Capitolo 16

Lexa si alzò tendendomi la mano.
- Devo andare a discutere di qualche dettaglio con i Capi Clan. Ti raggiungo prima possibile.
Rifiutai di afferrare la sua mano.
- Resto qui. Ho bisogno di un attimo.
Il suo sguardo si abbassò.
- Va bene. Se vorrai, dopo ne riparleremo.
Detto ciò se ne andò.
La guardai allontanarsi. Il suo mantello rosso ondeggiava accompagnando il suo passo.
- Dimmi un po', che ne pensi di tutta questa situazione?
La voce di Bellamy mi fece voltare verso di lui. Era in piedi accanto a me.
- A dir la sincera verità, non mi hai ancora detto cosa sta succedendo fra voi due.
Mi sorrise gentilmente sedendosi al mio fianco.
- E chi lo sa.
Risposi sospirando. Cos'eravamo io e Lexa?
- Ma che… eh no. Dai, non puoi stimolare la mia curiosità e poi lasciarmi così a bocca asciutta.
- Ti servono dettagli per dai sfogo alle tue fantasie perverse?
Risi e lui mi imitò grattandosi la nuca.
Sgranai lo sguardo colpendolo alla spalla.
- Non dirmi che ci hai pensato davvero!
- Chi…io? No no.
Risi nuovamente.
- Ne sei innamorata?
- Octavia mi ha fatto la stessa domanda…
Risposi e lui mi guardò incuriosito.
-…sì…e ho paura.
- Di ciò che accadrà?
Mi chiese poi. Accennai un "Sì" con il capo.
- Ne abbiamo passate tante su questa terra…abbiamo sempre superato ogni cosa. Riusciremo a cavarcela anche ora.
- Abbiamo sempre superato ogni cosa…ma a quale prezzo?

Domandai. Bellamy non rispose.
- Talvolta molto alto…
Aggiunsi.
-…e non posso permettere che accada nuovamente.
Lo sentii sospirare alle mie parole. Probabilmente anche lui come me pensava a Finn e a tutti i nostri compagni morti.
- Lei che ti ha detto a proposito di ciò che accadrà?
Abbassai lo sguardo a terra, ricordando ciò che Lexa mi disse.
- Di non pensare a lei e di essere obbiettiva, perché sono l'unica che può tirarci fuori da questo guaio. Ha detto che devo concentrarmi sul problema che dovremo affrontare.
Bellamy sembrò riflettere alle mie parole.
- Comunque sia, qualunque cosa accada, io ti sarò accanto.
Lo abbracciai, grata della sua presenza. Era davvero un conforto in quell'istante. Baciai la sua guancia e, solo allora, notai Lexa guadarmi torva.
Non potei fare a meno di sorridere.
- È una dimostrazione di gratitudine.
Specificai.
- Tra il mio popolo ci si limita ad una stretta.
Il suo tono piatto e freddo.
Il mio sorriso si ampliò. Era strano vederla gelosa e mi fece piacere.
Bellamy alzò le mani in segno di resa, lasciandoci sole.
Mi alzai raggiungendola.
- Sei gelosa per caso?
L'Heda non rispose. Si limitò a guardarmi.
- Mi piace.
Lexa sgranò gli occhi.
- No, non Bellamy!
Mi affrettai a dire.
- Mi piace che tu sia gelosa.
L'Heda sembrò rilassarsi.
- Non ti ho detto che lo sono, Sky Grl.
Rispose con un sorrisetto sghembo.
- Non serve, Heda.
Sorrisi di rimando.
- Sono passata a vedere come stavi.
- Meglio.

Risposi incamminandomi con lei.
Ormai si stava facendo buio. Gli splendidi colori del tramonto, lasciarono spazio ad un blu intenso ricco di stelle.
I Grounders tornati dalla caccia, si apprestarono a cuocere le loro prede.
Ci avvicinammo a Lincoln e Octavia, quando il cancello di Camp Jaha si aprì rivelando il Ricognitore.
Scese da cavallo correndo verso l'Heda.
- Ha accettato! Ha accettato di vedere il Cancelliere del Popolo del Cielo.
Disse l'uomo in tutta fretta. Il fiato corto.
- Dove si trova la Regina?
Chiese Lexa, notando che il Soldato aveva impiegato poco tempo per recapitare il messaggio e tornare al Campo.
- La Regina dell'Ice Nation è accampata, con parte del suo esercito, nella valle che confina con la Zona Deserta. Il Cancelliere è atteso in mattinata.
Spiegò il Ricognitore.
- Ora mangiate. Ne parleremo poi.
Disse Lexa per poi voltarsi e andarsene.

Trovai l'Heda persa a guardare una mappa del territorio circostante.
Indra uscì dalla stanza squadrandomi in malo modo, com'era solita fare.
Mia madre, Kane e Bellamy arrivarono alle spalle di Lexa.
- La Zona Deserta si trova qui giusto?
Domandò Markus indicando un punto della mappa.
- E quindi, la valle dove la Regina è accampata, è proprio questa parte in verde adiacente.
Aggiunse poi l'uomo.
- Esattamente.
Confermò Lexa.
- La spedizione, come già detto in precedenza, sarà portata a termine da poche persone. La Regina, non deve sentirsi minacciata. Concorderete con me che, secondo il suo pensiero, non avrebbe alcun senso mandare persone del Popolo del Cielo scortate da noi Grounders. In fondo, siamo i nemici da cui fanno di tutto per difendersi.
I Generali, giunti anch'essi nella sala riunioni, ascoltavano in silenzio.
- Il Cancelliere, sarà accompagnato da Kane. Entrambi scortati da Bellamy, Octavia e Lincoln. Clarke Griffin Leader del Popolo del Cielo, resterà a Camp Jaha. E prima che quest'ultima protesti…
Lexa si voltò verso di me con un mezzo sorriso.
- …posso giustificare questa mia scelta, dicendo che la Regina sa benissimo del nostro legame e penserebbe subito a una trappola o complotto. Tutto deve sembrare naturale.
- Però Lincoln è un Grounder. Non sospetterà qualcosa?
Chiese uno dei Generali.
In quel momento Lincoln entrò nella stanza assieme ad Indra e Octavia.
- Lincoln è molto bravo a combattere. Non desterà sospetti la sua presenza in quanto compagno di Octavia, guerriera del Popolo del Cielo.
Rispose Lexa guardando il terrestre entrato da poco.
- Quanto impiegheremo a raggiungere la valle?
Domandò mia madre.
- Dovrete partire all'alba. Non sarete soli. Avrete un vantaggio, dopo di ché arcieri veglieranno su di voi dagli alberi.
Spiegò l'Heda.
- Se li vedono ci ammazzano.
Sbottò Bellamy come se quel piano fosse un suicidio calcolato.
- Li avete mai visti attorno a voi?
Domandò uno dei Generali con aria di sfida.
- Beh sì…
Disse con tono incerto il fratello di Octavia.
- Solo quando avevano già iniziato ad attaccarvi, quindi non ponetevi problemi sugli arcieri.
Continuò il Capo Clan.
- Bellamy, è a questo che servirà il vantaggio. Voi arriverete da soli e tali resterete. Gli arcieri si apposteranno quando avranno la certezza di poterlo fare.
Bellamy guardò l'Heda poco convinto e ciò la infastidì. Stava mettendo in dubbio il suo piano.
- Ragazzo, siamo nati combattendo. Lascia a noi le strategie di guerra. Tu pensa a difendere Abigail e Kane. Il successo che hai avuto a Mount Weather, non fa di te né un Generale né un abile stratega.
Il tono di Lexa era duro ma diplomatico.
Bellamy fece la scelta giusta in quel momento: tacere.

Me ne stavo sdraiata a pensare. Terminata l'ennesima riunione ero tornata nella mia tenda.
Lexa mi raggiunse dopo quella che sembrò un'eternità.
- Non ti sembra di essere stata un po' dura con Bellamy?
Le chiesi rimanendo sdraiata a pancia in giù. Fissavo il pavimento.
- In fondo, ha solo espresso la sua opinione.
Aggiunsi poi.
- Mettendo in discussione ciò che stavo dicendo, davanti alla Coalizione.
Dal tono sembrava solo contrariata per l'accaduto.
La vidi avvicinarsi a me…più che altro scorsi i suoi piedi.
Mi voltai a guardarla, notando che si stava spogliando della sua veste di Comandante.
Mi misi a sedere. Lexa mi guardò sorridendo prima di afferrarmi il viso tra le mani e baciarmi.
La sua lingua cercava la mia mentre le mie mani esploravano il suo corpo, scivolando sotto la sua maglia.
Scostò la mia mano intrecciando le sue dita con le mie.
Mi sdraiò sul letto continuando a baciarmi. La sua dolcezza era unica.
Chiusi gli occhi godendomi ogni istante delle sue carezze. Volli imprimerle nella mia mente.
Sentivo che sarebbero state le ultime, me lo stava comunicando.
Un nodo mi salì alla gola, ma finsi che tutto andasse bene. Volevo che quel momento fosse magico, un ricordo unico…un sogno solo nostro.
- Sai già che non ti avrò più…vero?
Le chiesi tentando di non far tremare troppo la mia voce.
Lexa mi accarezzò i capelli stringendomi a sé.
I suoi baci lievi si posavano sulle mie labbra. Delicati, come fossi fatta di vetro.
Gesti che valevano più di mille parole.