Capitolo 14

Lexa mi afferrò attirandomi sopra di sé. Una freccia, aveva preso il mio posto sul prato.
- Via di qui!
Mi disse spingendo perché mi alzassi velocemente.
Qualcuno ci stava seguendo, potevamo sentirlo.
Eravamo poco distanti dal Campo.
Con l'esercito della Regina in marcia verso nord, credevo che Lexa non avesse corso rischi…e così…nemmeno io. Mi sbagliavo.
Una freccia sfiorò il mio braccio colpendomi di striscio.
Gemetti dal dolore e per guardarmi la ferita non mi accorsi di un ostacolo davanti a me.
Inciampai su qualcosa che attutì la caduta. Iniziai a sentirmi umidiccia.
Abbassai lo sguardo e, appena me ne resi conto, mi scostai in tutta fretta.
Ero caduta sopra un cadavere.
- L'Informatore.
Dissi trattenendo un conato che mi salì nel vedere i miei vestiti pieni del suo sangue.
Lexa, che era giunta al mio fianco aiutando ad alzarmi, si bloccò improvvisamente intimandomi il silenzio. Sul suo volto si dipinse il terrore.
- Pauna! Ecco perché il Ricognitore dell'Ice Nation non ci segue più.
Bisbigliò.
- È vicino?
Chiesi guardandomi intorno.
- Troppo.
Rispose scrutandomi per vedere se ero ferita e quanto.
Mi prese per mano scattando nella direzione opposta a Camp Jaha.
Sentimmo il suo ruggito provenire dalle nostre spalle. Poco distante da noi un'auto abbandonata.
- Va lì dentro. Presto!
- Entra con me!
Le intimai.
- Non posso. Sbrigati!
- Non ti lascio qui da sola.
- È un ordine Clarke!
Serrai la mascella.
- Non sono un tuo sottoposto!
Se uno sguardo potesse uccidere, in quell'istante sarei morta.
L'Heda aprì la portiera. Mi afferrò e di peso mi spinse dentro chiudendomi nell'auto.
In un attimo il Pauna le fu addosso.
Lexa riuscì a sferrargli qualche attacco con la spada ma, il mostro con un colpo ben assestato, la scaraventò oltre una roccia.
Il cuore mi salì in gola. Dell'Heda non vi era traccia.
Il Pauna sembrò annusare l'aria.
Si voltò verso di me. Aveva individuato il mio odore.
Si avvicinò all'auto, iniziando a scuoterla violentemente per poi colpirla.
La lamiera si piegava come burro sotto i pugni di quel mostro.
Da uno dei finestrini vidi Lexa riaffiorare. Spada in pugno, spiccò un balzo dalla roccia affondando la sua arma nel ventre del Pauna voltatosi verso lei.
Il mostro cadde a terra e Lexa lo colpì più volte, per essere certa di averlo ucciso.
Uscii dall'auto. La vidi avvicinarsi a me lentamente. Lo sguardo severo, il fiato corto.
S'incamminò, senza dire una parola, verso Camp Jaha. Teneva una mano sul fianco.
- Lexa…
Iniziai.
- Desidererei che non discutessi più una mia decisione.
Il suo tono freddo.
Sospirai.
- Tu non capisci…
- Capisco benissimo e ribadisco il concetto. Non discutere più una mia decisione.
Ripeté Lexa più duramente di prima.
- È così che funziona quindi? Devo obbedire ciecamente senza poter esprimere il mio parere?
Mi fermai urlandole contro.
Lexa mi afferrò al braccio trascinandomi per proseguire.
Strattonai per liberarmi dalla presa. Sul suo viso un'espressione di dolore che tentò di mascherare.
- Lasciami, non sono un Grounder!
Sibilai con cattiveria.
L'Heda si fermò.
- Clarke…voglio solo proteggerti. Se fossi entrata in quel rifugio con te, saremo morte entrambe.
Diceva il vero.
Prima che potessi rispondere notai qualcosa, muoversi dietro di lei.
Mi tuffai su Lexa atterrandola. Una freccia ci sfiorò la testa.
Estrassi la pistola e sparai davanti a me.
Mi alzai offrendole il mio aiuto ma lo rifiutò. Ci dirigemmo verso il nostro assalitore.
L'avevo ferito gravemente ma era ancora cosciente. Portava l'armatura dell'Ice Nation.
- Non avevo…scelta.
Faticava a parlare. Ci avvicinammo.
- Cos'ha di così importante da offrirvi, per volerci morte?
Chiese Lexa cercando di ricavarne qualche risposta.
- No Lei.
- "No lei" significa che non vuole morta Clarke?
Chiese poi l'Heda per comprendere il significato di quelle parole.
- Solo Heda.
Solo l'Heda…voleva morta solo Lexa.
- Cosa vi offre in cambio della sua vita?
Domandai furente.
- Vivere.
Rispose in un sussurro.
- Cosa significa!
Il tono di Lexa si alzò dalla frustrazione.
- Appena…tutti sapranno…vi…vi volteranno le spalle, Heda.
- Dicci di cosa si tratta.
Lo supplicai.
- Presto…
Riuscì a bisbigliare prima di morire.
Lexa si alzò in piedi. Fissava il cadavere a terra.
- Sbrighiamoci a tornare al Campo. Potrebbero essercene altri nei paraggi.
Sbottò severa. Potevo solo immaginare come poteva sentirsi in quel momento…e io avevo paura.
Appena avessero saputo consa nascondeva la Regina, tutti avrebbero voltato le spalle all'Heda.
Per un tradimento su larga scala, la scoperta fatta dalla donna doveva essere assai pericolosa.
Accennai un assenso con il capo, incamminandomi.
La sentii afferrarmi la mano intrecciando le sue dita con le mie.
Camminammo in silenzio per un po', cullate dal suono dei nostri passi e da quello del vento fra gli alberi.
- Promettimi una cosa, Sky Girl…
Il suo era quasi un sussurro mentre raggiungevamo il Campo.
- …qualsiasi cosa accada, non pensare a me.
Deglutii. Non poteva chiedermi una cosa del genere.
Prima che le rispondessi, si fermò. I suoi occhi s'incatenarono ai miei.
Eravamo giunte davanti al cancello di Camp Jaha.
- Promettimelo.
Mi disse. Cercai di inghiottire il nodo che mi si era formato in gola.
- Io…non posso.
Risposi a fatica. Mi mancava il respiro da quanto faceva male.
Si avvicinò a me.
- Provaci almeno.
Fu un sussurro lieve al mio orecchio.

Entrammo in infermeria.
Appena mia madre mi vide ricoperta di sangue, sbiancò.
- Non è mio.
La informai.
Sembrò sollevarsi appena per poi farsi preoccupata.
- Siamo state attaccate. Scappando sono inciampata nel nostro Informatore.
- Allora è per questo, che non ci sono stati altri aggiornamenti.
Intuì per niente contenta di ciò.
- Devi controllare lexa.
L'Heda, che era sovrappensiero, si riscosse.
- Cosa?
Chiese cadendo dalle nuvole.
- Lascia che mia madre ti controlli il fianco.
Le dissi.
- Non serve. È solo una botta.
- Lexa…
Il mio tono era supplichevole.
- Intanto vado a lavarmi. Ne ho davvero bisogno.
Dissi alle due congedandomi.
La faccia di Lexa fu impagabile, quando capì che l'avrei lasciata sola con mia madre.

Mi diressi verso le cisterne d'acqua. Riempii una bacinella per poi lavarmi il viso.
- L'Heda mi manda per proteggerti, nel caso volessi andare al ruscello qui accanto.
Mi voltai. Indra, Nyko e altri due terrestri armati, sembravano attendere una mia risposta.
- Loro si volteranno per controllare il bosco alle tue spalle.
Aggiunse come se mi avesse letto il pensiero.
Accettai.
Mi accompagnarono sino al corso d'acqua. Avevo portato con me un cambio.
Andai, dove l'acqua era più profonda…un metro o poco più.
Nonostante sapessi che non c'era pericolo di trovare mostri marini, ci misi pochissimo a lavarmi e risalire.
Una volta vestita, mi accucciai per lavare via in sangue dai miei indumenti.
Tornati al campo, Indra mi lasciò davanti alla mia tenda. Entrai trovandovi Lexa sdraiata nel mio letto.
Gli occhi chiusi.
- Ha detto che è tutto apposto. Mi resterà solo un bel livido.
La sua voce sembrava lontana come sovrastata da mille pensieri.
Mi sedetti accanto a lei.
Teneva ancora gli occhi chiusi.
Le accarezzai il viso per poi baciarle una guancia. Mi scostai, ma in quel momento, mi afferrò trattenendomi.
Le sue mani sulla mia schiena mi avvicinarono a lei.
Fu allora che mi guardò…uno sguardo a dir poco disarmante.
- Heda, Heda, Heda.
I Grounders fuori dalla tenda la chiamarono a gran voce.
Il cuore mi rimbalzò nel petto. Cosa stava succedendo?
Lexa si alzò uscendo ed io la seguii.
Il suo fedele Rincognitore era ferito. Aveva perso i sensi
- È arrivato fino al cancello Heda, poi è crollato.
Indra la informò.
Mia madre era stata chiamata in tutta fretta e l'uomo portato in infermeria.
I Capi dei Clan ci seguirono.
Passò un'ora prima che il soldato si svegliasse e i Generali lo interrogassero sull'accaduto.
- Hanno scoperto che la seguiamo. Sono l'unico Ricognitore sopravvissuto.
Mia madre gli diede un po' d'acqua prima che continuasse a parlare.
- Prima che ci tendessero un'imboscata, ho saputo che sono diretti alla Città della Luce.
- Allora era vero.
Disse uno dei Generali, sbigottito.
- A guidare la spedizione della Regina, sono uomini del Popolo del Cielo, aiutati dalla gente della Zona Deserta.
Brusii si levarono nella sala dai Capi dei Clan.
- Si è saputo nulla su ciò che ha scoperto?
Domandò l'Heda.
- No. So che è pericoloso. Molto. So anche che la Regina dice di voler salvare tutti dal terrore che l'Heda dispensa. Amros, rapiva uomini, donne e bambini, dicendo di eseguire ordini dell'Heda. Lei, con i suoi uomini attaccava Amros liberandoli. Una bella bugia costruita e messa in atto per mesi.
Il soldato bevve ancora un po' d'acqua.
- Tutto alle nostre spalle.
Ringhiò uno dei Generali.
Tutti poi si voltarono verso l'Heda notandone il silenzio.
- Heda, a cosa pensate?
Chiese il più anziano dei Capi.
- Io e la Leader del Cielo siamo state attaccate da un soldato dell'Ice Nation. Prima di morire, ha detto che doveva farlo. Ho bisogno di capire le vere intenzioni di quella donna, dopodiché agirò di conseguenza.