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LIME
XIII. Luna di pace
#13. Moonlight

Non sai cosa ti sia preso.

Lo hai guardato, stasera; insieme avete visto i vostri amici fare festa, Squall sorridere, e la pace calare sul mondo con l'allegria che piano piano diventava stanchezza. Hai guardato i suoi occhi, perché ti hanno sempre affascinato, con quel loro colore così indefinibile. Sono così saturi di blu da essere scurissimi e credi che sia per quello che ti sei innamorata di lui.

Poi è diventato tutto molto nebuloso. Forse hai bevuto troppo vino, per festeggiare, forse hai riso troppo. Sai solo che qualcosa è scattato, dentro di te, e hai ricordato la solitudine di questi mesi: il grigiore della tua stanza, il silenzio, mentre gli altri erano da qualche parte per stare insieme. Senza fare nulla di particolare, solo per la gioia di essere vivi, per un giorno ancora. In questi mesi non avete avuto speranza più grande.

Non sai perché tu non hai mai partecipato. Sai che la cosa ti ha sempre messo a disagio, e dopo il concerto non te la sei più sentita di fare tutto questo. Ti sembrava una mancanza nei confronti dei morti, ritrovarsi la sera per farsi sfuggire una risata; ma stasera non ti sei più trattenuta.

E così, senza sapere perché, lo hai trascinato per un braccio nella tua camera, lo hai baciato, e un po' alla volta lui ha capito. Ti è dispiaciuto tenere il buio più completo, perché avresti voluto osservare quegli occhi così profondi, ma l'imbarazzo era troppo e in fondo, va bene così. C'è tempo per vedersi; stasera dovevate soltanto toccarvi. Le sue mani si sono impresse su di te con più forza, la tua pelle lo ha recepito più intensamente perché la vista non ha potuto distrarre il tuo corpo. Ti sembra quasi di essere più sua.

C'è stato un momento solo in cui ti sei sentita in colpa; quando il tuo corpo lo ha accolto e la tua anima ha iniziato a ricordare un altro uomo prima di lui -un uomo che hai amato, e che è stato importante, ma che è morto, falciato dalla guerra insieme a tanti altri. Hai dovuto chiudere gli occhi, allora, dirti che hai soltanto diciassette anni e non puoi passare la vita a rimpiangere un amore perduto. Ma lui se ne è accorto nonostante i tuoi sforzi e si è fermato, ti accarezza il viso, la luna è uscita da dietro le nuvole e illumina il suo sguardo.

Hai sempre sentito dire che le persone potevano affogare negli occhi di qualcuno, ma non ci hai mai creduto. Erano romanticherie degne di un romanzetto rosa da quattro soldi. Ma adesso inizi a ricrederti: perché i suoi occhi sono così magnetici, così scuri, così profondi, che non puoi smettere di fissarli e forse è questo che le persone intendono con annegare. E sparisce tutto quello che non è lui, mentre rimani a fissare il suo viso che si inonda del piacere che gli stai dando. I suoi movimenti ti fanno sua, la sua voce ti possiede, il suo corpo ti reclama e non c'è un angolo, di te, che non risponda al suo volere. Ti sembra di annegare, di morire, di non appartenerti più e di poter esistere soltanto in lui, nelle mani che ti muovono, nella bocca che ti cerca, negli occhi che ti attraggono, misteriosi e seducenti.

Quando tutto è finito, ti manca il respiro. Per lui che ti cade addosso, per la gioia di avercela fatta, per quegli occhi che non ti fissano più e che sembrano essersi portati via un pezzo di te. Piano piano il mondo torna ad essere fatto di oggetti, di buio, e non più soltanto di pelle accaldata e sudata che struscia contro di te. Ti godi le sue coccole in silenzio, recuperando un po' di fiato, e poi lo senti rotolare via da te, stringerti a lui e ti ritrovi con la guancia sul suo petto, a sentire il suo cuore che ti riverbera dentro.

Ti sembra che il tempo si fermi, in qualche modo. Hai sempre saputo, per qualche orologio interno, che ore erano, ma adesso non sapresti dirlo. Potrebbe essere mezzanotte, potrebbe essere mattina. Non ne hai idea, senti solo il suo cuore che batte, le sue mani che ti accarezzano un fianco, il lenzuolo che vi copre. Alzi gli occhi per guardarlo; e lui ha ancora la sua coda di cavallo e ti sfugge una risata quando lo vedi così spettinato, e affondi la mano nei suoi capelli per scioglierli, e gettare il laccio per terra, insieme al resto.

E poi ti chini per un bacio, scosti qualche ciocca ribelle che il sudore del sesso gli ha appiccicato alla faccia, e di nuovo quegli occhi così vividi e intensi che ti fissano e ti possiedono. E la luce della luna sul suo viso, che accentua ancora di più quel blu così profondo.

Credi di non aver mai visto nulla di così bello.

Di questa notte ti rimarrà sempre quest'immagine: la fotografia viva e pacifica dei suoi occhi al chiaro di luna.


Note dell'autrice: questa fanfiction è un piccolo esperimento, di cui parlo un po' meglio nel mio blog Wide Awake. Fa parte delle storie del 5000x4, anche se è molto più breve (non abbastanza per essere un drabble, purtroppo), ed è ispirata ai temi della Writing Community 15 limes. Devo, come al solito, ringraziare Idreim per averla betata
Come sempre, termino col farvi presente che le risposte ai vostri eventuali commenti, critiche o domande le potrete trovare sul mio blog Wide Awake, per non rubare altro spazio qui. A presto, spero