Buona lettura!

Sanae78

"Shinkara"

di Sanae78

Capitolo 2

Lei

Tsubasa è strano da ieri.

Lo scontro con Urabe e i suoi amici deve averlo provato più del previsto.

E' stato umiliato da quei quattro che apparentemente sono riusciti a prendergli la palla senza alcuna difficoltà.

E anche quel ragazzo, Nitta deve averlo preoccupato.

Credo che si sia reso conto che la strada che la porterà a realizzare i suoi sogni sia irta di ostacoli.

Ci saranno sempre dei nuovi avversari da affrontare e non può permettersi distrazioni.

Oggi avevo in programma di accompagnare Yukari a fare shopping e per questo ci eravamo incontrate in un bar del centro.

Quest' anno dovremmo affrontare gli esami di ammissione alla scuola superiore e stavamo parlando del fatto che Tsubasa non li farà.

Dopo il diploma partirà per il Brasile, dove farà di tutto per diventare un calciatore professionista.

Mentre dicevamo questo abbiamo visto attraverso il vetro del locale Tsubasa che stava passeggiando con Sugimoto che pareva essersi avvinghiata al suo braccio e non avere nessuna intenzione di mollare la presa.

Yukari sembrava infastidita da questa cosa, anch' io lo ero, più che altro per la stranezza della situazione.

Tsubasa è troppo gentile e di sicuro non avrà voluto essere scortese con lei.

Doveva essersi trovato in quella situazione inaspettatamente.

Poi sono arrivati correndo i ragazzi dell' Otomo e si sono avvicinati a Tsubasa.

Si sono parlati, ma non ho sentito cosa si dicevano.

Però l' ho intuito dallo sguardo di Tsubasa che è diventato serio di colpo.

Avranno parlato ancora della loro sfida.

I giocatori dell' Otomo sono sicuri di riuscire a qualificarsi al posto della Nanakatsu per la fase nazionale del torneo.

Dopo che se ne sono andati Tsubasa si è allontanato correndo.

Mi è sembrato di capire cosa l 'avesse turbato ed ho immaginato dove si stesse dirigendo.

Mi è spiaciuto lasciare lì Yukari, ma dovevo venire qui a sostenere Tsubasa.

Mi sono scusata e sono corsa via anch' io.

L' ho trovato dove pensavo che fosse, sul campo ad allenarsi.

Quando sono arrivata, si era già cambiato, aveva piazzato i paletti per il dribbling e aveva già tirato diversi tiri in porta.

Grondava di sudore e il suo fiato era un po' affannoso.

Doveva aver tirato con tutta la forza che aveva in corpo.

Prima di raggiungere il campo, ero passata negli spogliato a prendere un asciugamano.

Mi avvicino a lui, mentre sta riprendendo fiato con le mani appoggiate sulle ginocchia.

Gli porgo l' asciugamano e gli dico di asciugarsi e di continuare.

Mi sorride, si asciuga il sudore e riprende il suo allenamento.

Si sta impegnando molto e io seguo tutti i suoi movimenti.

Parte da metà campo, palla al piede dribblando una serie di birilli e poi termina calciando in porta.

Ha tirato fuori una cesta di palloni per averne sempre uno a disposizione.

Lo fa per realizzare quel sogno che ormai si è infranto tre anni fa.

Lui pensava che sarebbe già partito allora con Roberto per il Brasile.

Ma penso che Roberto si sia reso conto che non era ancora giunto il momento di staccarlo dalla sua famiglia.

Tsubasa aveva ancora bisogno di stare coi suoi genitori e coi suoi amici.

Roberto avrà capito che Tsubasa ce l 'avrebbe fatta anche senza il suo aiuto e forse un giorno si rincontreranno.

Gli ha lasciato un manuale scritto di suo pugno, pieno di consigli su come migliorare la tecnica di gioco e proprio grazie a quest' aiuto Tsubasa è migliorato sempre di più diventando fortissimo.

Tra poco si allontanerà da me e forse non ci rivedremo mai più.

Se solo ci penso mi viene da piangere.

Mi si spezza il cuore al pensiero che non potrò più assistere alle sue partite e sostenerlo col mio tifo.

Sono innamorata di lui, ma non credo che gli rivelerò mai i miei sentimenti.

Non voglio essere d' intralcio per lui, voglio solo che sia felice!

Se lo merita, visto tutti i sacrifici che ha fatto durante questi anni.

A volte mi sembra che i nostri amici non abbiano ragione nel dire che ci sia qualcosa di molto speciale che ci lega.

Forse Tsubasa potrebbe ricambiarmi!

Ma non potrei mai chiedergli di non partire e lui tra pochi mesi partirà.

Mi rende felice guardarlo giocare.

Ma che è successo!

Sembra quasi che abbia avuto uno scatto di ira e non sia riuscito a dosare in maniera corretta la forza del tiro.

Il pallone si è afflosciato a terra.

Ci penso io e gli allungo un altro pallone.

Mi ringrazia e ricomincia di nuovo.

Mentre lo guardo penso che avrà fame e sete dopo essersi affaticato in questo modo.

Lo lascio un attimo da solo e vado negli spogliatoi.

Nel frigorifero c' è qualcosa, potrei preparargli un panino.

Glielo farcisco con le cose che più gli piacciono.

Poi prendo una bottiglia di acqua fresca e ritorno da lui.

Nel frattempo il tempo passa e si fa tardi.

Lo fermo porgendogli ancora una volta la salvietta e gli dico che potrà continuare domani insieme al resto della squadra.

Gli porgo anche il panino e l' acqua.

Mi ringrazia e va a sciacquarsi il viso.

Ci sediamo sotto un albero e mentre mangia e si disseta iniziamo a parlare.

Continua...

Disclaimer

I personaggi presenti in questa storia appartengono a Yoichi Takahashi.