Capitolo 13
A svegliarmi furono le sue labbra sul mio collo.
Mi teneva fra le sue braccia lasciandomi una scia di dolci baci.
Il suo corpo nudo sul mio, coperti solo da un lenzuolo.
- Buongiorno Heda.
Sorrisi lasciandomi cullare dalle sue carezze.
- Buongiorno a te Sky Girl. Spero di non averti svegliata.
Le accarezzai il capo tenendola stretta a me.
- Vorrei mille di questi risvegli.
- Solo?
Mi chiese sorridendo.
- Heda.
La voce di Indra ci riportò alla realtà. Il Commandante si voltò verso il suo secondo.
- I primi aggiornamenti sono giunti a Camp Jaha.
Lexa sospirò.
- Vi raggiungo immediatamente.
L'Heda attese che il suo secondo si congedasse prima di baciarmi dolcemente.
- Vieni con me?
Fui onorata della sua richiesta. Accettai di buongrado, anche se ciò comportasse vederla rivestirsi invece di trascinarla nuovamente nel mio letto.
Eravamo tutti riuniti nella sala ormai adibita alle riunioni.
Lexa sedeva a capo del lungo tavolo d'acciaio. I Generali erano in piedi attorno ad esso.
Io, mia madre, Kane e Bellamy assieme ad Indra e Nyko, eravamo in fianco all'Heda.
Dall'altro capo del tavolo un Ricognitore.
- Comandante, la Regina dell'Ice Nation è diretta verso la zona deserta. Ho sentito parlare della Linea di Morte, ma ancora nulla di certo.
Vidi Lexa farsi scura in volto.
- Linea di morte?
Chiesi incuriosita. Non prometteva nulla di buono.
- Si pensa che vada verso la Città della Luce?
Domandò un Generale, ignorandomi.
- Ancora non lo sappiamo, ma sono guidati da persone del Popolo del Cielo.
Rispose il Ricognitore sicuro di ciò che diceva.
- Che cosa?
Sbottò mia madre allibita. Tutti gli sguardi erano su di noi.
- Ne siete sicuro?
Chiese Kane.
- Sicurissimo. Ne va del mio onore e della mia lealtà verso l'Heda.
Il comandante alzò lo sguardo, puntandolo dritto in quello del Soldato.
- Per quanto mi riguarda, potresti essere un alleato dell'Ice Nation. Prendo nota delle tue parole ma attendo altre informazioni. Ora vai.
Lo congedò freddamente Lexa.
Il Ricognitore attese un cenno da parte del suo Generale prima di ritirarsi.
Lexa chiamò Indra a sé bisbigliandole una cosa all'orecchio.
Il suo secondo uscì dalla stanza.
- La Linea di Morte, è un terreno assai pericoloso perché minato.
Spiegò l'Heda voltandosi poi verso me.
- Quindi, è diretta verso nord.
Disse uno dei Generali.
- È inutile supporre con questi pochi elementi.
Rispose Lexa accavallando le gambe.
- Piuttosto…riguardo al fatto che sia guidata da alcuni di voi, non ne sapete nulla Popolo del Cielo?
Domandò poi.
- Ciò che so, è che l'ex Cancelliere Thelonious è partito assieme a dodici persone, portando con sé dodici armi.
informò mia madre seppur con cautela.
- Non sapete dove fosse diretto?
Abigail tacque. Ciò incuriosì parecchie persone presenti.
Lexa si alzò, avanzando verso mia madre con sguardo indagatore.
- Non sapete dove fosse diretto?
Chiese nuovamente.
Il Cancelliere deglutì.
- Alla Città della Luce.
Lexa sospirò alzando il mento. Un borbottio si levò fra i Generali.
L'Heda fissava mia madre, cercando forse di capire se le nascondesse qualcosa.
- Ad ogni modo, nessuno sa dove si trova quel posto. Tutti la cercano ma resta un miraggio.
Sbottò il più giovane dei Capi Clan.
- A quanto pare, qualcuno deve averlo scoperto.
Sentenziò Lexa.
- No, non Thelonious. Qualora l'avesse trovata sarebbe venuto a prenderci…per salvarci.
Tentò di spiegare mia madre. Era una donna molto orgogliosa ma, in quel frangente, faticava a mascherare il timore nei confronti di Lexa e dei Grounders.
- E se l'avesse trovata ma fosse stato, in qualche modo, minacciato o ricattato dalla Regina dell'Ice Nation?
Ipotizzai.
- Tutto è possibile.
Commentò il Generale più anziano.
In quell'istante Lexa sospirò nuovamente, distogliendo finalmente lo sguardo da mia madre che parve sollevata.
- Per proseguire questo discorso dobbiamo attendere aggiornamenti. Ora andate.
- Sì Heda.
Salutarono i Capi Clan, congedandosi dal proprio Comandante.
Mia madre, Bellamy e Kane s'incamminarono verso la porta.
- No. Non voi.
Il tono duro.
I tre si voltarono.
L'Heda andò alla finestra. Mani dietro la schiena, guardava i terrestri aiutare alcuni di noi in varie faccende.
- Salvarvi?
Domandò poi.
Mia madre deglutì. Non sapeva cosa rispondere né come giustificare una probabile risposta.
- Sì…portarci al sicuro da…
- Noi?
Lexa la interruppe, voltandosi per osservare la donna davanti a sé che accennò un assenso con il capo.
Lo sguardo dell'Heda si posò su di me per poi tornare a guardare fuori dalla finestra.
- La pensi così anche tu Clarke del Popolo del Cielo?
Quella domanda mi prese in contropiede. Guardai Niko, osservarmi in silenzio, poggiato contro la parete d'acciaio.
Mi avvicinai a Lexa.
- Vuoi chiedermi se sapevo di tutto ciò?
Domandai incuriosita.
- No. Non ora almeno.
La guardai alzando un sopracciglio perplessa. Non sapevo se offendermi o se stesse scherzando.
In quel momento mi guardò. Era fin troppo seria.
- Desidero una risposta.
Sospirai irrigidendo la mascella. Cercai di trattenermi il più possibile. Non si fidava di me…almeno non come volevo.
- Non sono responsabile di ciò che pensano le persone nei vostri confronti. Potrei offendermi per tale domanda.
Sbottai.
- Già lo sei.
Rispose Lexa tornando con lo sguardo all'esterno.
- Offesa? No. Infastidita? Può darsi.
Mi voltai poggiando la schiena al muro accanto alla finestra.
- Clarke era all'oscuro di tutto. Uno dei nostri ci ha dato una lettera lasciata da Thelonious, due giorni dopo la partenza di quest'ultimo. Ho informato solo Kane.
Lexa si scostò. Ora era davanti a me.
- È vero Clarke?
- Mi credi se ti dico di sì?
L'Heda sorrise voltandosi poi verso i rimanenti nella sala.
- Lasciateci.
Ordinò.
- Sì Heda.
Rispose Nyko attendendo che Bellamy, Kane e mia madre uscissero dalla sala per poi congedarsi.
- Non era mia intenzione offenderti.
- Sarebbe un controsenso non credi? Venire a letto con te e nel frattempo pensare di doversi mettere in salvo dai terrestri. Tu sei il loro Comandante, la persona di cui dovrei aver più paura.
Lexa sembrò rimurginare sulle mie parole.
- Heda.
La voce di Indra la distolse dai suoi pensieri. Si voltò verso il suo secondo che le si avvicinò.
- Ho fatto come mi avete chiesto. Uno dei nostri Ricognitori sta seguendo l'informatore.
Bisbigliò Indra.
- Ottimo lavoro. Aggiornami appena sai qualcosa.
- Sì Heda.
Era calata la notte su Camp Jaha.
Dopo quella mattina, non vi furono altri aggiornamenti e Lexa era visibilmente preoccupata anche se non lo davava vedere.
Stavamo passeggiando in silenzio, quando l'Heda si fermò per poi sdraiarsi a terra sotto un manto di stelle.
Mi sdraiai nel senso opposto al suo. Solo le nostre teste erano una accanto all'altra.
- In cielo c'è una stella per ognuno di noi, sufficientemente lontana perché i nostri dolori non possano mai offuscarla.
La sua voce era così calda.
- Cosa ti turba Sky Girl?
Mi chiese poi dolcemente.
La guardai. I suoi occhi rivolti al cielo.
- Pensi che ce la faremo?
Domandai con un filo di voce.
- A sconfiggere la Regina dell'Ice Nation?
Sentii una punta di dubbio nell suo tono.
- Sì.
Dissi, nonostante temessi l'esito della risposta.
- Collaborando riusciremo nell'intento.
Tacqui prima di dar sfogo a un nuovo dubbio che mi assillava la mente.
- Non ti preoccupa questo silenzio?
- Risolveremo tutto…
Sospirò.
- …oppure moriremo provandoci.
Quella risposta fu come un pugno nello stomaco.
- È proprio questo che mi spaventa.
La sua mano si sollevò sino ad accarezzarmi la testa.
- Ti proteggerò finché avrò respiro.
Non risposi, rimurginando su tutto ciò che stavamo vivendo.
- Pensi mai a te?
Dissi poi tutto d'un fiato.
- Ho le mie guardie. Sono addestrate a morire per me.
Tacqui nuovamente.
In quel momento si voltò a guardarmi.
- Confida in ciò che faccio.
- Lo faccio.
Scosse il capo mimando un "No".
- Ci provo.
Sussurrai.
Mi sorrise ed io le baciai la fronte.
Il suo sorriso si ampliò per poi baciarmi la punta del naso.
Io accarezzai il suo con la punta del mio naso per poi allungarmi arrivando a baciare le sue labbra.
Ci baciammo teneramente.
A ogni bacio il mondo attorno a noi svaniva.
In un attimo, ciò che avevamo iniziato divenne più intenso.
La sentii farsi strada con le labbra sul mio collo sino al mio seno, scostandomi la maglia.
Non potei fare a meno di imitarla. Fortunatamente aveva indosso solo una T-shirt leggera.
Alzò la mia maglia scendendo a baciare il mio ventre, lasciandovi piccoli morsi.
Stavo per impazzire. Avrei voluto spogliarla in quell'istante.
Sentii la sua mano sbottonarmi i jeans mentre le accarezzavo il ventre piatto facendo scivolare una mano nei suo pantaloni.
La sentii gemere prima che la punta della sua lingua scendesse sul mio inguine.
- Lexa…dobbiamo fermarci.
Mi accarezzò fra le gambe prima di mettersi a sedere.
- Scusami, la tua vicinanza mi fa uno strano effetto.
Le sorrisi divertita ma la sua espressione mi mise all'erta.
