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LIME
IV. Pioggia d'autunno
#04. Rain on Sunday

Sei uscita perché ti piace l'idea di passeggiare tra il giallo e l'arancio.

Hai sempre amato l'autunno più delle altre stagioni, perché l'hai sempre trovato delicato e discreto nonostante i colori quasi sgargianti delle foglie che riempiono i viali. Hai sempre passato l'autunno a Balamb e quest'anno, essere vicina a Timber ti ha permesso di assaporare un autunno diverso, con tutta la magia della sua tavolozza che accanto al mare non hai mai potuto ammirare davvero.

I viali così larghi, lastricati di alberi e pieni di foglie, non ti hanno mai fatto sentire così in pace con te stessa.

Ma poi è arrivato quello scroscio di pioggia, violento e improvviso, proprio mentre stavi tornando al Garden, e visto quello che è successo dopo non sai se esserne contenta o meno. Forse non avresti accettato, se lo avessi saputo -ma sai anche che è stupido iniziare coi se, coi ma, coi forse. Perché forse se avessi saputo che l'avresti incontrato non saresti nemmeno uscita.

Non doveva nemmeno essere lì. Tu lo credevi a Fisherman's Horizon, e ti sembrava una buona cosa, significava non avere più contatti con lui. Ma proprio fuori dalle porte della città la pioggia t'ha inzuppato gli abiti e quando la macchina s'è fermata accanto a te, offrendoti un passaggio, non hai creduto che ci fosse nulla di male. Avresti dovuto capirlo da tempo che a te, Seifer Almasy ha sempre portato problemi.

La cosa strana è che in realtà, non ti penti di nulla. Di certo non ti è piaciuto essere bloccata per ore nella sua macchina per colpa di qualche guasto meccanico che lui ti ha spiegato e tu non hai capito, e di certo non ti è piaciuto che i tuoi vestiti umidi finissero per terra, a sporcarsi. Però all'improvviso ti senti leggera, come se finalmente fosse successo qualcosa che doveva succedere e anche se non è così che avevi immaginato di perdere la tua verginità, non riesci davvero a trovarci qualcosa di...sbagliato. Ripensi soltanto a tutto quello che è successo nell'anno appena trascorso, alla persona diversa che hai lasciato dopo aver sconfitto Adele e a quella che hai trovato oggi. Lui è diverso, tu sei diversa, e forse le frecciatine di allora non hanno più spazio, adesso. Sai bene che punzecchiarlo come allora significherebbe colpire dove è più debole -nei suoi sogni infranti.

Inizi ad avere freddo. Non hai voglia di rivestirti, e ti tieni come scusa il fatto che senti ancora un po' di dolore e stare seduta è fuori discussione. E poi ti piace sentire il rumore della pioggia che cade forte contro la macchina di Seifer, e speri che prima o poi il riscaldamento basti almeno ad asciugare i tuoi vestiti. Lui è uscito, poco fa, a cercare di riparare il guasto -anche se secondo te è soltanto scappato per evitare le tue domande, senza sapere che in realtà non hai domande da fargli. Non sapresti nemmeno perché fargliene, perché alla fine sì, sei andata a letto con lui e probabilmente gli hai macchiato di sangue il sedile della macchina ma tutto questo non è così importante per te. Sapevi fin dall'inizio che non l'avresti più rivisto -lui non tornerà mai al Garden, e probabilmente ci sei andata a letto proprio per questo.

Niente impegni che spaventano te quanto lui.

Ora che ci pensi, qualcosa in lui ti ha sempre affascinato. Forse è la sua natura ribelle, la sua costante ricerca d'attenzione che somiglia così tanto alla tua, forse è la sua sfacciataggine e la sua sicurezza di sé. Il fatto di non aver mai avuto nulla di queste cose ti attira come una falena alla fiamma, ed è soltanto naturale che tu te ne sia accorta dopo esserti bruciata. Ma il dolore diventa più molle, man mano. E' stata questione di un attimo -il lunghissimo, eterno attimo in cui le tue dita hanno sfiorato la sua fiamma. Rimarrà una cicatrice, anche a te. In un modo o nell'altro, Seifer ha lasciato cicatrici su chiunque si sia avvicinato a lui...ed è ironico che non intendesse lasciarne che una, sulla fronte del suo rivale.

Bussa al finestrino, adesso. Ti fa segno che potete ripartire, ed entra in macchina accomodandosi alla guida, aspettando che tu ti rivesta e sia pronta a sederti, accanto a lui. Ti prendi tutto il tempo che ti serve, rimuginando che lui è simile all'autunno che ami tanto. Bello e malinconico, che arriva con una ventata di freddo quasi gradita dopo un'estate calda e polverosa. Se fossi in te, sai che ti chiederesti come è stato possibile tutto questo -ammirare l'autunno che colora Timber, essere sorpresa dalla pioggia, salire sulla sua macchina, irritarti per i suoi modi e poi scioglierti ai suoi baci quando ha creduto che potessero sistemare qualcosa. Dovresti irritarti con te stessa, ma allo stesso tempo stai bene -sei finalmente serena, dopo mesi.

Non vede il tuo sorriso, è troppo preso a guidare attentamente perché non vuole fare nulla che possa infastidirti. Ha ancora il terrore delle tue domande e non ha ancora capito che tu non vuoi chiedergli niente, e che questo silenzio che gli tortura i nervi è per te quanto di più desiderato possa esistere. Continui a sorridere alla pioggia che picchia contro al vostro parabrezza, una mano in grembo che ti massaggia inconsciamente e l'altra che attorciglia una ciocca di capelli. E prima che tu possa pensare qualcosa di concreto -prima che tu possa decidere anche solo come salutarlo, siete arrivati e il Garden di Balamb ti offre un rifugio più sicuro di questa macchina. Seifer non potrebbe mai fare il meccanico.

Sei appena uscita, sotto la pioggia, quando lui ti richiama. Ti volti a guardarlo lasciando morire il sorriso sulle tue labbra, la sua espressione è troppo confusa e smarrita per mostrargli che tu invece sei perfettamente in pace, così come sei. Anche se hai tra le gambe un dolore pulsante ma quasi placido, che rimane come a fare da sottofondo al vostro addio. Presto anche questa parte di Seifer se ne andrà, e ti rimarrà solo la cenere delle tue ali incendiate.

Ma bisogna pur sfidare il dolore a volte, mh?

Lui scribacchia qualcosa, te la passa dal finestrino aperto, incurante dell'acqua che gli entra in macchina. Prendi il biglietto facendo attenzione che non si bagni troppo. "Chiamami," ti dice, e poi chiude il finestrino, si volta e torna a Timber, dove era diretto fin dall'inizio. E' come se solo ora ti rendessi conto che ha fatto tutta quella strada in più solo perché tu potessi arrivare asciutta. Che strano che tu sia ferma lì, comunque bagnata, e con quel dolore che per quanto appena percettibile sembra occupare tutti i tuoi sensi.

Non sai per quanto tempo sei rimasta lì fuori, a fissare i numeri su quel biglietto. Non sai se lo chiamerai davvero, il suo ordine è stato così incerto che non sai nemmeno se prenderlo sul serio. Alla fine, qualcuno ti viene incontro con un ombrello inutile e tu ricordi che devi entrare. Domani dovrai startene a letto con un bel raffreddore...scansi l'ombrello che oramai non ti serve più, fai cenno alla cadetta che ti è venuta incontro di rientrare, che stai bene.

E' solo quando alzi il viso contro la pioggia sferzante che capisci -a te l'autunno non piace.

Tu l'autunno lo ami.


Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata, nonostante il suo odio per questi racconti XD
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero