaine prendendo il bicchiere "Non è perché hai sete, idiota, è per farti tornare visibile, ma da piccolo per caso sei caduto dalla culla?" Blaine sorrise e bevve ritornando subito visibile.

"Ma allora tutti hanno i poteri di tutti? Ma non è impossibile?" chiese Jeff rimettendosi seduto "Ci sto lavorando" rispose Nick "Tecnicamente, per quello che ho letto nei fumetti, non c'è mai stata una banda di mutanti, se così vogliamo chiamarci, che condividessero gli stessi poteri, ma non ne sono sicuro, infatti per questo oggi sono stato in fumetteria, ma non ho comunque trovato nulla" concluse leggermente triste.

In quel momento nella stanza irruppero tre folli psicotici "Secondo me tutto quel gel ti ha ottenebrato la mente" disse Thad, senza alcun apparente motivo rivolto a Blaine, sedendosi a mezz'aria. Fluttuando.

"Vuoi smetterla?" lo rimproverò Nick "Mi dai sui nervi"

"Sei geloso perché non ne sei capace?" ammiccò Thad

"Idiota"

"Secondo me, dovremmo parlarne con qualcuno… di quello che ci sta succedendo" annunciò Jeff a bassa voce. Cinque paia di occhi si puntarono su di lui con sguardo assassino. "Io dico che sarebbe saggio farlo fuori, definitivamente, potremmo anche nascondere le tracce molto facilmente… dovremmo solo trovarci un alibi, per il resto potremmo cavarcela con poco" proruppe Thad molto sagacemente

"Tu non uccidi proprio nessuno" rispose Nick mettendosi di fronte l'amico come per proteggerlo da un attacco improvviso di Harwood "Tranquillone. Al tuo pupillo non farei mai del male… almeno non con te nei paraggi" continuò il moro fluttuante

"Smettila" rispose stizzito Nick "Jeff non è il pupillo di nessuno"

"Non sono certo il quello che ha passato tutta la notte a controllargli la febbre" sussurrò Wes ad un orecchio di Blaine che sghignazzò "Ti ho sentito, guarda, l'ho fatto perché è mio amico, l'avreste fatto anche voi o sbaglio?"

"Basta" disse finalmente David "Jeff. Thad ha più o meno ragione, non possiamo dirlo a nessuno. Non potremmo più vivere tranquillamente"

"Si, ma pensate a Glitterman? Secondo voi lui come fa?" chiese Wes pensieroso.

"Lui è bello" disse Blaine con occhi sognanti

"Per favore, vi prego, mi sta facendo venire il diabete, fatelo scopare con qualcuno"

"Oh, smettila Thad. Wes, hai perfettamente ragione, Glitterman avrà sicuramente un' identità segreta" continuò David ignorando gli sbuffi di Thad "Perchè non facciamo i supereroi anche noi? Possiamo formare una banda?" chiese Blaine speranzoso

"Se, certo, come no. Poi facciamo gli Avengers 2.0, perché no" affermò Thad sarcasticamente "Io faccio Captain America" annunciò entusiasta Blaine quasi saltando sul letto "Ma lo sa che cos'è l'ironia?" domando il moro rassegnato in direzione di Wes che ridacchiò.

"Potremmo aiutare Glitterman a sconfiggere il crimine, sarebbe carino, no?" domandò David

"Io non ho intenzione di mettere nessun tipo di brillantino addosso" asserì irremovibile Wes. Tutti scoppiarono a ridere compreso Blaine, che era fin troppo convinto che l'orientale avesse ragione riguardo all' outfit del supereroe, anche se non gli sarebbe di certo dispiaciuto poterlo indossare una volta o due.

Dopo che si ripresero dal momento di ilarità generale, Nick dichiarò "Io però sono stanco di vedere supereroi, non so voi, ma vorrei fare qualche cazzata, vestito in modo da non poter essere riconosciuto, sarebbe bello fare per una volta qualcosa al di fuori della legge" ci fu un momento di silenziò in cui tutti riflettevano, perché dovevano ammetterlo, era un'idea intrigante. Non avevano ancora pensato di poterci fare nulla con quelle capacita che avevano ricevuto. Dovevano ammettere che era proprio un'idea affascinante.

"Io ci sto" a rompere il silenzio era stato proprio David. Tutti lo guardarono parecchio titubanti "Hey, mi sono stancato di fare quello buono e razionale, anche io voglio fare cazzate"