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LIME
XI. Strada di casa
#11. Roadside

Finalmente può tornare a casa.

Sono due anni che non lo vedi, e non sai nemmeno se lo riconoscerai. Per quel che ne sai, potrebbe essere cambiato completamente; le uniche notizie che hai avuto di lui sono state quelle sporadiche lettere che lui ti inviava dai posti più disparati del mondo. E adesso sei un po' emozionata, un po' nervosa, e speri che nessuno noti quanto ti tremano le mani.

Pensi a due anni prima, quando eri solo una ragazzina. Quando ognuno di voi ha deciso che aveva bisogno di passare del tempo con se stesso, per riflettere su quello che era stato, su quello che era stato fatto e sui cambiamenti che tutto aveva inevitabilmente portato. Non sai dire come siano andate le cose, per te; ti sembra di essere come due anni prima, solo un po' invecchiata, e l'essere qui forse te lo conferma. Tra tutte le persone che potevano andare a riprendere Seifer, perché proprio tu?

Il treno entra in stazione, ferma il corso dei tuoi pensieri. Lo guardi scendere e ti sembra che anche lui sia soltanto invecchiato: i capelli biondi sempre corti, una barba un po' incolta, il fisico più muscoloso di quello che ricordi. Ti si avvicina, ti saluta, con un'ombra di sorriso. Non è più il ragazzo che era due anni fa...troppe cose sono successe e se avesse resistito a quei cambiamenti, sarebbe stato quasi inumano.

Ti chiede di poter guidare lui, mentre parlate del più e del meno e si informa di cosa sia successo mentre era lontano. E' successo poco, alla fine, tutto quello che è cambiato è cambiato dentro le persone e non credi sia compito tuo farglielo sapere, saranno quelle persone a farglielo scoprire. Parli solo di quello che è tangibile; del giardino ricostruito, della zona segreta ripristinata, del coprifuoco abolito. Sai che il Garden è anche casa sua, e lui sarà felice di quei cambiamenti.

E poi non c'è più nulla da dire. I suoi cambiamenti, lui, non ha bisogno di dirli: li puoi vedere tu stessa. Li avevi già visti dopo la guerra, ma allora non pensavi che il tempo li avrebbe resi stabili. Pensavi che sarebbero passati, insieme al dolore e alla delusione; e invece sono ancora lì, su di lui -su ognuno di voi. Il silenzio non è pesante, anche se ti aspettavi il contrario; tutte quelle differenze, tutto quel tempo, tutte quelle cose da dire che invece ti viene spontaneo tacere dovrebbe riempire la vostra macchina di imbarazzo, e invece anche se senti solo il rumore del motore e dei vostri vestiti che frusciano, ti sembra che non potresti essere più a tuo agio.

C'è una sensazione che ti tormenta, alla base dello stomaco. Come un presentimento che hai iniziato a sentire fin da quando ti hanno detto di andare tu a prenderlo e riportarlo al Garden, perché tu Seifer lo conosci, meglio di chiunque altro, forse. Anche se è un ragazzo che non si è confidato mai con nessuno e nessuna sa cosa pensi davvero. Forse Squall ha visto uno stralcio della sua anima, ma è stato così poco...e tu vorresti così tanto, perché alla fine lui è importante per te e non conoscere nulla di lui un po' ti rattrista. E' un po' emozione, un po' nervosismo, un po' paura di confessioni che non sei del tutto pronta a sentire. Lui nemmeno le vuole fare, forse, ma l'idea che potrebbe, che proprio tu potresti essere la depositaria delle sue confidenze, ti fa tremare dentro.

Poi la sensazione diventa sempre più forte, quando lui si allontana dalla strada principale e porta la macchina verso il bosco, perché gli alberi possano proteggervi. Sai già cosa succederà, adesso; è sempre stato così. Non sei mai stata la depositaria delle confidenze di nessuno, tanto meno la sua. Sembravi troppo fredda, forse, e anche se la tua amicizia possiede una lealtà feroce, nessuno è mai andato oltre quello che appari. C'è solo stato questo, tra di voi: una frustrazione momentanea, due solitudini che si incontravano, la tua incapacità di dirgli no perché se sei un'amica ferocemente leale, sei anche un'amante fedele in maniera lacerante. A lui non interessa che tu sia solo sua, però. E' solo che un po' di casa sua forse è in te, e ti piacerebbe pensare che è da te che torna, ma sai benissimo che sarebbe illuderti. In te c'è solo la sensazione, per lui, di tornare dove era stato rifiutato e bollato come traditore.

In te c'è la gratitudine di essere riaccettato.

La cosa strana è che non ti ha mai baciato, le altre volte, ma ora le sue labbra ti sfiorano con una delicatezza che ti commuove. Non hai mai avuto tanta tenerezza nella tua vita, e nessuno ti ha mai trattata con questo candore. E' come se ti vedesse per la prima volta, e man mano che i tuoi vestiti cadono e la sua pelle ti incontra lui si sazia gli occhi di ogni centimetro di te. Chissà cosa ricorda, chissà cosa pensa. E' silenzioso, lui, ma questo non ti importa -lo sei anche tu. A volte, basta la sensazione d'essere tornati.

E le parole sono inutili.

Il silenzio, la sua dolcezza, la sua attenzione nello scivolarti dentro senza farti male -perché lui sa che sei sempre sua, rendono difficile tutto quanto. Fatichi a convincerti che devi considerare quello che succede per quello che è davvero -uno scoppio di lussuria impossibile da trattenere. Le altre volte era solo questo, lussuria. Il bisogno di sesso. Adesso c'è bisogno, ma è così diverso; ti sembra quasi di stare con un uomo che non conosci, eppure sai che è lui, la pelle che tocchi è sempre morbida come la ricordi, i muscoli sotto alle tue dita sono gli stessi, la barba che ti punge il viso quando ti bacia è una sensazione gradevole, pur nella sua durezza, e i capelli in cui affondare le mani sono gli stessi che toccavi due anni fa. Ma il modo in cui fa l'amore con te è diverso. Perché ti tratta come una donna da amare e non come una donna con cui sfogarsi.

Ti rimane addosso a lungo, dopo. Le sue mani ti accarezzano i fianchi, le tue mani gli accarezzano la schiena. Nessuna parola tra di voi, nemmeno i vostri nomi tra i gemiti di poco fa -un silenzio che trovi assordante ma che non è fastidioso. Che strano connubio. E' tutto come due anni fa, come se il tempo si fosse azzerato: siete ancora i due ragazzini soli che cercano conforto l'uno nell'altra, che si nascondono tra gli alberi del bosco. Eppure ti sembra che siano passati secoli da allora, e che non ci sia più nulla come allora, che non ci sia più solitudine sfogata nella lussuria, che non ci fosse rabbia, risentimento e frustrazione che lo faceva spingere tra le tue gambe.

E' tutto nuovo e giusto, e le parole inutili. E' tornato.

Si rialza, dopo un tempo infinito, si riveste e aspetta che anche tu ti sistemi prima di mettere in moto e ripartire. Mentre tornate al Garden, tieni gli occhi fissi fuori dal finestrino, come per imprimerti nel cervello le immagini del posto in cui questo straordinario cambiamento dentro di te -dentro di voi, è avvenuto. Sorridi.

Guida come allora, troppo vicino al ciglio della strada.


Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero.
Non so se domani riesco a postare la prossima. Può darsi. In ogni caso, tanti auguri di Buon Natale a tutti voi, che sia il più felice che abbiate mai avuto :D