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LIME
IX.
Fontana di notte
#09. Ice water
La sua bocca sa di vittoria.
Sono passati due giorni ma è come se aveste vissuto mesi in quella pace di felicità delirante che ha portato la sconfitta di Artemisia. Ovunque andiate, la gente è in festa, vi acclama, le vecchine vi abbracciano e i bambini vi guardano con gli occhioni adoranti e decidono che seguiranno i vostri passi. La pace è così dolce, la vittoria così rilassante, la felicità così spossante che ti sembra di aver già vissuto una vita intera in poche ore.
Ti sta baciando. Sulla sua lingua c'è il sapore del vino, della festa, e ti sembra che questo bacio sia quanto di più gioioso tu abbia mai avuto. Stavate camminando per Dollet, sfiniti dai giorni di celebrazioni che vi hanno portato ovunque; sfiniti dalla gioia degli altri, dalla riconoscenza, dalla gratitudine di essere vivi e poter ancora avere tutto quello che avreste potuto perdere -il sorriso di qualcuno, l'abbraccio a qualcun altro, le risate, gli scherzi, persino il gioco a nascondino dei bambini di questa città. Era tutto così strano, quando siete arrivati, come trattenuto; e poi è tutto esploso all'improvviso, e ti sei voltata verso di lui e non t'è sembrato possibile che tutto questo avvenisse grazie a voi.
E' notte, adesso. Da qualche parte c'è ancora la musica, sulla spiaggia qualcuno ha acceso un falò e le chiacchiere vi inseguono, dal ponte alla piazza dove sei corsa per fuggire al suo attacco di solletico. Ma lui è troppo più veloce di te, e quando ti afferra ti accorgi che è anche troppo più pesante, e perdi l'equilibrio trascinandolo con te nella fontana. E quando riemergi dopo aver bevuto sorsate d'acqua perché non hai saputo trattenere le risate, lui ti fissa con quegli occhi scherzosamente arrabbiati perché hai bagnato il suo cappello preferito. Tu ridi ancora di più.
E' solo quando lui ti riabbraccia che il calore del suo corpo ti fa sentire quanto l'acqua fosse gelida. E' uno sbalzo così scioccante che gli tremi tra le braccia e non sai se lui l'abbia scambiato per qualcosa di diverso, se abbia pensato che l'eccitazione sottile che gli hai sentito addosso avesse preso anche te. Sai solo che poco dopo le sue labbra sono di nuovo sulle tue e sono così diverse dagli altri baci -così più ruvide, così più aggressive, così più esigenti che la tua risposta ti sembra sempre troppo flebile, troppo inesperta, troppo da bimba. Ti sembra che all'improvviso lui sia un uomo e tu soltanto una ragazzina alle prime armi.
Ti lascia andare solo per uscire dall'acqua. Tu lo segui, cercando di scaldarti come puoi ma lui ti prende la mano e ti trascina giù alla spiaggia, in una corsa che ti fa tremare ancora di più di freddo quando i vestiti bagnati si appiccicano alla tua pelle, e l'aria di inizio autunno ti investe. Vicino al mare è ancora peggio; ma lui ti fa scendere dalle scale, e ti trascina dietro ad una colonna, e poi è tutto troppo buio e sai solo che sei lontano da tutto e da tutti e c'è lui che ti preme contro ad un muro e ti bacia.
Ti piace il suo calore, anche se i vestiti bagnati lo diminuiscono. Contro la tua pelle le sue dita sono morbide, delicate, e ti chiedi se anche tu gli sembri così gentile o se dovresti essere più disinvolta, anche se dentro tremi all'idea di quello che state per fare. Lo senti aprirti il vestito, accarezzarti i seni, lasciarti la bocca per sentire i tuoi gemiti e non sai se i tuoi capezzoli si stiano indurendo per le sue carezze che ti sembrano così esperte o se per il freddo, o l'eccitazione, o la paura di fare l'amore per la prima volta e di essere scoperta. Lui ti avvolge nel suo soprabito.
Non l'avevi immaginata così. Non così di fretta, non così appassionata, non con un ragazzo che sembra avvolgerti di sensualità e toccare ogni corda dentro di te. Avevi pensato che ci sarebbe stata una cena romantica, una dichiarazione d'amore, un posto speciale e un letto morbido e caldo in cui condividere ogni cosa. Ma non cambieresti nulla di questo momento -non le sue labbra che ti sfiorano il collo, non la sua voce ingrossata di desiderio, non le sue mani che ti sembrano caldissime e poi sempre più fresche, non il tuo corpo che si scalda sotto alle sue dita come se lui ti stesse incendiando. Non quel desiderio liquido che ti senti ardere tra le gambe.
Puoi solo cercare di accarezzargli il petto, mentre lui si slaccia i pantaloni e scosta le tue mutandine di lato per prenderti. Ti solleva le gambe, se le stringe ai fianchi, e la tua verginità se ne va nascosta dal suo soprabito, l'unica intimità che avete. C'è dolore, ma sei così abituata alle battaglie che ti sembra sopportabile. Non è nemmeno così terribile come l'avevi immaginato. Non c'è piacere, forse non c'è spazio: sei troppo presa a sentire ogni cosa, i suoi gemiti, la sua voce, le sue labbra che cercano il tuo seno, il suo sesso dentro di te che scorre aumentando il tuo dolore. Lui lo sa, ma sa anche che a te non importa. Lo hai voluto. Forse lo hai cercato. Tanto ti basta.
Poco alla volta lui si muove più forte, la sensazione dentro di te si fa più violenta. Qualcosa ti si libera nello stomaco attorcigliato dall'emozione, e lasci andare un gemito che non è nè di piacere nè di dolore, forse è solo la gioia di appartenergli dopo aver avuto la paura di perderlo per sempre. Il tuo corpo non sente altro che questo: la sensazione tutta fisica di essere insieme a lui.
Ti sembra un momento infinito quello in cui lui ti tiene spinta contro il muro e continua a penetrarti, con il viso nascosto contro la tua spalla. Non hai coscienza del tuo corpo ma in qualche modo sai che ti stai muovendo insieme a lui, che la tua bocca si allarga, che la tua testa si reclina all'indietro e hai gli occhi chiusi. Qualcuno potrebbe pensare che stai vivendo un piacere intensissimo, ma la realtà è diversa, il tuo corpo non registra nulla se non il suo membro che ti dilata e ti fa sua. Ti senti i sensi come annebbiati, eppure quando lui si lascia andare ti sembra di adorare il suono che è uscito dalla sua bocca, il calore che è uscito da lui, e ti dispiace che sia tutto finito. Per un momento, t'è sembrato che non potesse finire mai e la sensazione di essere presa tra il dolore e il piacere e la paura e l'eccitazione ti ha fatto sentire viva.
Rimane contro di te a lungo, finchè il suo respiro si è normalizzato e le sue mani ti rivestono. Il suo sesso ti abbandona ed è solo allora che un po' di piacere ti fa trattenere il respiro. Lui se ne accorge, sorride. Ti risistema, ti lascia andare, ti fissa negli occhi e ti senti arrossire.
E poi ti promette, con la voce ancora scura di desiderio, che la prossima volta andrà meglio.
E ti prende per mano, ti riporta indietro, cercando di proteggerti dall'imbarazzo quando si accorge che cammini diversamente. E si ferma all'inprovviso, di fronte alla fontana in cui sei caduta trascinandotelo addosso e seducendolo.
Lui sorride. Dall'altra parte c'è albergo in cui dormirete; lo vi accenna appena con la testa e una strizzata d'occhio.
Per la prima volta, da quando lui ti ha portata via da lì, sorridi anche tu. Ti senti sensuale, seducente, anche se hai scoperto il sesso da poco.
E poi ridi, perché ricordi che hai sempre adorato le fontane di notte.
Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata E se ve lo state chiedendo, sì, la nota finale la copio-incollo sempre (per via dei link) XD
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero
