Capitolo 5: Il mio nuovo sogno di te – Parte 3
Toc toctoctoctoc …
Dispettosi colpi ripetuti come quelli di una mitragliatrice vecchio stampo sulla porta della camera di dormitorio di Sebastian interruppero il suo studio non troppo produttivo per il test di francese che aveva l'indomani alla prima ora. Non che avesse davvero bisogno di studiare; parlava la lingua come un nativo, ma sperava che rivisitare i gerundi finché il suo cervello non prendesse a sanguinare potesse distrarlo dal pensare a Kurt, a Blaine e alla folle conversazione del giorno precedente, nel corridoio . Se fosse stato il semplice battibecco sarcastico che intratteneva con i suoi opponenti di solito, se lo sarebbe scrollato dalle spalle e sarebbe andato avanti. Ma il modo in cui aveva parlato Blaine, soprattutto di Kurt, lo turbava. Blaine si era infilato sotto la sua pelle e non lo lasciava in pace, come un'irritazione che non riesci a smettere di toccare anche dopo che la ferita è guarita. Sapeva che Kurt era una persona adulta che poteva prendersi cura di sé da solo, ma Blaine era vicino a lui nel modo più estremo in cui un essere umano poteva essere vicino ad un altro, e a causa di ciò, Sebastian cominciava a preoccuparsi per lui.
Se Kurt avesse fatto qualcosa che facesse arrabbiare Blaine, Blaine si sarebbe fatto prendere troppo e avrebbe finito per fare del male a Kurt?
La persona dall'altro lato della porta continuò a bussare senza tregue, un altro pugno che si univa ai colpi, e Sebastian sapeva esattamente quale delinquente della Dalton era dietro la sua porta.
"Per Dio, Sterling!" Gridò abbastanza forte da farsi sentire, "entra e basta!"
"Hey, Bas …" Jeff cominciò a parlare ancor prima di aprire la porta, "Conosci ancora quel tipo che fa documenti falsi? Quello che lavora da Kinko?"
"Forse," disse Sebastian, neanche un po' curioso. "Aspetta, tu non conosci un tizio?"
"Sì, ma sembra che sia stato arrestato o qualcosa del genere."
Sebastian sghignazzò.
Principianti.
"A cosa ti servono dei documenti falsi?" Sebastian scherzò con Jeff, decidendo di prolungare la sua sofferenza un po' più a lungo. "Stai portando Duval a uno strip club?"
"Non è per me," disse Jeff, saltellando per sedersi all'angolo della scrivania di Sebastian. Tirò fuori una matita da un bicchiere poggiato sulla carta assorbente, la piazzò sul suo labbro superiore e la rotolò verso il naso. Sebastian osservò con un'aria disgustata mentre Jeff violava la sua matita.
"Per chi sono allora?" Chiese Sebastian, e poi aggiunse, "Puoi tenerti quella matita comunque."
"A Blaine servono," Disse Jeff, facendo gli occhi storti nel tentativo di guardare la penna in equilibrio sul suo labbro superiore, che saltellava sotto il suo naso mentre parlava. "Vuole portare Kurt ad un gay bar a Lima. Credo che abbia detto che si chiama Sandals."
Le sopracciglia di Sebastian si sollevarono. Si voltò verso Jeff, fissandolo con uno sguardo glaciale che andava invece rivolto a Blaine.
"Scandals?" Corresse Sebastian.
"No …" Rispose Jeff, fissando nel vuoto mentre cercava di ricordarsi il nome.
"Jeff," disse Sebastian, espirando, il suo corpo teso per la frustrazione, "il nome del bar è Scandals."
"No …" Disse di nuovo Jeff, tormentandosi il cervello. Sebastian lo lanciò rudemente giù dalla scrivania. Jeff non riuscì a mantenere l'equilibrio e fece una smorfia verso Sebastian per un secondo, ma quando vide la matita ancora poggiata sul suo labbro, esultò silenziosamente per quel trionfo, braccia sollevate in aria come dopo un gol.
"Quando hanno intenzione di andare?" Insisté Sebastian. Sentì un urgente bisogno di fuggire e trovare Kurt; parlargli e magari avvertirlo che … cosa? Che il suo ragazzo poteva essere instabile mentalmente? Che avrebbe potuto perfino essere pericoloso? Sebastian doveva affrontare la realtà. Non conosceva una singola persona alla Dalton che ci avrebbe creduto. Anzi, prima dell'incontro in corridoio, se qualcuno avesse tentato di convincere Sebastian del fatto che Blaine fosse un po' fuori, avrebbe riso. Elegante, un gentiluomo, gran bel sedere, un po' troppo innamorato del suo gel al lampone e le hit da top 40, ma a parte questo, non era pericoloso.
O almeno non troppo pericoloso, a quanto pareva.
"Uh, beh, voleva i documenti prima di questo fine settimana, e so che ha una cena in famiglia domenica sera, quindi immagino sia sabato."
Sebastian annuì, archiviando le informazioni di Jeff. Fortunatamente, Jeff non sembrò notare il fatto che Sebastian fosse più interessato di quanto non intendesse mostrare in principio.
"Quindi, lo farai?"
Sebastian cominciò a formulare un piano. Conoscere l'amministrazione dello Scandals probabilmente non gli avrebbe impedito di entrare, ma poteva rallentarli.
"Sì, lo farò. Ma questa cosa è tra me e te, Sterling," disse Sebastian, alzandosi dalla scrivania e mettendo Jeff all'angolo. "Non dire a Blaine che li hai avuti da me."
"Perché no?" Mormorò Jeff, inconscio del fatto che era stato messo con le spalle al muro, o del fatto che Sebastian lo stava fissando come se la sua vita dipendesse dalla sua discrezione.
"Non voglio che lo sappia, chiaro?"
"Ma …"
"Sterling," Disse Sebastian, "Tieni il segreto o i genitori di Duval scopriranno esattamente da chi ha preso la mononucleosi lo scorso semestre. Ricevuto?"
Gli occhi di Jeff si spalancarono alla minaccia.
"Esagerato," disse. "Non è una bella cosa, amico."
"Allora penso che ci siamo intesi."
"Va bene. Come vuoi." Jeff scivolò lungo la parete per sfuggire alla presa di Sebastian."Quindi, vengo a prenderli …"
"Li avrai quando li avrai," Sebastian lo liquidò, tornando alla sua scrivania e la lista di centinaia di verbi in francese. Sebastian non guardò Jeff mentre andava via. Fissò indifferente il proprio libro e attese finché lo scricchiolio delle Converse di Jeff non morì lungo il corridoio. Allora si alzò dalla scrivania e scattò alla ricerca di Kurt.
/
Kurt si fermò lungo il corridoio, controllando di nuovo la sua borsa per assicurarsi che avesse il libro di francese. Aveva un'intera nottata di studio programmata. Doveva riuscire a prendere almeno lo stesso voto di Sebastian, altrimenti l'altro si sarebbe vantato a vita. Aveva un bigliettino in suo possesso da parte del ragazzo che lo avvertiva di questo. Kurt sogghignò, pensando alle prese in giro scherzose che avrebbero seguito un voto inferiore al suo (quindi non A+).
Immaginò bigliettini e bigliettini infilati sotto la sua porta come le lettere da Hogwarts in Harry Potter e la Pietra Filosofale – ognuno scritto su quella pergamena che usava Sebastian, e sigillato con la cera – e che diceva sempre la stessa cosa:
"Caro Signor Hummel:
è cordialmente invitato a succhiarmelo per aver preso un voto più basso del mio …"
Sfrontatamente il suo cervello suggerì la battuta:
"Possiamo metterlo in pratica sabato sera in camera mia."
Diavolo! Cosa gli saltava in mente?
Kurt Elizabeth Hummel, tu hai un ragazzo!
Un ragazzo che forse è stato un po' indifferente all'idea di essere il tuo ragazzo ultimamente.
Un ragazzo che non ha potuto accontentare una tua semplice richiesta.
Un ragazzo la cui idea attuale di appuntamento romantico è procurarsi dei documenti falsi ed andare ad un gay bar.
Kurt non era completamente sicuro del perché avesse accettato. Non voleva davvero andarci, ma alle volte era difficile dire di no a Blaine. Kurt capiva che volesse uscire insieme dopo così tanto tempo in cui sembrava esserci una tempesta tra loro, ma se voleva ballare con lui, avrebbero potuto semplicemente mettere della musica nella stanza di Kurt, abbassare le luci e danzare lì. Sarebbe stato piacevole – soli, senza rumori, il cattivo odore di birra datata, o gli occasionali adescamenti.
Chiamatelo stupido, ma l'idea del sesso in un bagno non aveva mai affascinato Kurt. Sembrava sporco, scomodo, e un po' demoralizzante. Kurt chiuse gli occhi per un istante, pensando a una serata di ballo lento in camera sua, ma nella sua mente c'era il corpo di Sebastian premuto contro di lui, ondeggiando avanti e indietro mentre una canzone malinconica e datata suonava, e non quello di Blaine, il profumo pungente di Sebastian che invadeva le sue narici (Kurt non sapeva quando avesse cominciato a memorizzare quella fragranza), Sebastian che piazzava baci nascosti tra i suoi capelli. Aprì gli occhi per guardare nella propria borsa, mano fissa sul lato del suo libro di Francese, e tra i vari oggetti, tutto quello che vedeva era Sebastian – il diario di Sebastian, i bigliettini di Sebastian arrotolati da uno spago dorato, la matita che Sebastian gli aveva prestato quando quella di Kurt era sparita prima del loro ultimo test, i suoi compiti con le correzioni di Sebastian scarabocchiate ai margini insieme a dei disegnini e degli haiku vietati ai minori di diciotto anni.
Tutte le strade sembravano portare a Sebastian, allora perché Kurt non le stava imboccando?
Kurt piegò la tracolla sulla borsa e fece un passo, ma una mano forte gli afferrò il braccio e lo trascinò in una stanza vicina.
Kurt non ebbe neanche bisogno di guardare in volto il ragazzo sogghignante per sapere chi potesse afferrarlo in quel modo. Quando lo guardò però, il ragazzo non stava sogghignando.
Sembrava che avesse visto un fantasma.
"Davvero," mormorò Kurt, sistemandosi la giacca e assicurandosi che non avesse strappato il tessuto, "diventerà un'abitudine con te?"
"Dovevo parlarti," disse Sebastian, "in privato."
"Beh, avresti potuto dire qualcosa del tipo, 'Kurt, posso parlarti in privato?'"
"Ho sentito dire che Blaine ti porterà allo Scandals."
Kurt smise di lamentarsi della giacca e guardò in faccia Sebastian.
"Sì. Credo che sia tipo un appuntamento. Perché?"
Sebastian sospirò, prendendo le mani di Kurt e tenendole nelle proprie. Era una dolorosa consolazione, ma era l'unica che avrebbe permesso a se stesso di avere.
"Lo sai il perché," disse Sebastian, una semplice osservazione che gli portò via tutta la forza di parlare e lo lasciò vuoto perché aveva già immaginato quale sarebbe stata la risposta di Kurt.
Kurt sospirò.
"Sebastian, devo almeno dargli l'occasione di sistemare le cose. È il mio ragazzo."
Sebastian cercò di pronunciare qualche parola, qualche affermazione, dichiarazione, la sua bocca che volteggiava tra sentimenti e poi li ingoiava nuovamente.
"Lo ami ancora?" Chiese alla fine. Suonava meglio di quello che stava pensando in realtà. Ho almeno una possibilità?
"Io …" La reazione spontanea di Kurt era di dire di sì, che ovviamente lo amava, ma quando arrivò il momento, le parole si rifiutarono di uscire dalla sua bocca. Amava Blaine, ma tutto era cambiato. Anche se avrebbe sempre amato Blaine, aveva davvero cominciato a pensare a se lui e Blaine avessero ancora un senso insieme. Non era qualcosa che avrebbe ammesso ad alta voce, non ancora, non a Sebastian. Non c'era bisogno di dare a Sebastian una speranza se rischiava di non essercene.
"Io … So dove vuoi arrivare, Sebastian," Disse simpateticamente, "Lo so. E ci sto ."
Sebastian lasciò andare le mani di Kurt e si fece indietro, incrociando le braccia al petto e fissando i suoi mocassini neri sul pavimento in legno massello lavato in acero.
"Sebastian, sto ancora cercando di abituarmi all'idea che ti piaccio," protestò Kurt, "e non so, ma sento che devo dargli un'occasione."
L'orgoglio di Sebastian era pesantemente finito. Sapeva dall'inizio che era così che sarebbe andata quella conversazione, ma non significava che non avesse immaginato che Kurt denunciasse Blaine e si buttasse tra le sue braccia. Ad ogni modo, l'ordine del giorno era un altro, e Sebastian non poteva permettere che Kurt andasse via senza prima avvertirlo.
"Kurt, c'è una cosa che devo dirti," cominciò, "su Blaine." Fece ruotare gli occhi a quanto squallido suonasse, ma non era riuscito a pensare a un altro modo di introdurre l'argomento.
"Cosa c'è che non va con Blaine?" La fronte di Kurt si corrucciò al centro e incrociò le braccia, facendo un passo indietro per mettere distanza tra loro. Sebastian non sapeva se Kurt si stesse preparando a difendere Blaine ciecamente piuttosto che ascoltare cosa avesse da dire. Sperava di conoscere meglio Kurt, che Kurt avesse più buon senso di così.
"Pensi …" Sebastian cominciò e si fermò, immaginando tutta la conversazione nella propria testa prima di ricominciare, "… hai mai … quando Blaine si … arrabbia … ERRR!"
"Sebastian …" Kurt lo guardò negli occhi con uno sguardo di sincera confusione, "non capisco cosa stai cercando di …"
Sebastian si arrese. Anche con tutte le sue buone intenzioni, anche se sapeva di avere ragione, non aveva modo di vincere.
"Stai … stai solo attento," Disse esasperato. "Stai attendo quando sei con il tuo ragazzo." Le parole pizzicarono la bocca di Sebastian, e desiderava baciare Kurt e ammorbidire quel morso, ma non lo fece. Non mentiva quando aveva detto che non voleva trasformare Kurt in un traditore.
"Lo farò," Kurt disse sorridendo. Si avvicinò a Sebastian e poggiò una mano sul suo braccio. Kurt voleva abbracciare Sebastian, sentire il suo corpo contro il proprio, ma non poteva essere così crudele. Questo piccolo gesto amichevole era tutto ciò che poteva dare. Sebastian inspirò rapidamente alla sensazione di Kurt che toccava il suo braccio. Voleva trattenere quello stato d'animo nel caso in cui non accadesse mai più.
Kurt si allontanò da Sebastian e uscì dalla porta, tornando nella propria camera di dormitorio, una lunga notte di studio che lo attendeva.
Sebastian espirò, le mani in pugni che strinse finché non presero a tremare. 'Stupido, stupido, codardo, stupido!' si ripeté nella sua testa mentre le unghie delle dita premevano contro i palmi e lasciavano marchi a forma di luna sempre più profondi nella sua pelle. Aveva avuto la sua possibilità e l'aveva sprecata. Cosa gli passava per la testa? Sebastian affondò su di una grande poltrona di pelle, seppellendo la testa tra le mani. Aveva pochi giorni. Forse poteva ancora cambiare le cose.
Peccato che non avesse effettivamente quei giorni però. Blaine si era appiccicato al fianco di Kurt e non si allontanava mai. Accompagnava Kurt a ogni lezione, mangiavano insieme a tutti i pasti, studiavano insieme fino a notte fonda. Ad un certo punto, Sebastian aveva infilato un bigliettino sotto la porta di Kurt. Aveva immaginato che Kurt lo avrebbe visto e letto, Blaine o non Blaine, ma Kurt doveva essere in bagno perché un'ora dopo il biglietto tornò indietro sotto la porta di Sebastian, chiuso e mai letto, con un messaggio scarabocchiato fuori: Bel tentativo, ma non rifarlo, Sebastian. – B
Sebastian mangiava appena; non riusciva a dormire. Prima che Kurt andasse allo Scandals con Blaine, prima che qualsiasi cosa Blaine progettasse di far accadere … accadesse, c'erano delle cose che Kurt doveva sapere.
La sua unica possibilità arrivò circa quindici minuti prima che Kurt e Blaine andassero via. Sebastian osservò Blaine uscire e camminare verso il parcheggio per prendere i documenti da Jeff. Sebastian sapeva esattamente quando sarebbe accaduto perché aveva chiesto a Jeff di chiamare Blaine e farlo uscire dal parcheggio per darglieli. Aveva bisogno di far uscire Blaine dai dormitori se voleva avere un'occasione di parlare da solo con Kurt. Una volta che Blaine fu abbastanza lontano, Sebastian sfrecciò verso la stanza di Kurt. Il suo cuore viaggiava regolarmente in petto lungo tutta la strada così quando arrivò a bussare alla porta, lo sentiva martellare in gola.
"Arrivo, arrivo," Sentì Kurt canticchiare, ma non nel modo vispo e positivo in cui lo faceva sempre. Gli spezzò il cuore, il fatto che Kurt sembrasse nervoso. Lo distrusse ancora di più che forse, soltanto forse, Sebastian era la ragione per cui era nervoso. Kurt girò il pomello. Sebastian vide la porta aprirsi e non attese. Si spinse dentro e la chiuse dietro di lui, girando il pomello fino a bloccare la serratura così che non venissero disturbati se Dapper Dan avesse deciso di tornare prima inattesamente.
"Sebastian! Che …" Kurt inciampò all'indietro mentre Sebastian lo guidava, fermandosi quando la sua schiena venne in contatto con la parete. Sebastian lo chiuse, una mano contro la parete ai lati della sua testa. Kurt sentiva Sebastian, anche se non voleva allungare il peso del proprio corpo contro di lui. Il respiro vagò sulla pelle di Kurt, caldo e piacevole, sapeva di menta e caffè. Il suo corpo tremò alla vicinanza, e Kurt lo trovò contagioso, il suo corpo rabbrividì in risposta.
"Hai-hai detto che non mi avresti spinto a fare nulla," Kurt balbettò, le parole che si affrettavano a venire fuori per raggiungere Sebastian quando, in quel momento, sembrava che Sebastian potesse superare un'altra linea di confine tra loro. Le sue labbra era così vicine, i suoi occhi bruciavano come facevano sempre quando era solo con Kurt – in quel modo che riempiva Kurt di eccitazione, così tanto che quasi fu lui stesso a superare quella linea. In quei secondi tra sicurezza e indecisione, Sebastian sembrava così pericoloso. Era più alto di Kurt, più veloce e forte - Kurt non aveva bisogno di vederlo dominare il campo di lacrosse per esserne certo (anche se doveva ammettere di aver sbirciato un paio di volte).
Kurt non aveva paura.
Una piccola parte di lui, una nuova ed inesplorata parte di lui, lo voleva.
"Non ti sto spingendo a fare nulla." La voce di Sebastian, senza fiato e diabolicamente sexy, mise nuovamente in moto l'immaginazione di Kurt, figurandosi Sebastian steso accanto a lui, che affannava, stremato, labbra che tremavano mordendo pelle sudata. Kurt deglutì e sperò che quel desiderio si allontanasse. Rendeva troppo più difficile restare con i piedi per terra.
"Ho qualcosa da dire, e ho bisogno che tu ascolti."
Kurt annuì, la testa che batté delicatamente contro la parete mentre si stringeva di più contro di essa.
"Okay," mormorò.
"Okay," ripeté Sebastian, utilizzando quella parola come precipizio, sperando che sarebbe atterrato con i piedi per terra una volta finito. "Kurt, ho perso la testa per te dal momento in cui ti ho visto …"
Kurt sentì se stesso ansimare, anche se il suono strozzato sembrava un po' troppo drammatico e cliché. Non poté trattenerlo. Ricordò il primo giorno al Lima Bean, lo sguardo di Sebastian che aveva interpretato come derisione, il modo in cui le sue labbra formarono una perfetta 'o' di sorpresa quando allungò una mano per stringere la sua, il modo in cui i suoi occhi vagavano avanti e indietro tra la sua faccia e quella di Blaine, come per dire, "Mi stai prendendo in giro? Non è possibile che questo ragazzo bellissimo sia innamorato di te, faccia da checca."
"… Ma non potevo permettermi di provare ciò che provavo. Non potevo permettermi di volerti in quel modo, ma non volevo neanche che Blaine ti avesse. Allora ho tentato di allontanarti e di separarvi. È per questo che ci provavo con Blaine. Pensavo che avrei preso due piccioni con una fava."
Kurt fissò Sebastian pieno di curiosità, il suo volto che cambiava tra meraviglia e disgusto alla confessione che aveva appena ascoltato. Aveva senso in un modo bizzarro e folle. Il fatto che la mente di Sebastian funzionasse così sinistramente che quella era stata la soluzione che aveva pensato lasciava Kurt sconvolto. Lo avrebbe spintonato via. Era pronto a dirgli di andare via e non tornare mai più, se Sebastian non si fosse sporto in avanti e sussurrato con una voce al limite del devastante, "Ti prego, ti prego, ti prego, credimi quando dico che mi dispiace per aver dato più importanza alla mia stupidità piuttosto che a te … a quello che c'è nel tuo cuore. Darei qualsiasi cosa per poter tornare indietro e cambiare tutto. Ti giuro su Dio che lo farei."
Sebastian si allontanò dalla parete e fuggì dalla stanza, lasciando Kurt frastornato e scosso in piedi, con gli occhi spalancati, a bocca aperta, mentre si chiedeva cosa avrebbe dovuto fare ora esattamente.
