Disclaimer: Final Fantasy e i suoi personaggi sono un marchio registrato Squaresoft-Enix, e vengono qui utilizzati senza nessuno scopo di lucro. Nessuna violazione del copyright è pertanto da ritenersi intesa.
Nota dell'autrice: questa "drabble" è l'unica per cui voglio svelare il personaggio femminile. Si pone alla fine del secondo disco, nel momento in cui Artemisia entra in Rinoa e abbraccia (bacia?) Seifer ordinandogli di trovare la Lunatic Pandora. In questa storia suppongo che Rinoa posseduta baci Seifer prima di dare l'ordine. Il personaggio femminile è quindi Artemisia. Scusate l'idea malsana
LIME
V. Sacro
#05.
Sanctuary
Non credi di aver mai conosciuto l'affetto, quello fisico dei baci e degli abbracci e delle carezze.
Il tuo potere ha creato un vuoto, intorno a te. Il tuo nome, conosciuto fin dal passato, ti ha condannato al disprezzo, alla solitudine e al terrore. Tua madre è stata l'unica che non ti ha mai abbandonato, ma è morta quando tu eri così piccola. L'unica cosa che ricordi di lei è quel suo profumo di sapone per bucato. Forse non pensava che saresti stata proprio tu a diventare la strega degli incubi uccisa da sei valorosi ragazzi, perché ogni generazione ha pensato che sarebbe stata quella successiva a vedere la tua tirannia, e così tua madre ti ha dato quel nome solo per celebrare l'ultima regina di Centra. Artemisia, la donna che bevve le ceneri di suo marito pur di averlo ancora una volta con sé. Artemisia, la donna che costruì una colossale tomba per la morte del suo marito fratello.
Tu sei quanto di più lontano possa esistere da quella donna. Sei la strega senza cavaliere che vuole piegare il mondo alla sua volontà, perché sei cresciuta conoscendo lo splendore dell'antico regno di Centra nei libri che tua madre ti ha lasciato in eredità quando eri ancora troppo piccola per leggerli. Sei cresciuta con l'idea di quell'amore tragicamente pulsante e vivo anche dopo la morte, sei cresciuta con l'idea che anche tu avresti potuto avere un piccolo, un minuscolo gesto d'affetto. Se solo tuo padre non avesse avuto paura. Se solo tua madre avesse scelto di segnare la tua vita con il nome di un'altra regina, di un'altra donna forte. Se solo non avessi sempre avuto questa malinconia aleggiante intorno a te, questa placidità dei modi che ti rendeva pigra e molle e troppo incline a seguire la corrente senza combattere.
Sai che comunque, è proprio questa mancanza pungolante a lasciarti cadere nella pazzia. Sai che il tuo nome è stato una condanna e quando si è abbinato ai tuoi poteri, è diventato la tua tortura. Non hai avuto tempo nemmeno di accorgerti che la tua vita sarebbe cambiata, perché erano già pronti ad ucciderti. Tu avevi già imparato però che il tempo non può essere ingannato -lo hai sentito quando sei scivolata nel corpo di Edea Kramer e ti è stato chiaro, dai suoi ricordi, quello che era successo. E' come se la memoria del tuo potere si fosse risvegliata e miliardi di immagini ti hanno riempito la testa, migliaia di urla, migliaia di spade, migliaia di dolori infiniti e impossibili che ti hanno distrutta, lacerata e spezzata e quando ti sei svegliata ti era rimasta solo la tua pazzia.
E la pazzia di chi, prima di te, era stata perseguitata, torturata e uccisa.
Dicono che il tuo odio è ingiustificato. Ma nella tua vita l'odio è tutto quello che hai avuto -non sai cosa sia la comprensione, la tenerezza, la serenità, perché eri ancora troppo piccola per ricordartene e per quanto ti sforzi, tua madre è solo un profumo leggero di sapone per te, e nulla più. E un profumo non accarezza, non consola, non restituisce la pace quando ci si sveglia di colpo la notte per un incubo. Tua madre voleva solo che tu fossi una donna forte. Voleva che fossi una regina e forse per lei lo eri, ma poi lei se n'è andata e non c'è stato più nessuno che ti abbia protetto. E amato. E capito.
E' stato strano cadere nel corpo di Edea. Una madre affettuosa il cui potere era stato usato per rassicurare. C'è stato questo caldo leggero quando sei entrata in lei, il caldo del camino acceso quando torni in una sera d'inverno. Sei rimasta dentro di lei a lungo, fingendo di essere uno dei bambini di cui lei si prendeva cura nei ricordi, sei rimasta dentro di lei accarezzando da una parte l'idea dell'essere una figlia e dall'altra quella di distruggere ogni cosa che ti ricordasse che tu non eri una persona, solo un bozzolo d'odio, un groviglio di negatività che aveva la maledizione incombente di un potere inarrestabile. Serve gente del passato per arrestare la tua forza, e tu lo sai. Lo ricordi anche se non lo hai mai vissuto. Sai che morirai per mano loro e sai che stai creando un paradosso, così. Ma sai anche che così, avrai l'unico gesto d'affetto della tua vita -qualcosa che ricorderai morendo. Forse, stavolta puoi spezzare il circolo. Dire qualcosa di più, mettere in guardia qualcuno, far sapere che è la loro persecuzione a crearti. Tu saresti solo una ragazzina spaventata, se il loro odio non t'avesse riempito fino a divenire tuo.
Il ragazzo biondo, davanti a te, ha perso. Tocca a te combattere e lo fai quasi malamente, sapendo che anche stavolta dovrai andartene. Sapendo che andrai in colei che riverserà su di te il suo potere attraverso generazioni di donne perseguitate e corrotte dalla malvagità dell'uomo. Ti permetti solo di ricordare che per qualche settimana, sei stata la mamma di quel ragazzo biondo, che per qualche settimana hai avuto la possibilità di essere guardata con ammirazione, con affetto, coi ricordi nei suoi occhi. Per qualche settimana, non sei stata la strega da uccidere, ma hai avuto il volto di una madre che rimboccava le coperte ai suoi bambini, che leggeva loro le favole, che li sgridava con un sorriso quando mangiavano poco, che curava le loro ferite, sedava le loro liti, asciugava le loro lacrime e sorrideva delle loro risate.
Il tuo tempo da mamma è finito.
Il cuore ti perde un battito quando scivoli nella coscienza della ragazza vestita d'azzurro. E' un caldo così forte da essere quasi bruciante, il suo; è così giovane, fresca e viva che ti pare che qualcosa dentro di lei sia incendiato. Poi capisci che è amore, perché non sai ancora bene come insinuarti in un corpo che non ha accettato del tutto il potere di Hyne e non hai del tutto il controllo su di lei. Ti senti mentre la ragazza d'azzurro si volta verso il ragazzo che ti ha sconfitto -il ragazzo che ti ucciderà. Senti il suo cuore -o è il tuo?, che accelera, e poi si calma quando vede che non ci sono ferite su di lui. La sensazione estranea di un sorriso riconoscente e sereno si affaccia sul tuo volto. E' così disturbante che hai paura di quello che ti si muove dentro. Sembra quasi lenire il tuo dolore nel momento stesso in cui lo rende ancora più pungolante e profondo.
E poi finalmente hai il controllo del suo corpo. Ti muovi meccanicamente verso il ragazzo biondo, ancora a terra, stanco per la battaglia e per le ferite. Ti chini accanto a lui col cuore che ti batte all'impazzata, perché i tuoi ricordi sanno cosa sta per succedere e hanno più effetto sul tuo corpo di quanto tu stessa non voglia ammettere. E' un abbraccio che trabocca affetto quello che gli dai, quegli abbracci pieni di bisogno che sanno dare soltanto le persone che non ne hanno mai ricevuti. Quegli abbracci timidi e così forti, quegli abbracci commoventi che sembrano potersi rompere ad ogni secondo. Curi le sue ferite, gli chiedi di trovare la Lunatic Pandora -l'ennesimo passo verso la tua rovina. Lo sai, ne hai paura. Per certi versi, non vedi l'ora che questa rovina arrivi e che l'odio finalmente ti lasci in pace.
Una sensazione estranea ti prende la gola, mentre ti abbassi a sfiorargli le labbra in un gesto che ti è così estraneo. Senti gli occhi degli altri su di te, sulla ragazza vestita d'azzurro, sai di somigliare a un'amante ferita che si china sul suo innamorato distrutto. Non ti importa quello che pensano, perché sai che non servirà a nulla, tra poco. Il momento in cui le sue labbra sono sulle tue è infinito, anche se può essere durato forse un millesimo di secondo -ma loro non lo sanno, loro non possono sapere cosa può significare un solo gesto d'amore in una vita di odio e disprezzo e terrore e persecuzione.
Non hanno idea di quanto quell'insignificante millesimo di secondo diventi sacro.
Le sue labbra sanno di sangue, sono tagliate, screpolate, ti graffiano e per un momento ti senti viva, anche se sai benissimo che sono le labbra della ragazza vestita d'azzurro a toccarlo. Non ha importanza, questo bacio è tuo. Nessuno può portartelo via.
La sensazione nella tua gola pare volerti soffocare.
Devi tornare nel tuo tempo, adesso. Ti ritrai da lui lasciando che si alzi e vada ad eseguire il tuo ordine, e scivoli via dalla coscienza del passato con un po' di rammarico e un po' di gratitudine. Verranno da te, tra qualche settimana, a porre fine alla tua vita e spazzare via dal mondo la tua minaccia di distruzione. Tu, che porti il nome di una regina che ha vissuto d'amore.
E' solo quando ti svegli dal sonno in cui ti pone la Junction Machine Ellione che scopri cosa fosse la sensazione che ti chiudeva la gola.
Lacrime.
Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata, nonostante il suo odio per questi racconti XD
Una piccola nota. Devo ringraziare il sito gli autori di questo FAQ su per l'idea che il castello di Artemisia fosse molto simile al Mausoleo di Alicarnasso. Se vi interessa un'analisi della trama di FFVIII, e soprattutto dei "rapporti" tra Artemisia (nella versione inglese Ultimecia) e Rinoa, quel FAQ è l'ideale. Devo dire che senza di loro non avrei mai collegato il castello al mausoleo e l'idea di associare questa Artemisia con la figura storica non mi avrebbe toccata.
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero.
