Nightmares
Si svegliò con la confusa impressione di aver udito il pianto di uno dei bambini. Le ci volle qualche istante per capire che non si trattava dei gemelli. Al suo fianco Jane si agitava e gemeva nel sonno.
Sapendo perfettamente quale genere di incubi lo stessero tormentando in quel momento, si affrettò a scuoterlo.
"Patrick, svegliati!"
Finalmente lui aprì gli occhi, respirando affannosamente – sul viso quell'espressione di agonia che Teresa aveva imparato a conoscere così bene.
"Va tutto bene, Patrick. Era solo un sogno".
Gli fece posare il capo contro al proprio petto, accarezzandogli i capelli in modo rassicurante. Pian piano sentì il suo respiro farsi più regolare, mentre scivolava nuovamente nel sonno.
Gli sfiorò la fronte con un bacio, quindi si strinse a lui – quasi volesse proteggerlo dai fantasmi del suo passato.
"Mamma, perché papà non vuole giocare con noi?", domandò Michael. "E perché continua a guardare quella foto?"
"Chi è quella bella signora nella foto con papà? E la bambina?", rincarò Mary.
Teresa si lasciò sfuggire un sospiro. "Bambini, papà è stanco. Perché non andate a giocare nella vostra stanza, mentre lui riposa?"
I gemelli per una volta obbedirono senza protestare.
Teresa lanciò un'occhiata a Jane, sdraiato sul divano con lo sguardo perso nel vuoto, una mano dietro la testa e l'altra – che stringeva una fotografia – posata sul petto.
Conosceva a memoria quella foto: un Patrick Jane più giovane e più sereno che sorrideva fiducioso tra Angela e Charlotte.
A volte si sorprendeva a desiderare di potergli restituire tutto questo, pur di vederlo finalmente libero dai dolorosi ricordi che continuavano a perseguitarlo.
Si morse le labbra, ricacciando indietro le lacrime che le erano salite agli occhi. Versò il tè nella tazza preferita di Jane, e senza una parola la posò sul tavolino accanto a lui.
"Teresa, aspetta".
Jane le aveva afferrato una mano, e ora la stava guardando con un'espressione di supplica.
Sedette accanto a lui sul divano, tentando un sorriso.
"Teresa, non devi pensare che io non sia felice con te e i bambini. Non avrei mai creduto di poter essere di nuovo tanto felice… per quanto probabilmente io non lo meriti neppure".
"Patrick…"
"No, lasciami finire. Quello che voglio dire è che ora siete voi la mia famiglia, e non potrei desiderare nulla di più. Solo… non riesco a dimenticare del tutto il passato. È più forte di me".
Lei scosse la testa. "Non voglio che tu dimentichi Angela e Charlotte. Vorrei solo che tu non dovessi più soffrire per quei ricordi".
Jane la strinse a sé, passandole le dita tra i capelli e respirando il suo profumo.
"Non ha importanza, Teresa", le sussurrò all'orecchio. "Ora ci sei tu, qui con me".
