Capitolo 11
Come un'ombra svanisce con la luce, così Lexa era scomparsa nella notte.
Bellamy, capo lievemente piegato da un lato, mi guardava perplesso.
- E quello? Cos'era?
Alzai gli occhi al cielo indicando di proseguire.
- Quando tutto questo finirà, ti spiegherò.
Camminammo nel cunicolo sterrato sino a intravedere il cancello di ferro, che separava la galleria dalla grande sala dove si sarebbe tenuta l'udienza.
Fortunatamente non vi era ancora nessuno al suo interno, ma un vociare insistente ci indicò che dovevamo sbrigarci.
Ci separammo in modo da non ostacolarci.
Schiena poggiata al muro, scivolammo dietro le due colonne a ridosso di esso.
Il cancello ora era davanti a noi.
La stanza era immensa e piena di piccole finestre, poste in alto, vicino al soffitto.
Lexa era seduta su di un trono di legno e pelli di animale.
Cinque capi clan erano in piedi alla sua destra e altri cinque alla sua sinistra. Le guardie personali alle loro spalle
Indra era accanto al cancello, forse, per darci ordini senza destar sospetti. Nyko, invece, non era presente.
Davanti a tutti loro, in ginocchio, la Regina dell'Ice Nation pronta per essere giudicata.
Dalla nostra posizione avevamo una perfetta visuale della stanza e delle persone presenti.
- Ti sei macchiata di alto tradimento.
Disse un Generale del Clan.
- Davanti all'Heda, davanti a noi, dicci cosa ti ha motivato.
Sul viso della Regina dell'Ice Nation, nacque un sorriso di sfida.
- Non lo verrete mai a sapere.
In un attimo, accadde ciò che nessuno avrebbe sospettato mai.
Le guardie personali dei Capi Clan estrassero le spade contemporaneamente, ribellandosi così ai loro fratelli di sangue.
I Generali si armarono per difendersi ma non furono abbastanza veloci.
Nessuno avrebbe mai sospettato dei propri fratelli.
Alcuni Generali furono feriti ma, nonostante ciò, riuscirono comunque a contrattaccare.
L'Heda era seduta. Sguardo fisso sulla donna davanti a sé. Non si mosse nemmeno per estrarre la spada.
Indra ci intimò di non muoverci.
Suoni di battaglia provenivano anche dall'esterno. Potevo dedurre che i guerrieri dell'Ice Nation avessero attaccato anche gli altri soldati.
In quel momento, alcuni uomini della Regina invasero la stanza.
E questi da dove arrivavano?
Le guardie personali e i Generali dei Clan, sembravano essere in una sorta di stallo, minacciandosi a vicenda con le armi ma senza colpirsi.
- Avevi progettato tutto sin dall'inizio.
Disse Lexa senza distogliere lo sguardo dalla Regina.
- Sono andata incontro a fallimenti. Perché le cose vadano bene, bisogna farle da sé.
Un guerriero dell'Ice Nation liberò la propria Leader, facendosi poi da parte.
- Heda, ci stanno attaccando da tutti i fronti!
Un soldato si era precipitato a informare Lexa, forse, inconsapevole di ciò che stava accadendo in questa stanza.
Quando notò la situazione, si pietrificò.
Un guerriero dell'Ice Nation lo colpì a morte.
Il terrestre si accasciò al suolo. Poche parole si udirono prima che morisse: Riposa tra noi…mia…Heda.
Che significato avevano?
La Regina non prestò attenzione a quel delirio, bensì sorrise all'atto compiuto dal suo soldato.
- Ora sta a te decidere, Heda. Puoi arrenderti o morire combattendo.
Lexa a quella domanda si alzò.
- Siete circondati ormai.
L'Heda sfilò da sotto il mantello, un Corno, scatenando l'ilarità della Regina.
- Credi davvero che da qui ti sentiranno?
Lexa alzò la mano portandosi lo strumento alle labbra.
Un suono basso ne uscì. Mi fece venire la pelle d'oca.
Il silenzio che seguì fu assai pesante.
- Finiamola qui.
Disse la Regina facendosi scura in volto.
- Sono stanca di giocare.
Alcuni suoni di Corno, si udirono da varie distanze…erano differenti tanto da sembrare tre segnali distinti.
La donna bruciò di rabbia. Raccolse la spada da un cadavere a terra e si precipitò contro Lexa.
- Maledetta hai messo delle sentinelle!
L'Heda estrasse la spada parandone i vari colpi, volti ad ucciderla.
- Uccideteli tutti!
Gridò poi allontanandosi da Lexa.
Indra ci disse di contrattaccare, prima di scattare bloccando la strada alla donna in fuga.
Io e Bellamy sparammo alcuni colpi verso l'entrata.
Il rumore assordante.
Gli uomini dell'Ice Nation, che cercavano d'entrare, vennero arrestati dai nostri spari d'arma da fuoco.
La Regina guardò verso di noi con disgusto.
- Non sei l'unica ad avere un asso nella manica. Uno sparo equivale a un tuo soldato morto.
Lexa si avvicinò lentamente alla Regina.
- Volevi fare un colpo di stato ma hai fallito. Credevi davvero di poterti mettere, così facilmente, contro la Coalizione?
La donna non rispose. Continuava a tenere la spada puntata al petto dell'Heda.
- Hai convinto uomini ad andare contro il proprio sangue. Cosa gli hai promesso? Potere? Ma il potere di chi o cosa può essere così prezioso e potente da fare ciò?
Lexa fece un passo avanti. Ora la lama poggiava conto il suo petto.
- La vita.
Rispose la Regina con un ghigno.
L'Heda capì, che quella parola celava più di ciò che il significato stesso intendeva.
- Gli eserciti dei Clan non tarderanno ad arrivare. I tuoi uomini, lasciati tra loro, sono stati catturati.
La Regina fece un passo indietro.
Lexa avanzò nuovamente.
- Sappiamo tutti che è una questione che riguarda me e te. Da sempre.
- Voglio uno scontro.
Propose la donna.
- Uno scontro?
Chiese l'Heda senza staccare gli occhi dalla Regina.
- Solo noi due.
Sentii Lexa ridere.
- Sai benissimo che non si diventa così un'Heda.
- Ho le mie ragioni per credere che, la tua morte per mia mano insieme a ciò che posso offrire alla Coalizione, siano sufficienti a farmi salire al trono come Heda. Non ho mai voluto uccidere i Generali, bensì tenerli in stallo. A ciò mi sono serviti i fratelli. I tuoi Generali, per quanto valorosi, avrebbero esitato a colpire il proprio sangue.
- Non possiamo parlarne senza lasciare che vite innocenti paghino per questo?
Chiese Lexa, cercando di usare diplomazia.
- No.
Rispose la Regina avanzando.
Lexa afferrò la lama con la mano. Il guanto le impedì di ferirsi ma dovette indietreggiare per non essere trafitta.
La donna, così facendo, la spinse sino a sedersi sul trono.
Indra cercò d'intervenire, ma fu bloccata da quattro guerrieri corpulenti.
Con un calcio, l'Heda riuscì ad allontanare la Regina.
- Lexa…no.
Mi ritrovai a bisbigliare.
Vidi Lexa alzarsi in piedi. La sua maestosità di comandante si vedeva in ogni gesto.
- E scontro sia.
Un ghigno compiaciuto si dipinse sulle labbra della Regina.
- Ferma gli eserciti.
Ordinò poi.
- Che cosa?
Domandò Lexa incredula.
- Ho detto, ferma gli eserciti.
- Lo sai vero, che basta una sola mossa sbagliata e qui dentro morite tutti? Eserciti o no.
Informò Lexa, come avvertimento formale.
- Ferma gli eserciti.
Ordinò nuovamente con odio.
Lexa sospirò prima di estrarre il Corno da sotto il mantello rosso.
- Lexa…non farlo.
Bisbigliai trattenendomi il più possibile.
L'Heda poggiò lo strumento alle labbra. Stavolta il suono era più acuto.
Il silenzio calò nella sala.
Dopo pochi istanti, in lontananza, lo stesso suono si udì ripetuto da varie distanze.
I Guerrieri dell'Ice Nation si spostarono lungo le pareti, lasciando libero il centro della sala.
Il mio cuore martellava nel petto.
La Regina, prese la spada di uno dei suoi guerrieri. Ora ne aveva due.
Indra, strattonando con forza, riuscì a liberarsi dalla presa dei guerrieri che la trattenevano. Sfoderò la sua spada e la porse, con rispetto, al suo Comandante.
- Puoi ancora ritirarti se vuoi, Heda.
La Regina, pronunciò quel titolo con disprezzo.
Lexa roteò in aria le due spade, lasciandomi affascinata e impressionata allo stesso tempo, per poi mettersi in posizione d'attacco.
- Smetti di parlare.
Le rispose con sufficienza.
Quel tono aizzò la donna contro di lei.
Ci furono alcuni attacchi velocissimi parati da Lexa, prima che entrambe incrociassero un colpo con così tanta forza da spezzare entrambe le lame.
Gettarono a terra l'arma ormai inutile, rimanendo con un'unica spada.
In quell'istante, la Regina, iniziò una danza brutale con l'unico scopo di uccidere la persona che aveva di fronte.
Lexa parava gli attacchi con maestria, mentre la donna davanti a sé colpiva con rabbia.
La Regina fece un affondo che l'Heda riuscì a schivare.
Lexa si scostò colpendola al petto con l'elsa della spada.
La donna incassò il colpo, mentre con la spada, tentò di tagliare la testa all'Heda che si abbassò.
Ci furono altri colpi velocissimi. Attacchi e parate, sino a quando la Regina non fece un passo falso.
Lexa riuscì a disarmarla e la donna si accucciò placcandola, come in una partita di football registrata che vedeva mio padre alla tv.
L'Heda cadde a terra sovrastata dalla Regina.
La spada scivolò lontana un paio di metri.
Veloce la donna sfoderò il suo pugnale, ma Lexa le afferrò la mano bloccandola.
La lama a pochi centimetri dal viso dell'Heda.
La Regina era seduta su Lexa, bloccandole le gambe.
Tenendo una mano sul coltello, l'Heda scostò il capo. Con un pugno colpì il viso della donna che la sovrastava, aproffittandone poi, per invertire le posizioni.
In quel modo, Lexa allontanò il coltello dalle mani della Regina che, appena si trovò le mani libere le strinse al collo del comandante.
L'Heda non si lasciò intimidire.
Quando però prese il suo coltello fidato dalla cinta, la donna tolse le mani immediatamente notando il pericolo. Le chiuse a pugno colpendo con forza lo stomaco del Comandante, che si accasciò al suolo senza respiro.
La Regina, fiato corto, ghignò compiaciuta prima di prendere a calci Lexa ancora a terra.
Il Comandante non si arrese. Dopo aver subito qualche colpo, riuscì ad afferrare la gamba della donna facendola cadere a terra. Batté la testa perdendo i sensi.
L'Heda sentiva le proprie forze venir meno ma, con un gesto fulmineo, avvolse il proprio mantello attorno al collo della Regina per poi tirare con forza.
La donna sembrò ridestarsi, iniziando a boccheggiare. Di li a poco sarebbe morta.
Uno dei soldati dell'Ice Nation, colpì alla testa Lexa facendole perdere i sensi.
Indra lo trafisse con il coltello, uccidendolo. Di li a poco la situazione degenerò.
I Generali riuscirono a disarmare i fratelli per poi gettarsi, a spada tratta, contro alcuni guerrieri nemici.
Io e Bellamy iniziammo a sparare per difendere i pochi uomini fedeli all'Heda.
La Regina si rimise in piedi e nella confusione ordinò la ritirata.
Tutti i suoi uomini, compresi i fratelli dei Generali, uscirono in fretta e furia dalla sala.
Indra era pronta a suonare il corno per richiamare gli eserciti ma Lexa, ripresasi, la fermò.
- Lasciatela andare.
Ordinò in un sussurro per poi alzarsi in piedi, massaggiandosi il capo.
- Ma Heda.
Tentò di opporsi Indra.
- Lei ha scoperto qualcosa…qualcosa di importante. Voglio sapere di cosa si tratta.
