Capitolo 4: Il mio nuovo sogno di te – Parte 2
"Hai visto quel lancio di Foley?" Rise Sebastian, asciugando il sudore dalla fronte con l'asciugamano. "Cosa diavolo ha che non va con quel braccio destro molliccio?"
Sebastian ricontrollò i tacchetti per verificare che non ci fossero zolle di erba prima di entrare negli spogliatoi. Era stanchissimo dopo l'allenamento e non aveva bisogno di sentire le lamentele di Cedric il bidello per aver sporcato il pavimento di fango. Spesso, Sebastian si chiedeva se la Dalton pagava effettivamente quell'uomo per pulire o piuttosto per lamentarsi con gli studenti.
"Cosa ne pensi tu di cosa possa averlo causato?" Il suo co-capitano Derek rise, facendo un gesto volgare con la mano lungo il suo bastone da lacrosse. Sebastian scosse la testa e ridacchiò.
"Già, beh, considerato quanto è passato da quando ha visto Cynthia l'ultima volta posso immaginare che la sua mano destra sia stata spesso in azione," Scherzò Sebastian. "Non mi sorprende che non riesca a fare un passaggio decente."
Derek quasi si piegò in due dalle risate, dando un colpetto a Sebastian sulla spalla.
"Verrebbe da pensare che tutto quell'esercizio possa rafforzare la resistenza del suo polso," Derek rise.
"Per nulla, amico," Disse Sebastian. Notò un paio di occhi intensi fissarlo dall'altro lato della sala comune e la risata gli morì un po' in gola. "Hai mai sentito parlare della sindrome del tunnel carpale? O del movimento ripetuto?"
Derek scoppiò a ridere di nuovo, forte per entrambi visto che Sebastian aveva smesso di ridere quando l'Usignolo vestito in modo impeccabile che lo stava guardando dall'altro lato della porta si alzò dal proprio posto a sedere e si avvicinò ai due co-capitani della squadra di Lacrosse.
"Hey, Derek," disse Blaine con un sorriso apparentemente sincero in volto, ma Sebastian non poteva fare a meno di sentire che c'era qualcosa di strano nel suo buonumore. "Avete fatto un buon allenamento ragazzi?"
"Hey, Blaine!" Derek sollevò la mano e offrì a Blaine un cinque da battere, entusiasta. "Come sempre!"
Derek conosceva Blaine solo di passaggio. Avevano l'ora di biologia insieme. Derek non notava nulla di strano in Blaine, ma Sebastian vedeva qualcosa nascondersi nella lucina dei suoi occhi, il modo in cui si spostavano dalla faccia di Derek a quella di Sebastian, fermandosi lì più a lungo del necessario e poi tornando su Derek.
"Dovresti prendere in considerazione l'idea di fare un'audizione per entrare in squadra," Derek propose. "Ci potrebbe servire qualcuno in più che sappia usare un bastone."
Derek ridacchiò alla propria battuta, strizzando le palpebre, con le lacrime agli occhi. Blaine rise poco entusiasta, rivolgendo nuovamente il suo sguardo a Sebastian.
"Nah, sono più tagliato per la boxe," disse, rivolgendosi più a Sebastian che a Derek. "Lascerò il lacrosse a voi due uomini di Neanderthal."
"Tutto bene, Blaine?" Disse Derek, ma Sebastian, vedendo il cambio di espressioni sul suo volto, il modo in cui i suoi occhi si strinsero per un istante e poi scintillarono con il sorriso successivo, non era convinto.
"Ti dispiacerebbe prestarmi Sebastian per un attimo?" Chiese Blaine. "Ci sono delle cose delle quali dobbiamo conferire. Sai, tra Usignoli." Blaine diede un colpetto di gomito scherzoso a Derek sul fianco, e Derek sogghignò.
"Attento, Blaine. Hai un ragazzo, ricordi?" Lo provocò Derek. Si voltò verso Sebastian e per la prima volta notò il cambio d'espressione del suo amico; da scherzoso a grave quasi in un battito di ciglia.
"Hey, va tutto bene, Seb?" Chiese Derek.
"Sì." Disse Sebastian dopo una lunga pausa, forzando un sorriso nella speranza che sembrasse okay, "Sto bene. Vai a farti una doccia, Der. Puzzi."
"Come se tu profumassi," disse Derek, sventolandosi la mano sotto il naso e facendo una smorfia di disgusto. "Ci vediamo a cena."
"È un appuntamento," gli gridò dietro Sebastian, tenendo un occhio vigile su Blaine.
"Diamine, amico," Derek si lamentò, "Non dirlo ad alta voce."
Sebastian attese finché Derek fu il più lontano possibile lungo il corridoio, in modo che non potesse sentire, e poi rivolse la propria attenzione a Blaine, che non stava più sorridendo.
Blaine fissava Sebastian; i suoi occhi nocciola vagavano a disagio sul corpo di Sebastian, dai capelli sudati, raggruppati in ciocche intorno al suo viso, l'uniforme sporca e macchiata d'erba, fino ai calzini consumati e le scarpe. Quando i suoi occhi tornarono a osservare il viso di Sebastian, quello spaventoso e luminoso sorriso era tornato.
Sebastian lo aveva sempre chiamato il sorriso da 'superstar' di Blaine, ma in realtà era soltanto Blaine che metteva in mostra i propri denti.
"Sediamoci," Propose Blaine, indicando uno dei tavoli schierati lungo il corridoio principale. Sebastian annuì, accomodandosi nel posto più vicino mentre Blaine scivolava sulla sedia opposta. I tavoli nel corridoio erano piccoli e quasi claustrofobici se si aggiungeva la rabbia gelata che radiava dal corpo di Blaine.
Blaine abbassò lo sguardo verso il tavolo, occhi che tracciavano le vene dorate della superficie del tavolo in finto marmo mentre raccoglieva i propri pensieri. Si schiarì la gola e Sebastian fece ruota gli occhi, augurandosi che Blaine si sbrigasse, qualsiasi cosa fosse, così che potesse andare a farsi una doccia e togliersi il fango e il sudore da dosso prima di cena. Mancava un'ora alla cena, e si sentiva strano nell'ammettere a se stesso che voleva essere pulito e vestito bene per Kurt quando il suo ragazzo era seduto a neanche mezzo metro da lui.
"Perché continui a scrivere poesie per Kurt?" Chiese Blaine, sollevando lo sguardo verso il volto di Sebastian.
Sebastian tentò di mettere su la faccia più indifferente che riuscisse a produrre. Non voleva sembrare sorpreso alla scoperta che Blaine sapeva delle poesie. Realisticamente, sapeva che lo avrebbe scoperto prima o poi, ma una cosa che Sebastian sapeva di sicuro era che Kurt non gliele avrebbe mostrate di proposito, quindi Blaine doveva aver fatto il ficcanaso. Quel pensiero lo rendeva furioso, il fatto che Blaine si sentisse autorizzato a frugare tra le cose personali di Kurt.
"Come mai non gliene hai scritta una tu?" Sebastian contrattaccò.
"Se io gli scriva o no una stupida poesia non è un problema tuo," disse calmo Blaine. "È il mio ragazzo, non il tuo."
"È mio … amico," disse Sebastian, ma sembrò debole perfino alle proprie orecchie.
"Da quando?" Interruppe Blaine con una risata. "Da quando gli hai detto che aveva una faccia da checca, o da quando flirtavi con me?"
Sebastian aprì la bocca, e poi la richiuse, ingoiando l'accusa di Blaine.
"Già, me lo ha detto," Blaine disse compiaciuto. "Mi ha detto degli insulti. Mi dice tutto."
Sebastian si prese una pausa per scegliere le proprie parole attentamente.
"Io e Kurt …" Cominciò, cercando un modo ambiguo per descrivere la nuova relazione che avevano cominciato, "Abbiamo messo da parte le nostre divergenze."
"Ma davvero?" Chiese Blaine sarcastico.
"Già, davvero," Disse Sebastian con la voce cupa, "Sono cambiato."
Blaine sbeffeggiò e scosse la testa; Sebastian si stizzì alla sua aria di superiorità.
"Le persone cambiano," si difese Sebastian.
"No, io non credo che tu sia cambiato," Blaine si allungò oltre il tavolo, sogghignando superiore, facendo una smorfia d'odio – il suo viso sembrava non riuscire a decidere quale emozione esprimere. "Io credo che l'unica cosa che sia cambiata è che non essendo riuscito a infilarti nei miei pantaloni, hai deciso di provare a infilarti in quelli del mio ragazzo."
Sebastian sentì ogni centimetro della sua pelle gelarsi di rabbia; le sue mani afferrarono il bastone di lacrosse forte, minacciando di spezzarlo in due.
"Non sto cercando di infilarmi nei pantaloni del tuo ragazzo, Blaine," ringhiò Sebastian. "Ma se hai paura che ci sia una minima possibilità che lui ti lasci per me, non credi che dovresti lavorare duramente e trovare un modo per riconquistarlo piuttosto che perdere tempo a lamentarti e fare lo stronzo con me?"
"Perché dovrei aver bisogno di riconquistarlo?" Lo sfidò Blaine. "È mio. L'ho già conquistato. Stai insinuando che dovrei riconquistarlo a causa tua, ma perché dovrei averne bisogno a meno che tu non faccia qualcosa per tentare di corteggiarlo?"
Un silenzio teso cadde tra loro mentre Sebastian cercava un modo per rispondere alla sfida di Blaine. Come poteva difendersi contro qualcosa che era parzialmente vero, anche se era tutto cominciato per caso?
Quando sentirono dei passi risuonare lungo il corridoio, Blaine si sedette al suo posto, sistemandosi la giacca, stendendo le pieghe con una mano tremante.
"Hey Blaine! Sebastian!" Disse Thad mentre gli passava accanto.
"Hey, Thad!" Blaine si riprese così rapidamente che Sebastian quasi ebbe un colpo di frusta nel guardarlo. I suoi cambi d'umore cominciavano a diventare inquietanti, e lo stomaco di Sebastian rotolò su se stesso al pensiero che Blaine sarebbe potuto andare direttamente a vedere Kurt in camera sua dopo questa conversazione.
"Ci vediamo dopo per le prove degli Usignoli, ragazzi."
"Non me lo perderei," disse Sebastian, ma non riuscì a montare su un sorriso falso convincente come quello di Blaine. Thad fece una smorfia, ma annuì a un Blaine sorridente prima di continuare a camminare lungo il corridoio e fuori le porte.
Blaine si voltò di nuovo verso Sebastian e la smorfia riapparve sul suo viso.
"Kurt non mi lascerà mai per te, Sebastian, e sai perché?"
Sebastian sapeva che si trattava di una domanda retorica, ma preso dalla curiosità rimase seduto e ascoltò perché niente di quello che Blaine poteva dire sarebbe stato peggio di ciò che Sebastian aveva già detto a se stesso cento volte almeno.
Sogghignò, allungandosi per tagliare lo spazio tra lui e Blaine.
"Sono tutt'orecchie, Blaine," Sogghignò Sebastian. "Dimmi pure."
"Perché sei un bullo, Sebastian," disse Blaine. "E se c'è una cosa che Kurt detesta sono i bulli."
Il ghigno arrogante di Sebastian si ammorbidì un po', e Blaine sorrise più ampiamente.
"Kurt ha dovuto combattere contro i bulli in passato," continuò Blaine nello stesso tono minaccioso. "Li abbiamo combattuti insieme. Quindi puoi scrivergli tutte le poesie che vuoi, Smythe, ma alla fine, sarà sempre mio. È me che bacia … me che vuole … me che ama. Quindi togliti di mezzo!"
Un nodo si formò nella gola di Sebastian mentre gli occhi di Blaine bruciavano nei suoi, ma si rifiutava di allontanare lo sguardo. Blaine spinse indietro la sedia e si alzò, continuando a reggere lo sguardo di Sebastian, quella maschera di buonumore che tornava già sul suo viso, accendendosi come la luce con un bottone.
"Questo è tutto," disse Blaine. "Hey … ci vediamo alle prove."
Blaine fece un occhiolino a Sebastian, dandogli una patta sulla spalla mentre andava via. Sebastian, troppo paralizzato dai propri conflitti tra morale e ragione, si voltò e lo guardò andare via. Blaine aveva ragione. Chi era Sebastian per cercare di ottenere l'affetto di Kurt? Sebastian era un bullo, e lo era sempre stato agli occhi di Kurt. Si era aspettato un confronto con Blaine ma nulla di simile a ciò che era appena accaduto. Questo era un lato di Blaine che Sebastian non aveva mai visto prima. Era curioso di scoprire se Kurt stesso lo avesse mai visto.
L'adrenalina invase il sangue nelle sue vene, fino a pompare nelle sue orecchie, come se non avesse intenzione di fermarsi. Sebastian prese nota di tenere sotto controllo Blaine da questo momento in poi.
/
Kurt scarabocchiò un paio di equazioni sulla carta, poi le confrontò con il grafico.
"Quindi il limite è negativo," mormorò, controllando di nuovo il grafico. "O positivo?"
Sospirò e cancellò l'equazione per la quinta volta, tenendo la carta tesa così da non fare un buco sul foglio. Algebra non era la sua materia preferita, ma solitamente non gli dava così tanti problemi. Kurt sbatté la matita sulla scrivania e lasciò cadere la propria testa tra le mani, passandosi le dita tra i capelli, frustrato. Come avrebbe potuto concentrarsi sulla matematica quando tutto ciò a cui riusciva a pensare era la sensazione causata dalle labbra di Sebastian lungo il suo collo, bruciando la sua pelle con baci ovunque toccassero? Sebastian sarà anche andato via, ma i segni restando, uno scottante marchio sulla sua pelle. Kurt si passò le dita su di essi, cercandoli lungo la propria pelle.
Era così confuso. Non sapeva cosa fare. Se Sebastian avesse tentato di baciarlo settimane fa, prima che avesse trovato quel libro, sarebbe stato tutto così semplice. Uno spintone, uno schiaffo in volto, e la sua pomiciata settimanale con Blaine avrebbe cancellato tutto dalla sua pelle e la sua memoria. Ma adesso … non aveva risposte.
A peggiorare la situazione, Blaine sarebbe stato lì a minuti. Kurt aveva pensato a se raccontargli o meno l'accaduto. Se un altro ragazzo avesse baciato Blaine, perfino sul collo, perfino se non significasse nulla, Kurt avrebbe voluto saperlo.
Se non significasse nulla.
Non significava nulla?
Per ora doveva essere così. Era ancora il ragazzo di Blaine, e finché non avesse preso una decisione, tutto quello che Sebastian aveva da offrire andava respinto.
Kurt sobbalzò sovrappensiero e voltò la sedia quando sentì un leggero tocco contro la sua porta. Fu aperta e Blaine infilò la testa dentro per sbirciare.
"Si può entrare?" Chiese, ispezionando la stanza di Kurt con gli occhi.
"Certo," disse Kurt, voltandosi nuovamente verso i propri compiti e proseguendo col prossimo esempio di algebra. Batté le palpebre mentre la densa distesa di seni, coseni e variabili non identificate riempiva la pagina di nero. "Saresti dovuto essere qui da un po'. Sai, i tuoi compiti di algebra non si faranno da soli."
"Lo so, lo so," disse Blaine, camminando verso la sedia di Kurt. Poggiò una mano sulla sua spalla e lo baciò sulla nuca, sbirciando l'esempio al quale stava lavorando. "Per la numero diciannove, il limite non esiste."
"Grazie!" Kurt sospirò di sollievo, fissando il suo grafico e la conseguente equazione. Kurt sollevò lo sguardo verso Blaine che lo fissò con un'espressione indecifrabile.
"Dov'eri?" Chiese Kurt, cercando di capire cosa significasse lo strano modo in cui gli occhi di Blaine stavano esaminando il suo volto. "Sei quasi in ritardo di un'ora."
"Potrei dirtelo, ma non penso che ci credesti," disse Blaine, intenzionalmente vago.
Kurt affondò sulla sedia e incrociò le braccia al petto, sguardo più duro, visto che non era dell'umore per tirare a indovinare quando aveva altri trenta esempi di algebra da finire entro domani.
"Mettimi alla prova," disse.
Blaine sospirò, guardando Kurt, la sua faccia terribilmente seria.
"Ero nella sala principale a sterilizzare un cane enorme."
Kurt rimase a bocca aperta, sconvolto alla risposta matta di Blaine, ma poi Blaine sorrise, e lo fece anche Kurt, ridendo strambamente della bizzarra spiegazione.
"In realtà, sono andato a prenderti questa." Blaine spostò il braccio da dietro la schiena e allungò a Kurt una rosa rossa, appena aperta e con uno stelo lungo.
"Blaine!" Kurt ansimò, mentre i suoi occhi gelidi e il suo volto confuso si scioglievano in un sorriso tenero. "È bellissima. Ma qual è l'occasione?"
"Nessuna," Blaine disse, sedendosi sul letto, tirando il braccio di Kurt per condurlo a sedersi accanto a lui. "È un modo per farmi perdonare."
Blaine osservò mentre Kurt annusava la rosa, le sue guance pallide che si tingevano di un chiaro rosa.
"Mi dispiace," Blaine continuò, "per le ultime settimane … e la poesia … e per averti fatto sentire come se la tua opinione non contasse. È importante invece." Kurt smise di guardare la rosa per rivolgere i propri occhi a lui. "Tu sei importante."
"Davvero?" Sussurrò Kurt, tenendosi la rosa stretta al cuore.
"Davvero," rispose Blaine. "E ho pensato che magari potremmo cominciare da capo? Espandere i nostri orizzonti?"
"Non capisco," disse Kurt, improvvisamente colpito da un senso di déjà vu quando le parole lasciarono la sua bocca.
"Beh, ricordi tutte quelle cose che avevamo aggiunto alla tua lista?" Chiese Blaine. Le guance di Kurt divennero più rosse e Blaine seppe che aveva capito. "Pensavo che avremmo potuto cominciare da lì."
"Da-da dove … esattamente?" Chiese Kurt, ricordando alcune delle cose più spinte che avevano aggiunto dopo un lavoretto di mano in camera sua.
"Che ne dici di andare allo Scandals questo fine settimana?"
Blaine sogghignò, avvicinandosi a Kurt e parlando sul suo collo, sotto l'orecchio, il suo respiro che copriva i punti che Sebastian aveva baciato.
"Non è un gay bar?" Chiese Kurt, muovendosi lungo il letto e mettendo un po' di distanza tra sé e il suo ragazzo.
"Sì." Blaine baciò gentilmente il collo di Kurt e lui sospirò. I baci sul collo erano i preferiti di Kurt, e Blaine lo sapeva; ma non era la stessa cosa ora.
I baci di Blaine erano calmi e blandi.
I baci di Sebastian bruciavano … proprio come aveva scritto nel diario. Accendevano una fiamma in Kurt.
Kurt tremò al pensiero.
Voleva bruciare un po' di più.
Chiuse gli occhi e tentò di immaginare come ci si sentisse, disgustato da se stesso all'idea di usare i baci di Blaine per rivivere quel ricordo, ma non funzionava.
"Come entreremo in un gay bar, Blaine?" Balbettò Kurt. "Non abbiamo vent'un anni."
Blaine passò la lingua sulla lunghezza del collo di Kurt e Kurt voleva piangere. Il suo stomaco si strinse in un nodo, tirando forte finché una fitta dolorosa non raggiunse il suo petto. Blaine era il suo ragazzo; dovrebbe volere tutto questo, essere baciato da lui dopo settimane in cui si era sentito abbandonato. Ma l'immagine di un Sebastian distrutto che correva lungo il corridoio, trovandolo, tirandolo in una classe vuota e tenendolo tra le proprie braccia, baciandolo, desiderandolo …
I baci …
Il diario …
Tutte quelle parole …
I suoi occhi verdi …
Le sue mani che gli tenevano la testa …
Kurt non sapeva cosa fare. Si sentiva intrappolato ma non poteva lasciare che Blaine cancellasse quei baci. Non poteva. Forse Kurt era il peggior ragazzo della storia, e se esisteva un inferno, lui ci sarebbe probabilmente finito a soffrire in eterno, ma in quel momento non gli importava.
Spezzò il bacio di Blaine e si alzò, tornando alla scrivania, affannando senza fiato per il dolore nel suo stomaco che lo colpiva come un pugno.
Sollevò lo sguardo e vide uno scintillio di rabbia negli occhi di Blaine.
Fu un istante, e forse Kurt lo aveva immaginato.
Sembrava non ci fosse più nulla di cui fosse completamente certo.
"Jeff conosce un tizio che può procurarci dei documenti falsi," continuò Blaine, agitato ma stupefatto, occhi nocciola che scintillavano di nuovo affettuosamente verso Kurt.
Qualsiasi cosa Kurt avesse visto era decisamente sparita.
Kurt incrociò le mani sul proprio grembo, intrecciando le proprie dita mentre pensava. La scorsa settimana non era riuscito a portarsi Blaine al cinema perché aveva passato il fine settimana a perfezionare una scaletta, e adesso avrebbero guidato per un paio di ore per andare a un gay bar? Forse Blaine stava davvero cercando di lavorare su di un modo per migliorare la loro relazione. Kurt non avrebbe dovuto concedergli il beneficio del dubbio?
Una vocina nella sua testa protestò, ma quella voce suonava sospettosamente come Sebastian, quindi come poteva fidarsi di essa?
Kurt osservò gli occhi di Blaine mutare e trasformarsi in quello sguardo dolce e supplicante, da cucciolo, che riusciva sempre a vincere ogni volta. Kurt fece ruotare gli occhi e rise.
"Spegni la modalità cucciolo, Blaine," Ridacchiò. "Verrò con te."
"Sì!" Blaine esultò, alzandosi dal letto e abbracciando Kurt in una presa stretta. Accarezzò il collo di Kurt con la punta del naso, inspirando il suo profumo, sorridendo felice contro la sua penne, e con un solo pensiero in mente.
Mio.
