Un passo. Due. Tre.
Le luci fioche che filtravano dagli edifici creavano ombre cupe, distorte e ondeggianti.
Prima strette, e subito dopo abnormi. Gonfie e traballanti.
Se mi impegno, posso diventare Hokage. Dicono che impegnandoti puoi ottenere ogni cosa. Vero? Vero?
Un bambino di circa otto anni, dai capelli biondi, con sul viso dei graffi che somigliavano ai baffi di un gatto, o di una volpe, avanzava a fatica e lentamente tra il turbinio di colori e persone e l' intrico delle strade.
Perchè mi guardano in quel modo? Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?!
Alzò la testa di scatto, un gesto di stizza contro coloro che lo osservavano con freddezza, lo giudicavano e lo condannavano, senza che lui conoscesse il motivo.Non mi guardate mai negli occhi però...
Gli occhi sono lo specchio dell' anima. Ma dell' anima di chi? A seconda della luce, le iridi possono anche mostrare il tuo riflesso... colorato dall' affetto... o dal rancore...
Si era alzato il vento, e il fruscio delle fronde degli alberi si mischiava alle chiacchiere, ai sussurri gelidi che i cittadini, disgustosamente, si scambiavano al passaggio del ragazzino.
La luna era biancastra... così piccola e scolorita da sembrare un ciottolo in uno stagno dalle acque scure...
Chissà se la luna si sente sola...
Le stelle erano bagliori alteri che la costringevano a rattrappirsi, a scivolare sotto le nubi, umiliata.
Un gruppo di bambini avanzò ridendo lungo la via, oltrepassando il loro coetaneo senza degnarlo di uno sguardo. Solo un frase di scherno dal fondo della strada indicava che l' avessero visto.Gliela farò vedere io.
Diventerò il più forte, e tutti dovranno riconoscere che esisto!
Proseguendo gli sguardi divennero sempre più ostili, al punto che qualcuno disse: - Mostro! Perchè non puoi sparire?! -
Il bambino strinse i denti e fece in modo di incontrare gli occhi della donna che lo aveva insultato. Lei li distolse con una smorfia di disgusto, per poi voltarsi e allontanarsi da lui.
Quando girò il viso verso di loro, tre amici che prima parlavano allegramente incominciarono a parlare di lui, criticandolo. A quanto sembrava, erano del parere che non dovesse essergli permesso di fare una passeggiata in città.
Eppure, nessuno incontrava mai i suoi occhi.Perchè?! Guardatemi! Per favore, guardatemi!
Sostenere la vista del proprio riflesso è troppo difficile, non è vero? E' il modo in cui ogni difetto, ogni mostruosità viene svelata. Questo dà fastidio. E spesso, fa addirittura paura.
Voglio che qualcuno mi veda... che mi accetti per ciò che sono...
La stanchezza, fondendosi con i suoi sentimenti feriti, improvvisamente fu come se squarciò un velo che aveva avuto davanti per tutto il tempo del ritorno verso casa.
Intorpidito, con le lacrime che gli scorrevano sul viso, aprì la porta.
Anche se stava piangendo, i suoi occhi celesti si erano svuotati dell' astio di cui erano colmi fino a pochi istanti prima.
Non aveva fatto altro che osservare il lato sbagliato dello specchio.
