Capitolo 20

Un suono constante disturbava un canale aperto. Lo ricordavo molto bene perché era la prova tangibile che il ripetitore di Mount Weather era acceso e funzionante.
Mia madre uscì dalla tenda assieme a Kane.
- Informate Darsen che siete arrivati al missile.
Ordinò Thelonious.
- Darsen, sono arrivati sull'isola.
Alla voce di Raven seguì un brusio.
- Lo abbiamo notato mia cara.
La voce della Regina alla radio ci fece fare un passo indietro.
Tutti i presenti avevano la bocca spalancata dallo sbigottimento.
E ora che sarebbe accaduto?
- La Regina sa tutto. Sbrigatevi!
Ordinò Thelonious ai ragazzi sull'isola.
- Cosa vi fa credere, che sia quello il missile legato al comando a distanza?
Una risata seguì quella domanda. Ok, quella donna riusciva a spaventarmi e allo stesso tempo farmi saltare i nervi.
- Dov'è Darsen?
Chiesi prendendo tempo.
- Qui con me. Non so dirvi se sia più vivo che morto…respira però.
Un'altra risata si udì dall'altro capo della radio, anche se sembrò essere molto vicina.
Qualcuno fece capolino sul pavimento della nostra tenda.
Darsen, insanguinato e privo di sensi, giaceva a terra davanti a noi.
- Le persone al mio servizio, non perdono d'occhio nessuno.
Disse la Regina lanciando a terra la radio nelle sue mani, che si frantumò.
La donna era a pochi passi da noi.
- Spiacente ma pagherete con la vita. Non m'importa quanti altri vi seguiranno. Quando azionerò questo…
La Regina dell'Ice Nation ci mostrò il comando a distanza del missile.
- …sarò a debita distanza dal disastro. Lunga vita a me.
La donna rise ma qualcos'altro attirò la mia attenzione. Il rumore costante dell'interferenza radio era cessata.
- No.
Dissi, catturando la sua attenzione.
Mi avvicinai lentamente.
- Lunga vita all'Heda.
Aggiunsi gettandomi su di lei, cogliendola alla sprovvista.
Afferrai le sue mani, premendo il pulsante rosso luminoso del comando a distanza.
Con una mossa veloce mi scaraventò a terra terrorizzata.
- Cos'hai fatto!
Chiese poi uscendo dalla tenda il più veloce possibile.
Ad attenderla fuori c'erano Indra e Nyko. Dietro di loro i Generali e l'esercito della Coalizione.
- Dobbiamo andarcene di qui, moriremo tutti!
Esclamò la donna. Il terrore sul suo volto.
- Non era forse ciò che volevi, ucciderci tutti?
Chiese uno dei Capi Clan con un sorriso.
- Sala comando missili di Mount Weather: Offline.
La voce di Bellamy si udì dalla radio.
- Il missile che abbiamo qui, ha perso la connessione a distanza.
Ci avvisò Monty dall'Isola.
Indra tolse di mano il telecomando alla Regina, gettandolo a terra e distruggendolo.
- Come avete fatto…come!
Ringhiò la donna ormai senza più alcun potere su tutti noi.
- Diciamo, che le possibilità erano almeno tre. Se due di queste fossero state attuate, le nostre speranze di salvezza sarebbero di certo aumentate.
Risposi con tono tranquillo come qualcuno che spiega le cose a un bambino.
- Il missile sull'isola era troppo lontano per un così piccolo comando a distanza. Per usufruirne, avevate necessità che il ripetitore su Mount Weather tornasse a funzionare. Accendendo la radio e notando il disturbo della frequenza, abbiamo avuto la certezza che fosse attivo. Vi dirò di più maestà…il missile non poteva provenire dal monte per il semplice fatto che, se così fosse, sarebbe stato inutile coinvolgere il Popolo del Cielo e gli abitanti della Zona Deserta…e soprattutto fingervi ciò che non siete di certo.
Continuai.
- Abbiamo affidato il compito a Bellamy, perché ormai è diventato un esperto a intrufolarsi a Mount Weather.
Disse Raven sorridendo.
- Si può dire che lo conosce come le sue tasche…o almeno i posti che contano, come la sala comandi.
Aggiunsi io con un sorriso di sfida.
- Se n'è andato da qui poco dopo il tramonto. A quanto pare, le persone al vostro servizio, non l'hanno notato.
La Regina serrò la mascella alle mie parole.
- Degli altri due lo sapete vero? O volete che vi racconti anche, di come hanno raggiunto l'isola su cui voi avete paura di sbarcare?
Gli occhi della donna divennero due fessure.
- Lexa non urla più perché mia madre è da lei. In questo momento le sta somministrando estratto di Bacopa, un neurolettico naturale che farà svanire i sintomi della Ioscina che TU le hai messo nell'acqua.
Le dissi con disgusto.
- Sapevi di essere circondata da questa pianta? Ne cresce in abbondanza nello stagno poco lontano da qui. Chissà che dirà Lexa quando saprà cosa le hai fatto.
Le sorrisi.
- Sapevi anche, che la gente che ti circonda è a conoscenza del fatto che tu avveleni i tuoi oppositori?
Le chiese Thelonious.
- Non è possibile. Ho sempre fatto tutto in modo che nessuno possa scoprire ciò che facevo. Menti!
Sbottò con cattiveria.
- Infatti, mentiva. Ora però lo sanno.
Sorrisi mostrandole il microfono.
- Molti di questi aggeggi elettronici, sono stati distribuiti alla nostra gente che a loro volta si sono sparpagliati nell'accampamento. Abbiamo ben pensato di far sapere chi sei veramente alle persone che ti circondano. Almeno ti possono conoscere tanto quanto noi.
La avvertii.
Attorno a noi in quell'istante, si era riunito tutto il campo. I soldati della Coalizione minacciavano l'esercito dell'Ice Nation che non muoveva un muscolo essendo in numero nettamente inferiore.
La Regina alzò le mani in segno di resa.
- Ottima scelta.
Dissi.
- Radunate tutto l'esercito Ice Nation, così da poterli tenere sotto tiro.
Ordinò uno dei Generali.
In quel momento vidi mia madre. Fece un cenno di assenso con la testa.
Mi avvicinai a Indra sussurrandole all'orecchio che la cella, ora, era libera.
- Lei, prendetela e portatela nella prigione.
Ordinò poi il secondo dell'Heda.
La Regina fu catturata e portata, dove prima era detenuta Lexa.
Raggiunsi mia madre in tutta fretta, appena che esercito e stronza furono sistemati.
- Dov'è?
Le chiesi in pensiero.
- Vieni, ti accompagno.
Mi disse incamminandosi.
- L'abbiamo portata nella tenda di Kane. Sta rispondendo bene all'estratto di Bacopa. Entro stasera dovrebbe riprendersi totalmente.
Sospirai prima di entrare. Non sapevo in che condizioni potesse essere.
Mi feci forza e alzai lo sguardo verso il letto. Stava dormendo.
Era pallida. Si agitava nel sonno.
Presi un panno e lo bagnai con dell'acqua. Le rinfrescai il viso, il collo. In quel momento si calmò.

A svegliarmi furono delle lievi carezze sul viso.
Aprii gli occhi. Lexa mi guardava sorridendo.
- Ben svegliata SKy Girl.
A quelle parole sorrisi. Le accarezzai una guancia dandole un lieve bacio sulle labbra quasi avessi paura di romperla.
- Tua madre mi ha detto quello che è successo. Sei stata brava.
Mi fece un complimento sincero.
- Non è stato solo merito mio. L'idea di tornare al monte è stata di Bellamy. All'isola invece ci ha pensato Thelonious.
Lexa mi guardò inclinando il capo incuriosita.
- Non hai fatto nulla insomma. Ritiro il mio complimento.
Disse seria.
La guardai a bocca aperta.
- Beh ecco io beh…
L'Heda scoppiò a ridere.
- Tua madre mi ha raccontato, che l'idea di disinnescare entrambe i missili è stata tua. Mi ha detto anche che hai coordinato con lei, in segreto, il piano per la cattura. Inoltre mi ha fatto sapere che è stata tua l'idea di informare il tuo seguito di uno solo dei piani in modo che, se la Regina avesse ascoltato, fosse informata a metà. Per non parlare di far sapere a tutti, tramite ricevitori sparsi per il campo, di ciò che ha fatto quella donna.
Vederla così entusiasta mi fece sorridere.
- Come hai fatto a coordinare tutto senza che nessuno sapesse?
A quella domanda sospirai ampliando il mio sorriso.
- Io e mia madre ci siamo messe a parlare un po'.
Risposi ricordando il momento in cui, prima di dormire, le bisbigliai ciò che avevo in mente.
- Kane e il Cancelliere, sono in gamba.
Annuii.
- Che pensi di fare, ora, con la Regina?
Lexa, a quella domanda, divenne improvvisamente seria.
- Ne parlerò con i membri degli altri Clan…penso sia la cosa più giusta da fare.
Detto ciò, Lexa mi indicò il posto accanto a sé sulla coperta stesa a terra.
Sorrisi e mi sdraiai.
- Dovevi vedere la faccia terrorizzata della Regina, quando mi ci sono lanciata contro premendo il pulsante del comando a distanza. Terrore pure nei suoi occhi. Se l'è data a gambe trovandosi Indra e Nyko davanti a sé, assieme a tutti i Generali e annesso esercito.
Risi.
L'Heda mi strinse forte in un abbraccio.
- Mi sei mancata.
Aggiunsi in un sussurro.
Lexa non rispose.
Rimanemmo in silenzio un po'.
Le sue mani mi accarezzavano le braccia, la schiena.
I nostri visi vicinissimi.
- Tua madre, mi ha detto anche quanto ti sei preoccupata per me.
Alzai gli occhi al cielo voltandomi. Preferii darle le spalle, nel caso in cui avesse voluto farmi una ramanzina.
Mi circondò la vita con le braccia. Sentii il suo corpo aderire al mio.
- Ma nonostante ciò che mi stava accadendo, sei riuscita comunque ad essere obiettiva.
Rimasi in silenzio. Non volevo ricordare le sue urla.
- Grazie.
- Per cosa?
Le chiesi incuriosita.
- Per aver mantenuto la promessa.
Sorrisi e mi voltai.
- Sentire le tue urla, mi ha uccisa…ma hai sempre avuto ragione sin dal principio…essere Leader, significa dover sacrificare persino se stessi per il bene del proprio popolo. Ho preso le mie decisioni con la testa e non con il cuore…non potevo pensare a te, troppe vite innocenti appese a un filo.
Lexa sorrise a quelle parole.
- Potresti essere una grande Heda, Sky Girl.
Strabuzzai gli occhi.
- Il peso che sto portando ora sulle spalle è sufficiente.
Il comandante rise divertita per poi baciarmi dolcemente.
Era bello essere di nuovo fra le sue braccia e poter vivere quei momenti solo nostri, dove tutto attorno a noi svaniva lasciandoci sole nel nostro mondo.