Raiden era rinchiuso nella biblioteca del tempio della Luce e sfogliava un libro.

Con un sospiro, chiuse il tomo e si prese la testa tra le mani.

La ricostruzione era ad un ottimo punto.

Erano trascorsi circa sette mesi dall'ultima battaglia contro il sadico imperatore di Outworld e, grazie all'aiuto di Sonya e Johnny Cage, era riuscito a portare avanti la rinascita dell'Earthrealms.

Le ferite dell'Armageddon si stavano rimarginando.

Ma non era felice.

Un cupo presentimento opprimeva dolorosamente la sua anima e gli impediva di essere sereno.

Il suo istinto lo avvertiva di una terrificante minaccia.

Ne era sicuro. Il tempo dei combattimenti non era finito.

La pace era sospesa in equilibrio precario su un abisso nero.

E non aveva bisogno di fissare il medaglione degli dei anziani per avvedersene.

Lo sentiva nell'aria, apparentemente tanto calma…

O forse era solo una sua fissazione?

-Sto diventando pazzo.- pensò il dio del tuono alzandosi dal tavolo con un gesto brusco. Il ricordo di quella strage marchiava dolorosamente il suo cuore…

"Hai fatto tutto ciò che dovevi: proteggere l'Earthrealm. Le perdite in guerra sono inevitabili." gli aveva detto Sonya, tre giorno dopo la battaglia, quando aveva confessato con pudore il suo senso di colpa.

Rise amaramente. Paradossalmente, lei, una mortale, aveva cercato di aiutarlo, ricordandogli i suoi compiti di custode della Terra!

Ma non era bastato.

Il senso di colpa straziava il suo cuore, come una belva famelica.

E la sua mente, beffarda, riapriva sempre la ferita del suo cuore…

Lui non riusciva a vedere la necessità di quella carneficina…

Era stata davvero inevitabile quell'orrenda strage?

Gli pareva di sentire nella sua mente una sentenza di condanna inappellabile da parte dei suoi guerrieri…

E questo accresceva ancora di più il suo senso di colpa e la sua disperazione…

E le sue mani gli sembravano zuppe di sangue…

All'improvviso, un ricordo balenò come un lampo nella sua mente.

Raiden strinse i denti, seccato. Ancora la sua mente rammentava quello che era accaduto negli ultimi momenti della battaglia contro Shao Khan…

Risentiva le mani e le labbra dell'imperatore sul suo corpo…

E poi…

E ancora provava dolore, sofferenza, rabbia!

-Che stupido. Mi domando perché continui a pensarci così tanto.- si disse con rabbia. Era da tanto, troppo tempo tormentato da quel ricordo…

Le parole beffarde dell'imperatore di Outworld risuonavano ossessive nella sua mente.

Ad un tratto, la porta della biblioteca si aprì e comparve Johnny Cage.

-Cosa c'è?-domandò Raiden perplesso guardando l'attore.

Il divo, per qualche istante, rimase immobile, confuso, come se non sapesse cosa dire.

-Che cosa avete Raiden? Da quel giorno… siete molto turbato e assente.- domandò timidamente il giovane.

Il dio non rispose, per qualche istante, come se ponderasse le parole. Cosa avrebbe potuto dirgli?

Quando erano avvenute quelle cose tra lui e l'imperatore di Outworld, Jonathan e Sonya erano incoscienti, stesi dal suo malefico potere.

E non avevano visto nulla di quanto fosse accaduto.

Avrebbe dovuto informarli?

Dovevano sapere qualcosa di quanto fosse successo?

-Raiden… Si sente ancora in colpa per Liu Kang?-azzardò la star statunitense.

La divinità tacque, turbata. Il ricordo di quanto accaduto al suo allievo divorava il suo cuore…

Dopo sette mesi, non riusciva a dimenticare la morte di Liu Kang…

E le sue parole di accusa, poco prima di spegnersi tra atroci sofferenze…

Ma non era la sola causa della sua angustia…

-Ma non è giusto che si senta ancora così responsabile. Lei non voleva ucciderlo… E' stato un incidente. Un doloroso incidente…- cercò di rassicurarlo poi con foga, ma il dio del tuono, con un gesto calmo lo interruppe.

-Jonathan, non è la morte di Liu Kang la causa di questa mia preoccupazione e angoscia. O meglio, non solo.- confessò il dio fissando gli occhi candidi nelle iridi verdi dell'attore americano.

-Allora cosa è?-chiese l'altro con garbo.

Raiden sorrise tristemente e scosse la testa. Malgrado tutto, Jonathan non aveva perduto la purezza del suo cuore…

Si era davvero preoccupato per lui.

Tuttavia, i suoi occhi avevano conosciuto tanto, troppo orrore.

Lui non meritava di conoscere altra preoccupazione.

Avrebbe nascosto quel che era accaduto tra lui e l'imperatore di Outworld…

Doveva restare nascosto…

A qualsiasi costo!

-C'è qualcosa che mi preoccupa, sì… Ma vorrei parlarne con te e con Sonya.- spiegò la divinità semplicemente.

Jonathan annuì, cupamente, e si allontanò.

Intanto, nella "Fossa della carne" Quan Chi con attenzione tre vasche colme di liquido di coltura, nelle quali riposavano i corpi esanimi di Jade, Kung Lao e Nightwolf.

-Avevi raggiunto un alto livello di conoscenza, Shang Tsung. Peccato tu l'abbia usato nella maniera sbagliata.- osservò ironicamente lo stregone. Tutto congiurava a loro favore… Raiden avrebbe impiegato del tempo per ricostruire le distrutte forze della luce…

In quel modo avrebbero avuto il tempo di proseguire col loro piano…

Un sorriso crudele si disegnò sul viso pallido del mago. Sarebbe stato bello vedere l'espressione di Raiden dinanzi al compimento della loro opera…

Si sarebbero goduti lo sgomento del suo viso, prima di ucciderlo tra atroci sofferenze…

Ma dovevano pazientare ancora.

Non dovevano lasciare assolutamente nulla alla casualità.

Improvvisamente, una debole luce azzurra illuminò il buio del laboratorio, modellandosi poi nella figura di Shinnok.

-Come procede?-domandò il dio decaduto.

-Molto bene. I corpi di questi combattenti si stanno riparando, anche se molto lentamente. Poi potrò effettuare il rituale che mi consentirà di richiamare le loro anime. E, infine, ripetere la procedura con gli altri corpi.- rispose brevemente il mago.

La divinità decaduta annuì e, per alcuni istanti, tacque.

-Quan Chi, tuttavia credo che tra i nostri soldati manchi qualcuno.- dichiarò poi.

-Intende Liu Kang? Mio signore, sa molto bene che il suo corpo è nel tempio della Luce, protetto da un sigillo apposto dallo stesso dio del tuono. E i miei poteri non possono oltrepassare quella barriera.- affermò seccamente lo stregone.

Un mezzo sorriso distese le labbra bluastre dell'ex dio anziano.

-Quan Chi, sfrutteremo anche qui quella che è stata la debolezza di Raiden… E che è tutt'ora il suo punto debole. Per questo non sarà necessario che io mi muova.- affermò beffardamente. Aveva visto quanto era accaduto tra il dio del fulmine e Shao Khan poco prima dell'intervento degli dei anziani…

E un piacere immenso si era impadronito di lui…

Aveva goduto di quella scena.

Il fiero dio del tuono si lasciava disonorare senza opporre alcuna reazione!

Anzi, sembrava quasi che cercasse quella sofferenza…

Presto gli avrebbero dato quello che cercava, dopo la morte dei suoi guerrieri.

Quan Chi non rispose e continuò a controllare le vasche. Se tutto fosse andato come sperava, presto avrebbero potuto prendersi la loro rivincita sul dio del tuono…

Presto l'Earthrealms sarebbe stato loro…