Capitolo 19

Uscii dalla cella molto confusa e anche un po' ferita.
Capivo tutta la situazione ma se Lexa si comportava così, di certo, non mi aiutava.
Raggiunsi mia madre. Era assieme a Thelonious, Raven, Bellamy e Monty.
- Come sta?
Mi chiese Bellamy notando il mio sguardo.
- Non lo so. Non so se sia rassegnata alla situazione o cos'altro.
Sbottai.
- Spiegati.
Mi spronò Thelonious.
- Non era nemmeno interessata a ciò che avevo da dirle.
Dissi ferita.
- Se posso…
A intervenire fu uno degli abitanti della Zona Deserta. Ore prima era stato lui stesso a spiegarmi, che l'uomo incappucciato era un guaritore.
- …voi, giovane ragazza, mi sembrate molto legata all'Heda.
Guardai quell'uomo con sospetto.
- Puoi fidarti di Darsen. Ci ha aiutato molto.
Thelonious aveva speso un paio di buone parole per quell'uomo ma continuai a guardarlo sospettosa.
- Sì. L'Heda ha il mio rispetto e la mia fiducia.
Risposi.
- La ferita che porti nel cuore dovuto a ciò che è appena accaduto nelle celle, fa pensare a qualcosa di più, ma mi accontento della tua spiegazione.
Darsen mi sorrise gentilmente.
- Ricordi il guaritore?
Mi chiese poi. Annuii.
- Lo sentivo parlare di Ioscina. Non so cosa possa essere ma magari, qualcuno di voi, ne sa qualcosa.
A quel nome mia madre sbiancò.
- Dimmi cos'è.
La supplicai. Il cuore mi martellava nel petto.
- È un allucinogeno naturale, altamente tossico. Se preso In grandi quantità, persino letale.
Dopo la spiegazione di mia madre, collegai alcune cose.
- Le hanno lasciato un pugnale nella cella. Vogliono che si uccida!
Esclamai.
- Cosicché la Regina possa levarsela di torno, mantenendo intatta la facciata della buona samaritana.
Aggiunse Bellamy con tono di disgusto.
- Come facciamo a evitare tutto ciò?
Chiesi preoccupata. Il cuore correva all'impazzata. Avevo paura.
- Non possono eccedere con la dose e quindi dovranno aspettare le prime allucinazioni. La mente dell'Heda è forte, resisterà…ma temo non più di due giorni.
Rispose mia madre.
- Non possiamo evitare che gliela somministrino. Daremo nell'occhio e comprometteremo la nostra missione primaria.
Thelonious aveva ragione ma non potevo lasciare che la uccidessero.
- Dobbiamo fare in fretta.
Bisbigliai.
- Tu, Clarke, non potrai andare. Dai troppo nell'occhio.
S'intromise Bellamy.
- Andrà Monty. Io darò istruzioni tramite radio.
Propose Raven.
- Murphy farà da guida.
Strabuzzai gli occhi a quel nome pronunciato dall'ex Cancelliere.
- Murphy?
Chiesi stranita.
- Si è rivelato un ottimo compagno di viaggio. Ho fiducia in lui.

Fu una tortura attendere notte fonda, senza poter fare nulla di utile né per il missile né per salvare Lexa.
Nella mia mente, il pensiero costante rivolto all'Heda e alla sua salute.
- Ok, il piano è semplice. Darsen accompagnerà Murphy e Monty oltre la Zona Deserta, dove si accamperanno. Partiranno da tre zone diverse in modo da non destare sospetti. Non appena il sole sorgerà, attraverseranno la Linea di Morte. Poco prima di raggiungere la distesa di pannelli solari, Darsen metterà ko l'addetto alla sala di controllo prendendone il posto. Monty e Murphy potranno così attraversare il campo indisturbati. Saliranno sulla barca e seguiranno il drone, che invierà loro Darsen, sino all'isola. Una volta arrivati, dovranno entrare nell'edificio, dove si trova il missile. Per fare ciò bisognerà togliere l'elettricità a tutto il complesso. Controllate che non vi siano generatori ausiliari. Fate attenzione. Mi raccomando.
Thelonious sembrava aver già pensato a tutto.
- Ricordatevi di mantenere il contatto radio.
Aggiunse l'uomo a cui i tre annuirono.
- Perché non sentano la nostra comunicazione, userò le cuffie. Vi avviserò quando raggiungeranno il missile o in caso di pericolo.
Spiegò Raven.
I presenti annuirono di nuovo. Erano pronti ad affrontare anche questo passo.
Darsen si diresse verso Sud. Monty e Murphy, invece, seguirono sentieri non battuti rispettivamente a Est e a Nord.
Fino a che non fossero giunti sull'isola, il nostro compito era ridotto alla sola attesa.
Ascoltavamo attentamente ogni spostamento dei tre, sino a che non si accamparono. In quel momento ci riposammo anche noi.
Era già giorno, quando mi accorsi che Raven era nuovamente all'ascolto. I tre si erano imbarcati finalmente.
Dalle parole di Thelonious, capii che ci avrebbero impiegato alcune ore prima di arrivare all'isola. Decisi così di andare a trovare Lexa.
Uscii dalla tenda, incamminandomi verso l'edificio dov'era detenuta l'Heda.
Vidi mia madre venirmi incontro.
- Clarke torna indietro. Non puoi stare qui.
A quelle parole rimasi stranita.
- Perché?
- Fa come ti dico, per una volta!
Mi disse afferrandomi le spalle e voltandomi verso la tenda.
- No! Spiegami per favore.
Le ordinai. Il tono tagliente. Odiavo un simile comportamento.
- Andiamo alla tenda e te lo spiego.
Mia madre fu interrotta da alcune grida che mi gelarono il sangue. Lexa!
Scattai in avanti, ma stavolta fu Kane a fermarmi.
- Ditemi che succede!
Ringhiai.
- Le allucinazioni sono iniziate. Sembrano persino più forti del previsto. Ciò sta a significare che la dose di Ioscina nel suo organismo inizia ad essere elevata.
- Ma così la uccideranno!
Esclamai.
- Non se prima lo fa da sé.
Commentò Markus sospirando.
- Devo andare da lei! Io devo…
La sentii nuovamente urlare e mi mancò il respiro.
Mia madre mi trascinò nella tenda.
- Non puoi fare niente Clarke. Se sospettano che tu sia a conoscenza di ciò che sta accadendo, possono incastrarti…e lo sai.
- Kane ha ragione. Avrebbero la scusa adatta per ucciderla con il veleno e far ricadere la colpa su di te, l'attimo esatto in cui ti rechi in prigione a farle visita.
Il mio cuore batteva all'impazzata mentre ascoltavo mia madre. Cercai di controllarmi il più possibile ma la mia testa era una fabbrica infinita di pensieri.
- Raven, di che si sbrighino!
Le ordinai. Il mio respiro veloce. Mi sentivo così impotente…io qui, ferma a non fare niente mentre Lexa soffriva.
- Ti…prego…
Aggiunsi con un soffio di voce.

Non so quante ore passarono, ma mi sembrava di impazzire.
Lexa urlava e riuscivamo a sentirla nonostante fossimo lontani dalla prigione.
Era una tortura. Mi sentivo morire.
- Devo andare a vedere, devo andare da lei.
- No, Clarke.
Mi riprese mia madre.
- Ma il pugnale è nella sua cella. Non posso permettere che si faccia male…non posso.
Stavo iniziando a perdere il controllo, quando la voce di Monty mi riportò alla realtà.
- Terra! Terra!
Urlò talmente forte che Raven fu costretta a togliersi le cuffie.
- Ehy calmati Monty, non voglio diventare sorda a questa giovane età.
Raven lo rimproverò scherzosamente, dopo essersi rimessa le cuffie.
Mi appoggiai con la testa alla sua, in modo da poter ascoltare anch'io.
- Wow. Cos'è stato?
Il tono di Monty sembrò preoccupato.
- Che succede?
Gli chiesi.
- C'è qualcosa nell'acqua!
- È per questo che siamo armati.
Rispose Murphy.
- Tu lo sapevi?
- Ci sono già passato ricordi? Sbrigati e rema!
- Sta tornando!
- Forza, rema. Rema!
Il battibecco che stavamo ascoltando via radio ci preoccupò.
Il rumore di alcuni spari costrinse Raven a togliere nuovamente le cuffie.
- Se n'é…se n'é andato…
Ci informò il nostro amico cervellone. Il tono terrorizzato.
Improvvisamente udimmo il suono di qualcosa che cozzava contro una superficie dura.
- Siamo giunti sull'isola.
Fu Murphy a parlare.
- Io indietro non ci torno.
Borbottò Monty.
- Pensa piuttosto a cercare la centralina.
Lo spronò l'altro.
- Darsen ha detto, che si trova sul lato est della villa.
Rispose il nostro amico.
- Ricordatevi che appena staccate la corrente, dovete entrare dalla porta principale. Attraversate l'atrio. La porta davanti a voi è quella che porta alla stanza del missile.
La voce di Thelonious si udì alle mie spalle.
- Wow ma questa casa è gigantesca!
Il tono di Monty era meravigliato.
- Smettila di perdere tempo con queste cazzate.
- Te l'ha mai detto nessuno che sei un rompicogl...
- Ragazzi! Focus!
Li rimproverò l'ex Cancelliere.
- Ok, ok. Centralina trovata. Mi appresto a tagliare i fili dell'alimentazione.
Ci aggiornò Monty tornando serio.
- In questo momento si possono vedere le luci accese…ma ancora per poco. Uno, due e tre.
Aggiunse poi. In quel momento calò il silenzio.
- Ce l'hai fatta genio. Ora è tutto spento.
Disse Murphy.
- Svelti, entrate.
Ordinò loro l'ex Cancelliere.
- Qui la situazione si mette male per l'Heda.
Nessuno dei due rispose. Sentimmo il fruscio dei passi sull'erba.
- Wow, che figata! È strabella!
- Siamo nell'atrio.
Ci aggiornò Murphy con tono di sufficienza.
- Ora la porta in vetro è davanti a noi.
- Smonto il pannello per attivare l'apertura manuale e…oh!
La voce di Monty si smorzò.
- Che succede ragazzi?
Chiesi preoccupata.
- Quello è…
- Il missile.
Murphy completò la frase per lui.