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LIME
III. Canzone di seta
#03. Silk
La prima cosa che fai, rientrando dopo una lunga serata ufficiale e noiosa, è toglierti i tacchi alti. Lo senti mugugnare, dietro di te, e sai benissimo che lui avrebbe voluto che li tenessi addosso, quei tacchi a spillo che ti fanno camminare dondolando sui fianchi in quella maniera così femminile, seducente e pericolosa. In realtà tu non ami i tacchi a spillo, preferisci quelli più grandi -meno seducenti e meno sensuali, ma così più sicuri e comodi. Ma lui è un uomo, e quella parte di fascino che ti regala il passo incerto non può ignorarla. Tu nemmeno vuoi che lui la ignori.
Si avvicina a te, ti sussurra qualcosa che esprime tutto il sollievo di essere sfuggiti a un'altra tremenda serata in pubblico. Lui odia queste feste, le ha sempre odiate e le presenzia solo perché è obbligato, convinto com'è che i cadetti possono anche non festeggiare, se non vogliono. Tu ci vai solo perché lui ti chiede di accompagnarlo. Poi si torna a casa, tu scalci i tacchi alti e lui ti si avvicina per sussurrarti che finalmente è finita e spogliarti.
C'è qualcosa, nel suono della seta contro alle sue dita, che ti dà i brividi. Alla fine anche tu ami il momento in cui la porta si chiude alle vostre spalle e la notte si schiude davanti a voi -perché sai che l'abito di seta che indossi, sempre e soltanto di seta, scivolerà tra le sue dita con quel suono così limpido, così puro da somigliare ad una nota musicale, piena e tonda e perfetta. E' una melodia che ti fa tremare, tra le sue braccia. Lui lo scambia per freddo, sorride, ti stringe un attimo e quando il suono si è perso insieme al tuo fremito, le sue mani salgono, le sue dita scivolano sotto alle spalline sottili del tuo vestito e le abbassano, lentamente, così lentamente che quel suono torna a torturarti e il tuo corpo risponde inarcandosi, la tua voce risponde gemendo, e la seta si ferma per un attimo contro ai tuoi capezzoli induriti strappandogli una risata sommessa. E poi il vestito cade ai tuoi piedi, con un tonfo leggero, la nota finale che chiude la canzone della tua nudità per perdersi poi nella musica prepotente del suo desiderio.
Le sue mani ti scivolano addosso, calde e ruvide. La sua voce ti accarezza i sensi, roca e profonda. Le sue labbra si impossessano delle tue e tu ti ritrovi ad essere voltata tra le sue braccia e spinta contro il muro, mentre la stoffa della sua divisa struscia contro la tua pelle e la tua mente vaga, ragionando di stupidaggini perché il tuo corpo non è più tuo ma diventa suo in ogni fibra e la sensazione è così terrificante che senti che qualcosa deve rimanere tuo o rimarrai perduta in lui per sempre.
A lui basta solo una carezza per possederti.
E così sei lì, premuta contro al muro, schiava della sua bocca e delle sue mani e della sua pelle che si scopre piano e del suo profumo così intenso, che pensi a come sia diverso il suono del vestito di seta sul tuo corpo dal rumore della stoffa della sua divisa contro quello di lui. E' una melodia che non ti stanca mai -potresti ascoltarla all'infinito senza sentirtene sazia. E poi perdi anche quel briciolo di te stessa che t'era rimasto, in pensieri sciocchi che comunque riguardavano lui. La musica della vostra passione si prende la tua voce e la modella nei gemiti sensuali che gli sospiri all'orecchio. Sei perduta.
Irrimediabilmente, innegabilmente, appassionatamente perduta.
Lui sa benissimo il potere che ha su di te. Sa benissimo che oramai il tuo desiderio si è fatto calore ardente tra le tue gambe e ti prenderà lì contro a quel muro, come ogni volta. Come dopo ogni festa, quando la costrizione alla compagnia di un pubblico che vi è indifferente vi fa apprezzare ancora di più l'intimità della vostra casa, e del buio che si riempie dei vostri sospiri. A volte, ti sembra che fare l'amore con lui in questo modo e in questo momento sia un aggrapparsi l'uno all'altra per dimenticare le finzioni e le maschere che avete dovuto indossare fuori. Per te, è il mistero della sua musica che è incredibilmente affascinante.
L'ultima nota della vostra canzone è sua. La sua fronte si posa sulla tua spalla, i suoi capelli ti accarezzano e le gambe gli cedono, e si lascia cadere seduto sul pavimento trascinandoti con sé, tenendoti per le gambe che solo qualche minuto fa gli hai stretto intorno ai fianchi. E' sempre così -quel bisogno di tornare voi stessi e di appartenervi che finisce con i vostri corpi allacciati sul pavimento.
Tra poco lui si riprenderà abbastanza da rialzarsi e portati a letto -intanto tu rimani stretta a lui, divorando ogni suono possibile perché tutto succede sempre in un silenzio così pieno da essere quasi sacro.
Quasi magico.
La vostra musica impregna ancora l'aria, fatta di tacchi a spillo seta gemiti sesso e orgasmo. E tu?
Tu pensi solo che non potresti mai indossare qualcosa che non sia seta.
Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata, nonostante il suo odio per questi racconti XD
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero
