La luce viva del sole vespertino accendeva di riflessi vivi le foglie degli alberi che riempivano il giardino del monastero, che parevano percorse da esili nervature d'oro.

Nel giardino si mescolavano tonfi sordi, gemiti di dolore, imprecazioni sussurrate ed affermazioni di esultanza.

Raiden, discretamente, fissava i monaci impegnati nei loro allenamenti. Erano trascorsi quindici mesi, eppure non aveva trovato nessuno che avesse dentro di sé la scintilla di Liu Kang e la forza di Kung Lao...

Quei due ragazzi, per quanto diversi nell'indole e nella personalità, sembravano racchiudere nelle loro anime una scintilla quasi divina...

Ma entrambi erano morti e quella energia era scomparsa con loro...

Nuovamente, i ricordi della battaglia contro Shao Kahn inondarono la sua mente. Dodici mesi erano passati, eppure ricordava molto bene ogni fase di quel combattimento doloroso...

Gli pareva quasi di sentire i colpi dell'imperatore di Outworld abbattersi sulle sue carni...

E poi...

Risentiva, con un'evidenza brutale, il dolore di quella violazione della sacralità del suo corpo fisico...

-Ma forse me lo sono meritato. Perché ancora continuo a pensarci?-pensò continuando a fissare l'allenamento.

Qualche minuto dopo, Johnny Cage si avvicinò a lui.

-Cosa c'è Johnny?-chiese cortesemente il dio del tuono.

L'attore, per qualche istante, rimase silenzioso.

-Raiden, come ben sapete, in questi ultimi tempi mi sono dedicato alla meditazione... E, non so come e perché, riesco a sentire le emozioni di chi è accanto a me, anche se in un'area ben delimitata.- cominciò il giovane.

-Dove vorresti arrivare Jonathan?- chiese dolcemente il dio protettore dell'Earthrealm.

-Ecco, io ho sentito chiaramente le vostre emozioni e... mi sono spaventato. Che cosa vi è successo? Sembra che abbiate un peso sulle vostre spalle... Ed è un peso di cui né io né Sonya siamo a conoscenza. Di che cosa si tratta? Forse, se ne parlate, la vostra angoscia diminuirà.- mormorò timidamente la star.

Il dio del tuono sussultò nel sentire quella domanda. La durezza del Mortal Kombat aveva aperto nel cuore di Johnny Cage una ferita profonda, che l'aveva portato a rinnegare completamente la sua esistenza precedente e a volere contribuire alla ricostruzione della squadra dei combattenti della Luce...

L'uomo che era dinanzi a lui era totalmente diverso dal vacuo attore che, inconsapevole della posta in gioco, aveva partecipato ai primi tornei...

-Almeno su una cosa non mi sono sbagliato.- pensò con malinconia. Liu Kang gli aveva chiesto se la star potesse esser loro d'aiuto... E lui aveva risposto che Johnny Cage era un eroe, ma era inconsapevole di esserlo..

E quella dura, triste e dolorosa prova aveva permesso al suo coraggio e alla sua generosità di emergere...

Lasciò scorrere lo sguardo sul corpo di Johnny Cage, avvolto nella tunica arancione dei monaci shaolin. L'unico vezzo che raccontava del suo passato era la folta chioma castana di cui non era voluto privare...

Eppure, pur con pochi mesi di meditazione, aveva mostrato di possedere simili qualità...

-Sono inquieto perché sento che i combattimenti non sono ancora finiti. Se qualche minaccia dovesse apparire all'orizzonte, saremo solo io, te e Sonya ad affrontarla... E questo non ti nascondo che mi preoccupa molto.- rispose malinconicamente.

Era una delle ragioni della sua angoscia, ma non la sola...

-Ci ritiene inferiori a loro?- domandò la star, ma la voce, ben presto, gli sfumò in un triste mugolio.

Raiden scosse la testa tristemente e Johnny si maledì. Quando avrebbe imparato a meditare bene le parole?

Il ricordo di quello stillicidio era per lui il riaprirsi di una ferita mai rimarginata...

-No Johnny. Tu e Sonya siete validi guerrieri, ma siete solo in due. E io...-rispose, ma, ad un tratto, si zittì..

Chinò la testa e, con stupore, si accorse che il medaglione degli dei anziani aveva cominciato a brillare di un intenso bagliore blu.

-Non ci voleva.- saettò il dio del tuono preoccupato.

-Che cos'é?-chiese il giovane.

-Non lo so perché, ma gli dei anziani mi stanno chiamando. Mi dispiace doverti lasciare solo Jonathan... Perfino Sonya è lontana.- affermò dispiaciuto il dio protettore dell'Earthrealm.

Johnny Cage sorrise.

-Stia tranquillo Raiden. Farò tutto quanto è nelle mie possibilità per difendere quest'area sacra. La parola di una star è un vincolo, se lo ricordi sempre!-rise.

La divinità, con un solenne cenno della testa, annuì e scomparve, avvolta in una nuvola di fulmini.

Intanto, nella fossa della Carne,Quan Chi contempleva con orgoglio i corpi dei combattenti morti nel precedente Mortal Kombat.

Fremette di piacere. Il loro piano presto sarebbe cominciato... Mancava poco alla sua definitiva attuazione...

-Ti devo ringraziare Shang Tsung...- ironizzò fissando la capsula che conteneva il corpo dello stregone suo rivale.

Doveva ammetterlo, il suo nemico si era impadronito di enormi conoscenze nel campo della stregoneria e della scienza, ma era pur sempre un umano, per quanto ammantato di immensi poteri di stregone...

E non avrebbe mai potuto competere con lui...

Ed era accaduto.

La sfida tra le loro intelligenze aveva visto vincitore lui, Quan Chi...

Il suo più potente e fiero nemico presto sarebbe stato trasformato in una sua docile marionetta, pronta a morire per la loro causa...

Sarebbe stato sottomesso al loro potere...

Improvvisamente, in un vortice di fiamme, comparve Scorpion.

Il polso destro del ninja spettro era cinto da un nastro dorato, appeso al quale era un opale a forma di goccia che, di quanto in quanto, palpitava dei riflessi dell'iride.

Con un gesto pieno di deferenza, lo shinobi si inchinò dinanzi allo stregone.

-Qualcuno ti ha visto al monastero, Scorpion? Sei stato riconosciuto in qualche modo?-chiese direttamente il mago al servizio di Shinnok.

Scorpion sollevò il braccio destro e, per alcuni istanti, guardò il bracciale.

-No, mio signore. Questo bracciale mi ha permesso di confondermi tra i monaci. Perfino il dio del tuono non mi ha riconosciuto.- rispose il revenant.

Quan Chi rimase impassibile.

-E cosa hai scoperto che possa risultare interessante?-domandò poi.

-Le forze dell'Earthrealm non hanno ancora ricomposto le loro sono solo Raiden, Sonya Blade e Johnny Cage di temibili per noi, ma non è tutto.-affermò il ninja-revenant.

Gli occhi di Quan Chi brillarono di interesse.

-Come ben avete previsto, Raiden ha ricevuto una convocazione dagli dei anziani. E ora l'Earthrealm è completamente vulnerabile, privo del suo dio protettore- concluse lo shinobi con voce monocorde.

Lo stregone annuì e, con un gesto solenne, incrociò le braccia sul petto.

-Bene, a quanto vedo è giunto il tempo. Resta qui, ho degli ordini da dare alle armate dei Tarkatan.-

-Come desiderate.-rispose apaticamente il ninja e Quan Chi uscì.