La volpe anticipa il risveglio dal pisolo con una fievole spinta sul mio braccio e continua imperterrita finché non si convince che io sia in piena coscienza. Con un abbraccio mi tira per poggiarmi sullo schienale del letto, che in realtà è l'armadio attaccato dietro e l'ospite, come lo ha chiamato lei, sarà arrivato ormai. Invita qualcheduno a mostrarsi, a non essere remissivo e la chioma rosa si aggiunge a noi. Mi sorprendo nel vederla e mi compiaccio che stia bene, meglio di me sicuramente. La conversazione è regolata da Ahri, che con un'occhiataccia diretta a Kai le taglia in gola le risposte ai miei infiniti interrogativi sulla scuola. È incavolata nera con Kai'Sa. Che sta capitando ultimamente: Guardiane Stellari, io che mi trovo fasciato, Ahri che risorge dal mondo dei morti, Kai'Sa che si fa comandare a bacchetta da una tizia che in teoria non dovrebbe nemmeno conoscere. La nove code s'intromette di prepotenza, eviscerando la situazione fin al suo nocciolo e chiedendo cosa io ricordi prima di essermi svegliato con lei accanto. Sforzo i neuroni al massimo, zero assoluto. Le confido che rammento tante luci con una svariata quantità di colori diversi e a seguire un dolore mai provato prima, ma non saprei dire se è durato un instante o un secolo. Kai si morde le labbra, gestisce l'ansia come meglio riesce e sospetto che la sua presenza ha a che fare con la pantomima delle SG. In piena sincerità me ne sto infischiando di come io mi sia ridotto a una mummia con l'enorme quantità di bende che mi avvolgono, son affamato di risposte e non sulla chioma rosa, ma sulla immotivata scomparsa di Ahri. Lei aveva promesso che l'avrebbe spiegato, ma so che nessuna spiegazione potrà mai aggiustare il passato e correggere un errore simile. Non vi è una soluzione, non importa quanto la si cerca o vi si possa andar dietro, perché semplicemente non esiste. La nuova arrivata siede nello sgabellino dove la vastaya si era messa a leggere stamane e rimane confusa nel sentirmi chiedere come mai la stessa volpe sia ancora viva. Se Ahri è viva e le due si conoscono, dalla reazione sembra che Kai non sapeva della relazione che legava me e la nove code. Non mi sconcerta come cosa dato che la volpe, di nome e di fatto, è sempre stata alquanto riservata rispetto alla vita privata, specialmente la sua vita privata, persino il giro di amicizie che intratteneva con la migliore amica Sarah lo ha scoperto dopo qualche mese. Che fine avranno fatto, non ne ho idea. Forse erano Guardiane Stellari anche loro. D'un tratto ricordo che il gruppo della chioma rosa è formato da sole guardiane, avevo normalizzato come Xayah e Rakan fossero SG senza collegare le due cose. Che errore grossolano ed ho bisogno di risposte sincere, non riesco ancora a credere totalmente che la ragazza sia viva.
- Ahri, com'è possibile che tu sia viva?
La chioma rosa presta ascolto in silenzio assoluto e sta in silenzio pur di capirci qualcosa.
- Ho colto un'occasione.
No, non mi basta. Per nulla. Che significa che ha colto un'occasione, quale occasione. Voleva rompere e quindi si è finta morta, ma che ragionamento idiota e cretino sta tirando fuori, non è da Ahri. Se si sta trattenendo per non ferirmi, deve sapere che non vi è più nulla che possa ferirmi e se lo ha fatto di proposito sappia che non è stata indubbiamente la migliore delle idee.
- Alex, ascolta… Capisco la tua rabbia.
No, non la capisce. Non sono arrabbiato perché se n'è andata, sono arrabbiato perché era fasullo. Poteva tornare tranquilla, poteva esserci, potevo esserci io per lei se il problema era il segreto delle SG. Le sarei stato sicuramente accanto, non l'avrei giudicata e men che meno lasciata. Non mi conosceva allora se ha pensato che era meglio svanire piuttosto che affrontare i problemi, qualunque essi fossero. Era diventata la mia gioia e mi era stata portata via, invece ora scopro che è stato intenzionale. Ma che le ho fatto da meritare così tanto odio, pensavo ci amassimo. Se ora non sto piangendo è solo perché ho finito le lacrime sta notte, quando ho ritrovato la mia volpina vicina.
- È una maledizione per noi innamorarsi, caro Alex. Noi possiamo vivere miliardi di anni e spesso dimentichiamo gran parte della nostra vita o li rileghiamo in modo tale che i ricordi non ci opprimano, ma gli affetti ce li portiamo dentro in eterno. Prima o poi ci saremmo separati, non lo avrei retto.
Il racconto mi pugnala alla gola non riuscendo a respirare, una guardiana dunque deve rinunciare agli affetti per poter svolgere il suo compito. Per un fine più alto, che scusa comoda. Io avrei combattuto per lei a parti invertite, invece ha preferito scappare.
- Scappare è tipico di Ahri. Sai, con me è successa la stessa cosa e mi ha lasciata morire.
Seduta sulla finestra, con una gamba a penzoloni, trovo Xayah che rimira un paio di piume intersecate fra le dita, facendole scorrere da una nocca alla successiva, come se esse fossero più un fluido che oggetti solidi. Kai'Sa l'aveva notata dall'inizio e ha preferito comunque non interrompere. Una catena di pensieri e contro pensieri sta avvenendo attorno a me, una piccola gara di presa di posizione. Kai'Sa e Xayah sanno insinuarsi nella mente e quando la piumata faceva riferimento a "quell'altra" stava sicuramente parlando della nove code a questo punto. In ogni caso, in che senso la vastaya è morta. Non ci capisco più niente e che ci appizza Ahri poi. Sto impazzendo, perché dev'essere tutto così complicato. La piumata se ne va come è arrivata, in silenzio, aggiungendo solamente che era passata a trovarmi per ragguagli sulle mie condizioni. Non dà l'impressione di essere troppo preoccupata per me, nonostante sia stata lei a invitarmi quella notte, mi aveva avvertito però che sarebbe stata una mia scelta. Usando come termine di paragone Xayah e Rakan, loro vivono tranquillamente la loro storia d'amore, cosa avremmo avuto di diverso io e Ahri insieme. Forse non essendo io una guardiana sarebbe stato troppo difficile superare questo scoglio per lei, ma non mi ha neanche dato la possibilità di provarci, neanche un minimo di fiducia.

Un amore troppo profondo fa cadere una stella. Non è una semplice frase ad effetto è letteralmente quello il senso e comprendo maggiormente la frustrazione di Akali nel continuare a ripetermi a noia che il giuramento alla Prima Stella non dovrebbe essere una condanna. E se fosse innamorata anche lei, me lo avrebbe detto, penso. Io non rinuncerò al mio compito da guardiana, più male fermiamo, più persone salviamo. Però, quant'erano le eventualità che la vecchia cotta del mio mentore diventasse anche la mia e cosa sarebbe accaduto se le avessi semplicemente detto il nome del ragazzo che mi piaceva quando eravamo lassù, su quei tetti. Quest'agonia sarebbe stata risparmiata. Lux, tu che avresti fatto al mio posto. Non comprendo la strada indicata dalla Prima Luce, perché mi sta accadendo ciò. Ho solo una vita, davvero devo rinunciare a essere felice, davvero tale è il destino delle guardiane o può esserci una scappatoia. Né io e né Ahri esigiamo un uomo a completarci, siamo fiere di chi siamo, non è questo il punto. Ai nostri occhi lo scorrere del tempo è relativo, un battito di ciglia e sono passati mesi, una notte di riposo possono essere decenni. Stanno proseguendo a discutere, con Ahri che sta subendo il dolore emotivo del ragazzo senza provare a giustificarsi, non perché pensa di essere in ragione, ma proprio perché ha piena consapevolezza di essere in torto. In un certo senso, ammiro la scelta della volpe, alla fine ha rinunciato lei a vivere qualche anno accanto a qualcuno a cui era legata anziché rischiare di coinvolgere quel qualcuno in una questione di proporzione astrale. Non è stato un atto di egoismo, esso è stato un estremo atto d'amore verso Alex. So cosa fare adesso, seguirò le orme impresse dalla nove code e imparerò dai fallimenti affinché io possa essere felice. C'è molto di più in me che essere una Guardiana Stellare e non devo condurre per forza una doppia vita, non con lui.

- Ti sbagli eccome! L'ultimo anno e mezzo è stata una scalata in purgatorio!
- Però l'hai scalato.
- Preferisco morire, piuttosto che vedere di nuovo qualcuno che amo sparire!
- E infatti ci sei andato molto vicino.
Una visione, una lama bianca e una punta d'acciaio mi trapano la pelle e le costole su lati opposti del busto, due armi rivolte contro me e due persone che per qualche ragione mi vogliono morto. Una rapina o per divertimento, non saprei dirlo con certezza, le immagini sono sfocate. Vedo rapidi punti di luce sfrecciare dappertutto come fossero stelle cadenti in piena notte di San Lorenzo. Sento voci, ma son troppo ovattate perché io possa captare qualche parola logica e non cigolii. Sono Guardiane, riconosco Rakan con l'ala alzata per proteggere la compagna dai detriti di un botto scoppiato davanti a noi. Non riesco a mettere a fuoco la persona che grida il mio nome. Più vicino. Solamente più vicino. Eccolo, un viso familiare intriso di costernazione, di agghiacciante smarrimento. Il volto di Kai'Sa ricolmo di sensi di colpa. L'uragano di memorie agita i giorni appena trascorsi e li riporta a galla rendendo leggibile gli eventi che coinvolgono le due amiche, sia l'intervento benedetto delle due vastaya per salvarmi. Mi accorgo che la chioma rosa calza la divisa della Valoran Accademy, il che appunta come stia attivamente frequentando i corsi. Menomale, la Kai'Sa di tutti i giorni è nella norma. Ahri direziona le orecchie, lei deve aver catturato un suono impercettibile e difatti il trio torna ad essere un quartetto con l'aggiunta di mio padre. Egli si butta a capofitto, con braccia aperte suscitando tenerezza nelle due ospiti. Per festeggiare la mia ripresa non perde tempo né a lavarsi, né a cambiarsi, indossa il giubbotto sopra il pigiama e il primo paio di pantaloni raccattati nell'armadio per andare da Atreus, il proprietario del "Il Forno Della Montagna Di Pantheon", a prendere qualcosa per cenare. Atreus e papà andavano a scuola insieme da piccoli, ma non si son mai frequentati davvero, giusto ogni tanto si ritrovavano e sa che la pizza in teglia che cucinano lì è la mia preferita, la nove code si offre di accompagnarlo. Da quel che ho inteso, è la prima volta da che son a letto bendato che Ahri esce da casa, le farà bene respirare una diversa aria. È superfluo aggiungere che la ragazza è pressoché costretta a rimanere a cena, l'esuberanza di mio padre è difficile da rifiutare. La chiusura del portone, annunciata dal tonfo del chiavistello, da modo a me e alla chioma rosa di stare in solitudine per proseguire la nostra chiacchierata. Kai'Sa è arrovellata e sta scegliendo le frasi da dire con attenzione, io invece son sereno di vederla in salute, se l'erano date per bene con Akali. In un ammasso di frammenti di storie bugiarde, sapere che lei sta bene è uno spiraglio al termine di un lunghissimo tunnel.
- Alex quel che ti abbiamo fatto… Che ho fatto… Io…
- Stai bene?
Rilascia un lungo sospiro prima di replicare, mi dispiace sia così demoralizzata. Non è stata propriamente colpa sua, o di Akali, o di Ahri, o di chiunque altro, non dovrebbe starci male. Non mi spiego però come mai con Kai'Sa ho avuto subito una sensazione che qualcosa in lei non andasse, mentre con le altre guardiane non è accaduto nulla del genere, volpe compresa.
- Si, sto bene. Xayah mi ha raccontato per quale motivo eri lì.
Se la citata ha spiegato la motivazione della mia presenza alla radura, allora non vi son più segreti sui miei sentimenti. Peccato, speravo di non guastare il nostro rapporto, ma sarebbe stato inevitabile con l'avvento della volpe sulla scacchiera e delle mille faccende a far da contorno. Questa cosa, questa Prima Stella, consacra le SG al loro compito impedendole di invecchiare perché costantemente rifornite di energia. Ahri se n'era andata a causa di quello e anche se con Kai'Sa fosse andato in porto, probabilmente sarebbe sparita prima o poi rinnegando un ipotetico "noi". Non sono più disposto a essere parte di un gioco dove non ho possibilità di vincere in alcuna maniera, questa è una mano con dadi truccati.
- Kai, è stato un incidente. Un incidente dovuto al fatto che mi piaci, ma a mie spese ho capito che una guardiana non può innamorarsi davvero. Possiamo rimanere amici però, ti va?

Mi ammira con uno sguardo dolce, carico di preoccupazione e di rammarico. È paradossale come con un piccolo soliloquio ha liquidato un accaduto che avrebbe potuto ucciderlo, magari in un'altra vita saremmo stati più che amici. Io non avrei problemi ora come ora ad affrontare di petto l'argomento, ma lui non mi sembra persuaso e non fa testo quel che ha detto, il suo cuore appartiene ancora ad Ahri. Non so che rispondere, tranne che accetterei la meravigliosa follia e sarei felice di cominciare una storia con Alex, ma è impossibile. Gli piaccio, certo, lo ha dimostrato eppure, per quanto possa convincersi che si sia preso una cotta con me, il suo affetto appartiene alla vastaya. Ho notato come intravedeva la capitana, come veniva rapito dai movimenti durante il litigio unilaterale e come la rabbia era più disappunto che altro. Che sognatrice che sono, mi vien da ridere per nascondere il dispiacere, ho inutilmente passato intere giornate a ponderare sulle guardiane, su di me e sulla mia vita, per un ragazzo che nemmeno potrà essere mio. Però, devo dire che è stato un bel sogno, non lo cancellerei se potessi tornare indietro. Xayah mi dice sempre di combattere, quindi gli dirò come la penso e che son disposta lo stesso a provarci. Per mia sfortuna, molto convenientemente, i due che erano usciti rincasano e inseriscono un freno alla conversazione con Alexander. Non ho risposto esplicitamente alla domanda del ragazzo, avremmo modo di ritrattare la questione in futuro, ora bisogna pensare a mangiare. Un tavolo con una tovaglia marrone è piazzato in mezzo alla cucina allargata, v'è parecchio spazio per due persone. La leggera atmosfera risana le preoccupazioni di un padre distrutto che spiega al figlio le dinamiche degli ultimi giorni. Gli espone che Kassa Din, innegabilmente mio strettissimo parente, uno dei più famosi storici, linguisti, imprenditori del periodo contemporaneo li ha supportati in ogni maniera ed è lui a sostenere, ad aiutare le SG in tutto il mondo. Ha fornito i documenti basilari per evitare il licenziamento del padre e la sospensione da scuola per Alex per "motivi di salute giustificabili" dopo il grave incidente in auto subito. Su mia richiesta, il ragazzo è stato visitato da Shen, che ha fornito i dettami necessari affinché potessimo aiutarlo più efficacemente, era il minimo che potessi fare. L'ambiente si riempie di aneddoti divertenti, la pizza è tanto buona e per una manciata di ore pare che si sia ripresentata la normalità. A fine serata chiedo alla capitana di rientrare insieme, mentre declino il gentile invito di un passaggio in auto dato che preferisco aver opportunità di dialogare con Ahri riguardo le squadre. La furba volpe respinge la proposta, mettendomi al corrente che vivrà con i due maschietti per un po'. Io immagino sia per quel che ha detto Sona ieri, che la troppa energia stellare usata sull'adolescente possa portare a conseguenze più gravi dei benefici. Son per strada, sui mezzi e manca ancora molto alla mia abitazione. Potrei usare il volo per sbrigarmi, ma non sarebbe giusto, al di là se mi scoprissero o meno. È quasi notte fonda e una tediosa sensazione di insoddisfazione che mi sta attanagliando, non so cosa sia o il pretesto di tale turbamento. Gelosia nei confronti di Ahri, ira per lo smembramento del gruppo o per le condizioni di Alex. No, è qualcosa di più recondito, di più radicato. Sento di aver fallito, di aver fallito come guardiana, come amica, come figlia. All'interno del bestione costruito con pistoni, ruote e motori, v'è tanta gente nonostante l'orario. Potrei spiare i vari passeggeri e intrattenermi con le buffe fantasie che qualcuno sta pensando, ma a che pro. Non riconosco nessuna delle loro facce e mi domando quanti di loro abbiano perso qualcuno o qualcosa dopo che Zoe ha sferrato meteore su Valoran, oppure quanti son stati salvati dall'operato di Lux e delle guardiane. Io ero lì, anzi no, rettifico, eravamo lì, io e Akali, con un bel posto in prima fila. Eravamo lì a vedere la depravazione del mostro dall'infantile aspetto ingigantirsi a dismisura e con il semplice battere dei piedi aprire voragini dal quale sgorgavano farfalle dorate, oltre che uno strano liquido nero e salmastro. Cosa non ha fatto Sarah per tenerci al sicuro rischiando di cadere vittima della stessa oscurità che corrodeva Xayah e Rakan, pur di proteggerci. Siamo arrivati al capolinea, scendo. È inutile mandare un messaggio per avvertire del mio rientro, la porta è sempre aperta e il cancello lo scavalco facilmente, ma non è la vera motivazione. Il proprietario dell'appartamento è sempre rinchiuso nel suo studio ed è circondato da migliaia di libri, alcune edizioni e stesure risalgono al medioevo o addirittura in un periodo addietro all'anno duecento. Ve ne son davvero di tutti i tipi, con particolari pezzi stipati in teche controllate, poiché se esposti ad aria potrebbero ammuffirsi o ridursi in frantumi. Ha un che di fascinoso, di ammaliante devo ammetterlo ed e totalmente impossibile stimare, dare un prezzo all'intera collezione bibliofila stipata nelle lunghe e alte librerie dello studio e del soggiorno. Solo il bagno si è salvato, perché l'umidità rovina la carta. Quello e la mia stanza, per fortuna non mi ha mai obbligato a seguire la sua ossessione. Le vetrine in abete e i modani degli scaffali sono curvati dal troppo peso della carta, tant'è che alcune mensole hanno dei piccoli rinforzi in alluminio sotto. Avevo la percezione in tenera età che Kassa cercasse qualcosa di preciso, nella mia ingenuità pensavo che stesse cercando la mamma e poi ho compreso che con ogni libro letto accresceva il proprio ego, che non cercava altro che soddisfare sé stesso e la sua sete di sapere. Mi distendo in camera, buio pesto, servirebbe un po' di luce e di quella posso averne quanta ne desidero. Dovrei mantenere coerenza e non usare i poteri, però un piccolo scorcio di energia stellare non causerà troppi danni collaterali, non si parla del volo Ina fa sbocciare una piccola lingua di luce bianca nascente dal palmo della mia mano, mi sta aiutando. Non sono io ad averla divampata e se non stata io, mi sento molto meno in colpa. Uso la fiammella posta per tenermi al calduccio sotto le coperte e per illuminare le pagine di un libro per ragazzi preso dalla vetrinetta dove collezionavo le mie piccole passioni. Non ho la sua ossessione, ovvio, ma non significa che non mi abbia trasmesso la passione per la lettura. Non ho mai avuto grandi pretese nella lettura e neanche Kassa mi ha mai imposto un genere o un titolo specifico, seppur ogni tanto insisteva con qualche sua fantomatica sparata del leggere cose tipo il Corano o la Bibbia, assai belli certo, ma avevo sei anni. Non era per indottrinarmi a qualche religione specifica, lui è convinto che i testi sacri siano reali e che lo studio approfondito di tali libri sia un dovere e una responsabilità. Un fanatico della propria professione, purtroppo. Mi ha appassionato alla lettura di libri come "Le mille e una notte", "Le avventure di Tom Sawyer", "Le avventure di Pinocchio" e così via, anche se devo concedere con una certa vergogna che ho diminuito il numero di libri che leggo ogni anno. Dire che ho troppi impegni o che non mi va più leggere sarebbe pressoché una scusa poco credibile, in verità è perché sono diventata una SG. Tutti quei mondi così fantastici, strapieni di creaturine magiche e orrendi orchi, di asini parlanti e di mele avvelenate si son concretizzati, letteralmente hanno preso vita. Io son una di quelle protagoniste impavide, dal tragico passato che cerca il riscatto, una storia scritta tutta per me insomma. Invece non è una storia di nero su bianco, bensì è la realtà e non un libro con l'ultima pagina già redatta dove si può conoscere il finale in anticipo. La luce si attenua e un minuscolo sbadiglio prende piede, uso la mano per coprirmi la bocca anche se vi son solo io, piccola deformazione professionale. Quante pagine durerà la mia storia, una, due, duemila, infinite. Se Ahri e Xayah potessero scrivere la loro storia, quante pagine sarebbe lunga. Quella di Quinn e Rell sicuramente sarebbe la storia più breve, sono le ultime arrivate e si son trasferite da poco da Kiiso a Valoran City. Nilah è la più antica tra noi, ma non v'è una vera esigenza di scrivere la sua storia visto che sta sempre a raccontare ogni gesta di proporzioni epocali del settimo strato di cui fa parte. La storia di Lux quante pagine sarebbe, oppure quella di Senna o Orianna. Quella di Sarah sarebbe simile ad Ahri, son migliore amiche da che sono guardiane e la lealtà che le affiata è pari a poche. Seraphine e Sona utilizzerebbero un quaderno pentagrammato per descriversi, rido al pensiero di come comunicherebbero con l'uso delle note. O di Harp. Già Harp, o per meglio dire, Fiddlesticks, l'antico terrore. Un assortimento snaturale di braccia e artigli, con gambe deformate e capovolte che terminavano in due spuntoni. In una mano reggeva la catenella con la lanterna imprigionante una stella spenta e nelle grinfie opposte aveva un piccolo falcetto simile a quello utile per mietere il frumento. Due delle tre braccia erano costituite da uno svariato accumulo di arti e mani sovrapposte scivolanti lungo diversi bastoncini aggrovigliati in un unico filamento più grande. La bocca senza labbra e senza denti che allo spalancarsi rivelava una lingua verde e lunga, le risate che emetteva erano come se il diavolo avesse racchiuso in un irripetibile suono tutte le urla delle persone. Il terrificante seviziatore aveva una corona fusa alla testa enormemente allungata, simile al pezzo del re bianco negli scacchi e al posto degli occhi non pupille, bensì due buche che elargivano abbagli di estranea luce arancione e verde. Camminava strascicando l'arto tri artigliato sul terreno emanando un cigolio disturbante come di un gessetto strisciato sulla lavagna per rigarla. L'addome era una gabbia che conteneva un piccolo frammento della Harp originale, custodito invidiosamente e che scherniva o sfregiava ogni qual volta potesse. Si nutriva delle paure e dei dubbi di Akali che per poco non cadde. Mettemmo fine alle sofferenze senza età di Harp con un'inconcepibile alleanza con Zoe e un altro membro della prima squadra di Guardiane mai esistita. Pronunciare il nome della traditrice sarebbe solo fiato sprecato, mi rifiuto di darle attenzioni. Estirpammo Fiddlesticks da questa realtà e donammo ad Harp un sereno addio insperato dopo innumerevoli millenni, mi domando quindi quante pagine sarebbe lunga la storia della sventurata ragazza. È difficile immaginare di poter descrivere una vita così lunga su un singolo libro, forse è impossibile. Il tempo è un fattore che condiziona profondamente la coscienza umana, tant'è che si suol dire che solamente le pietre sono eterne e non esistono parole, se non qualche manciata, per poter rappresentare una vita scandita non in giorni o mesi, ma in millenni. La lucina nella mano trema similmente alla fiammella di una candela, sto per addormentarmi. Forse dovrei accantonare un attimo il leggere per scrivere un messaggio ad Alex, ma se lo leggesse Ahri sarebbe un problema. Non gli ho più detto come la penso, vorrei lasciarmi la faccenda alle spalle per concentrarmi su me e sulla squadra ancora frazionata tra la vastaya piumata e quella codata. Non trovo senso nel disegno delle due capitane, ma per ora è meglio starsene buone. La cerniera del cuscino riflette il flebilissimo pallore della lucetta in procinto di spegnersi. No, mi sento in dovere perlomeno di interessarmi allo stato di salute di Alex. Invio ed il messaggio non arriva, il cellulare sarà spento. Ho provato. Scendo dal letto in punta di piedi, Ina sta oziando sotto le lenzuola e non mi va proprio di svegliarla per rimettere in libro a posto. Lo studio di Kassa è illuminato come fossimo in pieno giorno e, sentendomi camminare, viene fuori dallo studio per chiedermi se qualcosa non va e nel frattempo che sistemo il libro aprendo la vetrina, mi chiede notizie sul ragazzo in convalescenza. Gli rispondo che sembra si stia rimettendo, che Ahri baderà a lui il tempo necessario e ha già provveduto a spostare la poca roba che la riguardi da Alexander. Soddisfatto della risposta e senza mai staccarsi dai suoi appunti ritorna dentro la stanzetta. Il salone è immensamente più grande di quel gretto stanzino, con tutti quei sfarzosi divani e il tavolo in legno massiccio, ma lui dice che uno spazio stretto aiuta a mantenere le idee vicine e ad organizzarsi meglio. Chi lo capisce è bravo, non so come Shen lo regga, forse perché è un santo. Basta temporeggiare, domani, anzi, oggi devo andare in Accademia presto e continuare con il recupero dei test e degli esami orali. Liscio Ina un pochino, che risponde con piccoli versetti di piacere e mi addormento insieme a lei. Ho fede nella Prima Luce, in Akali, in Lux, in Xayah e Rakan, in Ahri e in ogni guardiana, qualunque cosa accada avremmo certamente la forza di resistere e affrontare il destino per quanto avverso e meschino. Ho fede.