Subito dopo il recupero del piccolo Charlie rapito dai demoni, sul balcone dell'attico Lucifer comunicò a Chloe che doveva tornare all'inferno per riprendere il suo ruolo da re. Questo avrebbe fermato altri tentativi dei demoni di tornare tra gli esseri umani, proteggendo tutti quelli che amava. Una disperata Chloe confessò a Lucifer di amarlo e Lucifer le confessò a sua volta che era lei il suo primo amore. Ci fu un bacio ma Chloe appena aprì le ali per andare via gli disse, abbracciandolo disperatamente

"Abbiamo perso così tanto tempo per le nostre paure e per molti intorno a noi. Diamo tutto per aiutare chi amiamo. Ci meritiamo qualcosa solo nostro. All'alba, all'alba andrai via. Per ora facciamo finta che esistiamo solo noi. Un momento con un altra donna, uno tra tanti"

Lucifer gli disse con la voce rotta

"Chloe non sarebbe un momento tra i tanti di sesso. Con gli altri ho fatto solo sesso…"

La abbracciò a sua volta

"...restare qui, andare nel letto per me sarebbe fare l'amore per la prima volta. Qualcosa che non avevo mai provato"

Nuovo bacio tra i due e Lucifer che la prese in braccio stile sposa.

All'alba.

Lucifer odio l'alba. Era disteso sul fianco destro, completamente nudo come la sua Chloe stretta tra le sue braccia. In quella notte riuscì finalmente nel capire la vera differenza tra fare solo sesso e fare l'amore. Con Chloe si era trovato per la prima volta ad avere veri momenti di piacere. Perché di solito si accontentava di avere piacere nel riflesso degli altri. Gli altri chiedevano e lui eseguiva. Era certo che la sua unica finalità era dare gioia sessuale agli altri, in modo libero e senza costrizioni. Però in cuor suo sapeva bene che era un modo per autoinfliggersi la negazione del vero piacere. Con la sua amata Chloe riuscì nel suo desiderio più grande, qualcosa che quasi lo faceva vergognare, cioè il piacere delle coccole prima e dopo aver fatto l'amore.

Lucifer con difficoltà non riempì di baci il viso della sua adorata Chloe, alzandosi dal letto. Ogni cosa che indossava in silenzio gli ricordava un momento di quella notte. Chloe che pretese fare l'amore con lui per la prima volta nella sua versione bruciata, dimostrandogli ancora di più che l'amava. Poi il fare l'amore nelle ali di pipistrello e nelle ali d'angelo. In quel turbine di passione, dolcezza per un attimo, un solo attimo Lucifer riuscì nel far cadere le barriere che aveva creato intorno i suoi sentimenti più puri. Disse alla sua Chloe

"Io ti amo"

Alla fine di tutto, quando si sentivano stremati ma così pronti ad affrontare l'intero universo, si lasciarono andare al sonno della felicità. Quel pensiero accompagnò Lucifer nuovamente al balcone. Aveva lasciato sul comodino della camera tre buste da lettera bianche. Una per Chloe, una per Trixie e una per Maze. Riguardo per l'ultima volta nell'attico, volando via.

Chloe si svegliò poco dopo, non percependo più il caldo confortante del suo Lucifer. Vedendo le tre buste bianche sul comodino fu scossa da singhiozzi di pianto. Si sentiva l'essere più triste del mondo. Era certa non si sarebbe mai perdonata di aver portato nelle loro vite il prete pazzo. Cercò un minimo di conforto stringendo il cuscino dove era stato Lucifer.

Qualche ora dopo.

Maze entrò nell'attico con Trixie. La bambina chiamò la madre

"Mamma! Mamma dove sei? So tutto, Maze mi ha fatto vedere delle foto e video di Lucifer nella versione da inferno. Non mi fa paura"

La voce debole di Chloe gli disse

"In balcone"

La trovarono in ginocchio, vestita con solo la vestaglia rossa di Lucifer che teneva tra le mani una piuma d'angelo bianca, dicendo con la voce rotta senza guardare Maze e la figlia Trixie

"L'ho perso per sempre. Ecco cosa mi resta di lui…ma io l'amo"

Trixie abbracciò la madre mentre Maze in fondo ammirava il suo re per la determinazione.

Un mese dopo. Paradiso, archivio. Pomeriggio.

L'archivio del paradiso era un isola in mezzo a un enorme lago tranquillo. Tra gli alberi e vegetazione varia c'erano scaffali con fascicoli su ogni cosa. Gestiva tutto l'angelo Oquen. Un angelo dall'aspetto di un uomo bianco sulla cinquantina che indossava una tunica bianca e scalzo. Da sempre aveva scelto di essere completamente calvo, affermando che i capelli erano inutili nel suo lavoro. Oltre tutto era anche un angelo molto preciso, chiedendo a Dio di mettere l'archivio su un isola in mezzo un lago, per permettere solo agli alati di consultare i fascicoli. Però delle volte anche degli alati erano molto poco precisi nel rimettere al loro posto uno o più fascicoli. Durante un pomeriggio di quelli dove era furioso con gli angeli che mischiavano i fascicoli, Jesus comparve a pochi passi da lui, domandandogli con un sorriso sincero

"Posso disturbare il tuo momento di rabbia?"

L'angelo Oquen alzò gli occhi al cielo, non trattenendo un sorriso, rispondendo a Jesus

"Come potrei dire di no all'eterno che mi da più soddisfazioni nel rimettere apposto per bene ogni fascicolo…"

Si voltò a Jesus che gli allungò con la mano destra un piccolo foglio, l'angelo lo prese in mano, domandandogli

"...nuove informazioni su persone sulla Terra?..."

Jesus annuì du sì, continuando l'angelo

"...vorrei che tuo padre fosse così solerte nelle sue ricerche ma soprattutto mi voglia ascoltare"

Jesus fu incuriosito, domandando

"Non ti ascolta? Come mai?"

L'angelo sospirò

"Lo sai, dopo la ribellione di Samael resta trincerato dietro il suo dolore…"

L'angelo si incamminò tra i vari scaffali, dando a Jesus dei fascicoli mentre continuava con spiegargli

"...se non fosse per te, detentore della metà del trono, solo grazie a Michael si potrebbe parlare per dire qualcosa a suo padre. Stranamente però da anni non gli consegna un mio importante rapporto su un lavoro fatto da tuo padre, andato male"

voltatosi, l'angelo Oquen non poté non sorridere, trovando Jesus con le braccia piene di fascicoli tanto da non vederlo. Aiutato da Oquen, Jesus posò i tanti fascicoli su un tavolo lì vicino. L'angelo prese da un fascicolo un foglio dandolo a Jesus che lo lesse. L'angelo continuò

"Per di più, ora tuo padre vuole che trovi in questa realtà e in altri esseri di ogni genere che potrebbero voler sposare il fu Samael ora Lucifer. Vuole sottoporre il re dell'inferno alla prova di affinità"

Jesus lesse il foglio datogli da Oquen visibilmente sorpreso, ancora di più per la rivelazione del probabile matrimonio di Lucifer. Il figlio di Dio disse all'angelo

"Ti prego Oquen, seppure dovessi poter incontrare mio padre non parlargli di questo foglio. Ti chiedo anche un ulteriore favore…"

Jesus scrisse qualcosa su un foglio, consegnandolo all'angelo

"...metti nella lista delle probabilità di matrimonio per Lucifer anche questo nome"

Letto il foglio, l'angelo era perplesso, dicendo a Jesus

"Io posso anche farlo. Ma ti rendi conto che ingrandisci il problema che avevi letto in quel foglio?"

Jesus annuì positivamente, rispondendo all'angelo prima di svanire con i fascicoli

"Delle volte un problema si può risolvere quasi da solo"

Sempre più perplesso, l'angelo cercò un nuovo fascicolo, mettendolo su una pila di altre. Il fascicolo era di Chloe Decker.

Qualche mese dopo. Inferno.

Due demoni si incontrarono per un corridoio dell'inferno. Quello con due piccole corna sulla testa disse a l'altro che aveva invece due enormi corna intrecciate sulla testa

"Da quanto non ti vedo. Come mai da queste parti?"

Il demone con le corna intrecciate gli rispose sbuffando

"Sono nel nuovo corridoio voluto da re Lucifer appena tornato. Un lavoro estenuante"

Il demone con le corta piccole domandò all'altro quasi sottovoce

"Intendi il corridoio speciale? Dove ci sono demoni degli ultimi anelli dell'inferno?..."

Sul viso del demone comparve una smorfia

"...i demoni più feroci?"

Il demone con le corna intrecciate sulla testa annuì positivamente

"Proprio quelli. In quel corridoio ci sono le celle di coloro che volontariamente hanno provocato dolore ad altri, così detti anche sadici. Per di più all'inizio del corridoio c'è un cristallo magico. Questo rivela se i sadici lo sono stati per qualche trauma subito a loro volta o solo perché anime nere come la notte. Io sinceramente non mi impressiono per le torture che quei demoni portano sui dannati ma non si fermano mai. Proprio poco fa hanno finito le lame per le motoseghe"

Il demone con le corna piccole, domandò ulteriormente al collega visibilmente stanco

"In quel posto si trova Dromos con i suoi?"

Il demone annuì di si

"Lui con quelli che hanno obbligato il re al suo ritorno"

Il demone sgranò gli occhi indicando con il dito indice della mano destra verso il cielo nuvoloso dell'inferno. Il demone con le corna piccole non fu meno sorpreso. Videro discendere dal cielo infernale un paio di soldati angelici. Di fronte a tutti c'era Michael fratello gemello di Lucifer. Si notava che l'ala destra era leggermente storta con le piume arruffate. Soprattutto si notava lo sguardo pieno di odio verso il fratello Lucifer seduto sul suo altissimo trono.

Vedendo tutti quegli angeli soldati ma soprattutto il gemello Michael a pochi metri dal suo altissimo trono, Lucifer rise cercando di celare rabbia e risentimento. Disse aggiustando i polsini del suo abbigliamento sempre elegante come sulla Terra

"A cosa devo questa spiacevole visita. Se cercate lavoro come demoni, non vi ritengo degni"

Michael gli disse con un sorriso maligno che preoccupò Lucifer

"Re dell'inferno, devi venire con noi in paradiso. Sarai sottoposto alla prova di affinità con diversi esseri femminili per sposarne una"

Lucifer sfoderò le ali da pipistrello volando via. Michael gli urlò

"Grazie fratello, renderai la cosa più piacevole…"

Dicendo agli angeli soldati con lui

"...Prendetelo! Se serve usate le frecce narcotizzanti"

Lucifer non l'avrebbe permesso. Una volta l'avrebbe fatto perché non voleva legarsi a nessuno. In quel tempo perché l'unica possibile regina che voleva era la sua detective, la sua Chloe. Però non poté sfuggire ai soldati angeli che lo legarono con catene dorate, portandolo in volo oltre l'inferno.

Oltre il cancello del paradiso, Lucifer scoprì che avrebbe avuto l'aspetto da bruciato. Fu condotto in una sala vicino a quella del trono, spinto in un'enorme gabbia. Il gemello Michael gli disse

"Vediamo chi vorrà sposarti vedendoti così. Ti umilieranno tutti"

Lucifer tentò di afferrare l'odiato fratello allungando le braccia tra le sbarre. La risata di Michael che uscì dalla sala lo esasperò come non gli succedeva da tempo.

Il giorno dopo. Palazzo del trono. Pomeriggio.

Charlotte che era ormai un angelo, uscì dalla stanza, correndo verso Jesus che camminava nel corridoio. Gli disse visibilmente preoccupata

"Mio signore, come ordinato sono andata sulla Terra portando un anima viva che era anche mia amica. Devo però avvertirvi che ho fatto altri due viaggi. Perché…"

Charlotte si guardò intorno, continuando sottovoce

"...Chloe senza sua figlia Trixie che conosce ormai tutto non voleva venire. A preteso con loro due anche la demone Maze. Dopo mi sono accorta che c'era un passeggero in piu"

Jesus continuò verso la porta della camera, aprendola. In piedi vicino alla porta a vetri di un balcone c'era una donna bionda di spalle. Voltata era Chloe che indossava un paio di pantaloni premaman di jeans con un evidente pancia di una gravidanza di alcuni mesi. Proprio Chloe disse a Jesus

"Tu puoi spiegarmi come posso essere incinta di quasi cinque mesi se…"

Mosse le mani in aria

"...lui è andato via da un mese circa?"

Una voce più giovane fermò Jesus da dire qualcosa. Vicino alla porta c'era seduta a un tavolo ovale Trixiel e accanto Maze. La bambina disse guardando il figlio di Dio

"Mamma e Jesus!..."

Continuando con un sorriso raggiante correndo da lui

"...Jesus tu puoi aiutarci a riportare da noi Lucifer, vero?"

Jesus capì come mai quella piccola anima avesse colpito così tanto Lucifer, percependo quanti volesse bene Trixie al re dell'inferno. Con calma Jesus entrò nella camera, accarezzando la sommità della testa di Trixie. Segui Charlotte che chiude la porta.

Jesus disse rivolto a Chloe

"Mia cara, come capito da tua figlia io sono Jesus. Sulla tua gravidanza posso spiegarti che si tratta di una gravidanza oltre che straordinaria anche di natura angelica. Questa gravidanza dura appena tre mesi"

Chloe sgranò gli occhi, sedendosi sul bordo dell'enorme letto matrimoniale nella camera, scossa da singhiozzi di pianti. Subito Trixie si precipitò dalla madre, dandogli dei fazzoletti di carta presi dai suoi pantaloni di jeans, dicendo a Jesus

"Nulla di grave, sono gli ormoni impazziti. Faceva così anche quando aspettava me. Piange per un nonnulla"

L'angelo Charlotte raggiunse Chloe sedendosi accanto a lei, dicendo a Jesus mentre massaggiava la schiena dell'amica

"Le ho detto di questa possibilità che Lucifer possa scegliere una moglie. Deve scegliere tra alcune donne scelte dal paradiso che avevano conosciuto fino ad oggi"

Chloe scosse la testa, dicendo con voce ancora rotta

"Io…io non centro nulla. Lucifer merita una moglie eterna come lui…io invecchierò…morirò…lui merita di essere felice"

La voce di Maze le disse con durezza

"Maledizione Chloe! Non pensi che forse la sua felicità sei tu?..."

La demone sempre seduta al tavolo, con i pugni tratti sul tavolo continuò

"...nelle lettere lasciate a me e Trixie da parte di Lucifer, oltre tutto ci chiedeva di proteggerti, aiutarti perché tu sei per lui preziosa più delle stelle create da lui"

Trixie annuì positivamente alla madre che la guardò sorpresa, non aveva mai chiesto cosa aveva scritto alle due Lucifer. Comunque tutto, Chloe disse imperterrita

"No, non posso farlo. Poi sapendo della mia gravidanza, tornerebbe solo per questo"

Ci fu un silenzio pesante per tutti, interrotto da Jesus che disse a Chloe

"Comprendo le tue parole Chloe. Però secondo la tradizione dovrai assistere alla cerimonia di affinità durante il quale Lucifer troverà una moglie. Però ti giuro che non si accorgerà di te o almeno che sei incinta"

Chloe ringraziò con lo sguardo Jesus che uscì dalla camera.

Appena fuori dalla camera, Jesus vide precipitarsi verso di lui Amenadiel, molto arrabbiato. L'angelo gli disse

"Jesus non credevo fossi diventato un essere infimo come Michael. Perché portare…"

Jesus non lo lasciò finire, scomparendo con Amenadiel.

Jesus e Amenadiel comparvero in un giardino del paradiso. L'angelo stava per riprendere il suo parlare con rabbia a Jesus ma questo gli domandò

"Sei a conoscenza che l'amata di Lucifer è incinta?"

Amenadiel lo guardò stupito, dicendo meno arrabbiato

"Io non lo sapevo. Tornato al paradiso per portare Charlotte…dovevo mettere apposto alcune cose…"

Amenadiel fissò Jesus intensamente

"...Jesus non cambiano le cose. Tu potevi lasciarla dov'era tranquilla. Forse non sai che non può essere tra le probabili mogli di Lucifer, essendo un regalo di nostro padre per Lucifer, destinata a lui"

Jesus consegnò ad Amenadiel un foglio, spiegandogli mentre l'angelo leggeva

"Il progetto di nostro padre si distrusse quando Chloe ebbe sua figlia Trixie. Purtroppo nostro padre così stretto nel suo dolore per la ribellione di Lucifer non lo seppe mai…"

Amenadiel non trattenne un sorriso

"...quindi caro Amenadiel, per le regole predisposte da nostro padre Dio, quando un eterno riesce a concepire con un essere di natura umana sono destinati al matrimonio. Perché il loro amore ruppe il sigillo del non concepimento degli alati soprattutto…"

Amenadiel stava per dire qualcosa ma Jesus continuo

"...purtroppo però ora c'è un intoppo…"

Amenadiel tornò preoccupato

"...Chloe non si sente degna di essere la moglie di Lucifer, vuole per lui una moglie eterna e magica. Oltre prova timore che tornerebbe da lei solo perché incinta. Caro Amenadiel io però penso a qualcosa, un piano per fargli capire che sono destinati a restare assieme"

Amenadiel ricordò a Jesus

"Resta sempre un certo Michael. Si rifiuterà ad agevolare minimamente Lucifer"

Jesus ridacchiò, raccontando a Amenadiel

/ inizio ricordo di Jesus /

Michael era in una zona boscosa del paradiso. Indossava un'armatura nera. Vicino a lui un giovane biondo e prestante cui gridava alcune cose. Il biondo indossava un'armatura che assomigliava a quella dell'antica Rima. Il giovane teneva lo sguardo basso. Michael gli gridava

"Maikol la devi smettere di essere così attivo tra gli umani quando mi interpreti. Mio padre mi ha detto di aver fatto un ottimo lavoro con una valanga bloccata"

Il giovane biondo gli rispose, tenendo sempre lo sguardo basso

"Lo so, lo so…"

Allargando le braccia facendole ricadere sui fianchi

"...io sono solo il tuo vice, tu invece il supremo comandante dell'esercito angelico. Io devo darti tempo per rovinare per bene l'infimo lucifer…"

Michael annuì positivamente, sorridendo

"...però delle volte mi giungono preghiere così grandi, così di cuore che non posso non aiutare quelle povere anime"

Una voce fermò Michael dal dire altro

"Dovresti essere tu il comandante dell'esercito del paradiso"

Dalla boscaglia emerse Jesus. Sul viso del biondo Maikol comparve un sorriso sincero che scomparve vedendo lo sguardo irato di Michael che andò incontro a Jesus. Il figlio di Dio disse al gemello di Lucifer

"Michael ma credi sul serio che io non sapessi tutto questo imbroglio?..."

Michael sembrò a disagio

"...ma ora deve finire"

Michael rise nervosamente, dicendo a Jesus

"Non puoi dirlo. Io…io ricordo che sono il comandante dell'esercito angelico"

Jesus scosse la testa

"Lo sei stato fino alla ribellione di Lucifer. Poi tutto fu affidato a Maikol, tra cui il tuo ruolo santo tra gli esseri umani. Bene, ora la dovrai smettere. Altrimenti informerò nostro padre, con prove evidenti…"

Michael strinse l'elsa della spada al fianco sinistro, continuando Jesus

"...ma credi sul serio potresti farmi del male?"

Michael farfuglio, domandando a Jesus

"Quindi tu che dovresti odiare più di tutti Lucifer, tu lo difendi?

Jesus scosse la testa, spiegandogli

"Io credo nella redenzione. Ricorda, io concedo sempre una seconda possibilità. Se deludi anche questa, tu da solo ti trascini nel male con le conseguenze che andrai all'inferno. Fino ad oggi, Lucifer con i suoi sbagli,i suoi peccati lo vedo molto più verso la redenzione di altri. Tu invece, avendo più possibilità di lui ad essere splendente ti sei nascosto dietro l'odio come nostro padre dietro il dolore. Ora basta. Lascerai questa realtà entro un paio di ore. Il commando dell'esercito andrà a Maikol. Scegli tu cosa vuoi fare"

Michael guardò prima il suo ormai ex vice che non abbassava più lo sguardo, scomparendo.

Maikol si avvicinò a Jesus, dicendogli

"Tu credi che accetterà?"

Jesus appoggiò la mano destra sulla spalla sinistra del soldato angelico

"Certo che lo farà. Per iniziare dirà che andrà in missione diplomatica in un altra realtà. Preparati, prenderai del tutto possesso del tuo ruolo di santo"

Maikol quasi sull'attenti disse

"Lavorerò il doppio per essere un buon comandante dell'esercito angelico e nel mio ruolo di santo"

Jesus era certo.

/ fine ricordo di Jesus /

Amenadiel era esterrefatto. Non aveva mai potuto immaginare che il ruolo di santo di Michael era interpretato da un altro. Gli avevano detto del viaggio diplomatico di Michael in un altra realtà ma era certo fosse per scovare qualche altra malvagità contro Lucifer e lui. L'angelo abbracciò con entusiasmo Jesus che ridacchiò a questo. Ripresosi, Amenadiel liberò dall'abbraccio Jesus, domandandogli con evidente meno preoccupazione

"Quindi ora cosa possiamo fare per far capire a Chloe e Lucifer che sono fatti l'un per l'altro"

Jesus gli sussurrò il suo piano.

Qualche ora dopo. Una sala vicino a quella del trono.

Amenadiel e Jesus comparvero nella sala che era più una sala d'attesa per chi doveva entrare nella sala del trono. C'erano già quattro esseri femminili di diverse razze di altre realtà che non li vedevano per magia operata da Jesus. Sempre Jesus disse ad Amenadiel

"Del resto devi occuparti tu. Io vado da nostro padre. Deve andare oltre il dolore per la ribellione di Lucifer"

Amenadiel gli disse prima che scomparisse

"Alla fine di tutto, sempre se Luci e Chloe tornano assieme, pretendo che sappiamo a chi devono la loro felicità"

Jesus gli rispose senza voltarsi

"Ti chiedo per questo di non dire nulla a nessuno, soprattutto a Lucifer. Non vorrei pensasse fosse un modo per controllarlo come nostro padre…"

Jesus si voltò, guardando Amenadiel dritto negli occhi

"...di tutto questo solo io, tu, l'angelo Charlotte e la demone Maze conosciamo tutti i fatti orchestrati da me. Devi giurarmi che mai lo dirai ad altri"

Amenadiel annuì positivamente e strinse la mano a quel fratello che apprezzava immensamente. Subito dopo Jesus scomparve, lasciando Amenadiel non molto convinto di restare con quegli esseri femminili, principessa di altre realtà definite vere ninfomane. Nel frattempo Jesus entrò nella camera da letto del padre Dio.

Il Dio era seduto su una poltrona in una camera quasi al buio. Indossava un mantello nero con cappuccio. Al battere alla porta disse con voce debole

"Michael o chiunque non voglio essere disturbato"

La porta si spalancò entrando un potente vento. Sulla porta c'era Jesus che disse con calma al padre che si era alzato dalla poltrona, trovandosi in una vera tempesta che apri le finestre della camera piena di ragnatele e polvere

"Padre, da oggi devi ritrovare la voglia di essere Dio. Non sei solo per continuare così…"

Il mantello di Dio si aprì, rivelando che Dio era un uomo di colore sulla cinquantina con barba e capelli lunghi, vestito solo con una canottiera e boxer grigi

"...non sei solo, tanti contano su di te. Lucifer un piccolo, minuscolo fatto del passato"

Dio, seppur in balia della tempesta di vento, cercò di dire

"Come ti permetti! Io…io sono tuo padre e Dio"

Tutto il paradiso sentì la voce di Jesus dire con un tono molto arrabbiato

"Allora fai il Dio e il padre!"

Non sentendo la voce di Dio rispondere molto meno iratto

"Va…va bene figlio…non prenderla così male…parliamo"

Intanto nella sala d'attesa della sala del trono, Amenadiel era abbarbicato su una vetrina da parete con dentro dei libri. Le quattro donne di razze diverse di altre realtà erano interessate a raggiungerlo. L'angelo non poteva certo immaginare che esistessero esseri così ossessionati solo dal sesso. Dalla porta entrò Maze che disse rivolta a Amenadiel, ridendo

"Non si sbagliava Jesus. Avevi proprio bisogno di me…"

Rivolgendosi con durezza alle quattro esseri che la stavano raggiungendo

"...ora basta!..."

Che si fermarono

"...Jesus vi ha detto cosa dovette fare?"

Tutte quattro annuirono di si

"...dopo avrete abbastanza oro da avere per giorni partner di ogni genere…"

Indicò con il pugno chiuso Amenadiel, non distogliendo lo sguardo dalle quattro esseri femminili

"...lui non deve essere toccato. Capito?"

Sempre sulla vetrina, Amenadiel era molto affascinato di come Maze riuscisse a comandare quelle quattro furie che annuirono di si alla demone. Sorridendo, Maze si avvicinò a Amenadiel, dicendogli

"Io faccio andare le quattro nella camera da letto scelta. Tu porta Chloe come da accordi"

Uscendo Maze dalla sala con i quattro esseri femminili di altre realtà che la seguivano come cagnolini.

Pochi minuti dopo. Camera degli ospiti del palazzo del trono.

Lucifer camminava nervosamente nella camera, sentendosi come un leone in trappola. Era sempre nella versione bruciata. Si guardò a uno specchio a figura intera, constatando che i suoi eleganti vestiti erano impolverati, spiegazzati e rotti in alcuni punti. Un ricordo della sua detective lo travolse, facendolo sorridere malinconico

/ inizio ricordo di Lucifer /

Lucifer si presentò al distretto di polizia la mattina dopo di quando aveva tentato di farsi sparare dal cecchino. Il suo stile era andato perso dopo la morte del fratello Uriel. Lui voleva essere trattato male, cacciato sentendosi un turpe assassino seppure nessuno lo riteneva tale. Dopo un respiro profondo entrò. Con suo immenso stupore nessuno lo guardava con sorpresa o disgusto. Passando vicino la zona relax che aveva fatto rinnovare interamente ma anonimamente, un poliziotto lo salutò offrendogli un bicchiere di carta con del caffè. Lucifer accettò, sentendosi strano. Vide poi Dan, certo l'avrebbe canzonato per il suo aspetto. Invece Dan gli sussurrò

"Sei un egocentrico. Però capisco passi un momento no. Resti però sempre un esaltato"

Fu puro sbigottimento per Lucifer. Fu la volta della sua amata detective che gli faceva segno con la mano di seguirlo. Vedendola entrare in una sala interrogatori era certo che gli avrebbe detto di non tornare più. Invece successe qualcosa che lo ruppe del tutto nel suo dolore, il senso di colpa per aver ucciso il fratello. La detective gli indicò la sedia accanto a lei, dicendogli con calma

"Ora ti siedi qui raccontando cosa succede. La nostra collaborazione è amicizia non vuol dire a senso unico. Non solo io posso contare su di te, anche tu su di me. La telecamera è spenta. Su avanti, tira fuori il tuo dolore"

Lucifer di sedette tremando leggermente. Senza guardarla negli occhi, raccontò tutto. Il re dell'inferno era certo che la detective avrebbe pensato fossero tutte metafore ma ugualmente l'avrebbe cacciato via. Invece andò tutto diversamente. Chloe gli disse, appoggiando una mano sulla sua appoggiata sul tavolo

"Si tratta di legittima difesa. Purtroppo, delle volte non si può far altro per fermare qualcuno di pericoloso per gli altri. Conosco questo peso che senti ora sul cuore. Credi sia facile anche nel mio lavoro togliere la vita a qualcuno? Non sarà mai facile. Tu devi cercare di accettare la cosa, ricordando che se avevi concesso ogni opzione, tu non puoi pentirti di nulla. Alla fine ognuno deve prendere le proprie decisioni"

Lucifer fu scosso da singhiozzi di pianto, ritrovandosi in un abbraccio della detective, della sua splendente Chloe. Quel giorno servì molto a Lucifer.

/ fine ricordo di Lucifer /

Si aprì la porta della camera. Le quattro esseri femminili di altre realtà si avvicinarono a Lucifer che salì sul letto matrimoniale in mezzo alla camera. Un giovane angelo fu spinto dentro da Maze, dicendo mentre leggeva una pergamena dorata

"Si fa presente al signor Lucifer che nessun essere di altre realtà vuole divenire sua moglie. Solo queste quattro dame hanno accettato un compromesso. Dopo…"

L'angelo sembrò sorpreso di quello che leggeva però lesse

"...avervi provato in quarantotto ore di amplessi, una sola sarà vostra moglie"

Lucifer disse esterrefatto, guardarono le quattro esseri femminili intorno al letto, pronte ad assaltare la loro preda

"Vi rendete conto che sono terribili?"

L'angelo alzò le spalle, uscendo dalla camera, chiudendosi la porta. Lucifer non immaginava che nella camera fossero entrati altri due, nascosti da un mantello dell'invisibilità. Erano Chloe e Amenadiel.

Chloe domandò a Amenadiel

"Quindi non può vederci e sentirci?"

L'angelo gli rispose

"Proprio così Chloe. Inoltre ricordati che in paradiso la vita dentro di te non rischia nulla. Anche se lotti con qualcuno, non avrebbe conseguenze"

Chloe ridacchiò

"Non avrei proprio…"

Si bloccò di colpo, dicendo preoccupata

"...però ricorda il nostro accordo. Appena iniziano faccenfo sesso, andiamo via"

Amenadiel le confermò

"Ti giuro, andremo via"

Chloe tentava di non provare nulla per Lucifer. Però le sembrò eccessivo quelle quattro che si buttarono letteralmente su Lucifer. Lo senti urlare ma non di piacere, era certa. Accanto a lei, Amenadiel le disse, con finta noncuranza

"Purtroppo deve subire questo. Nessun altro lo vuole. Tutte le altre interpellate lo vedono come un mostro"

Chloe disse con le lacrime che gli piangevano agli occhi

"Maledette dicerie. Anche la versione bruciata di Lucifer la trovo bella. Dovrebbero conoscerlo…"

Chloe quasi sussurrò ad Amenadiel

"...fermale ti prego. Non merita questo"

Non attese la risposta di Amenadiel, togliendosi da sopra il mantello dell'invisibilità, gridando alle quattro esseri femminili che avevano quasi del tutto denudato Lucifer

"Lasciatelo stare! Via! Via andate via!"

Le quattro come ordinato da Maze, si precipitarono fuori la camera. Lucifer che era legato con corde e una benda sugli occhi, domandò confuso, riconoscendo la voce della sua Chloe

"Detec…Chloe sei qui? Sei tu?"

Mentre Amenadiel uscì dalla camera, Chloe si precipitò sul letto, togliendogli le corde e la benda sugli occhi. Riempì di baci quel viso bruciato che per un periodo era stato solo terrore per lei. La sorpresa con la gioia di lucifero divenne pura preoccupazione. Disse mentre dava anch'esso baci alla sua adorata Chloe

"Chloe ti prego…devi andare via…non posso farti questo…"

Facendo male a sé stesso, Lucifer si alzò dal letto. Mezzo nudo, in piedi vicino al letto, spiegò a Chloe che non poteva lasciare l'inferno e il fatto che era un miracolo fatto dal padre Dio per lui.

Chloe ascoltò ogni parola di Lucifer con attenzione. Sul fatto di essere un miracolo, in pochi secondi decise che non gli importava. In fondo, disse a se stessa, prima dell'arrivo di Lucifer vedeva un po' tutto andare male. Il lavoro quasi non le piaceva più, il matrimonio era andato male. Le restava come unica gioia solo Trixie. Con Lucifer arrivò una ventata di novità e anche magia come diceva sua figlia Trixie. Disse convinta, in ginocchio sul letto

"Non mi importa. Perché io ti amo, un amore che non baratterei con nulla…"

Ecco però i dubbi di Chloe

"...piuttosto io posso rovinarti l'eternità…"

Chloe portò davanti al ventre un cuscino per nascondere la gravidanza, con lo sguardo sorpreso di Lucifer

"...tu meriti una moglie eterna come te. Non una che invecchia e muore"

Lucifer tornò accanto a lei, dicendo sicuro

"Chloe, amore mio…"

Lucifer non poteva credere di averlo detto, era certo di non essere capace di dire parole da innamorati, cercando di non lasciare vincere le sue paure continuò

"...tu per me non sarai mai brutta, anche anziana con tante rughe. Sei più bella delle donne che furono dette belle…"

Chloe sorrise commossa, vedendo infinito amore in quello sguardo con occhi di fuoco

"...grazie a te conosco l'amor proprio, la vera dolcezza e l'amicizia senza chiedere nulla in cambio. Chloe…"

Chloe sentiva una stretta piacevole al petto sentendo il suo nome detto da Lucifer

"...io ti amo. Anzi no, ti amo infinitamente"

I due si baciarono. Lucifer allontanò le labbra dalla sua Chloe, domandando

"Chloe perché la tua pagina sembra avermi dato un calcio?"

Chloe abbracciò il suo re dell'inferno, spiegandogli

"Potrai fare il padre stacanovista. La mattina all'inferno e poi da me e…"

Portò la mano destra di Lucifer sul ventre gonfio

"...con la vita che abbiamo creato e Trixie"

Lucifer tremò. Non credeva mai di poter essere padre. Aveva accettato la possibilità di essere un patrigno per Trixie. Essere padre era qualcosa di impensabile per lui. Una conferma ulteriore quella vita che cresceva in Chloe che il loro amore era vero, non creato da altri. Lucifer non ebbe la forza di dire null'altro che

"Chloe io ti amo"

Qualche ora dopo. Attico.

Lucifer si presentò a Trixie nella versione bruciata, constatando che veramente la bambina non aveva paura di lui. Poi nella forma angelica, comunicò con Chloe accanto a lui

"Ci sposeremo dopo la nascita di questo miracolo d'amore…"

Maze accanto a Trixie era certa che gli occhi della bambina fossero divenuti a forma di cuore così era felice

"...farò avanti e indietro dall'inferno. Nulla mai più mi impedirà di far parte di questa famiglia…"

Abbraccio di Trixie che non dispiacque a Lucifer con Chloe che cercava inutilmente di frenare le lacrime

"...del quale fai parte anche tu Maze"

La demone disse, cercando di celare della commozione

"Non aspettarti un abbraccio"

Risero tutti non accorgendosi che nel balcone c'era Jesus con alla sinistra il padre Dio rimesso a nuovo. Erano invisibili a tutti. Il Dio disse sorpreso

"Avevi ragione. Si avvicina sempre più alla redenzione. Quando vuoi dirgli che Chloe non era più un miracolo per lui dalla nascita della figlia"

Jesus gli rispose

"Magari come regalo per la nascita della loro prole…"

Jesus ridacchiò, continuando al padre Dio

"...in arrivo un'altra tua nuora"

Nell'attico giunse Linda che dopo aver abbracciato il suo amico e paziente, ascoltato cos'era successo ignorando tutti, tranne Maze, la macchinazioni di Jesus, la terapeuta disse a Lucifer

"Complimenti Lucifer. Diventerai un ottimo padre come sei un ottimo zio"

Lucifer da sempre così incerto su se stesso, decise di essere certo di riuscirci. Si sentì un tonfo dietro tutti. Nel balcone c'era seduta sul pavimento l'angelo Charlotte con le ali bianche e visibilmente dolorante sul fondoschiena. Accanto a lei planò Amenadiel che rinfodero le grandi ali grigie, dicendogli mentre Maze li aveva raggiunti

"Devi imparare meglio l'atterraggio…"

Rivolto a Maze che aiutava l'angelo Charlotte ad alzarsi dal pavimento

"...Non voleva proprio stare in paradiso. Forse può aiutare con Dan e Ella per sapere tutto di noi e soprattutto Lucifer"

La demone altrimenti aveva già deciso di picchiare Dan.

Dentro l'attico Lucifer aiutò la sua amata Chloe nel sedersi su una poltrona, dicendole dopo averla baciata sulle labbra

"Dimmi, vuoi qualcosa da bere, mangiare o cosa?"

Chloe diventò a un tratto come timida, guardando la figlia Trixie che si avvicinò ai due, dicendole

"Mamma non fare la bambina. Ora che anche Lucifer può aiutarti. Devi confidarti con lui…"

Trixie si rivolse a Lucifer

"...Lucifer devi avere molta pazienza con lei. Di solito non aveva quasi mai bisogno di qualcosa, lei aiutava tutti. Si vergogna quasi"

Chloe era così orgogliosa della sua scimmietta, dicendo a Lucifer con gli occhi lucidi ma felice

"Ora come ora vorrei tanto stendermi nel tuo morbido letto con te accanto. Mi sei mancato così tanto"

Andando proprio nella camera da letto.

"Penso proprio di sì…"

Guardando l'angelo Charlotte

"...soprattutto con un aiuto speciale"

La demone era d'accordo.

Nel balcone, sempre invisibile agli altri con il figlio Jesus, Dio gli domandò

"Pensi mi faranno mai essere parte della famiglia?"

Jesus gli disse mentre scomparivano

"Per tutti può esserci una seconda possibilità. Guarda Lucifer"

Dio ci sperava.

FINE

La demone Maze si avvicinò alla sua piccola amica umana, cui domandò, notando gli occhi lucidi di Trixie

"Commozione di gioia?"

Trixie gli rispose

"Si Maze, perché il mio paradiso, la nostra famiglia speciale l'abbiamo nuovamente riunita"

Un dubbio per Maze

"Pensi che tuo padre accetterà tutto questo?"

Trixie disse sicura