You're Wondering Now
I finally found you
my missing puzzle piece
I'm complete
(Katy Perry – Teenage Dream)
10.04.13 – 10.05.13
Il risveglio del mattino seguente non fu uno dei migliori per Blaine.
Si mosse scompostamente nel letto, affondando il viso nel cuscino inspirando il forte profumo di fresco misto ad una lieve fragranza di rosa.
Rimase in quella posizione per alcuni minuti, in cui ebbe tutto il tempo di entrare ed uscire dal sonno, semplicemente meravigliato da quell'odore.
Sempre con gli occhi chiusi si mise a sedere lentamente, appoggiando la schiena al muro fresco, ma si maledì immediatamente a causa della fitta lancinante di dolore che gli arrivò alla testa.
Rimase fermo, cercando di respirare regolarmente, per arginare il male.
Dopo un po' dischiuse leggermente le palpebre e notò che i raggi di sole illuminavano la stanza totalmente
Quanto ho dormito? Pensò osservando l'ambiente circostante un po' spaesato.
Hey, aspetta… questa non è la mia stanza…
In effetti non era per nulla la sua camera.
Attimi della notte precedente gli ritornarono alla memoria.
Istintivamente si portò una mano sulle labbra. Poteva ancora, dopo una notte e tanto alcool, sentire le labbra del supereroe sulle sue.
Come avrebbe voluto baciarlo di nuovo.
Decise di non pensarci e iniziò nuovamente a guardarsi intorno.
Quella era casa di Kurt. Ma perché?
"Rachel tesoro, io non posso tenerti i bambini, non puoi lasciarli con i tuoi?
Io e Blaine non abbiamo intenzione di badare ai TUOI figli per tre settimane"
"Ma perché non puoi parlare da un'altra parte? Qui c'è gente che sta cercando di lavorare" chiedo spazientito.
"No- risponde acido- perché qui- indica il telefono- sei stato citato in causa, e poi di la con questo telefono non si prende bene"
"Ma allora perché non rispondevi con quello in cucina?"
"Mi seccava, ormai ero vicino e- No Rachel, quelle erano tre notti, stiamo parlando di tre maledettissime settimane"
"A me non dispiacerebbe avere i ragazzi qui per un po' "
"Tu non fai testo, io quelle due pesti qui, in questa casa, dove ci sono un sacco di cose che si rompono, non li voglio"
E così il grande capo ha parlato. Augh.
Circa dieci ore prima…
Kurt era scappato dal locale non appena aveva visto Blaine ammiccare a tutte quelle ragazzine urlanti.
Ormai ci aveva messo una pietra sopra l'eterosessualità del ragazzo, ma era sempre un po' deprimente vederlo flirtare con qualcuno del sesso opposto.
Era uscito, ma non era tornato a casa. Invece si era nascosto e tolto i vestiti, rimanendo così in tuta.
Dopo qualche secondo, inaspettatamente, Blaine era uscito ciondolante dal PUB, trascinato da un biondo, forse Jeff, che sorrideva eccitato.
In quell'istante decise di pedinarlo.
Li seguì volando praticamente sopra le loro teste e, se fosse stato giorno sarebbe stato parecchio inquietante. Quand'è che un supereroe ti pedina?
Ad un tratto vide Karofsky e Azimio avvicinarsi, e Blaine sbattere contro di loro. Il resto lo sappiamo già.
Kurt sperò con tutto il cuore che il riccio se la potesse cavare da solo, ma quando aveva visto che i due lo stavano pestando di brutto, non aveva saputo trattenersi.
"Ragazzi, sapete che non mi piace la violenza"
Cominciò ad avanzare, gli occhi di tutti e tre erano puntati su di lui, ma i suoi erano concentrati solo su Blaine.
"Su lasciatelo andare" disse con un tono dolce ma deciso. Per tutta risposta ricevette un pugno da Azimio, che però evitò molto facilmente e con particolare grazia.
Scosse la testa "Perché dovete sempre rendere le cose complicate?!" prese i due ragazzi per il colletto della camicia con un gesto repentino, sempre molto elegantemente, e li scaraventò a muro.
"Stai bene?" disse poi rivolto verso Blaine. Quello annuì, guardandolo con occhi sognanti "Bene" gli tese la mano e quello l'afferrò per alzarsi.
La mano di Blaine era così calda e liscia, Kurt perse un battito solo per quel tocco.
"Vieni, ti porto dai tuoi amici" il ragazzo lo guardò con occhi spalancati
"No. Non c'è bisogno. Vado da solo"
Kurt lo bloccò "Si, certo. Come no. Così ti fai picchiare di nuovo" detto ciò si avvicinò a lui e gli mise un braccio intorno alle spalle "Tieniti" disse solo questo, poi spiccò il volo con Blaine abbarbicato adorabilmente a lui, con gli occhi chiusi per la paura.
Era spalmato su di lui. Kurt poteva sentire il suo respiro sul collo, che gli causò un brivido lungo la colonna vertebrale.
Se si fosse trattato di qualcun altro ovviamente lo avrebbe lasciato dov'era, a meno che non ci fossero state ferite gravi, ma lui era Blaine, il ragazzo avvinghiato a lui era Blaine, non l'avrebbe mai e poi mai potuto lasciare lì da solo.
"Hey, tranquillo, non ti lascio" disse Kurt cercando di infondergli sicurezza.
L'altro aprì gli occhi. Sorrise, era così bello.
"Guarda giù, non ti capita di vedere Brooklyn dall'alto tutti i giorni" Blaine non distolse lo sguardo dal suo.
"Tu hai un'identità segreta?" chiese timidamente il riccio.
Kurt rise, chissà come mai gli rivolgevano sempre tutti quella domanda "Certo, quale supereroe che si rispetti non avrebbe un'identità segreta?
Il ragazzo rimase in silenzio, continuando a fisarlo. Si sarebbe potuto perdere in quegli occhi multicolori.
Era lì. A pochissimi centimetri da lui. Avrebbe potuto benissimo sporgersi perché le loro labbra s'incontrassero, non avrebbe nemmeno avuto troppi problemi, infondo lui era Glitterman.
"Come ti chiami?" chiese risvegliandosi dal suo stato di trans dovuta alla vicinanza con l'altro ragazzo.
"Blaine" rispose con quegli occhi dorati che lo fissavano.
"Conoscevi quei due, Blaine?"
"No" finalmente distolse lo sguardo, ma Kurt aveva intravisto un velo di rabbia su di essi.
"Allora perché eri lì? Che ti hanno fatto di così grave?" scherzò Kurt.
"Hanno dato fastidio ad un mio amico" il ragazzo avvampò. Si era fatto picchiare per lui. Si era fatto picchiare per lui!
"Invece tu come ti chiami?" miseriaccia, non si sarebbe mai aspettato una domanda del genere, perché lo aveva salvato? Lo avrebbe potuto benissimo lasciare lì a farsi dare cazzotti.
"Glitterman"
Blaine sorrise divertito "No. Il tuo nome. Quello vero"
"Perché lo vuoi sapere?"
"Perché tu sai il mio, è giusto che io ora sappia il tuo" non era un ragionamento così malvagio, dopotutto.
Kurt rise "Non ti ho costretto a dirmelo"
Il riccio non fece nemmeno in tempo a ribattere che il più alto si poggiò a terra facendolo scendere. Blaine si staccò imbarazzato.
Il supereroe si girò per andarsene, ma l'altro lo bloccò per un polso "Come posso ringraziarti?"
Perché l'hai detto? Non potevi stare zitto?
A quelle parole Kurt non rispose più delle sue azioni, o meglio, il suo cervello gli stava praticamente urlando contro, se Blaine avesse fatto attenzione molto probabilmente l'avrebbe sentito, ma lui non aveva la minima intenzione di ascoltarlo.
Si avvicinò al ragazzo più basso, gli prese il viso dolcemente tra le mani e lo baciò.
Non fu un bacio lungo, nemmeno intenso e passionale, ma a Kurt si fermò il cuore.
Si staccò immediatamente con gli occhi ricolmi di terrore e sparì nel buio, senza nemmeno guardare l'altro in viso.
Sei un idiota, perché l'hai fatto? Potevi proprio evitarlo. Ora te la sbrighi da solo. Io mi dimetto definitivamente.
Il cervello di Kurt lo stava rimproverando da un po'.
Avendo bisogno di schiarirsi le idee, si era messo a girare un po' per la città (volando ovviamente). L'unica cosa positiva era quella che l'aveva fatto nei panni di Glitterman. Sei comunque fottuto.
Stava per tornare nel posto in cui aveva lasciato i vestiti, quando gli squillò il cellulare -fortuna che aveva fatto cucire una tasca nera sul retro delle mutande-
Lo prese. Guardò il display.
Blaine
Cazzo ha capito tutto.
Cercò di ignorare la chiamata, ma non riuscì.
"Blaine?" dall'altro capo del telefono si sentirono degli strani rumori.
"Ciao Kurt" lo aveva praticamente urlato nel microfono
"Blaine, me che- sei ubriaco?" non era molto difficile intuire la risposta già dal suo tono di voce strascicante.
"No. Io sto benissimo"
"Si, certo Blaine"
"Io pensavo, tu hai gli occhi azzurri, vero? No, perché mi hanno detto che chi ha gli occhi blu, ti riesce a vedere l'anima, e se.." il più piccolo lo interruppe
"Blaine, dove sei?"
"A New York" rispose quello ovvio
Kurt si schiaffeggiò mentalmente. Stava parlando con un ubriaco, con un bambino ubriaco. Che pretendeva?!
"Rimani esattamente dove sei, sto venendo a prenderti"
Blaine borbottò qualcosa che suonò più o meno come un signor sì, ma il ragazzo non se ne curò.
Si controllò l'orologio da polso e riuscì ad individuare il cellulare del riccio.
Si cambiò i vestiti alla velocità della luce e raggiunse di corsa il punto che gli segnalava l'oggetto.
Lì vi trovò Blaine, solo, senza scarpe e completamente ubriaco che parlava con un cartello stradale.
"Blaine" chiamò Kurt. Appena lo vide il riccio si aprì in un sorriso e corse ad abbracciarlo, ma cercando di mettere un piede avanti all'altro, inciampò e se non fosse stato per i riflessi veloci dello stilista, si sarebbe ritrovato con la faccia spiaccicata a terra.
"Ciao Kurt. Guarda, ho trovato un amico, si chiama Frank" disse sorridendo con gli occhi da cucciolo.
"Vieni, Blaine. Ti porto a casa" sentenziò cercando di rimetterlo in piedi.
"Non voglio andare a casa, voglio rimanere qui con Frank" ed indicò il segnale stradale di prima.
"No. Andiamo. Ti riaccompagno a casa"
Quello scosse la testa "No. A casa non ci voglio andare. C'è Thad. Non voglio sentire le sue brutte battute sul fatto che non so volare"
Okay. Era decisamente ubriaco.
"Va bene. Ma non posso lasciarti qui. Ti porto a casa mia" allora quello si aprì in un sorriso mozzafiato e abbracciò, meglio dire si aggrappò, a Kurt "Ti voglio bene"
Il supereroe non potè trattenersi da sorridere a sua volta e abbracciare il riccio.
Chiamò un taxi e si fece accompagnare a casa, mentre l'altro non si scollò minimante dal suo abbraccio.
Arrivati a casa, lo stese sul letto e lo aiutò a togliersi la giacca, impresa non facile.
Kurt si alzò, ma Blaine lo trattenne, per la seconda volta quella sera. Allora si sedette accanto a lui sorridendo.
"Perché eri li solo?"
"Non ero solo, c'erano Nick e Jeff"
Il più alto inarcò un sopracciglio "Ah si? E dov'erano?" il lampione e la bottiglia di vodka che tenevi in mano? Aggiunse mentalmente.
"Probabilmente a tenersi per mano mentre limonano con le due ragazze che hanno trovato al bar"
Kurt non badò a quell'affermazione, ma decise di continuare a fare domande, tanto così com'era ridotto, difficilmente si sarebbe ricordato qualcosa.
"E tu? Perché non sei uscito con quella ragazza? Barbra, vero?"
Blaine spalancò gli occhi "Perché sarei dovuto uscire con lei?
"Non so, forse perché è la tua ragazza?"
"No" disse Blaine quasi urlando "e poi puzza di cipolla, a me non piace la cipolla"
"È perché ancora non te l'ha data vero?" scherzò il più piccolo. L'altro lo guardò con un'espressione inorridita "Che schifo. A me non piacciono le ragazze"
Kurt ci rimase di sasso. No. Non era vero. Non era assolutamente vero. Questo significava che Blaine era gay. Il ragazzo esultò mentalmente e tornò a prestare attenzione al bambino ubriaco che era lì.
"Anche a te non piacciono le ragazze"
Non era nemmeno una domanda.
"No Blaine. Nemmeno a me piacciono" rimasero in silenzio per qualche momento. Blaine lo guardava come un cucciolo in cerca di coccole.
"Devo fare pipi" okay, quello non era proprio previsto.
"Va-va bene" si alzò dal letto e Blaine lo imitò, ma per sua poca stabilità ricadde sul materasso.
Kurt lo aiutò ad alzarsi e lo portò in bagno, quello, non si curò minimamente della presenza dell'altro, infatti si slacciò la cintura.
Il più alto avvampò di colpo e scappò dal bagno, appoggiandosi al muro al di fuori della stanza.
Sentì Blaine canticchiare e poi tirare la cassetta. Kurt non sentì più nulla dopo, ma non ebbe il forza di entrare.
"Blaine, sei ancora vivo?" disse qualche minuto più tardi. Non gli arrivò nessuna risposta, così decise di entrare, sperando si fosse rivestito.
Lo trovò (fortunatamente con i pantaloni addosso) seduto sul pavimento a gambe incrociate, con tutti i suoi barattoli delle creme sparsi intorno a lui.
"Ma cosa stai facendo?" disse Kurt sorridendo, quando quello lo guardò adorabilmente.
"Volevo avere la pelle come la tua" sorrise.
"Perché?" chiese il ragazzo inginocchiandosi accanto a lui.
"Perché è così liscia" disse mentre pressava leggermente un dito sulla guancia dell'altro. Il viso di Kurt s'infiammò improvvisamente a quel tocco e distolse lo sguardo da quello di Blaine.
Si alzò di nuovo il piedi e quello fece un broncio tenerissimo.
Rise e gli tese la mano "Vieni, vai a dormire. Domani starai malissimo" Blaine si alzò, praticamente lo alzò Kurt, e gli si aggrappò alla schiena.
"Dai, Kurt. Vola. Andiamo via" quello, che stava cercando di riprendersi da quel contatto, fece una risata isterica "Blaine, io non posso volare"
Il riccio fece un verso lagnoso e nascose il viso nella spalla di Kurt.
Dopo qualche tentativo il supereroe riuscì a rimetterlo a letto, ma quello si sedette e lo guardò negli occhi.
"Kurt, tu profumi di fiori" l'altro rise sommessamente, ma Blaine continuò imperterrito "è vero. Tu profumi di fiori" si guardò intorno come se cercasse qualcosa "però qui non c'è nemmeno un fiore! – puntò gli occhi nuovamente sullo stilista – perché qui non c'è nemmeno un fiore?"
Kurt sorrise per la genuinità con la quale aveva posto quella domanda "Perché comprare fiori da soli è deprimente"
"E allora qualcuno ti deve comprare dei fiori, perché tu profumi come uno di loro- si fermò di scatto- come in Alice nel paese delle meraviglie. Tu sei un fiore parlante" dichiarò contento.
Il supereroe scosse la testa "No, Blaine. Non sono un fiore, e non poi nessuno mi ha mai regalato dei fiori"
Quello sembrò davvero triste "Beh, allora te li regalo io. A me piacciono i fiori"
Rimase in silenzio per un po', guardando il letto, ma poi tornò alla carica.
"Lo sai che oggi Glitterman mi ha baciato?" dichiarò dopo un po'. Kurt sobbalzò, non si aspettava certo che glielo dicesse.
"Davvero? E come è stato?"
"Bello" sorrise "Lui è molto bello Kurt. È un supereroe" disse sorridendo.
Almeno non aveva fatto qualcosa di troppo sbagliato.
"Ma io non volevo baciarlo" appunto. ecco che i sensi di colpa di Kurt tornavano a galla. Blaine si sporse verso il ragazzo seduto sul letto vicino a lui, e praticamente, abbracciandolo gli cadde sopra "Io volevo baciare te" disse sulle sue labbra. Kurt spalancò gli occhi
Blaine si avvicinò ancora, i loro nasi ormai si toccavano "E tu mi vuoi baciare, Kurt?" i suoi occhi non avevano più quella nebbia alcolica che avevano avuto fino a quel momento, sembrava terribilmente sobrio
Il più alto si staccò immediatamente "Blaine, sei ubriaco" disse Kurt con un tono voce più alto e stridulo del normale.
"Non è vero" ecco che ritorna la nebbia alcolica "Io sto bene" disse il riccio offeso "Non mi sono mai sentito meglio" detto ciò si alzò in piedi sul letto e urlò "Posso volare" seguito da un WOAAAAAH.
Saltò dal letto e sembrò quasi rimanere sospeso in aria, ma cadde rovinosamente a terra, di faccia.
"Oddio"
Kurt gli si avvicinò di corsa ma quello stava ridendo come un pazzo, con la guancia rossissima, sia per i pugni che per la caduta e- I pugni, se ne era totalmente dimenticato.
Corse in bagno sperando che nel frattempo non si uccidesse. Che poi quanto poteva essere lontano? Era nella stessa stanza.
Prese, per la seconda volta quel giorno dei batuffoli di cotone, del disinfettante e dei cerotti.
Ritornò da Blaine e lo trovò ancora spiaccicato a terra.
Lo aiutò ad alzarsi e lo rimise seduto a letto.
"Ora stai fermo, altrimenti ti fai male" quello sorrideva come se fosse stato natale mentre continuava a sghignazzare.
"Mi fai il solletico" disse ma Kurt non se ne curò.
Fortunatamente non c'erano ferite gravi, gli avevano spaccato tutto il labbro inferiore, aveva un occhio nero e lo zigomo destro era rosso, probabilmente per la caduta.
Mise il tutto sul comodino vicino al letto e tornò a guardare Blaine, che si catapultò addosso a lui abbracciandolo "Oh, Blaine. Blaine soffoco"
Sciolse un po' l'abbraccio, ma rimase spalmato sul corpo di Kurt "Hai un odore così buono" si appoggiò alla fronte dell'altro sempre guardandolo.
Kurt dovette scollarselo da dosso, altrimenti non avrebbe risposto delle sue azioni
"Blaine, è meglio che ora dormi"
Quello lo guardò tristemente "Non posso dormire"
"Perché?"
"Cantami soffice Kitty"
"Cosa?" chiese spalancando gli occhi
"Cantami soffice Kitty, per favore Kurt" non poteva crederci, quello era veramente troppo.
Iniziò a scuotere il capo, ma quando vide la supplica negli occhi dell'altro non potè fare nulla.
"Va bene" disse sorridendo. Blaine a quelle parole sorrise ancora di più, se è possibile e si sdraiò
Soft Kitty
Warm Kitty
Little ball of fur
Iniziò ad accarezzargli i capelli e Blaine iniziò quasi a fare le fusa.
Happy Kitty
Sleepy Kitty
Pur pur pur
Il riccio si era già addormentato tenendo la mano di Kurt stretta tra le sue.
Lo guardò per un tempo indefinito. Poi Blaine si mosse e si avvinghiò al braccio dell'altro facendolo avvicinare ancora di più. A quel punto Kurt fece l'unica cosa possibile: si distese sul letto anche lui, mentre Blaine lo abbracciava.
Si risvegliò verso le sei di mattina, a causa della vibrazione dell'orologio.
Lo guardò scocciato e vide che l'avevano chiamato ben trentasei volte. Spalancò gli occhi cercò di alzarsi, ma si ricordò che non era solo.
Avendo riacquistato parte della sensibilità, capì che Blaine durante la notte si era mosso, e non poco.
Entrambe le braccia lo circondavano, e una gamba bloccava le sue, inoltre il riccio era totalmente appiccicato al corpo dell'altro.
Si mosse il più cautamente possibile, cercando di non svegliarlo.
Alla fine riuscì a sfilarsi dall'abbraccio-morsa d'acciaio e andò in bagno.
Non aveva il coraggio di svegliarlo, soprattutto con quell'espressione beata che era disegnata sul suo volto.
Si avvicinò e gli lasciò una carezza tra i capelli, liberi almeno un po' dal enorme quantitativo di gel, e Blaine mormorò qualcosa che suonò vagamente come un "No, Thad. Io sono più alto"
Kurt sorrise, era davvero adorabile.
Andò in cucina e prese un post-it e un tubetto di aspirine.
Posò il tutto sul comodino e si concesse di guardare un'altra volta il ragazzo.
Era davvero bello.
Uscì di casa facendo il minimo rumore, già con la tuta, passando per il garage e quindi per la porta sul retro.
"Bene, andiamo a salvare il mondo, di nuovo"
E spiccò il volo pronto a sventare un nuovo crimine.
