Capitolo 21

Era notte fonda quando mi svegliai. Il posto accanto a me, dapprima occupato da Lexa, era vuoto.
Uscii dalla tenda per cercare il Comandante. La vidi in lontananza, parlare con i Generali.
Lexa chiamò a sé una delle nostre guardie dell'Arca. L'uomo le diede un manganello teaser.
Che cosa voleva fare?
I Generali si congedarono e l'Heda entrò nella prigione.
Sgranai gli occhi per poi avvicinarmi svelta alla grata. Volevo vedere.
- Immaginavo che saresti venuta.
La Regina era seduta in un angolo. La sua voce riusciva ancora a infastidirmi.
Lexa non parlò.
Si fece aprire il cancello entrando così nella cella. Le guardie si voltarono dando loro la schiena per poi allontanarsi.
- Alzati.
Le ordinò Lexa.
La Regina rise sfidandola.
Il viso del Comandante rimase impassibile.
Impugnò il manganello e la colpì al volto. La donna cadde a terra.
La Regina tentò di sferrare un calcio all'Heda che si scostò, colpendola nuovamente.
Questa volta, una scossa elettrica le pervase il corpo partendo dalla spalla.
La donna urlò per il dolore.
Lexa rinfoderò l'arma per poi bloccare a terra la Regina, poggiando un ginocchio sul suo sterno.
Il Comandante prese un'ampollina e la posò a terra.
- Il tuo sguardo spaventato mi dice, che sai esattamente cosa contiene.
Il tono dell'Heda era basso e fermo.
Una mano a tenerle fermo il viso cercando di aprirle, per quanto possibile, la bocca della sovrana.
Posò il contagocce tra le sue labbra, facendone uscire tutto il liquido che conteneva.
Con la mano poi le serrò la bocca impedendole che sputasse la sostanza somministratale a forza.
- Buon divertimento.
Le augurò freddamente Lexa, prima di uscire dalla cella. Era lo stesso augurio fattole precedentemente dalla Regina.
Mi allontanai in tutta fretta.
In quel momento l'Heda uscì dalle prigioni e vidi mia madre raggiungerla.
- Non l'ho messo nell'acqua.
Ammise il Comandante consegnando la boccetta al Cancelliere.
- Non l'hai diluita?
Domandò mia madre sconcertata.
- Ho usato il contagocce.
- In questo caso, dovrebbe fare effetto subito.
La informò, seppur contrariata per ciò che Lexa aveva fatto.
- Fra un paio di ore, dalle l'estratto di Bacopa. Non deve morire, non così almeno.
Disse l'Heda a mia madre che acconsentì.
Sapevo che Lexa non era una persona scorretta.
Attesi che il Comandante si avvicinasse al mio nascondiglio.
- È giusto strapazzarla un po'.
Le dissi sorridendo.
- Mi aspettavo una ramanzina da parte tua.
Ammise l'Heda seriamente.
- Sarebbe stato scorretto solo nel caso l'avessi uccisa. C'è bisogno di giustizia, non di vendetta. Per carità, ne avresti tutto il diritto, ma non saresti Lexa.
Risposi con un sorriso, sperando capisse il mio punto di vista.
L'Heda sospirò alzando gli occhi a guardare il cielo. Glielo si leggeva in faccia che avrebbe voluto ucciderla, per questo aveva distolto lo sguardo da me.
- Non sempre i nostri pensieri determinano la cosa giusta da fare. C'è un filo sottile tra l'essere impulsivi e la razionalità. Ciò che fa di te un Leader è l'uso del cervello e non il dar sfogo al mero pensiero. Sono le azioni a contraddistinguerci come persone...e in quanto persona ed essere umano, un pensiero per quanto negativo non è illegale.
Lexa alle mie parole abbassò lo sguardo incatenandolo al mio.
Restammo in silenzio per un po' camminando fino alla tenda dove l'Heda, poco tempo prima, era stata curata.
- A che pensi?
Le chiesi notando che mi osservava.
- A te.
Piegai la testa da un lato, incuriosita.
- A me?
L'Heda annuì con il capo per poi iniziare a spogliarsi del mantello.
Le andai alle spalle posando le mie mani sulle sue. Volevo sostituire i miei brutti ricordi di quei giorni passati, con altro.
L'aiutai a sganciare le fibbie del cappotto.
Scivolai con le carezze sulle braccia, lentamente sino alle spalle, per poi sfilarle l'indumento e posarlo su di un bancone d'acciaio poco distante da noi.
Rimasi alle spalle dell'Heda, abbracciandola da dietro.
La sentii rilassarsi abbandonando il suo corpo contro il mio.
- Vieni.
Le sussurrai, sedendomi sulle coperte stese a terra.
Si sedette accanto a me ed io, andai a sistemarmi nuovamente alle sue spalle. Le mie gambe piegate lungo i suoi fianchi.
L'abbracciai inebriandomi del suo profumo.
Le accarezzai l'addome per poi salire sul suo seno, stringendola di più a me.
Lexa inclinò il capo all'indietro, posandolo sulla mia spalla.
Notai il suo collo, ora bene in vista. Non resistetti a lungo senza posarvi le labbra.
Sentii un gemito sfuggire dalle labbra dell'Heda. Più la guardavo e più la volevo.
Era così bella da togliere il fiato.
Salii a baciarle dietro l'orecchio ma Lexa si voltò. I suoi splendidi occhi color lago mi disarmavano ogni volta.
Un lieve sorriso si dipinse sulle sue labbra.
Si scostò per guardarmi meglio. Mi nascose una ciocca di capelli dietro l'orecchio, per poi posare la sua mano calda sulla mia guancia.
Mi accarezzò gentilmente prima di sfiorare le mie labbra con le sue.
Ricambiai il bacio con più passione e, il comandante, mi attirò su di sé sdraiandosi.
- Che ne dici se dormiamo un po'? Domani sarà una giornata difficile.
A quella richiesta mi scostai di lato abbracciandola.
- Ma certo.
Le risposi sorridendo.

- Basta!
Ordinò Lexa ai suoi guerrieri e a quelli della Zona Deserta, intenti a torturare a turno la Regina dell'Ice Nation.
La donna era stata legata ad un palo e sottoposta alla sofferenza di tutte le sue vittime.
Ogni soldato, in quel momento, si allontanò facendo spazio al proprio Capitano che si parò di fronte alla donna.
- Perché l'hai fatto? Ho bisogno di una risposta.
Disse poi fissando la Regina con sguardo quasi supplichevole, seppur duro.
- Ti torturi ancora con questa domanda?
Domandò la donna facendosi beffe del Comandante.
- Potere.
Rispose infine per poi sorridere.
- Il potere ti ha portata alla rovina.
Sentenziò Lexa.
La Regina, per quanto poteva nella sua posizione, fece spallucce.
- Quando lo senti scorrere nelle vene, quando lo vedi con i tuoi occhi, ne vuoi sempre di più.
- Il potere ti porta via gli affetti. Con esso non te li puoi comprare. Ti lascia solo con te stesso e la tua sete inarrestabile.
Disse l'Heda celando tristezza nelle sue parole.
- La felicità si trova cercando obiettivi di conquista e talvolta vendetta.
Lexa scosse il capo in disaccordo con ciò che aveva appena udito. Improvvisamente si paralizzò sul posto.
Un lembo strappato della veste della Regina, aveva scoperto un punto del collo dapprima sempre tenuto accuratamente ben nascosto.
L'Heda fece un passo avanti ma la donna, si addossò al palo a cui era legata.
Il Comandante non si fece di certo intimorire.
Si avvicinò ulteriormente ma la Regina non accennava minimamente a scostarsi, anche se di poco, dalla sua posizione.
Lexa infilò il pollice in una ferita aperta sulla spalla della donna.
La Regina gridò dal dolore e, invece di lasciare che l'Heda guardasse il punto interessato, le sputò sul viso.
Lexa voltò la testa per poi pulirsi.
La donna rise.
- Non ho più nulla da perdere ormai.
L'Heda non rispose alla provocazione, si limitò a sorridere. Afferrò la testa della Regina sbattendola con forza contro il palo alle sue spalle. La donna perse i sensi.
Lexa si sporse e in quel momento sbiancò. Sembrò persino smettere di respirare.
- Heda, cos'avete visto?
Chiese Indra avvicinandosi al Comandante.
- Portatemi dell'acqua!
Ordinò Lexa furiosa.
Nyko le porse una brocca d'acqua e l'Heda bagnò il punto che le interessava alla base del collo della Regina. Voleva ripulirlo dal sangue.
Indra spalancò gli occhi.
- Non può essere.
Disse poi il secondo dell'Heda, facendo un passo indietro.
Lexa si mise davanti alla Regina, tirandole sul viso il rimanente contenuto della brocca.
La donna tossì riprendendo i sensi.
- Che significa quel simbolo?
Chiese il Comandante. Più che una domanda suonò come un ordine.
- Lo sai meglio di me…Heda.
A quella risposta Lexa serrò la mascella, le voltò le spalle e se ne andò lasciando di sasso tutti i presenti che iniziarono a chiamarla a gran voce.
I Generali la seguirono senza dire una parola. Che stava accadendo?
Mia madre mi guardò perplessa e così anche altri della mia gente.
Feci spallucce consapevole di non sapere nulla di ciò che succedeva.
Si erano assentati da quel luogo, solo per alcuni minuti. Al loro ritorno l'Heda sembrò tesa.
- Non conosco la tua storia, ma quel marchio parla chiaro. Eri destinata a essere Heda.
Le parole di Lexa lasciarono di stucco tutti.
- Tua madre ti cullava ancora tra le sue braccia, quando io ho iniziato ad addestrarmi per diventare l'Heda.
Sogghignò la Regina.
- Ero molto ambiziosa. Volevo essere la più forte. Ad allenarmi fu la sorella del tuo secondo…la sorella di Indra.
La donna sorrise.
- Non mi riteneva degna.
Il sorriso mutò in disgusto.
- Solo perché non conoscevo la compassione e il sacrificio. Bugiarda!
Gridò poi.
- Conoscevo bene il sacrificio. Ho sacrificato tutto per essere un degno Comandante e per cosa? Per essere rifiutata?
Rise.
- Li ho uccisi tutti, compreso il mio mentore.
Un sorriso diabolico si dipinse sul suo volto.
- L'Ice Nation mi ha sempre amata per ciò che sono. La Regina mi prese sotto la sua custodia facendomi crescere e divenire sempre più forte. Dopo qualche anno, presi il suo posto. Disse che ero pronta a sostituirla. Fu proprio lei a dirmi che stavano addestrando la nuova Heda. Attesi con gioia il giorno in cui salisti al trono per guidare il tuo popolo.
La Regina si fermò, continuando a sorridere seppur mascherando tutto il dolore che provava, causato dalle ferite inferte precedentemente.
- Mi sono diretta nella Capitale. Volevo vedere il tuo volto. Fu lì che ti vidi baciare quella ragazzina, sotto un albero in fiore. Così…ho deciso di toglierti tutto, iniziando da Costia, Anya e per finire, il tuo status di Heda.
- Anya?
Chiese Lexa voltandosi a guardarmi un istante.
- Sì, Anya il tuo mentore. L'ho cercata in lungo e in largo pur di trovarla. Avevo un patto con la gente di Mount Weather. Quando sono stata avvisata della sua cattura, avevo dato l'ordine di ucciderla assieme a una biondina molto zelante. Le ho fatte seguire. Volevo la morte di Anya. Non importava come…e poi…
- E poi?
Domandò l'Heda con tono che non tradiva emozione alcuna.
- Sarei passata a te. Prima ti avrei screditato e poi tolto il titolo.
Lexa sospirò estraendo la spada dal fodero legato alla vita.
- Avrei potuto uccidere anche la Leader del Popolo del Cielo ma, screditarti era più allettante.
Impassibile a quelle parole, puntò l'arma dritta al cuore della Regina poggiando la lama sul proprio braccio, teso in avanti.
Non smisero un solo istante di guardarsi negli occhi.
- Ci ho comunque provato. Il terrore nei tuoi occhi, quando l'hai vista in pericolo…mi ha fatto godere parecchio.
Il Comandante raddrizzò la lama e, dopo aver afferrato l'elsa con entrambe le mani, le inflisse una ferita mortale conficcandola nel cuore della donna.
Grida di vittoria si levarono al cielo.
Tutte le persone che ci circondavano inneggiavano l'Heda a gran voce.
- Grounders, dopo così tanta sofferenza, siamo pronti a vivere nella pace.
Tutti i presenti approvarono le parole del Comandante. Un solo nome si udiva pronunciato da quella folla: "Heda".
Lexa si congedò, accompagnata dai Generali.
La vidi parlare con loro per poi allontanarsi da sola.
La seguii sin dentro la tenda, dove avevamo dormito quella notte.
Si sedette a terra. La schiena poggiata contro il bancone di metallo.
- Scommetto che ti starai facendo un sacco di domande, Clarke.
Il tono di Lexa era triste.
- Una volta mi hai detto che, quando morirai, sarà il tuo spirito a trovare il prossimo Comandante…reincarnazione. Cos'è accaduto con…lei?
Chiesi con cautela.
- L'Heda non può darti questa risposta. Non sa nulla.
La voce di Indra mi fece trasalire.
- Nessuno sa bene cosa sia successo, a dire il vero. Gli unici a conoscenza di tutto, morirono durante un assalto che ha messo a ferro e fuoco la Polis. C'è chi dice che il Conclave sia stato manomesso dall'interno, chi parla di errore umano…io so solo, che sono morti tanti innocenti e molti altri ne hanno pagato il prezzo in questi ultimi anni, a causa della Regina.
Continuò il secondo dell'Heda.
Lexa si rigirava tra le mani la ciocca di capelli di Anya.
- Voi siete stata scelta saggiamente, come volevano i nostri antenati. Tutto ciò che riguarda la Regina e il suo passato è stato cancellato. Bruciando il suo corpo, mia sorella e tutte le persone morte per mano di quella donna, avranno finalmente giustizia.
L'Heda alzò lo sguardo verso il suo secondo, annuendo a ciò che aveva appena detto.
Nella tenda calò il silenzio.
- Portiamola nella Capitale.
Ciò che disse Lexa fu un sussurro.
Il viso di Indra divenne paonazzo.
- No. Heda.
Era la prima volta che il suo secondo si opponeva.
Il Comandante si alzò in piedi raggiungendo Indra.
- Finirà dove tutto ebbe inizio.
A quelle parole lo sguardo del secondo dell'Heda si abbassò. Serrò la mascella, fece un cenno col capo e si congedò.