Capitolo 4
Venni svegliata dalle prime luci del mattino.
Un lieve vociare proveniva dall'esterno, segno che i grounders e alcuni dei nostri erano già operativi.
Notai Lexa dormire ancora profondamente. Il viso poggiato alla mia fronte, le braccia mi stringevano a sé, anche se la stretta era flebile.
Mi aveva coperto con il suo mantello, così da tenerci entrambe al caldo durante la notte.
Sorrisi, poi però, fui costretta a tornare con la mente alla realtà. Che cosa dovevamo fare con il clan che mi dava la caccia?
- Dobbiamo parlarne con tua madre.
La voce dell'Heda ancora impastata dal sonno.
- Riesci a leggermi il pensiero?
Le chiesi sorridendo debolmente.
- No ma ho visto il tuo sguardo preoccupato, rivolto nel vuoto.
Si sporse leggermente per baciarmi la guancia, ma io mi voltai per riceverlo sulle labbra.
Sentii il suo sorriso ampliarsi su di esse mentre mi attirò a sé, ancor di più, per approfondire il bacio.
Udimmo dei passi nel corridoio. Era arrivato il momento di affrontare i nostri doveri.
Ci alzammo. Sistemammo velocemente la stanza recuperando la mappa da terra.
- Heda, siete qui.
Indra sembrò preoccupata.
- Abbiamo studiato una possibile soluzione per tutta la notte.
Mentì Lexa, senza darlo a vedere.
Mia madre, Bellamy e Kane ci raggiunsero nella stanza.
- Siete giunte a una soluzione?
Domandò poi il suo secondo, incuriosita.
- Volevamo discuterne con tutti voi.
Disse l'Heda rivolta a mia madre e Kane.
- Il vostro sguardo preoccupato m'intimorisce Heda.
Ammise mia madre con preoccupazione.
- Prego, prendete posto. Vi spiegherò il pensiero che ci affligge.
La invitò a sedersi guardandola gentilmente. L'apprensione sul viso di mia madre aumentò notevolmente a quelle parole.
Lexa andò a sedersi sulla sedia dove poco prima avevamo riposato.
Sospirò puntando lo sguardo a terra. Sembrava cercare un modo per dire le stesse cose che aveva detto a me poche ore prima.
Il silenzio si stava facendo pesante.
- Heda.
La spronò Indra.
Lexa alzò lo sguardo verso di me, distogliendolo subito dopo.
Sospirò poi, guardando mia madre.
Quei gesti apparentemente insignificanti dimostrarono quanto per lei fosse difficile quella situazione.
Si alzò dalla sedia. Le mani giunte dietro la schiena.
Guardava fuori dalla finestra dandoci le spalle.
- Anche Clarke, come lei Cancelliere, mi ha proposto diplomazia…
Fece una pausa come se stesse soppesando le parole.
"Lexa, tu sei l'Heda…Quint era in errore. Ha disubbidito ai tuoi ordini.
Puoi rimproverar loro di star facendo lo stesso. Dire che l'alleanza è ancora salda e che loro stanno
contravvenendo ad essa."
- …cavalcare sino al villaggio e discutere, con il generale, di possibili soluzioni.
- Mi sembra una valida proposta. Cosa vi affligge Heda?
Lexa sospirò nuovamente alla domanda di Kane. Si voltò incatenando lo sguardo a quello dell'uomo.
- Ripensate al prezzo della nostra alleanza e saprete il peso di ciò che sto per dirvi.
Dopo quella parole l'Heda si voltò nuovamente dandoci le spalle.
Mi madre si alzò. Era pallida.
- No. No!
Urlò poi raggiungendo a passi veloci Lexa afferrandola per le spalle e voltandola perché la guardasse.
Indra mise una mano sull'elsa della spada pronta all'attacco.
- Non puoi permetterlo, non puoi!
Urlò nuovamente.
Lexa le afferrò i polsi cercando di calmarla.
- Non lo permetterò, Abigail.
- Cosa possiamo fare?
Lexa lasciò la presa sui suoi polsi.
Mia madre la guardò quasi supplichevole.
La raggiunsi abbracciandola, cercando di calmarla.
- Possiamo tentare l'approccio diplomatico. In quanto Heda devono rispondere a me, ma sicuramente vorranno che Abigail, Cancelliere e quindi Leader in seconda, compia il sacrificio per onorare l'alleanza stessa.
Tutti tacquero.
- Come pensavate di evitarlo?
Domandò Bellamy, facendo sentire la propria voce per la prima volta in quell'assemblea.
- Ricorderò loro che l'ordine impartito da Clarke è stato dato per difendere il suo popolo. Si è redenta ai miei occhi, aiutando Anya a scappare da Mount Weather. Poi rammenterò loro che Quint ha intenzionalmente disubbidito a un mio ordine, uccidendo dapprima la guardia personale di Clarke e poi attentando alla sua vita.
- Speriamo funzioni.
Disse il giovane sospirando.
- Se ciò non funzionerà, agirò di conseguenza considerandoli un nemico.
Lo sguardo di Lexa si adombrò a quelle parole.
Un terrestre, di guarda in fianco alla porta della sala, sembrò aver seguito ogni movimento dei presenti.
Ammiravo quanto fossero attenti ad ogni minimo dettaglio, pur di proteggere l'Heda.
Decidemmo di organizzare la partenza di li a poco.
Avevano fatto sellare cinque cavalli.
Io e Lexa in testa al gruppo seguite da Indra e mia madre. Subito a fianco a loro Bellamy e Kane.
Nyko e il terrestre che sorvegliava l'Heda all'assemblea di stamane, serravano i fianchi esterni del gruppo così da osservare eventuali assalitori provenienti dall'interno del bosco.
Avevo paura per ciò che sarebbe accaduto, ma dovevo distrarmi.
Il cuore sembrava volermi uscire dal petto e l'ansia ormai era a livelli oltre il limite consentito.
Tentaii con il dialogo. Ne avevo bisogno.
- Hai già scoperto come si chiama il nuovo Generale?
Chiesi a Lexa incuriosita. Non era scesa molto nei dettagli di ciò che aveva scoperto.
- Amros.
- Amros…e com'è diventato Generale? Non dovresti eleggere tu il Leader?
- È stato il suo popolo ad eleggerlo.
Il suo tono era strano. Sembrava preoccupata o addirittura all'erta.
Stavamo andando al passo. Oramai mancava poco per giungere al villaggio del Clan, in precedenza comandato da Quinn.
Il cavaliere terrestre, si scostò dalla sua posizione portandosi oltre Lexa e fermandosi.
Indra fermò il convoglio e l'Heda, chiese spiegazioni all'uomo di tal comportamento.
Il cavaliere, sul sontuoso destriero nero, fece voltare il cavallo lentamente. Ora era faccia a faccia con il suo Comandante.
Inclinò il capo come a scrutare Lexa. Ella non si scompose minimamente a quell'affronto.
- Alcuni di noi non torneranno a casa, vero?
Il tono dell'Heda era freddo.
Il cavaliere non rispose.
Grida di guerra si udirono provenire dalla vegetazione che ci circondava.
Lexa, mettendo una mano dietro la schiena, mi afferrò saldamente facendo impennare il cavallo.
L'animale si voltò velocemente per poi essere aizzato al galoppo, ma dopo pochi metri, venne azzoppato da una freccia facendoci cadere rovinosamente a terra.
Accusai il colpo alla gamba e alla spalla ma, grazie all'adrenalina e alla paura, non sentii dolore.
I Grounders erano già addosso ai miei accompagnatori. Del traditore non c'era traccia. I nostri cavalli erano scappati.
Gli arcieri colpivano il terreno davanti a loro per non farli allontanare.
Non ci volevano morti. Perché attaccarci allora?
Lexa mi aiutò a rialzarmi in tutta fretta. Voleva che scappassimo nel bosco.
Approfittò della confusione e si mise a correre, prendendomi per mano, cercando di ripararmi il più possibile dagli attacchi nemici.
Sfilò la spada uccidendo un terrestre alla nostra destra.
Alcune frecce si conficcarono nel terreno davanti a noi facendoci indietreggiare.
Mi spinse verso un punto in cui la vegetazione era assai folta, mentre teneva a bada altri tre guerrieri pronti ad attaccarci. Così facendo li portò molto lontano da me.
Indra e Nyko avevano steso alcuni Grounders e ora lottavano contro altri.
- Colpisci gli arcieri!
Esclamò Kane a Bellamy che sparava a tutto ciò che si muoveva fra gli alberi.
- Non li vedo!
Rispose il giovane cercando di proteggere mia madre.
Dei click sordi mi giunsero familiari fin troppo. Avevano finito le munizioni.
Estrassi la pistola, ma qualcuno mi afferrò da dietro mettendomi una mano sulla bocca.
- Resta qui. L'Heda l'ha fatto per proteggerti.
Lincoln.
Spostai nuovamente lo sguardo su Lexa. Colpì, con un affondo letale, l'assalitore davanti a sé per poi scagliarsi su un altro appena giunto alle sue spalle. Parò l'attacco e poi la vidi immobilizzarsi.
L'Heda abbassò la spada facendola cadere a terra.
Il terrestre contro il quale stava duellando fece un cenno agli altri due in arrivo e, assieme a loro, si ritirò nel bosco.
Lexa si toccò il collo estraendone un piccolo ago acuminato.
Il mio cuore si fermò. Tutto sembrò andare a rallentatore.
- Heda!
Il grido di Indra si levò nell'aria.
Tutti i nostri assalitori erano scomparsi.
Lexa cadde a terra esanime.
Sentii Lincoln trattenermi, la sua presa era così salda da farmi male. Volevo correre da lei, ma non me l'avrebbe permesso.
Indra e Nyko scattarono in avanti per raggiungere l'Heda, ma gli arcieri gli impedirono l'avanzata.
Il secondo di Lexa tentò nuovamente.
Una decina di frecce, colpirono il terreno ma lei non desistette.
Fu ferita alla spalla da una di esse. Un grido lancinante scaturì dalle sue labbra.
Un'altra freccia sibilò accanto alla testa di Nyko, che trascinò Indra con sé, raggiungendoci assieme a mia madre, Bellamy e Kane.
Sentimmo le frecce passarci accanto. Il loro scopo era che abbandonassimo l'Heda. Stranamente ci volevano vivi.
Correvamo a perdifiato, lungo il sentiero che poco prima avevamo percorso.
Ci fermammo in uno spiazzo. Il fiato corto.
- Non possiamo lasciarla così!
Protestai. La mia voce spezzata da singhiozzi.
- Non abbiamo altra scelta.
Mi disse Indra. Il volto tirato per il dolore alla spalla.
- Perché sei qui Lincoln?
Chiese mia madre con sospetto.
- L'Heda aveva notato dei comportamenti sospetti a Ton DC. Voleva la sicurezza di Clarke prima di tutto, così mi ha detto di starle sempre accanto, qualsiasi cosa accada.
- Ma lei, ora, chi la salverà?
Chiesi tentando di calmarmi. Mia madre mi strinse a sé.
- Stanotte, sono andata per conto dell'Heda a parlare con i capi degli altri 11 Clan. Si presenteranno a Camp Jaha entro sera, nel caso di mancato contatto con il nostro Comandante.
La voce di Indra tradiva dolore.
- Lexa sapeva già che non sarebbe andata bene…
- Sospettava un tradimento interno, Clarke del Popolo del Cielo. Solo, non sapeva sino a che punto potessero arrivare i cospiratori, né che si trattasse proprio di un suo fidato cavaliere.
Aggiunse Nyko tristemente.
- Dobbiamo andarcene di qui!
